Letta resisterà… o emigrerà verso Bruxelles?

Enrico-Letta-staffetta-tuttacronacaLetta sempre più solo. E’ questa la situazione in cui si trova il presidente del Consiglio che nella mattinata di oggi, alle 11, s’incontrerà con il segretario del Pd Matteo Renzi. Dopo che dal Colle fanno sapere che la situazione va chiarita innanzitutto in casa del partito democratico, vede attorno a sè spalle che si voltano. Andrea Romano, capogruppo alla Camera di Scelta civica, partito senza il quale il governo non ha maggioranza al Senato, dice: “Letta è uno di grande esperienza e sensibilità istituzionale. E sono sicuro che lui per primo comprenda l’esigenza di voltare pagina davvero, arrivando a un governo che sia guidato da un’altra personalità”. E nel frattempo, mentre il premier parla con Alfano, il vicepresidente di Ncd, come spiega l’Huffington Post, ha già iniziato la trattativa sul governo Renzi, trattativa già in fase avanzata perché si è parlato di nomi.

Con Angelino che avrebbe “chiuso” su due ministri suoi all’interno della compagine governativa, su un totale di dodici ministri. I due, Angelino e Matteo, nei giorni scorsi si sono incontrati per un’ora e mezza. È stata l’occasione in cui Alfano ha dato il via libera al nuovo governo Renzi, purché “venga tutelato Enrico”. È proprio attorno a questo punto che ruota l’ultima trattativa, la tutela di Letta. Nei panni del mediatore il vicepremier sta provando a convincere “l’amico Enrico” che la resistenza a oltranza potrebbe essere controproducente. Meglio negoziare una via d’uscita, con l’appoggio di Renzi e Napolitano. Perché se uno si schianta contro un muro, dopo non c’è niente. E in queste condizioni Letta rischia concretamente il muro. Perché gli alleati non ci sono più. Pure il capo dello Stato si è posto su una posizione di equidistanza dai duellanti: “Il problema – è la linea del Colle – è del Pd che deve indicare il premier e dare garanzie sulle riforme”. E su queste basi la direzione di giovedì rischia di diventare un Vietnam per Letta. In un processo da parte del suo partito che invoca la discontinuità dopo i risultati deludenti della sua esperienza di governo.

Proprio Alfano suggerisce che si trovi una decorosa strategia di uscita mentre presenta una timida difesa del premier: “Ho sentito Letta e gli ho detto che siamo pronti ad andare avanti. Ma se il Pd non dà una appassionata e sincera disponibilità a rilanciare l’azione del governo, allora si complica la situazione”. È come dire che quando si porrà all’ordine del giorno “in chiaro” la questione del governo Renzi allora la situazione troverà una sua nuova linearità. Insomma, nessuno dice più “o Letta o morte”. Ma lo stesso Letta non ha intenzione di cedere e chiede ai suoi di resistere. Solo che sono proprio i suoi i primi a ammettere che in queste condizioni è difficile resistere, soprattutto quando nella direzione del Pd dove Letta non ha i numeri sarà chiesto al segretario di “aprire una fase nuova archiviando questo governo”. Ma, spiega ancora l’Huffington:

Proprio la posizione apparentemente dura del premier, il “non mollo” appare più un modo di tenere aperta una trattativa con Renzi e Quirinale che una effettiva dichiarazione di guerra. Nel Palazzo circolano più ipotesi dalla Farnesina a Bruxelles come decorose way out del premier. Difficile, per come si è messa la situazione, che Enrico Letta possa entrare a far parte di un governo Renzi. Più probabile che sarebbe interessato a un incarico europeo. Raccontano i ben informati che è sin dal suo viaggio a Bruxelles ha “esplorato” la via europea. Solo che servirebbero garanzie piene di Napolitano e dello stesso Renzi sull’incarico di commissario europeo, posto che non sarà più di Tajani. Non è escluso che possa essere proprio questo il tema di un incontro di domani tra il premier e il segretario. Chissà. In casa Pd in molti sono convinti che, alla fine, sarà costretto a mollare.

Letta non molla: vuole il bis

letta-verso-bis-tuttacronacaEnrico Letta non ha alcuna intenzione di cedere il posto a Matteo Renzi e, per impedire la “staffetta”, ha pronto un nuovo programma e un nuovo governo. Non solo non ha intenzione di dimettersi, al Capo dello Stato spiega che “ci sono le condizioni di rilanciare” con un “bis”. Per quel che riguarda il programma, ha intenzione di garantire la svolta invocata da Confindustria e parti sociali.“Vedrete che il programma che presenterò sarà convincente e sono sicuro che convincerà tutti i partiti che sostengono il governo e convincerà anche il Pd”, è quanto afferma uscito dal Quirinale. “La maggioranza c’è, il programma pure, si può andare avanti con un nuovo governo che si faccia votare la fiducia dalle Camere”. Ma per Napolitano quello che serve davvero ora è fare “profonda chiarezza” all’interno dello stesso Pd, dove le acque sono quanto mai agitate. Ma se Renzi non si è sottratto all’eventualità di andare a palazzo Chigi, con un orizzonte temporale lungo, fino al 2018, in modo da garantire le riforme, proprio per evitare la staffetta Letta propone un bis, contando sulla volontà di autoconservazione del Parlamento: “A questo punto – spiega un autorevole esponente del Pd – è chiaro che per fare le riforme i parlamentari hanno bisogno di garanzie sulla durata della legislatura”. La chiarezza si farà, forse, nel corso della direzione Pd, durante la quale Letta illustrerà il suo programma.

La “raccolta dei voti”, uno a uno, per arrivare alla fiducia!

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Anche Formigoni aderisce e afferma: ”Sono pronto a votare la fiducia al governo Letta, insieme al segretario del Pdl Angelino Alfano” e poi sottolinea “si sta lavorando perché il gruppo di Forza Italia voti compatto la fiducia al Governo”, poi ha ripetuto: “Spero che il partito sia compatto su questo fronte, così da garantire la stabilità necessaria al Paese e la nascita di provvedimenti anti-crisi. Anche Berlusconi sta riflettendo su questo punto”.

SCACCO MATTO, L’ALFIERE ALFANO HA “TRADITO” IL CAVALIERE?

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Enrico Letta respinge le dimissioni dei ministri Pdl. La notte di Berlusconi sarà drammatica, la destra italiana è al collasso e il cavaliere tra due settimane non sarà più senatore. La disfatta sembra dietro l’angolo e ora il tempo stringe per modificare la strategia dell'”estremismo” usata negli ultimi giorni. Già alle 9.30 Letta si presenterà al Senato e chiederà la fiducia, mentre alle 16 sarà alla Camera. Solo qualche ora fa, il Cavaliere si sentiva la partita in mano e a “Tempi” urlava la sua verità accusando Letta e Napolitano. 

Intanto in una nota dell’Ufficio stampa della Presidenza della Repubblica, dopo il colloquio del Presidente della Repubblica con Letta avvenuto questa mattina, si legge che «si é configurato con il presidente del consiglio il percorso più limpido e lineare sulla base di dichiarazioni politico-programmatiche che consentano una chiarificazione piena delle rispettive posizioni politiche e possano avere per sbocco un impegno non precario di sviluppo dell’azione di governo dalle prime scadenze più vicine agli obiettivi da perseguire nel 2014».

Scacco matto, l’alfiere Alfano ha tradito il Cavaliere concordando la mossa con il Re?

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