Anche la madre potrà dare il suo cognome ai figli: arriva il ddl

cognome-madre-tuttacronacaAppena qualche giorno fa la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre. Ora si corre ai ripari ed è arrivata la bozza di un ddl all’esame del Consiglio dei ministri che prevede che il figlio potrà assumere “il cognome della madre o quello di entrambi i genitori” in caso “di accordo tra i genitori risultante dalla dichiarazione di nascita”. Il provvedimento vale anche per i figli nati fuori dal matrimonio o adottati. Il disegno di legge, composto di 4 articoli, modifica l’articolo 143-bis del codice civile. Le disposizioni si applicano alle dichiarazioni di nascita successive all’entrata in vigore della legge.

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Portano via la figlia a una madre: “non vuole lavorare”. Lei lo fa, in nero

figlia-tolta-a-madre-tuttacronacaSi trovava in un asilo di Rapallo, in provincia di Genova, una bimba di quattro anni quando i servizi sociali e dei poliziotti in borghese l’hanno prelevata, dopo che il tribunale per i minori ha stabilito che la piccola doveva essere affidata temporaneamente a una casa famiglia perchè la madre non vuol lavorare. Il Secolo XIX, che riporta la notizia, spiega che nel provvedimento si legge che la donna “pone grossi limiti alla sua disponibilità lavorativa rimanendo completamente a carico delle associazioni di volontariato territoriali”. La madre, romena   risiede a Santa Margherita Ligure e qui, riceve aiuto dai servizi sociali. .  Ma al di là della motivazione potrebbe esserci un’altra storia, legata al lavoro in nero. Secondo il quotiadino, la 38enne ragazza madre lavora come badante, percepisce 200 euro ufficialmente e altri soldi in nero.  Ma, secondo quanto appreso, anche con i compensi in nero, le sue disponibilità economiche non sarebbero tali da non ricorrere all’aiuto dei servizi sociali.  “A mia figlia mai ho fatto mancare qualcosa”. Dice la madre mentrelLa direttrice della scuola e le maestre della struttura concordemente affermano  che la piccina “era sempre pulita, in ordine. E la madre una persona per bene”.

Strasburgo condanna l’Italia: “il cognome della madre è un diritto”

cognome-madre-tuttacronacaSarà definitiva tra tre mesi la sentenza con la quale i giudici della Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre. I genitori, infatti, devono avere il diritto di dare ai figli il solo cognome materno. Il Belpaese, quindi, “deve adottare riforme” legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata. Sono stati i coniugi milanesi Alessandra Cusan e Luigi Fazzo a far ricorso alla Corte di Strasburgo dopo che lo Stato italiano ha impedito di registrare all’anagrafe la figlia Maddalena, nata il 26 aprile 1999, con il cognome materno anziché quello paterno. Battutasi da allora, la coppia ha oggi vinto a Strasburgo. L’Italia è stata condannata per aver violato il diritto di non discriminazione tra i coniugi in congiunzione con quello al rispetto della vita familiare e privata. I giudici sostengono che “se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l’inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell’iscrizione all’anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne”. Ancora, nella sentenza viene sottolineato che la possibilità introdotta nel 2000 di aggiungere al nome paterno quello materno non è sufficiente a garantire l’eguaglianza tra i coniugi e che quindi le autorità italiane dovranno cambiare la legge o le pratiche interne per mettere fine alla violazione riscontrata.

La madre la rimprovera per i compiti, lei si getta dalla finestra. Muore una 12enne

ragazza-suicida-firenze-tuttacronacaMartedì sera, in un appartamento al quarto piano nella zona di Campo di Marte, a Firenze, una madre avrebbe rimproverato la figlia 12enne perchè non aveva ancora fatto i compiti di matematica. Nessuna lite furiosa, una semplice strigliata. Ma la ragazzina, poco dopo, si è rifugiata in camera per poi gettarsi dalla finestra cadendo sull’erba del cortile erboso. L’urto, seppur attutito dal manto erboso, è stato comunque talmente violento da procurarle lesioni interne che i medici non sono stati in grado di curare. A lanciare l’allarme, la stessa madre, che ha udito prima l’urlo della ragazzina e poi il tonfo. Dopo quattro giorni di coma, nel pomeriggio di oggi la giovane è morta. Ora la procura di Firenze ha aperto un fascicolo sull’accaduto, anche se non ci sono nè indagati nè ipotesi di reato.

La donna che uccide il marito, lo fa a pezzi e poi lo cuoce

donna-uccide-cuoce-marito-tuttacronacaL’HuffingtonPost riporta la notizia di una donna cinese che, stanca delle violenze inflittele dal marito ha deciso di ucciderlo, farlo a pezzi e poi bollire il tutto in pentola. Ad aiutarla la figlia, a sua volta vittima del padre. L’uomo ha pagato la sua violenza prima  con tre giorni di torture e poi con la morte. Per eliminare ogni traccia del delitto le donne hanno quindi eliminato le tracce mettendo a bollire le parti del corpo ma poi, piegata dal senso di colpa, la moglie ha confessato il fatto consegnandosi alle autorità. A causa del rimorso e dello stress, avrebbe anche perso 6 chili. Al momento non ci sono però prove dell’omicidio e la polizia prosegue con le indagini.

Spillano più di un milione di dollari a donne innamorate spacciandosi per soldati

madre-figlia-truffa-online-tuttacronacaSono state condannate rispettivamente a 15 e a 12 anni una madre e una figlia, Karen e Tracy Vasseur, che utilizzando centinaia di diverse realtà virtuali hanno spillato oltre 1 milione di dollari a 374 vittime negli Stati Uniti, principalmente in Colorado, e ad altre 40 di diversi stati esteri. Le donne, residenti a Brighton, una piccola città del Colorado, avevano studiato degli alter ego fin nei minimi particolari per riuscire a far cadere nella loro trappola le prede: si spacciavano per militari americani dislocati in Afghanistan e in altre aree bollenti del pianeta. Le due donne, di 63 e 42 anni, hanno operato in questo modo tra il 2009 e il 2012, ossia fino alla loro cattura. La loro colpa, oltre alla truffa, è il fatto di aver spezzato cuori. Come ha commentato il procuratore generale del Colorado John Suthers: “Non hanno solo violato la legge ma hanno infranto cuori in tutto il mondo”. Le loro vittime venivano selezionate dai social network tra le persone considerate “vulnerabili”, single, in cerca d’amore, iscritte a siti di incontri, pronte a inviare soldi a un fantomatico agente in Colorado che si sarebbe poi occupato di inviare i soldi al militare. Le prede credevano di aver instaurato una relazione sentimentale con un giovane e coraggioso soldato americano dislocato in un campo militare in Medio Oriente. L’operazione era semplice: Tracy si spacciava per un giovane e, con foto e documenti atti a testimoniare l’identità in divisa, instaurava un rapporto via e-mail, fino a quando la preda non concedeva la sua fiducia. A quel punto arrivava la richiesta di denaro, per fare telefonate con il cellulare satellitare o per fare viaggi negli Usa e raggiungere l’amata. Le Vasseur non erano sole in questa operazione: facevano infatti parte di un’organizzazione con base in Nigeria. A testimonianza di ciò i trasferimenti di denaro verso il Paese africano da parte delle due truffatrici, che per sé tenevano solo il 10% dei soldi spillati. I complici, però, non sono ancora stati trovati.

Dialogo della morte tra madre e figlia al Cairo

Habiba Ahmed Abdelaziz-tuttacronaca

Lo racconta Robert Fisk sull’“Independent” di Londra e lo riporta il Fatto. Entrabi i giornali raccontano di quella telefonata tra la la giornalista Habiba Ahmed Abdelaziz, di 26 anni, e sua mamma. Nell’arco di sei si è scambiata con la madre numerosi sms, subito prima di morire vicino la moschea Rabaa al-Adawiyeh a  Nasr City. I giornali ne hanno riportato i testi come testimonianza del massacro che sta avvenendo in Egitto:

Ore 6,19 del mattino.

Madre: Habiba che succede?

Habiba: l’esercito e la polizia si stanno muovendo. L’ufficio stampa è stato trasformato in ospedale da campo e l’atmosfera è tesa.

Madre: Dove ti trovi? Habiba: Solo i giornalisti hanno il permesso di restare nell’edificio. Sto facendo il mio lavoro. In caso di scontri debbo scrivere quello che vedo. Mi trovo nell’ufficio stampa. La porta è grande e non è facile buttarla giù.

Madre: Ci sono molti poliziotti e soldati?

Habiba: Sì, ma forse è solo una “guerra di nervi”.

Madre: Dove devi andare?

Habiba: Fino al monumento.

Madre: E come fai?

Habiba: Come tutti. Camminando o correndo a seconda delle circostanze.

Madre: Che Dio ci aiuti.

Ore 7,33

Madre: Che novità ci sono?

Habiba: Sono arrivati anche i giornalisti stranieri.

Madre: Ma in piazza che novità ci sono?

Habiba: Ho preso tre tipi di medicine. Fa molto freddo qui e sto tremando. Mamma, prega per noi.

Madre:  Dio ci assicuri fermezza e ci dia la forza. Dio, dacci forza sopra di loro. Confido in te, Dio onnipotente.

Habiba: Tra poco vado. Ci sono anche dei blindati.

Ore 12,46

Madre: Habiba, ti prego rassicurami. Ho chiamato migliaia di volte. Tesoro mio, sono spaventata a morte. Dimmi come stai.

Habiba era già morta.

Madre e figlia colpite da un fulmine: sono salve!

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Ha del miracoloso quanto successo nella cittadina russa di Omsk, in Siberia: una madre 27enne si trovava sotto il temporale in compagnia della figlia di appena 6 anni quando sono state colpite da un fulmine. Entrambe si sono salvate e, soccorse, sono state ricoverate immediatamente in ospedale con ustioni di primo e secondo grado.

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