La storia di Greta: oro europeo licenziata e lasciata senza cure mediche

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Greta Cicolari, 31 anni, l’atleta di beach volley che ha portato l’Italia a vincere l’oro ai campionati europei del 2011 in coppia con  Marta Menegatti, con la quale ha vinto anche il gradino del podio più alto ai giochi del Mediterraneo di Mersin nel 2013 ora accusa la sua Federazione: “Licenziata dopo un infortunio e lasciata senza cure mediche”. L’infortunio alla schiena, avvenuto dopo il secondo posto nel Grand Slam di Pechino, nello scorso settembre, le ha lasciato non solo il dolore fisico, ma anche la delusione per quello che secondo l’atleta, è stata una grave lacuna da parte della Federazione italiana di pallavolo con la quale Greta era sotto contratto. Dopo l’infortunio, l’atleta bergamasca ha scoperto che la Federazione non si sarebbe occupata delle sue cure mediche alle quali avrebbe dovuto  provvedere da sola o mediante un’assicurazione privata che la Cicolari non aveva.  Sul caso è stata aperta un’inchiesta del procuratore aggiunto Leonardo Frisani: punta ad accertare negligenze mediche ma anche eventuali abusi commessi dal «datore di lavoro», la Fipav. Perché, in concomitanza con l’incidente, Greta «l’indisciplinata» (già sospesa per 6 mesi) è stata licenziata. Il contratto è stato risolto «unilateralmente» (secondo i suoi avvocati) e lei, oltre che senza lavoro, è rimasta senza cure mediche, denunciando la federazione anche in sede penale.

Come scrive il Corriere.it:

nell’esposto si chiamano in causa il medico Fipav Sergio Cameli e il segretario generale, Alberto Rabiti. L’antefatto: il 20 settembre scorso «durante un allenamento federale» la Cicolari è colpita da una distorsione lombare che la costringe a fermarsi perché i dolori le impediscono «qualsivoglia movimento della colonna vertebrale». Cameli la sottopone a una terapia mista di trattamenti stimolanti e farmaci. Ma Greta sviluppa «un’evidentissima irritazione epidermica», dice la denuncia. Il fisico tonico e idratato che appare durante le gare, non c’è più. Cameli le diagnostica una reazione ai farmaci prescritti. Il 30 settembre Greta è al Pronto soccorso: chiama Cameli per un nuovo appuntamento ma lui glielo rifiuta, «adducendo a motivazione il fatto che gli era stato comunicato dal segretario generale della Fipav, dottor Rabiti, che lei non faceva più parte del progetto tecnico federale».
Fuori dalla Fipav e senza terapia. A questo punto le indagini devono verificare le eventuali lesioni colpose e accertare se la condotta del medico federale, «censurabile sotto il profilo deontologico», non sia anche illecita dal punto di vista professionale. Ma nell’esposto che viaggia in parallelo a una richiesta di danni in sede civile (l’avvocato ha presentato un decreto ingiuntivo per 28.921 euro contro la Fipav) si chiede di verificare possibili abusi da parte della federazione. I rapporti fra l’atleta e i vertici si erano logorati da tempo. Greta Cicolari era stata sospesa per un tweet rivolto al suo compagno: «Sei l’uomo nero degli incubi!!!!mi fai sempre paura!!». I dirigenti Fipav ci hanno letto allusioni razziali nei confronti dell’allenatore, il brasiliano Dias Carvalho, con cui pure i rapporti non sono sempre stati idilliaci. Sul punto Greta si è difesa: «Solo un modo scherzoso di dire fra me e il mio compagno». E mentre Fipav la sanziona, il Coni ha deciso di premiarla. La lettera è appena arrivata: «Con felicità ti comunico che ti è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valore atletico in riconoscimento dei risultati agonistici ottenuti nel 2011». Firmato, il presidente, Giovanni Malagò.

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Posa in bikini per un concorso di modelle: professoressa licenziata

olivia-sprauer-tuttacronacaIl consiglio direttivo del Marin County School District ha votato per il licenziamento immediato di una professoressa d’inglese della Martin County High School. Motivazione: ha posato in bikini per un concorso di modelle in Florida. Ora in America si discute sul caso di Olivia Sprauer, 26enne madre di due figli, che avrebbe violato i confini della decenza secondo i rigidi regolamenti scolastici. L’insegnante d’inglese ha spiegato: “Non ho fatto nulla di male. Di certo non apro le gambe davanti all’obiettivo. La mia non è pornografia. E so per certo che i ragazzi della mia classe avrebbero voluto terminare l’anno con me”. Ma il voto è stato inflessibile e si è parlato di licenziamento per “condotta immorale” e “negligenza”. Nei network la Sprauer, che ha scelto il nome d’arte Victoria Valentine James, riceve il sostegno di molti e ha visto aumentare a dismisura la popolarità. “Non c’è alcuna commistione tra il lavoro di modella e quello di insegnate!”, dice. Alla scuola, però, la pensano diversamente.

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