Morte sulle rotaie: persona investita sulla linea Roma-Lido

ROMA-LIDO-tuttacronacaMorte nella Capitale, lungo le rotaie della linea Roma Lido. Nella serata di ieri, martedì 19 novembre, all’altezza di Casal Bernocchi una persona, non ancora identificata, è stata investita dal trenino che copre la tratta. La polizia sta cercando di chiarire la dinamica dell’episodio e non si esclude che possa trattarsi di un suicidio.

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Basta il cinema sui poveri, l’Italia è piena di ricchi! Dove vive la Aspesi?

Natalia+Aspesi+tuttacronaca

Il cinema italiano porta a casa il Leone d’Oro di Venezia con “Sacro Gra” un film vero, sincero, documentaristico, che per la prima volta, dopo tanto tempo, ha echi al suo interno di quello spaccato di finzione-realtà dei grandi capolavori del neorealismo e di quel free cinema inglese che andava a indagare sugli individui e sull significato della quotidianità. Una vittoria, una pagina nuova che ci fa cambiare aria da quei film borghesi, statici, icone di un passato che troppo a lungo ha raccontato  storie da  vecchi telefoni bianchi. Ma sembra chi oggi ci sia ancora che ha  voglia di quell’aria stantia: “Si vorrebbe sapere perché il cinema ha smesso di raccontarci belle storie di gente ricca, bella, con belle case e belle vite: e sì che solo in Italia ce ne è tantissima e nessuno ne sa niente. Suggerimento al vincitore Rosi: il prossimo documentario lo faccia sul MMM, il Misterioso Mondo Miliardario“, così oggi sulle pagine di Repubblica leggiamo la delusione di Natalia Aspesi che poi conclude il suo pensiero sul cinema italiano parlando di immagini afflitte da una “valanga di disgrazie, atrocità, miserie, assassini, alcolizzati, famiglie orribili e stupratori di cadaveri”.

Forse Marisela Federici fa proseliti! 

Il Leone d’Oro ruggisce in italiano: Sacro Gra vince a Venezia

SacroGra-Venezia-rosi-tuttacronacaPer la prima volta un film-documentario vince il Leone d’Oro: è il caso di Sacro Gra, di Gianfranco Rosi che, al momento di ritirare il premio sul palco della Sala Grande del Palazzo del cinema, ha ringraziato per l’opportunità di essere stato ammesso in concorso con un’opera di non-finzione. Con il suo lavoro ha voluto raccontare la vita ai margini del Grande Raccordo Anulare di Roma: “Non dobbiamo avere paura della paura documentario”. E sempre dal palco: “Ringrazio la mia ex moglie che mi ha costretto ad accettare questo film, quando io volevo addirittura lasciare Roma: ho iniziato ad amare questa città proprio attrraverso il raccordo anulare”. Per quanto riguarda gli altri premi, Robin Campillo ha vinto nella categoria Orizzonti con il suo Eastern Boys mentre White Shadow di Noaz Deshe ha sbaragliato tutti come Opera Prima – premio Luigi De laurentis. Il premio Speciale della Giuria se l’è aggiudicato la pellicola tedesca sulla violenza domestica Die Frau des Polizisten di Philip Groning. L’acclamata opera di Stephen Frears Philomena ha invece ricevuto il premio per la miglior sceneggiatura (Steve Coogan e Jeff Pope). Tye Sheridan, visto in Joe, è stato riconosciuto come miglior attore emergente, premiato con il premio Mastroianni e non stupisce l’assegnazione della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: come da pronostici, se l’è aggiudicata l’anziana protagonista del film Via Castellana Bandiera di Emma Dante, Elena Cotta. Miglior interprete maschile risulta invece essere il greco Themis Panou per il film Miss Violence, pellicola che si è aggiudicata anche il Leone d’argento per la miglior regia (Alexandros Avranas). Infine  Jiaoyou (Stray Dogs) di Tsai Ming-Liang festeggia l’esperienza veneziana con il Gran Premio della Giuria.

Venezia70: il mondo visto dai documentaristi

the_unknown_known_venezia-tuttacronacaLa 70° Mostra del Cinema di Venezia è anche sguardo diretto sulla realtà, come dimostrano due documentari sbarcati al Lido. Ieri è stato il turno di “The Unknown Known: La vita e i tempi di Donald Rumsfeld”, del premio Oscar Errol Morris, un vero one man show per Donald Rumsfeld che qualche critico, scherzando, l’ha candidato alla Coppa Volpi come miglior attore. Lui, architetto della guerra in Iraq, durante i suoi anni in politica ha redatto miglialia di “fiocchi di neve”, ovvero appunti scritti su foglietti bianchi, che ora sono un documento di decenni di Storia americana. Per Morris ha accettato di leggerli e commentarli e il regista spiega: “Credo che a lui piaccia molto essere intervistato, parlare, spiegarsi, giustificarsi. Abbiamo girato 33 ore di intervista in quasi un anno”.

E se ieri si è guardato all’estero, oggi gli occhi tornano a puntarsi sull’Italia, o meglio sul Grande raccordo anulare di Roma. E’ infatti la giornata del documentario di Gianfranco Rosi “Sacro Gra”, un road movie che in realtà non attraversa nulla ma durante il quale il regista mostra l’eterogeneità di una determinata zona. Vari persone, storie diverse, tutte che si consumano attorno a un tragitto che non porta da nessuna parte, ma collega a tutto. Come, appunto, è il Gra. Rosi ripropone quindi un documentario che parte da un paesaggio e finisce per indagare i suoi abitanti, mostrando un’umanità assurda, paradossale e imprevedibile. Anche se non è facile riconoscere la realtà documentaristica di quello che si osserva, visto che i protagonisti sembrano quasi “estratti” dal mondo cinematografico, siano commedie italiane anni ’50 piuttosto personaggi film di guerra, oppure apertamente grotteschi e caricaturali. Ma c’è anche chi non disdegna il dramma intimista della vecchiaia o il film da camera. L’effetto di far confluire diversi generi in un unico documentario va rintracciata  nella capacità di Rosi di distruggere ogni convenzione documentarista cercando invece il cinema nella realtà e raccontare così il paesaggio umano più vicino a noi.

Al Lido sbarcano le Femen: un documentario racconta il movimento

femen-venezia-tuttacronacaS’intitola “Ukraine is not a brothel” il documentario sul movimento delle Femen presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. E per l’occasione sei attiviste, dopo la conferenza stampa si sono presentate davanti ai fotografi a seno nudo con scritti sul petto slogan come “Ukraine is not a brothel” (L’Ucraina non è un bordello), “Naked war” (guerra nuda), “Women are still here” e con il nome e il simbolo delle Femen. Con loro anche la regista del film, Kitty Green, rimasta vestita.

Inna Shevchenko e Sasha Shevchenko, due delle leader del movimento, hanno sottolineato nel corso della conferenza stampa: “Noi Femen siamo scappate dall’Ucraina e siamo felici di essere ora in un posto sicuro. È stato necessario perché la politica e i servizi segreti ucraini ci stavano attaccando molto duramente. Ora il nostro quartier generale è a Parigi ed abbiamo nel mondo altre 10 sedi”. Nel corso dell’incontro con i giornalista diverse sono state le domande riguardo Victor, che nel documentario sembra quasi essere il “manovratore” delle azioni del movimento. Eì stata Sasha a spiegare: “Victor non fa più parte del movimento da un anno: lui non ha fondato le Femen, era uno dei pochi componenti uomini e quando le Femen hanno cominciato ad essere più popolari ha pensato di poter prendersi più spazio, forse perché è un uomo. Avere a che fare con una persona come lui ci ha fatto capire ancora di più quanto sia necessario combattere il patriarcato. Non siamo più sotto il suo folle potere, ora lavoriamo fra donne”.

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Polemiche su James Franco, al Lido ma senza salutare i fan

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Erano molti ad attenderlo nella speranza di poterlo vedere da vicino, scattare una foto e tentare di chiedere un autografo, ma James Franco, come riporta il Gazzettino, ha deluso tutti e appena arrivato al Lido a bordo di una Maserati, in abito grigio e camicia bianca, è andato diretto verso la sala della conferenza, non permettendo neppure a fotografi e cameramen di fare il loro lavoro. Naturalmente sono scoppiate le polemiche. Franco è arrivato a Venezia per il suo discusso film in concorso nella Selezione Ufficiale, “Child of God”. La storia, di cui  Franco è regista e sceneggiatore, è  lo  specchio di un uomo profondamente in crisi che regredisce fino a uscire dalla società, diventando un “cavernicolo” moderno, dedito sempre più al crimine.

Il pontoniere che urla e bestemmia contro un passeggero a Venezia

pontoniere-aggressione-tuttacronacaE’ stato il blog VeneziaLagunaNostra, blog d’informazione della città di Venezia, a pubblicare su Youtube un video destinato a far discutere. Nel filmato si vede un pontoniere che, a bordo di un motoscafo dell’Actv, se la prende con un passeggero e gli si rivolge con urli, imprecazioni e bestemmie. La vittima di questa aggressione orale, un uomo di mezza età che non reagisce alle provocazioni, dopo un po’ esce dalla cabina e chiede l’intervento del pilota. Il video, della durata di poco più di un minuto, ripropone il tema della tensione sempre crescente tra passeggeri e personale dei mezzi di trasporto pubblico. Quello che contraddistingue questo caso è che il pontoniere è un dipendente della cooperativa sociale il Cerchio e non dell’Actv, come la stessa azienda di trasporti pubblici ha confermato. Sembra il fatto sia accaduto all’imbarcadero del 52, al Lido.

Considerato il linguaggio forte del video, abbiamo deciso di non pubblicarlo. Chi volesse visionarlo può tuttavia trovarlo a questo link.

Mostra di Venezia al via… ma l’arte ha già invaso la città

breath-venezia-biennale-tuttacronacaInizia domani la 70 Mostra del Cinema di Venezia ma già stasera avrà luogo la pre-apertura con la proiezione, alle 20.30 all’Arena di Campo San Polo, del capolavoro di Francesco Rosi Le mani sulla città, film vincitore del Leone d’oro 50 anni fa. Ma se il Lido si riempirà di stelle del cinema da domani, i grandi nomi del panorama artistico hanno già cambiato l’aspetto di strade e spazi pubblici. E’ in scena infatti la Biennale di Venezia e, come ogni anno, non mancano le polemiche. Tra le performance che si sono viste, anche quella di una Milla Jovovich, rinchiusa in una cassa di plexiglas trasparente , che ha incarnato la perfetta shopping-addicted per l’opera di Tara Subkoff dal titolo Future/Perfect.

Ma in questa edizione, ad attrarre il maggior numero di visitatori è l’artista cinese Ai Weiwei: con le sue sculture ha ricostruito gli 81 giorni che passò rinchiuso in una prigione segreta gestita da unità paramilitari, evento che destò molto scalpore a livello internazionale. Da parte sua, l’inglese Marc Quinn ha scelto la piazza davanti a San Giorgio Maggiore per esporre la sua scultura alta 11 metri “Breathe”. L’opera ritrae una donna nuda e all’ottavo mese di gravidanza.

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Un pittbull senza guinzaglio e museruola morde un bimbo

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Ha appena 5 anni la vittima del bittbull che ieri a in località lido Riccio di Ortona, nel chietino, è stato azzannato alla gamba dal cane che, secondo l’agenzia Adnkronos, girava indisturbato senza guinzaglio né museruola. Il padre del bimbo ha denunciato il fatto ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona.

Il mistero del Trasimeno: cadavere di una donna dietro un cespuglio

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L’allarme è stato dato da alcuni turisti la notte scorsa intorno alle 2,30, quando è stato rinvenuto un corpo di una giovane cinese di circa 19/20 anni dietro un cespuglio del lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Sul cadavere non sono stati rinvenuti segni di violenza, solo un’abrasione in testa che potrebbe essere post mortem. Due giovani avrebbero chiamato le forze dell’ordine di un corpo senza vita fra il boschetto e la spiaggia in zona Monte del Lago, precisamente in un’area sterrata adibita a parcheggio libero nelle vicinanze di alcuni lido in direzione Torricella.

Al momento sono oscure le cause della morte della giovane e per domani è stata disposta l’autopsia sul corpo. La ragazza al momento del ritrovamento indossava fuseaux e maglietta nera e non aveva documenti con sé. Secondo i primi rilievi il cadavere sarebbe stato trascinato nel boschetto, dietro un cespuglio. I carabinieri ora stanno indagando tra i compagni di studio e le amicizie della giovane per ricostruire le ultime ore in vita.

Bernardo Bertolucci presidente di giuria alla 70a Mostra del Cinema di Venezia

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La settantesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che avrà luogo dal 28 agosto al 7 settembre, vedrà come presidente di giuria Bernardo Bertolucci. Proposta dal direttore della Mostra, Barbera, la decisione è stata presa oggi dal Cda della Biennale, presieduto da Baratta. Per Bertolucci si tratta della “seconda volta”, dopo l’esperienza del 1983 quando il Leone d’Oro fu assegnato a Pre’nom Carmen di Jean-Luc Godard. “Ho accettato con allegria di presiedere la giuria della settantesima Mostra internazionale cinematografica di Venezia. In una manciata di giorni mi si regala la possibilità di vedere quanto di più interessante sta accadendo nelle cinematografie di tutto il mondo. Il mio amico cinefilo Alberto Barbera riesce a infilarsi nelle nicchie cinematografiche più misteriose dei più misteriosi paesi del mondo”.

Stando al direttore della Mostra, il regista è la persona ideale per ricoprire un simile ruolo: “Pochi registi, al pari di Bertolucci, sommano alla lunga esperienza il fatto di vivere un presente cinematografico in cui agiscono con le loro opere, di cui si interessano (esercitando un’inesausta curiosità) e di cui si preoccupano, perché scovare e portare all’attenzione ciò che di vitale si sta muovendo e ciò che di bello sta magari esplodendo, è tra i migliori servizi che il cinema possa fare a se stesso. Anche per questi motivi, Bertolucci è il Presidente ideale per il ruolo importante e delicato che ha generosamente accettato di ricoprire”.

Bertolucci, il regista italiano in attività più celebre a livello mondiale e unico a vincere l’Oscar per la miglior regia con L’ultimo imperatore (1987),  ha una lunga storia cinematografica che lo collega alla manifestazione lagunare che nel 2007 gli ha assegnato il Leone d’Oro del 75°. Bertolucci esordì come regista proprio a Venezia con La commaresecca (1962), ma già l’anno precedente aveva presenziato come aiuto regista dell’esordiente Pier Paolo Pasolini con Accattone (1961). Altre sue opere sono state presentate in prima mondiale al Lido: Partner (1968), Strategia del ragno (1970), La luna (1979) e The Dreamers (2003).

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