“Cannavaro piglia una barca senza fattura,pagata a nero”, così De Laurentiis

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De Laurentiis e quelle chiacchiere con gli studenti della Luiss di Roma stanno facendo il giro del web. Il presidente del Napoli infatti si sarebbe lasciato andare a giudizi pesanti sul suo capitano Paolo Cannavaro, senza sapere che qualcuno lo stesse riprendendo. «Questo str***o di Cannavaro piglia una barca senza fattura, pagata a nero, porta Higuain a Capri e lo fa cadere pure sugli scogli».

Il presidente del Napoli ha risposto con un tweet dicendo che si trattava di un momento goliardico: “Mi sorprende che vengano prese seriamente battute fatte in un chiaro momento goliardico. Anche con Paolo ora mi sono fatto 4 risate”.

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Napolitano tra lo stop al conflitto politica/giustizia. E il M5S lo attacca

Napolitano_toghe-tuttacronacaHa tenuto un discorso alla Luiss il presidente Giorgio Napolitano, durante il quale ha detto che bisogna “spegnere nell’interesse del Paese” il perdurante “conflitto tra politica e giustizia”, sottolineando che non devono essere “mondi ostili guidati dal sospetto reciproco”.   “Molto importante è il contributo che ci si deve attendere dalla magistratura” per ridurre il conflitto politica-giustizia. Per questo i “modelli di comportamento” devono sempre essere “equilibrio, sobrietà, riserbo, assoluta imparzialità e senso della misura e del limite”. Il presidente ha spiegato quindi che  servirebbe “tra i magistrati un’attitudine meno difensiva e più propositiva rispetto al discorso sulle riforme di cui la giustizia ha indubbio bisogno e che sono pienamente collocabili nel quadro dei principi della Costituzione”.  “Non c’è nulla di più impegnativo e delicato che amministrare giustizia, garantire quella rigorosa osservanza delle legge, quel severo controllo di legalità, che rappresentano un imperativo assoluto per la salute della Repubblica”. Ancora, Napolitano ha detto che “Anche la considerazione della peculiarità” della funzione dei giudici e “l’inequivoco rispetto per la magistratura che ne è investita, sono stati e sono spesso travolti nella spirale di contrapposizioni tra politica e giustizia che da troppi anni imperversa in Italia”.  Ha quindi sottolineato che “Il titolo di ‘impiegati pubblici, riferibile in Costituzione anche ai magistrati, non dovrebbe mai essere usato in senso spregiativo ma non può peraltro oscurare la peculiarità e singolare complessità delle funzioni giudiziarie”. Nessun riferimento a Berlusconi, che nel videomessaggio aveva definito i magistrati “impiegati pubblici non eletti”.

distefano-toghe-napolitano-facebook-tuttacronacaPronta la polemica del Movimento 5 Stelle con Manlio di Stefano che in Facebook scrive: “In altri paesi saremmo al limite di una procedura di sfiducia al Capo dello Stato. È indecente che si possano pronunciare parole simili di finta pacificazione quando non c’è una guerra in atto tra PM-politici, ci sono solo politici che delinquono da 50 anni e PM che indagano”. Il pentastellato conclude: “rassegni le dimissioni”.

Quale generazione vedrà la decadenza di Berlusconi?

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Luciano Violante, esponente Pd, scelto tra i  “saggi” nominati da Giorgio Napolitano per le riforme, è intervenuto oggi alla sede del Pd di Torino. L’assemblea era stata indetta per discutere la proposta di appello alla Corte costituzionale da parte della giunta delle elezioni del Senato. Sorprende che Violante abbia affermato:

“Silvio Berlusconi ha il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno. Occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. E’ molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari” e poi ha aggiunto “non ho mai pensato a salvacondotti per Berlusconi… Io non sono favorevole a trasformarlo in una vittima”.

Da quando un condannato è una vittima? Al limite le vittime sono altre… come sorprende ancora che si parli di “difesa”. Non ci sono forse stati 3 gradi di giudizio per difendersi?  Sì, ma per quelli che sono “più uguale degli altri” c’è la possibilità di essere giudicati dai propri pari, sembrerebbe la Magna Charta del 1215 invece è una realtà del 2013.

Così accade che alle parole del “saggio” una donna di 72 anni, in polemica con le frasi dell’ex giudice, lasci la riunione. Lei è Vittoria Silvestri e alle parole di Violante ha replicato:  “Mio marito è stato assunto alla Fiat solo dopo aver presentato il certificato penale. Perché noi del Pd dobbiamo difendere un delinquente?”

Ma nonostante la base lasci la riunione Violante è andato avanti per esporre la sua linea: “Attenti al voto segreto, qualcuno farà scherzi e poi daranno la colpa a noi. Non ci sono scherzi né sotterfugi ma l’applicazione delle regole sì. La decadenza sarà votata, nei tempi giusti”.

Quale generazione vedrà la decadenza di Berlusconi?

Ecco che spunta il Lodo Violante, aria pulita per Berlusconi. Il web s’indigna?

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Era nell’aria ed è arrivata quella che potrebbe essere un’abile mossa per salvare il leader del Pdl. Mancano poco più di 10 giornidalla riunione della giunta per le elezioni del Senato, chiamata a discutere e votare la decadenza di Silvio Berlusconi secondo quanto previsto dalla legge Severino, ma ora quella data fa meno paura.

Come si può leggere in un intervista rilasciata da Violante al Corriere della Sera:

“La Corte Costituzionale ha ritenuto che il procedimento davanti alla Giunta è di carattere giurisdizionale. Quindi la Giunta, se ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l’eccezione davanti alla Corte. Ma questa non sarebbe dilazione; sarebbe applicazione della Costituzione”.

Proprio su questo parere si è espresso positivamente anche il costituzionalista Andrea Manzella, direttore del Centro Studi sul Parlamento della Luiss di Roma: “È meglio trasferire tutto, tout court, ad un giudice terzo e indipendente: la Corte Costituzionale”.

Ma sul web il dibattito è aperto e sono molti gli elettori che in queste ore hanno fatto sentire il loro dissenso.

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Sarà questo l’uovo di Colombo per garantire al Cavaliere l’agibilità politica?

Troppe gaffe… i grillini vanno a scuola? E’ GIALLO!

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La neo senatrice Enza Blundo ospite a un programma radiofonico  non sa rispondere sul numero esatto di deputati (630) e senatori (315)… però asseriva che era necessario dimezzare tale numero. Il deputato Carlo Sibilia, invece, ha dichiarato di non essere preoccupato dalla ingovernabilità perché tanto la Costituzione – secondo la sua personale e  sbagliata interpretazione – non obbligherebbe il Governo a ricevere la fiducia delle Camere. Il senatore Bartolomeo Pepe, infine, ha ammesso di non sapere dove si trovi il Senato. E quando i conduttori lo hanno incalzato chiedendogli di spiegare come si elegge il presidente della Repubblica ha troncato la conversazione: “Non mi va di essere preso per i fondelli. Studieremo e vi faremo sapere”.

Il Sole 24 Ore il 27 febbraio riportava la notizia che la nota università Luiss, in un centro alle porte di Roma, stava organizzando corsi di “diritto costituzionale con focus sulle evenienze più comuni nella vita parlamentare” per i neoeletti delle file M5S.

Contattata la Luiss, la risposta è stata secca: nessun corso per i grillini.

Il direttore generale dell’università  Pier Luigi Celli, si dice disponibile, ma smentisce categoricamente che ci siano corsi in atto per i grillini: ”È una notizia che abbiamo letto sui giornali anche noi. Ci ha molto incuriosito perché nella realtà a noi non risulta nulla. Che mi risulti non c’è mai stato alcun contatto né con Grillo né con Casaleggio. Se ci venisse chiesto di organizzare questi corsi deciderà il Senato accademico. Per noi non c’è alcun controsenso nel formare persone che prima si sono candidate e poi studiano per fare quello per cui si sono candidate perché non sarebbero attività universitarie, ma attinenti alla business school che riguarda le esigenze di imprese, associazioni e istituzioni”.

Il gillo s’infittisce quando viene contattata Confindustria, che di fatto controlla l’univerità Luiss. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, in un’intervista risponde seccamente “Se applicassimo il programma di Grillo l’industria italiana sarebbe finita. Diventeremmo un paese tra l’agreste e il bucolico. Grillo vuole bloccare le infrastrutture, noi pensiamo che si debbe colmare un grave ritardo infrastrutturale”.  E’ evidente quindi che Confindustria non avrebbe mai permesso alla “propria” università di organizzare corsi per il M5S. Probabilmente il contatto c’è stato, ma poi si è dovuto annullare tutto per la posizione del presidente di Confindustria.

Abbandonata la strada di una collaborazione ufficiale tra M5S e Luiss  si è iniziato a lavorare in modo “segreto” e nella massima riservatezza. Così la Luiss come istituzione ha fatto un passo indietro lasciando gestire ai singoli docenti  i rapporti con il Movimento. Anche se i nomi restano top secret, sembra sempre più probabile che alcuni docenti avrebbero effettuato alcune videoconferenze in Skype per fornire le nozioni di base e approfondimenti ai neoeletti del M5S sul diritto costituzionale, su i meccanismi di approvazione delle leggi e sui procedimenti di  elezione  del Presidente della Repubblica. Un corso accelerato per evitare ulteriori figuracce davanti ai microfoni.
Gli enigmi restano a questo punto due: la committenza di questo corso che pare si farà davvero via Skype e il costo complessivo dell’operazione. I contatti con la Luiss e poi con i tre docenti che seguiranno le lezioni sono stati avviati da una misteriosa società che non è la Casaleggio e Associati, ma che ha posto condizioni precise sugli argomenti da affrontare durante le 60 ore di aula e non solo. Secondo indiscrezioni, i docenti che seguiranno le 60 ore di formazione per i neoeletti saranno contrattualizzati individualmente e individualmente accetteranno stringenti clausole di privacy.

Ma la voglia dei grillini di colmare le proprie lacune culturali e politiche comincia prima delle elezioni. Il 19 gennaio si è tenuta una giornata di studio riservata a 16 candidati emiliani presso la Casa sul fiume di Borgo di Tossignano. A tenere la lezione è stato Fabrizio Cotza, blogger e amministratore delegato di All Winners. Argomento: tecniche di comunicazione, stress e gestione dei conflitti. Contattato da Tgcom24, Fabrizio Cotza ammette: “Con una battuta, potrei dire che ho insegnato come un parlamentare deve rispondere ai giornalisti. Ho cercato di spiegare come parlare in maniera diversa, evitando cioè il politichese. La cosa fondamentale è prendersi la responsabilità di quello che si dice e di quello che si fa, senza scaricare le colpe su altri”. Ogni candidato ha pagato di tasca proprio la quota di partecipazione di 80 euro.Sul web è circolata voce che a tenere le lezioni per i candidati grillini ci fossero anche l’economista Loretta Napoleoni e il professor Paolo Mottona.  Ma entrambi hanno smentito tale voce.

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