La storia di un licenziamento… a lieto fine

saronno-tuttacronacaIl 45enne Enzo Muscia è stato il responsabile commerciale della Anovo Italia di Saronno, in provincia di Varese, fino a quanto non l’hanno licenziato. L’uomo però non si è dato per vinto ed ha investito non solo tutti i suoi risparmi ma anche la sua casa per ricomprare la stessa azienda che l’aveva licenziato, riuscendo così a dare un posto di lavoro ai suoi ex colleghi. Una storia dal lieto fine, dicevamo, perchè l’azienda è riuscita a triplicare i suoi dipendenti. La tenacia ha premiato, dunque, e ora, Enzo, che nel frattempo è diventato il titolare, ci crede più di prima: “Non è stato facile, le banche non ci credevano, le abbiamo girate tutte ma finanziamenti zero”, conclude Muscia.

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Indossa un crocifisso: sospesa dalla conduzione del telegiornale

giornalista-cacciata-tuttacronacaSiv Kristin Saellmann. E’ questo il nome della giornalista della Nrk che è stata licenziata perchè ha indossato una piccola croce di pietre scure, forse brillanti neri, durante la conduzione di un tg. Una simile condotta offenderebbe l’Islam e così, in ottobrel, la Saellmann è stata rimossa dal suo posto di lavoro. La protesta è giunta dalla risentita comunità islamica locale, molto consistente e formata soprattutto da persone provenienti dai paesi africani e del Medio Oriente: “Non c’è neutralità nel suo abbigliamento”.  L’ex capo della giornalista, Anders Sarheim, ha riferito al norvegese Vart Land che la richiesta di sospensione era “semplicemente dettata dalle politiche normalmente adottate dalla tv in tema di abbigliamento”. Secondo il responsabile, “i norvegesi adottano una politica chiara, e cioè che gli anchor vestano in modo neutrale… noi li incoraggiamo ad evitare di esibire gioielli che possano tradursi in simboli politici o religiosi”. Da parte sua, la Saellmann ha sostenuto non fosse sua intenzione provocare: “Non ho mai pensato che questa croce, lunga non più di un centimetro e mezzo e che mi era stata regalata da mio marito durante una recente vacanza a Dubai come semplice gioiello, potesse causare tanto clamore. Non ho indossato la croce per provocare. Sono cristiana ma finora ho visto croci un po’ ovunque, anche come oggetti di moda, e non credo che la gente reagisca per questo”. A The Local ha inoltre spiegato di non aver apprezzato che “queste persone estranee abbiano potuto telefonare e dire al mio capo cosa io debba o non debba indossare”. Tuttavia, ha concluso, “non voglio che le persone che mi guardano mentre faccio il mio lavoro di conduzione mi considerino in qualche modo di parte, voglio essere il più neutrale possibile”. Il caso della giornalista, in uno Stato dove il tasso d’immigrazione è molto alto e dove alcuni giorni fa un richiedente asilo originario del Sud Sudan che doveva essere espulso dalla Norvegia ha compiuto una strage su un autobus uccidendo tre persone, fa ricordare anche due casi simili accaduti in Gran Bretagna negli anni scorsi. Era il 2006 quando Fiona Bruce, giornalista della Bbc, finì sotto la lente di ingrandimento dei suoi dirigenti a causa di un pendente a forma di croce: fu deciso che poteva continuare a portarlo. Più recentemente, un’impiegata della British Airways è stata sospesa dal lavoro per essersi rifiutata di togliere o coprire la catenina con un minuscolo crocifisso che portava al collo. La compagnia aerea affermò che simboli religiosi e gioielli non erano consentiti dal regolamento e dovevano essere portati sotto le divise.

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Il capo risponde con un video alla ragazza che si è licenziata ballando!

boss-marina-answer-tuttacronacaRicordate Marina Shifrin, la 25enne che si è licenziata con un video in cui balla in quello che stava per diventare il suo ex posto di lavoro? Bene, visto il successo del suo video, il capo ha deciso di risponderle nello stesso modo. Se nel filmato originale Marina ballava al ritmo di Kanye West in un ufficio deserto alle 4:30 di notte, in quello che sbarca ora in Youtube i protagonisti, ossia l’ex boss e gli ex colleghi della razza, continuano a muoversi sulle stesse note e spiegano che “Ci troviamo a metà di un turno di 8 ore e abbiamo ancora un lavoro”. E dopo aver elencato tutti gli aspetti positivi del posto di lavoro un’ultimo messaggio: augurano tutto il bene a Marina, ma quello che vogliono comunicare è che… stanno assumendo! Quale dei due video vincerà la guerra dei click?

Ai capo interessano solo i click ai suoi video: lei ne fa uno… per licenziarsi!

silicenziaconvideo-tuttacronacaHa lavorato per due anni, rinunciando alla vita sociale, rinunciando alla sua stessa vita. E tutto per aver a che fare con un capo per il quale l’unica cosa importante sono i click che ricevono i suoi video. Lei è una 25enne americana, Marina Shifrin, impiegata a Taipei per il canale tv Next Media Animation e ha deciso di licenziarsi in un modo davvero originale: registrando un messaggio con il quale spiega che al suo capo interessa più la quantità di video da lei prodotti che non la qualità. E proprio per questo motivo ne realizza uno, l’ultimo, prima di rientrare negli USA. Sono le 4.30 del mattino, lei è ancora in ufficio e improvvisa un balletto liberatorio. Non è difficile ipotizzare… che sarà tra i suoi video più visti!

Gatto Silvestro licenziato!

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Tempi di crisi, tempi in cui perdere il lavoro è spesso una tragedia, ma c’è anche chi riesce a riderci su. Succede a un ingegnere romano che protesta contro il suo licenziamento indossando il costume di Gatto Silvestro e chiedendo l’elemosina agli automobilisti, ma non per impietosire, ma per lanciare un messaggio. E i passanti infatti lo hanno sostenuto e gli hanno augurato di trovare presto un nuovo lavoro… d’inventiva l’ingegnere ne ha tanta!

Il malore di Di Pietro… Il re delle casalinghe è stato licenziato?

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Si sta facendo largo un ipotesi sul malore che ha colpito oggi Alessandro Di Pietro, noto conduttore della trasmissione “Occhio alla spesa”. L’ipotesi più accreditata sarebbe che la Rai lo avrebbe licenziato dopo Di Pietro è  stato condannato dall’Agcm -l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – per pubblicità occulta in ben tre puntate del suo programma, in onda su Raiuno all’interno del contenitore Unomattina. A rivelare la notizia del licenziamento èPanorama, che un mese fa aveva parlato della multa da 25.000 euro che la Rai aveva dovuto pagare dopo la decisione dell’Agcm sul caso di Di Pietro. Durante il corso di tre puntate di Occhio alla Spesa, andate in onda tra il gennaio e il maggio 2012, il conduttore aveva sospettosamente decantato le qualità di uno speciale tipo di pasta per diabetici. Gli elogi a favore di telecamera erano stati così tanti che l’Autorità aveva sospettato che Di Pietro avesse incassato un sostanzioso compenso per “parlare bene del prodotto”. La cifra della “marchetta”, però, non era mai stata rivelata. La Rai ha pagato la multa, ma poi ha preso a sua volta provvedimenti, licenziando in tronco il conduttore. Ora c’è anche il dubbio che più che di un malore si sia trattato di una fuga già preventivata da tempo.

Invece secondo quanto riportato da La Stampa, che cita Adnkronos, Di Pietro avrebbe realmente accusato un malore dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento: l’agenzia avrebbe tentato di parlare con il conduttore al telefono, il quale però avrebbe laconicamente risposto di aver avuto un malore e di “essere ricoverato” prima di chiudere la conversazione.

Tutti pazzi per l’Harlem Shake… tranne i datori di lavoro!

Manchester City Harlem Shake-tuttacronaca

L’Harlem Shake, questa nuova moda dei 30 secondi in cui una persona inizia a ballare e, al ritornello, un gruppo la raggiunge e si scatena con vestiario e passi perzonalizzati e surreali che spopola in rete, ha contagiato davvero tutti, dai Simpson alla Juventus, dai giocatori del Manchester United alla squadra di basket dei Dallas Maverick, dagli attivisti della Sea Sheperd a… chiunque! Con circa 4mila filmati caricati al giorno, qualche “inconveniente” ci doveva pur essere… e così è arrivato il licenziamento, poco dopo aver postato il video, per 15 minatori australiani, accusati dalla direzione di aver violato le procedure di sicurezza. Anche l’Italia ha avuto le sue “vittime per un giorno”: due dipendenti di Radio Tribù (Roma) hanno perso il lavoro con l’accusa di “ledere all’immagine della radio”. Storia a lieto fine però, visto che una mobilitazione degli ascoltatori ha fatto sì che i due dipendenti fossero reintegrati. Nel darne il comunicato, però, il direttore della radio ha fatto notare che i due “non erano stati licenziati ma sospesi a tempo indeterminato” lamentandosi delle distorsioni dei media.

“Il reddito di cittadinanza cela problema lavoro” così Renzi.

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«Il reddito di cittadinanza, che qualcuno confonde con il reddito minimo garantito, è la negazione dell’articolo 1 della Costituzione». Lo ha detto Matteo Renzi, sindaco di Firenze, nel suo saluto all’assemblea nazionale della Compagnia delle Opere. «Il reddito minimo garantito – ha aggiunto – è una cosa seria, c’è in tutta Europa, ma il reddito di cittadinanza è basato sull’idea che non lavori e ti do un sussidio. Le imprese non chiedono allo Stato sussidi, ma libertà in cambio di responsabilità».
Secondo il sindaco di Firenze oggi «la priorità è il lavoro», ma «viviamo in un tempo in cui il lavoro sembra essere considerato un problema: e quando il lavoro non c’è, accade che le forze politiche trovino soluzioni dettate dalla volontà di andare incontro alle esigenze degli altri, ma che sono la negazione del lavoro».
Renzi ha ricordato quindi che «oggi quando si parla di lavoro si parla solo di modalità di assunzione e di licenziamento. Il dibattito in campagna elettorale sul lavoro, anche nella mia parte politica, è stato sulla libertà o meno di licenziare, sull’articolo 18. È una follia. È inutile discutere di regole del gioco se intorno ho un sistema che mi blocca».

Poi parla anche dell’elezione a Papa…

«Da cattolico, da credente, mi ha colpito la scelta del nome, l’umiltà profonda che ha espresso ieri, ed anche il fatto che ci sia un Papa non solo francescano nel nome, e io spero anche nel programma, ma anche il fatto che venga dall’esperienza dei gesuiti, che è una esperienza di grande discernimento e di straordinaria crescita personale e morale», ha detto Renzi parlando del nuovo Papa Francesco a margine dell’assemblea nazionale della Compagnia delle Opere. «Da sindaco di Firenze – ha aggiunto – dico che aspettiamo il Papa nel 2015, per il Convegno della Cei. Saremo felicissimi di accoglierlo, e gli formuliamo i migliori auguri per il pontificato».
Sulla sua pagina Facebook Renzi ha ribadito la sua gioia per l’elezione di Papa Francesco: «Da sindaco – ha scritto – dico che la città di Firenze formula i migliori auguri di buon lavoro a Papa Francesco, sperando di accoglierlo nel 2015 per il Congresso Cei. Da credente condivido l’emozione di queste ore per il primo papa americano, il primo papa gesuita, il primo Francesco. E gioisco per la scelta di un nome che è già un programma».

Disperazione da crisi economica: spazzino licenziato spara al caposquadra

Era stato licenziato dalla ditta in cui lavorava ed è stato questo evento a suscitare la rabbia che ha portato un uomo di 37 di Catania a sparare al suo caposquadra. La vittima si trova ora in ospedale con ferite ad un polpaccio e ad un ginocchio.

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