“Basta dare del tu alle maestre”: parla Luca Zaia

zaia-maestre-tuttacronacaE’ intervenuto all’inaugurazione di una nuova scuola elementare a Badoere di Morgano, nel Trevigiano, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che, nel suo discorso, ha fatto notare come “Una volta si aveva paura anche del vigile urbano, adesso i bambini non hanno più paura di niente. Per forza, se anche le maestre si lasciano dare del tu”. Per il presidente, è una questione di rispetto dei ruoli: “Non è un ‘amarcord’, io sono per la modernità, ma vorrei porre la questione. Nella lingua inglese dare del ‘tu’ alla regina è una cosa normale, in italiano usare il ‘tu’ o il ‘lei’ è un segnale di rispetto dei ruoli. Fossi un formatore mi chiederei se sia più corretto nella formazione primaria dei bambini far dare del ‘tu’ a un insegnante, che rappresenta prima di tutto un’istituzione importante, oppure del lei. Forse varrebbe la pena di approfondire”.

Una coppia lo accoglie in casa: 17enne abusa del loro figlio

-17enne-abusa-minore-tuttacronacaEra rimasto senza famiglia e così una coppia di amici lo ha accolto in casa. Ma il 17enne, come riporta il Secolo XIX, per tutta risposta ha compiuto abusi sessuali sul figlio di appena 6 anni della coppia che gli aveva aperto le porte. Ora il ragazzo spezzino si trova in una comunità di recupero, dopo la misura cautelare disposta dal Tribunale del minori di Genova. Sul giovane grava l’accusa di violenza sessuale e minacce infatti, oltre a molestare il bimbo ed a cercare di avere rapporti sessuali con lui, lo avrebbe minacciato affinchè non riferisse alla madre le sue attenzioni morbose. La vicenda è venuta alla luce dopo che le maestre del piccolo si sono allarmate per il suo improvviso peggioramento dell’umore, visto che l’alunno era diventato nervoso e svogliato. Le insegnanti hanno cercato di capirne il motivo ed il piccolo ha raccontato loro di avere subito abusi in bagno dove il 17enne l’aveva accompagnato. Non hanno esitato a riferire quanto saputo sia ai genitori che ai carabinieri e, dopo mesi d’indagini, il pm Francesca Ghiglione ha disposto la misura cautelare.

Il video degli orrori: maestre picchiano e insultano un disabile

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Scene che in una scuola non si dovrebbero mai vedere. Il luogo dove dovrebbe essere insegnato a vivere si trasforma in una lotta quotidiana alla sopravvivenza fatta ai danni di un ragazzo di soli 15 anni autistico. Le immagini del video mostrano il disprezzo e di un insegnante di sostegno e di un’assistente sociale che evidentemente erano incapaci di svolgere il loro lavoro e ricorrevano alle botte, ai calci e alle umiliazioni.  Maria Pia Piron 59 anni e Oriana Montesin di 55, sono state arrestate con l’accusa di violenza ai danni di un allievo autistico.

Michele ha subito ogni tipo di violenza psicologica e fisica e solo alle telecamere installate di nascosto dai carabinieri è stato possibile ricostruire l’agonia dell’alunno disabile.

E’ il 3 aprile quando Michele è seduto al banco e sta scarabocchiando su un quaderno con un pennarello. L’assistente sociale, la Montesin, gli si avvicina e lo strattona tirandolo per i capelli e le orecchie. Non è finita, però. Passano pochi minuti, la donna torna e colpisce Michele alla testa con un righlello. Alle 11 arriva la Piron, il ragazzo mette le mani avanti al volo, ha paura. E lei spiega alla collega: “E’ un ragazzo che ti istiga”.  Istiga un ragazzo disabile che sta disegnando sul proprio quaderno?

 Ma il secondo giorno di riprese non va meglio. E’ una giornata di insulti e offese per Michele che viene definito “letamaio” e “asino”. Naturalmente non mancano neppure le botte… colpito alla nuca con una  bacchetta e con delle forbici e preso a calci sulle gambe. 

 Il terzo giorno di riprese, quello in cui finalmente avviene l’arresto che pone fine all’agonia del giovane, la Piron inizia a molestarlo alle 8 del mattino con:  “Ti spacco la testa, porcone animale. Ti spacco il naso!”. Il ragazzo terrorizzato non regge la tensione e si fa i bisogni addosso. A quel punto scatta l’esplosione di rabbia dell’insegnante che arriva a prendere un fazzoletto con del detersivo per mobili e lo passa sulla faccia del 15enne insultandolo di nuovo: “Hai finito animale. Sei un animale. Puttana di un porco!”. Ma il peggio avviene alle 11 quando l’assistente sociale colpisce Michele alla testa e al collo con le forbici.

E qui scatta l’arresto. Un uomo fa irruzione in classe e mostra il distintivo e avvisa che quel ragazzo va via con lui. Una delle donne si difende dicendo: “Ero molto stressata”.

Sono passati due mesi. Michele non va più a scuola e Oriana Montesin e Maria Pia Piron hanno ottenuto i domiciliari dopo aver versato 10 mila euro di risarcimento. Il pm ha chiesto il giudizio immediato. Ci può essere una pena per questi reati che possa restituire serenità a un ragazzo disabile maltrattato?

Il filmato contiene scene violente è perciò consigliato a un pubblico adulto e si avvisano gli utenti che comunque può urtare la sensibilità di alcune persone.

La maestra finisce ai domiciliari!

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Ancora una storia di violenza sui minori, ancora una maestra che maltratta i suoi allievi. Le videocamere installate dalla Procura in un asilo di  San Costantino Calabro, nel Vibonese, non lasciano dubbi. Ines Romano, insegnante nella scuola di infanzia era solita dare schiaffi, calci e spinte ai bambini che le venivano affidati.  Gli investigatori hanno avuto conferma proprio dal materiale audio-video e il gip di Vibo Valentia nell’ordinanza di custodia cautelare ha scritto che il filmato ”restituisce un quadro oltremodo eloquente della rigidità, autoritarismo ed aggressività connotanti la quotidiana relazione dell’indagata”. La 62enne ora agli arresti domiciliari è l’ultima insegnante di una triste serie a essere coinvolta in atti di violenza su minori. Leggendo ancora l’ordinanza del gip si evince che:

”L’insegnante non brilla certo per garbo e delicatezza, prediligendo sistematicamente maniere risolute, sbrigative, fisicamente aggressive, sfuriate verbali che, se in alcuni casi possono apparire giustificate dalle lievi intemperanze e fisiologiche disobbedienze dei piccoli, in numerose occasioni tuttavia, sia per l’eccessività sia per la gratuità della reazione, debordano in veri e propri ingiustificati ed inammissibili maltrattamenti vieppiu’ gravi a fronte della tenerissima eta’ e della delicata fase evolutiva dei fanciulli a lei affidati”. Sempre secondo il gip ”sia che si trovi a gestire situazioni di obiettivo disturbo alle attività didattiche, sia che espleti la normale mansione di controllo, è solita fronteggiarle ricorrendo sistematicamente, quotidianamente e reiteratamente sempre alla reazione violenta fisica o verbale e che va dalle leggere spinte, agli schiaffetti, alla minaccia di schiaffi, agli inseguimenti intorno ai banchi, al riposizionamento violento sulla sedia”.
Ines Romano era un’insegnante anche d’esperienza, da molti anni svolgeva questo lavoro, ma i suoi metodi, secondo quanto si legge nell’ordinanza, hanno messo in evidenza la “brutalità” e la “gratuità” di alcuni gesti che non hanno nulla di educativo, ma solo uno sfogo che sembrerebbe una rivendicazione personale nei confronti dei bimbi. Una frustrazione, quasi, che si ripercuoteva quasi quotidianamente su i piccoli che le venivano affidati.

Quando a scuola incontri il mostro!

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Quello che è emerso nella scuola romana San Romano è un incubo che non trova spiegazione se non nella frustrazione personale degli adulti incapaci di svolgere il proprio lavoro. Un disagio psicologico profondo di insegnanti che usano la scuola come sfogo delle loro repressioni e questo meccanismo è un aggravante poiché produce danni irreparabile nello sviluppo psico-fisico di bambini che si trovano di fronte “un mostro”. In fondo l’adulto disturbato è quell’orco narrato in tante favole che vogliono proteggere i bambini dall’orrore raccontando proprio di quelle “deviazioni”. Il lupo di Cappuccetto Rosso, la matrigna di Cenerentola, la strega di Biancaneve… il male viene da chi è più grande e più forte di noi. Non a caso la bruttezza e la vecchiaia ricorrono sempre nei “cattivi”.

La maestra Franca Mattei maltrattava i propri alunni e «con condotte pressoché quotidiane li offendeva proferendo insulti quali ”zozzo, scemo, sudicione, schifoso, bastardo”, li percuoteva con schiaffi al volto, tirandogli i capelli, strattonandoli violentemente, costringendo alcuni di loro a picchiarne altri».

Un meccanismo quindi in cui la maestra era il “mostro”, ma a sua volta i bambini erano i suoi “incubi” quotidiani. Una persona che commette reati deliberatamente perché incapace di relazionarsi con i suoi allievi.

«La maestra Mattei – riassume l’ordinanza – apostrofava il piccolo E. come ”una cosa inutile, un bambino che non capiva niente, un testone”, mettendo il bambino in una tale condizione di disagio e difficoltà che reagiva mordendo e fingendo degli svenimenti».

Mostri contro mostri in una mente criminale…

Bimbi di un asilo vittime di violenza e denigrazione: arrestate due maestre

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Una serie di indagini coordinate dalla Procura di Roma hanno portato agli arresti domiciliari per due donne, arrestate per maltrattamenti e percosse a bambini di quattro anni. A segnalare le violenze perpetrate da una maestra 63enne e dalla coordinatrice 57enne della scuola pubblica materna San Romano, di Roma erano stati alcuni loro colleghi e alcuni genitori dei bimbi. Le due “educatrici” hanno perpetrato comportamenti violenti e denigratori nei confronti dei piccoli alunni, umiliando verbalmente anche alcuni bambini con disagi e difficoltà psicoinfantili. Ma l’uso di epiteti come “scemo”, “zozzo” o “bastardo” erano accompagnati anche da episodi di violenza volta a ottenere obbedienza e non solo, la maestra avrebbe a sua volta incitato alcuni alunni ad essere violenti e a denigrare i compagni. Tra le varie azioni segnalate, anche il fatto di aver punito un bimbo, che si era fatto la pipì nei pantaloni, obbligandolo a inginocchiarsi e ad asciugare il pavimento con un fazzoletto di carta, in caso contrario, l’avrebbe costretto a pulirla con la faccia.

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