La stabilità che forse rende stabile lo Stato e instabile i cittadini?

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Parole nuove come Iuc o Sia, ma nella sostanza la Legge di Stabilità che avrebbe dovuto portare fuori dal tunnel l’Italia è solo un “tiriamo a campare”. Sicuramente non era facile, troppe famiglie gettate nella povertà dalle politiche dell’austerity e dalla crisi, troppa sfiducia da parte dei cittadini nelle istituzioni e soprattutto nei confronti di una politica sempre più autoreferenziale. Dove sono le novità? Nel reddito minimo garantito? Più una mossa elettorale che un sostegno alla povertà! E come dice Blitz Quotidiano: Chi finanzierà i 7 miliardi? Chi stabilirà i criteri di assegnazione delle risorse senza un’adeguata intermediazione, anche solo conoscitiva delle persone realmente in difficoltà? Non sembra, al momento, che gli enti locali siano preparati ad un’eventualità del genere, anche perché nessuno scommette, visti i precedenti, sulla loro affidabilità contabile.

Di cosa è composta la Stabilità?

– Reddito minimo garantito (sia)- in fase sperimentale arriva lo sia, sostegno per l’inclusione minima. si integrerà il reddito di tutte le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà assoluta, in cambio di un patto di inserimento con i beneficiari. le risorse verranno dal prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro: 6% per la parte eccedente le 14 volte il minimo (90mila euro lordi l’anno), 12% per la parte eccedente le 20 volte il minimo e 18% sulla parte eccedente le 30 volte.

– Casa: via la Trise, arriva la Iuc (imposta unica comunale).

Avrà tre componenti: rimane l’Imu ma non sulla prima casa, ci sarà la Tari sulla raccolta dei rifiuti e la Tasi sui servizi indivisibili. Sarà esentata la prima casa, ad esclusione delle case di lusso e l’aliquota massima sarà del 10,6 per mille. Vengono stanziati 500 milioni di euro in più all’anno a favore dei Comuni (la dote sale a 1,5 miliardi) da destinare alle detrazioni per le famiglie con redditi bassi.

– Sconti imprese: aumenta dal 20 al 30% la deducibilità Imu sui beni d’impresa ai fini Ires e Irpef ma solo per il 2013, con una dote di 200 milioni di euro.

– Contributo pensioni d’oro: il contributo scatterà sui redditi oltre 90mila euro l’anno con un 6% che sale al 12% per redditi oltre 128mila euro fino al 18% per redditi sopra 193mila.

– Reddito minimo inserimento: le risorse derivanti dal prelievo sulle pensioni d’oro finanzieranno la sperimentazione della carta acquisti ma anche, come ha spiegato il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, il reddito minimo d’inserimento in alcune grandi aree metropolitane.

– Cartelle: i contribuenti che hanno ricevuto cartelle esattoriali da Equitalia potranno sanare la loro posizione pagando l’imposta al 100% e le sanzioni ma senza corrispondere gli interessi di mora.

– Cuneo fiscale: riduzione della platea dei destinatari con benefici aumentati fino a un massimo di 225 euro all’anno che si registra nella fascia tra i 15 e i 18mila euro. La norma prevede detrazioni fiscali fino ai 35mila euro.

– Stadi: entra la versione ‘light’ della norma che prevede l’aumento del fondo di garanzia presso l’istituto di credito sportivo per l’ammodernamento degli impianti sportivi gia’ esistenti e non per la costruzione ex novo.

– Cdp per sostegno economia: esteso il perimetro d’azione della Cassa per il credito alle Pmi, anche con garanzia dello Stato. La Cassa potra’ acquistare titoli cartolarizzati delle imprese di ogni dimensione.

– Credito pmi e mutui famiglie: nasce un ‘Sistema di garanzia nazionale’ con un fondo di garanzia per le Pmi, e un fondo per i mutui prima casa delle famiglie e per i lavoratori co.co.pro.

– Sardegna: nel biennio 2014-2015 lo Stato stanziera’ 103,4 milioni per la ricostruzione e la ripresa economica nelle zone interessate dagli eventi alluvionali il commissario delegato potra’ avvalersi dell’Anas per il ripristino della viabilità interrotta o danneggiata.

– Salva-Budelli: la norma consente allo Stato di riacquistare l’isola esercitando il diritto di prelazione e autorizza la spesa di 3 milioni di euro nel 2014.

– Costi standard: monitoraggio e revisione dei costi standard di regioni ed enti locali entro il 2015, incluso il comparto della Sanità.

– Conti correnti: il cliente potrà trasferire a un’altra banca a costo zero, senza spese aggiuntive, i servizi di pagamento connessi al rapporto di conto corrente. L’operazione deve essre perfezionata entro 14 giorni lavorativi dalla richiesta.

– Veicoli sequestrati in vendita: i veicoli sequestrati da oltre 2 anni per violazione al codice della strada saranno messi in vendita o riscattati. Resta il diritto di riscatto del proprietario. I veicoli che non riusciranno a essere venduti saranno rottamati.

– Manager società comunali: basteranno due bilanci in rosso perche’ i manager delle societa’ “partecipate” dai comuni possano essere cacciati “per giusta causa”.

– Calamità naturali: i risparmi derivanti dalla riduzione dei finanziamenti ai partiti andranno alle regioni colpite da calamità naturali. Le risorse dovrebbero ammontare a circa 68 milioni di euro.

– Election Day: dal 2014 le operazioni di votazione in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie si svolgono nella sola giornata di domenica, dalle 7 alle 23.

– Autotrasporto: 330 milioni per il settore.

Chi sarà più Stabile con questa Legge di Stabilità? I cittadini o lo Stato o nessuno dei due?

In Italia il pensionato paga per tutti! Legge di Stabilità o campagna elettorale?

pensioni-d'oro-tuttacronacaIl Senato ha votato la fiducia riguardo la Legge di Stabilità. Tra i provvedimenti della nuova legge si trovano anche il reddito minimo e i tagli alle pensioni d’oro, fortemente collegati tra loro perchè il fondo per il contrasto alla povertà, che andrá a finanziare il reddito minimo garantito, verrà creato, con risorse che arriveranno proprio dalle pensioni d’oro. Il contributo su di queste partirá dal 6% per la parte eccedente quattordici volte il trattamento minimo Inps, (per gli assegni superiori ai 90.000 l’anno circa),  del 12% per le pensioni  oltre i 128.000 Euro  e salirá fino al 18%, per la parte eccedente trenta volte il trattamento minimo Inps (oltre 193.000 euro circa all’anno). In poche parole: il reddito minimo lo paga il pensionato d’oro, ossia chi riceve oltre 4.300 euro al mese. Una discriminazione, visto che il contributo di solidarietà viene imposto solo a loro e quindi sono gli unici bersagli dell’inasprimento fiscale. Nell’affondo, infatti, non sono stati compresi anche i redditi da lavoro. Di questo, se ne occuperà la Corte Costituzionale, che con due sentenze ha già fatto rilevare la sperequazione. Come sottolinea anche Blitz Quotidiano: “Reddito minimo per finta, tanto paga il pensionato d’oro. E’ un testa-coda assistenziale (pensionati d’oro in soccorso degli indigenti non ancora raggiunti dalla carta acquisti) di minima efficacia e bassa realizzabilità quello introdotto dalla Legge di Stabilità. La sperimentazione nelle grandi città del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) si aggiunge a un altro programma sperimentale (appunto la nuova carta acquisti fino a 400 euro sulla base dell’Isee). Le limitatissime risorse  (40 milioni l’anno per tre anni) per finanziare il test Sia che confluiranno nel Fondo per la lotta alla Povertà, arriveranno dal prelievo supplementare (e ad alto tasso di illegittimità costituzionale) sulle pensioni.” Per quel che riguarda il reddito minimo, l’idea è d’integrare il reddito di tutte le famiglie sotto la soglia di povertà assoluta, in cambio di un patto di inserimento con i beneficiari. Era il 13 giugno 2013 quando il gruppo di studio istituito dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  presentò il modello che, a regime, dovrebbe costare 7 miliardi per consentire a tutti l’uscita dall’indigenza. La sperimentazione nelle grandi aree metropolitane, secondo questo modello, prevedeva un fondo con dotazione di 400 milioni. Troppi per essere accolti dalla Legge di Stabilità che ora può solo contare sui 120mln  in tre anni tolti ai pensionati…  Meno di quanto la legge ha stanziato per i lavori socialmente utili in Calabria (110 nel biennio 2013-2014). Ma se inizialmente tale finanziamento sarebbe dovuto arrivare innalzando la tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%, alla fine si è preferito tassare le pensioni d’oro. Ma considerato che tale misura non è universale, cioè non è destinata a tutti i residenti in età lavorativa che si trovano sotto la soglia di povertà, cosa che avviene invece regolarmente in tutta Europa, le domande sorgono. Come, o meglio chi finanzierà i 7 miliardi? Come stabilire i criteri di assegnazione e riconoscere le persone realmente in difficoltà? Al momento, non sembra che gli enti locali siano pronti per una simile eventualità,  anche perché nessuno scommette, visti i precedenti, sulla loro affidabilità contabile. Guido Gentili, sul Sole 24 Ore, la chiama “zampata equo-distributiva” e sicuramente appare molto più come una strizzata d’occhio elettorale che cerca di accontentare tutti e vuole mostrare che ora  le larghe intese, dopo l’uscita di Forza Italia, mirano un po’ più a sinistra. I politici si sono limitati a spostare soldi  che nulla hanno a che fare con tagli alla politica e stipendi alti. Una “manovra all’italiana” insomma, in un Paese in cui anche le chiavi delle case popolari è più probabile che finiscano in mano ad amici piuttosto che a chi ne ha bisogno…

Legge di Stabilità: il Senato ha votato la fiducia

Legge-di-Stabilità-tuttacronacaIl governo aveva posto la fiducia sulla Legge di Stabilità e il Senato è stato chiamato al voto, che è risultato positivo. I sì hanno superato la maggioranza necessaria, di 154 voti: il governo ne ha infatti incassati 171. I contrari sono stati 135. Hanno votato a favore i gruppi di: Pd, Scelta civica, Nuovo centrodestra, Per le autonomie. Contro: M5s, Sel, Lega, Gal e Forza Italia.

Quanto è in bilico il Governo? lo dirà la legge di Stabilità!

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«La necessità di verificare la sussistenza di una maggioranza a sostegno dell’attuale governo sarà soddisfatta in brevissimo tempo durante la seduta in corso al Senato con la discussione e la votazione sulla già posta questione di fiducia». Lo sottolinea una nota del Quirinale diffusa al termine di un incontro tra Napolitano e Letta.

La Stabilità che spacca il Pd, esecutivo in minoranza in commissione bilancio!

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Il pallottoliere non è a favore dell’esecutivo! La Legge di Stabilità spacca il Pd su un emendamento relativo alla manutenzione degli immobili delle forze dell’ordine. Il governo è andato ko su una norma che garantirà autonomia gestionale per la manutenzione degli immobili alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco e alla Guardia di Finanza abolendo così il ‘manutentore unico’ gestito dal demanio. Ad annunciarlo sono stati Silvana Comaroli e Jonny Crosio, componenti per la Lega Nord della commissione Bilancio. Ma la notizia è stata poi confermata da fonti del governo.

L’emendamento che prende tempo… L’Italia tra proroghe e svendite

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Una proroga di un anno della possibilità per i Comuni di utilizzare Equitalia per la riscossione dei tributi locali: è quanto prevede un emendamento alla Legge di Stabilità che sarà presentato a breve in commissione al Senato. Lo riferisce il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini.

2 milioni di euro restituiti ai pensionati! A Lucca brindano

pensioni-tuttacronacaDifficile da credere, eppure è tutto reale: 1800 pensionati di Lucca si sono ritrovati una pensione maggiorata di 100 anche 200 in fondo al mese. E come se già questa non fosse stata un’ottima notizia, l’Inps ha depositato in banca, a loro favore, assegni per 20mila euro e più. Un sogno a occhi aperti? I contribuenti, come spiegato da La Nazione il 20 novembre, sono stati “premiati da un accertamento puntiglioso svolto di propria sponte dagli uffici Inca Cgil Lucca, che complessivamente ha restituito loro la bellezza di 2 milioni di euro tondi tondi.” La cifra è stata “tirata fuori dalle pieghe di ogni sentenza, nuova normativa, possibilità di ricongiungimento di periodi in cui la contribuzione è avvenuta per maternità, mobilità in anni lontani, servizio militare. Dettagli tecnici che fanno la differenza. Negli ultimi quattro anni l’Inca Cgil ha passato sotto la lente di ingrandimento la congruità delle pensioni e le sorprese, tutte al positivo, non sono mancate.” Massimo Matteoni, direttore provinciale Inca Cgil, ha confessato: “Non c’è niente da dire, è il lavoro che, come sindacato, dà più soddisfazione. La maggior parte dei pensionati non hanno nemmeno richiesto una verifica, avviata da noi in modo automatico. Semplicemente si sono sentiti raggiungere dalla telefonata che comunicava loro l’aumento della pensione e il rimborso di quanto negli ultimi anni non gli era stato riconosciuto”. E ha quindi aggiunto: “Qualcuno ci ha chiesto se era uno scherzo. Una signora, venuta in ufficio a sincerarsi, si è messa a piangere dalla contentezza. Ad oggi, grazie a questo progetto che da quattro anni ci porta a effettuare un riscontro sulle pensioni, sono stati recuperati 2.004.223 euro di arretrati sulle pensioni e una variazione mensile media permanente di 27,75 euro. Naturalmente, questo dato è solo una media, c’è il pensionato che ha avuto un aumento mensile di 5 euro sulla pensione e la pensionata che ha avuto un aumento permanente mensile di 200 euro”. Ma perchè le pensioni erano sottostimate? “Non dipende da errori dell’Istituto nel liquidare le pensioni, ma dall’emanazione di leggi, circolari e sentenze successive rispetto al momento della liquidazione della pensione. Gli importi vanno dunque globalmente riconsiderati alla luce di nuove disposizioni che possono essere retroattive e portare concreti vantaggi”. Una pensionata di Pisa, appresa la notizia, si è quindi rivolta al patronato lucchese di Inca Cgil. E il risultato la premia: 109 euro in più sulla pensione mensile e 13.069 euro di arretrati.

Tagli alla sanità… necessari dopo la bocciatura Ue!

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Bruxelles ordina e il Governo corre ai ripari. Così Carlo Cottarelli, doppo la bocciatura della Legge di Stabilità da parte della Commissione Ue, ha pronto un piano di riduzione della spesa pubblica. Obiettivo: recuperare 2-3 mld di euro immediatamente. Mirino puntato sulla Sanità. Previsione: arrivare a 1-1,5 mld di tagli nel 2014, ma è solo l’inizio! La carta che il ministro dell’Economia Saccomanni potrà giocarsi già alla riunione dell’Eurogruppo di venerdì è la realizzazione nel 2014 di risparmi da 1,5 mld contro i 600 mln prudenzialmente cifrati nella legge di Stabilità. E non è escluso che l’asticella dei tagli, fino al 2015, possa salire ancora. Insomma, si raschia il fondo e a rimpolpare le casse dello Stato, arriva pure il super-acconto dei contribuenti. Il Fisco bussa alla porta di venti milioni di cittadini: un esercito che entro i prossimi 15 giorni (entro il 2 dicembre) tra Irpef, Irap e Ires farà confluire 34 mld di euro nelle tasche del Tesoro. Si rischia davvero il collasso.

I problemi dell’Inps: a farne la spesa sono ancora pensioni di precoci e usuranti

pensioni-tuttacronacaPeggiora la situazione per i lavoratori precoci e usuranti. Se già la questione si era aggravata dopo l’entrata in vigore della riforma Fornero, nuove ombre sono state gettate dopo le ultime novità rese note dall’Inps. Nella recente Legge di Stabilità non c’è alcun accenno al tema mentre s’interviene solo sui blocchi delle rivalutazioni delle pensioni alte nel 2014, per contributi di solidarietà dalle pensioni d’oro e per disposizioni a favore degli esodati. Se quindi già sembrava tramontata ogni speranza di un intervento sulle pensioni di precoci e usuranti, dopo le parole del presidente dell’Ente, Antonio Mastrapasqua, sembra si possa definitivamente archiviare la questione. Lui stesso, infatti, ha fatto  sapere di aver “scritto ai ministri Saccomanni e Giovannini invitando a fare un’attenta riflessione” sul bilancio dell’Istituto che ormai è “un bilancio unico, essendo il disavanzo patrimoniale ed economico qualcosa che, visto dall’esterno, può dare segnale di non totale tranquillità”. Inoltre Mastrapasqua ha spiegato, parlando davanti alla commissione bicamerale sul controllo degli enti previdenziali, che “la genesi della perdita dell’Inps” deriva da “uno squilibrio imputabile essenzialmente al deficit ex Inpdap, alla forte contrazione dei contributi per blocco del turnover del pubblico impiego e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali”. Attualmente, infatti, come ricorda anche business online, accorpa anche gli ex Inpdap ed Enpals. Il presidente ha quindi sottolineato che “Bisogna valutare nelle sedi competenti l’opportunità di eventuali interventi normativi, tesi a garantire l’efficiente ed efficace implementazione della più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico. Il rischio, altrimenti, è un aumento delle passività”.

Piovono soldi sui pensionati? “5000 euro per tutti”

pensioni-sastri-tuttacronacaAncora una gaffe targata 5 Stelle: dopo le sirene, l’attentatore di Nassiriya e “Pino Chet”, ora una proposta che lascia a bocca aperta. La deputata Giulia Sarti ha scritto in Facebbok: “Possiamo dire che siamo governati da un branco di ANALFABETI e FESSINI?”. Dopo di che, la proposta di una riforma decisamente azzardata per il nostro sistema pensionistico. Si legge sul post: “In Italia abbiamo 23.431.319 pensionati, i quali percepiscono complessivamente € 270.469.483.350. Se noi garantiamo a tutti i pensionati 5000 euro al mese ci rimangono €153.312.888.350. Domanda: quanti redditi di cittadinanza possiamo garantire sapendo che la nostra proposta vale circa 30 miliardi?”. L’errore è grossolano, visto che 5mila euro al mese per tutti i pensionati significherebbe spendere oltre 1400 miliardi di euro. Considerato che il Pil italiano è di 1600 miliardi ne rappresenterebbe la quasi totalità. In queste ore, il M5S, ha presentato al Senato una mozione per attribuire un aumento di 518 euro annui a 2 milioni di pensioni minime. Il post, che ha raccolto non pochi commenti anche in Twitter, è stato in seguito rimosso.

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Al governo pensano alle mozzarelle di bufala, al circo e alle bande

circo-tuttacronacaSono oltre tremila gli emendamenti alla legge di stabilità, che dovrebbe riequilibrare i bilancio dello Stato e portare a uno sviluppo dell’economia. E tra cuneo fiscale e tasse sulla casa, ecco che spuntano proposte che sbalordiscono e che mirano a rivitalizzare iniziative spesso a carattere localistico. Tra queste infatti troviamo anche circhi, mozzarelle di bufala, bande musicali e perfino musei da realizzare nelle aree di parcheggio autostradali. Per qule che riguarda il cuneo, è la Lega che chiede che vengano estese le detrazioni al 19% ai corsi di musica per ragazzi tra 5 e 18 anni, organizzati in strutture riconosciute dalla pubblica amministrazione o da associazioni bandistiche. Sono invece alcuni senatori del Pdl a proporrela deducibilità delle spese per convegni e congressi, spese di soggiorno incluse. A schierarsi con la mozzarella di bufala campana è invece un nutrito gruppo del Pd capitanato dalla senatrice salernitana Angelica Saggese, con un emendamento che punta ad obbligare, a partire dal prossimo primo giugno, tutti i produttori ad utilizzare linee di produzione dedicate esclusivamente al formaggio Dop, senza commistione con “altri preparati alimentari realizzati con il latte”. Ancora, la Lega Nord nella figura del senatore Raffaele Volpi chiede lo stanziamento di 15 milioni di euro per il parco tecnologico ‘Learning and doing-planet’ presso il polo fieristico di Brescia e di altri 10 milioni di euro per un non meglio specificato museo virtuale dei siti storici, artistici, culturali da realizzare ex novo nell’area di parcheggio Brebemi-Chiari, sull’autostrada Milano-Brescia. E se la senatrice del Pdl Anna Maria Bernini chiede lo “sbarrieramento” delle barriere architettoniche per i disabili, c’è chi ritiene che la legge di stabilità sia anche la sede adatta per regolamentare l’accesso alle “attività di spettacolo viaggiante”, ovvero ai circhi, per destinare il 10% del canone Rai alle tv locali, per consentire sconti particolari da parte dei negozi di giocattoli, per concedere fondi da 500 mila euro l’anno al Club nazionale di soccorso alpino e speleologico del Cai.

Ipotesi sulle pensioni? Tartassare i più ricchi?

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Mercoledì si entrerà nell’Aula del Senato per iniziare a votare gli emendamenti alla Legge di Stabilità. Il gruppo maggiore di emendamenti riguarda le pensioni. In particolare si punta al ripristino dell’indicizzazione per quelle sopra i 1500 euro. ma non è la sola modifica che si vuole effettuare: Come scrive Mario Sensini,

“Tutti puntano ad evitare un’eccessiva penalizzazione su quelle di importo più basso. Il Pdl vorrebbe far scattare il blocco dell’indicizzazione solo per le pensioni oltre 6 volte il minimo, e solo per i pensionati che hanno meno di 68 anni. Anche il Pd chiede di reintrodurre l’indicizzazione piena sulle pensioni più basse, sopra 1.500 euro, ma suggerisce di compensare i costi con un maggior prelievo sulle pensioni d’oro (oltre i 90 mila euro annui)”.

Conferma Salvatore Cannavò sul Fatto:

“l Pd ha deciso di presentare diversi emendamenti alla legge di Stabilità tra cui quelli sulle pensioni: recupero della deindicizzazione del quarto, quinto e sesto scaglione pensionistico (da 2.000 a 3.000 euro), e allargamento della platea degli “esodati” da salvaguardare. A pagare dovrebbero essere le “pensioni d’oro” con la riduzione da 150 a 90mila euro della soglia oltre la quale versare il contributo di solidarietà del 5% e oltre”.

Naturalmente escluse pensioni e vitalizi di parlamentari, consiglieri regionali.

Riforma delle pensioni: Elsa Fornero e i suoi ripensamenti

riforma-pensioni-tuttacronacaDa quando sulla scena italiana ha fatto la sua comparsa la riforma delle pensioni dell’ex ministro Elsa Fornero, numerose sono state le contestazioni e ora è la stessa Fornero a fare il mea culpa, anche se solo parzialmente. A Tgcom24 ha infatti spiegato che, se potesse tornare indietro, la modificherebbe, rendendo “meno complessa la regolamentazione”. L’ex ministro però non si prende l’intera responsabilità delle conseguenze del suo operato. “Quella legge fu fatta con la firma di tutte le forze sociali (salvo la Cgil) e poi fu approvata dal Parlamento”, ha infatti ricordato. “Si tende sempre a dimenticare che le riforme, in democrazia, sono il prodotto non di un singolo ministro, ma di tanti”. Per quel che concerne l’ex ministro del welfare Maurizio Sacconi, che ora invoca la cancellazione della riforma per far “rivivere la Legge Biagi”, attacca: “Posso soltanto dire che se considerasse, certo con minore provincialismo, i giudizi che vengono dalle istituzioni internazionali, che considerano la riforma “un buon passo nella giusta direzione” forse si esprimerebbe in modo diverso, se non altro più cauto.” Ed ha aggiunto: “La riforma Biagi aveva ottime intenzioni, come d’altronde la nostra ma l’applicazione che ne è stata fatta era agli antipodi rispetto a quanto il professor Biagi aveva in mente: l’applicazione produceva bassa produttività e diffusa illegalità. Lo spirito era condivisibile, meno la messa in pratica”.

La Legge di Stabilità ci rende instabili?

leggedistabilità-tuttacronacaContinua a far discutere la Legge di Stabilità che, piuttosto di risolvere alcuni dei punti che Letta ha sempre riconosciuto come fondamentali per il suo governo, potrebbe incrementare le problematiche esistenti. A lanciare l’allarme è il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, che ha presentato una stima shock: 3,5 milioni di disoccupati nel 2014 in mancanza di modifiche “profonde” alla legge finanziaria. “È necessario cambiare profondamente il ddl di Stabilità riducendo le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni. Se non ci saranno cambiamenti si rischia di aumentare ulteriormente la disoccupazione”.  A sostegno delle modifiche per avere maggiori risorse da mettere sulla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni è stato proclamato uno sciopero generale di quattro ore che sarà effettuato a livello territoriale la prossima settimana (tra l’11 e il 15). Angeletti ha quindi aggiunto: “Questo governo non ha ridotto in maniera seria smentendo le sue parole”.

Brunetta e i 3mila emenadamenti: “E’ la democrazia bambola”

democrazia-uccisa-tuttacronacaRenato Brunetta è intervenuto alla trasmissione Radio Anch’io e, intervistato da Ruggero Po in merito al prossimo passaggio parlamentare della Legge di stabilità ha detto: “Quando lei parla di 3mila emendamenti parla quasi come fosse una disgrazia, ma è la democrazia”. E sottolinea: “Forse bisognerebbe ricordare a tutti che il Parlamento esiste per questo, per fare degli emendamenti, per rappresentare gli interessi del Paese. Perchè se si vedono i 3mila emendamenti come una iattura, come uno sciame di cavallette, diamo un segnale molto sbagliato ai cittadini”.  “Io mi preoccuperei di più se gli emendamenti fossero tre. Se fossero tre non saremmo in una democrazia, se sono 3mila forse sono tanti, forse sono troppi, ma vivaddio. È la democrazia bambola. Se cominciamo anche con il linguaggio a demonizzare la democrazia, ci dobbiamo affidare ai tecnocrati, ai tecnici, a Saccomanni? Che continua ad essere un produttore di incertezza e di confusione?”.  E conclude: “Ci deve essere un dibattito vivace, ma non discretamente, fortemente vivace. Come in una redazione di giornale. Ma se la vede lei una redazione di giornale in cui non c’è dibattito? Il Parlamento è il Parlamento degli italiani, dove si rappresentano gli interessi degli italiani, le pulsioni degli italiani, la distribuzione del reddito”.

L’anno che verrà porterà 1 miliardo di tasse in più

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“A fronte di poco più di 6 miliardi di euro di nuove entrate tributarie a cui si aggiungono 65 milioni di entrate extra tributarie e altri 135 milioni di riduzione dei crediti di imposta, nel 2014 – rileva la Cgia – gli italiani saranno chiamati a versare allo stato complessivamente 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Per contro, ‘godranno’ di una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all’erario per un importo pari a 5,119 miliardi di euro. Pertanto, la differenza tra i 6,227 miliardi di nuove imposte e i 5,119 miliardi di minori tasse dà come risultato 1,108 miliardi di euro”.

“A nostro avviso – sottolinea il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – il risultato è sottostimato. Corriamo il pericolo che il saldo sia più pesante. Secondo i tecnici del governo, la trise, vale a dire il nuovo tributo sui servizi, dovrebbe farci risparmiare un miliardo di euro rispetto a quanto pagavamo di tares e di imu. Un vantaggio economico che, purtroppo, rischia di essere eroso dall’azione dei sindaci. I comuni, infatti, avranno un’ampia discrezionalità nell’applicazione della trise ed è molto probabile che ne inaspriranno il prelievo per lenire le difficoltà economiche in cui versano, con evidenti ripercussioni negative per i bilanci delle famiglie e delle imprese”.

Pensione anticipata per il tema pensioni? Si scruta all’orizzonte

pensioni-tuttacronacaIn milioni, in Italia, scrutano all’orizzonte nella speranza di scorgere qualche novità, positiva, per quel che riguarda il tema delle pensioni, vera spina nel fianco per tutti i lavoratori che continuano ad attendere risposte. E anche per i disoccupati che attendono il tanto agognato turn over. In questo deserto, al governo si parla molto ma accenni ad eventuali provvedimenti per precoci ed usuranti non se ne fanno in questi giorni. Eppure si era promesso che sarebbero state inserite norme ad hoc nella Legge di Stabilità per tutelare queste categorie, le uniche che speravano in nuovi interventi. Chi ancora ci spera, spiega Business Online, auspicando interventi in extremis, è probabile che resterà deluso. Proprio questa dovrebbe essere una settimana decisiva per stabilire gli interventi per un nuovo futuro previdenziale degli italiani. Del resto le categorie precoci e usuranti si trovano già a vivere un periodo difficile a causa della riforma Fornero, che non tiene conto della particolaritù di determinati ambiti lavorativi, “creando una serie di errori di formulazioni che hanno portato, tra l’altro, alla nascita dell’ingarbugliata questione esodati.” Ma il tema passa sotto silenzio anche alla Corte dei Conti, che pure è intervenuta su alcuni problemi che concernono le misure previste dalla Legge di Stabilità. Appena due giorni fa Cesare Damiano, del Pd, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, aveva detto: “Il ministro Giovannini, accanto alla battaglia per inserire nella legge di Stabilità un sostegno per gli oltre 4 milioni di poveri, dovrebbe anche battersi per avere nella stessa legge una soluzione al problema dei cosiddetti esodati e per l’introduzione di una norma di flessibilità nel sistema previdenziale, come promesso dal Governo. Non sfugge al Ministro che l’esistenza di centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a causa della ‘riforma’ Fornero delle pensioni, ha prodotto nuovi poveri. Se questo problema si risolve riduciamo la platea dei cittadini che hanno bisogno di un’assistenza”. E aveva aggiunto: ”Non comprendiamo come mai il governo continui a sottovalutare il tema delle pensioni: l’indicizzazione proposta dal 2014 non va bene perchè mette di nuovo le mani nelle tasche dei pensionati; seimila nuovi salvaguardati nella legge di Stabilità non risolvono il problema; l’assenza di una misura di flessibilità, a partire dai 62 anni di età con 35 anni di contributi, e aver innalzato bruscamente l’età fino a 67 anni, impedisce il turn-over nelle imprese e ai giovani di entrare nel mercato del lavoro”. ”Non vorremmo -aggiunge Damiano- che il Governo, sulla base delle sollecitazioni che giungono dall’Europa, pensasse di innalzare anche l’età pensionabile delle donne per equiparala a quella degli uomini, magari destinando le risorse così risparmiate nuovamente al risanamento del debito. Si tratterebbe di uno scippo intollerabile, considerando che tra il 2020 e il 2060, soltanto dalle pensioni si risparmieranno oltre 300 miliardi di euro. Una cifra impressionante tutta a carico dello stato sociale”.

Le tasse che vengono a galla dalla Stabilità

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L’emendamento al decreto scuola, all’esame dell’Aula della Camera, firmato Giancarlo Galan e Renato Brunetta del Pdl, prevede un aumento vertiginoso dell’Iva su cartine e filtri per confezionare le sigarette “rollate”, che sono sempre più usate dai giovani, ma non solo. Il metodo infatti della sigaretta rollato spesso fa risparmiare se si compara il prezzo con quelle invece già confezionate. Cosa prevede l’emendamento? Un aumento dell’Iva addirittura al 58,5%, con un inevitabile danno economico per gli stessi acquirenti. Il decreto sulla scuola prevede come copertura, tra l’altro, l’aumento delle accise sulla birra. Curiosamente birra e cartine per sigarette sono due dei prodotti «cult» delle giovani generazioni, che prediligono questa bevanda alcolica rispetto al vino. 

Se potessi avere 10 euro in più al mese!

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Se potessi avere 10 euro in più al mese… e già perché non sono i famigerati 14 euro, bensì solo 10. Così la Corte dei Conti boccia la Stabilità delle Larghe Intese e apre il fianco ad attacchi incrociati.

Come spiega l’Huffington Post: La prima rivelazione arriva dalla Corte dei Conti, che parla di un “tesoretto” da 1,4 miliardi nel 2014 e 3 miliardi nel 2015. “Sul pagamento degli interessi la Legge di Stabilità sottostima i possibili risparmi derivanti dall’andamento dei tassi per 1,4 miliardi nel 2014 e per 3 miliardi nel 2015”, spiega Raffaele Squitieri, presidente designato della Corte dei Conti.

Secondo Squitieri, il taglio delle tasse sul lavoro ha un perimetro “limitato” e comporta “problemi distributivi e di equità” poiché esclude dal beneficio 25 milioni di persone. “Oltre ai lavoratori autonomi – spiega Squitieri – sono esclusi dal beneficio gli incapienti e i pensionati, ossia circa 25 milioni di soggetti che comprendono evidentemente anche le categorie in maggiori difficoltà economiche. Ciò comporta evidenti problemi distributivi e di equità”.

Problemi che vanno ad aggiungersi al quadro drammatico dipinto dall’Istat. Secondo l’Istituto di Statistica, infatti, dal 2007 al 2012 il numero degli italiani in povertà assoluta è raddoppiato, passando da 2,4 a 4,8 milioni. Lo ha affermato il presidente dell’Istat, Antonio Golini, aggiungendo che quasi la metà (2,347 milioni di persone) risiede al sud (erano 1,828 mln nel 2011). Di questi, oltre un milione (1,058 mln) sono minori (erano 723 mila nel 2011) con un’incidenza in salita in un anno dal 7 al 10,3%. “La recessione – ha detto – ha determinato gravi conseguenze sulla diffusione e sull’intensità del disagio economico del nostro paese”.

Dall’Istat anche una stima del taglio medio delle tasse sul lavoro sulle buste paga: 10 euro al mese. “Il taglio medio del cuneo fiscale, grazie all’aumento delle detrazioni irpef sui redditi da lavoro dipendente, sarà sulle buste paga meno di 10 euro al mese”.

Pilato non è morto, ha cambiato faccia e continua a lavarsi le mani

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Dopo il pranzo sembra che ci sia stato il lavacro. Enrico Letta, Angelino Alfano e Fabrizio Saccomanni rimandano il problema al Parlamento: i 14 euro del famoso cuneo fiscale saranno, nel caso che si trovino soluzioni per le coperture, alzati in Parlamento. Non sarà quindi il governo a cambiare la Legge di Stabilità nel nucleo centrale che prevedeva di aumentare la busta paga e quindi riavviare i consumi ormai contratti.

“Spetta al Parlamento definire la platea dei destinatari nell’intervento della legge di stabilità sul cuneo fiscale con l’obiettivo di rendere ”più incisivi” gli effetti del provvedimento”. D’altra parte, osservano fonti di Palazzo Chigi, “il premier stesso ha più volte spiegato che la manovra ha un cammino in due tempi, il primo spetta all’esecutivo, il secondo al Parlamento”.

Ma perchè rimandare al parlamento? Per tenere in vita il Governo?

Aggiungi un posto a tavola… Alfano, Letta e Saccomandi a pranzo per Stabilità

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Un pranzo di lavoro a Palazzo Chigi per risolvere i nodi della Legge di Stabilità. Enrico Letta, con Angelino Alfano e i ministri dell’Economia, Fabrizio Saccomanni e  dei rapporti col Parlamento, Dario Franceschini. Alla riunione, sono presenti anche i vice ministri dell’Economia, Stefano Fassina e Luigi Casero. Aggiungi un posto a tavola e ritrova la stabilità… se sposti un po’ la sedia sei in equilibrio anche tu!

Giù la maschera: la patrimoniale c’è e si sente nella Legge di Stabilità

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Giù la maschera sulla patrimoniale. Ci hanno detto che non vi era la voce, il che è verissimo, peccato che dalla Trise, all’imposta di bollo sui Bot e sul risparmio la patrimoniale verrà pagata da moltissimi italiani, per non dire tutti! Sono state abilmente mascherate da semplice tributo, ma come spiegano   Massimo Fracaro e Nicola Saldutti sul Corriere della Sera bisogna far chiarezza sul concetto fiscale:

A pensarci bene, con il terzetto Trise-Tari-Tasi viene introdotta la patrimoniale comunale, visto che saranno i sindaci a fissare il livello dell’imposta. Certo la tassa rifiuti serve per coprire i costi della raccolta. Ma la Tasi? Non sembra esserci in questo caso un collegamento diretto tra prelievo e servizi erogati. Ricordiamo che servirà a pagare dagli stipendi della Polizia municipale all’illuminazione cittadina, all’arredo urbano. Non è, quindi, una vera e propria tassa.

Sempre dalla Legge di Stabilità, l’aumento dell’aliquota sull’imposta sul bollo giunta al 2 per mille, aggredisce gli investimenti finanziari, Bot, Btp, fondi, azioni, depositi vincolati alle obbligazioni bancarie, nonostante la tutela della Costituzione.

E, guarda caso, l’unica patrimoniale a viso aperto mai pagata dagli italiani fu il prelievo straordinario del 6 per mille su tutti i conti correnti introdotto dal governo Amato nel 1992. Una patrimoniale senza metafore che consentì all’Italia di evitare la deriva, ma che è stata oggetto di un duro confronto arrivato fino alla Corte costituzionale. Finora è l’unica imposta chiamata con il suo vero nome di patrimoniale

Ballarò va a Porta Pia a Roma e da qui tasta l’aria anche sulla Stabilità

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Dopo i fischi di oggi a Marino, con un antagonista che ha tirato anche la cravatta al primo cittadino, è Ballarò ad avvicinarsi a Porta Pia a Roma dove non è più in corso l’acampada di quanti chiedono una casa e un lavoro per un’esistenza dignitosa.  I manifestanti, dopo che la delegazione è stata a colloquio con Lupi e dopo che la richiesta di risorse per risolvere la situazione, non è andata a buon fine in quanto non ci sarebbero fondi, hanno deciso di abbandonare la piazza e di rimandare la questione al 31 ottobre. Insomma sembra che la politica non stia dando le giuste risposte ai cittadini… è proprio quel cracker rotto di cui parla Crozza?

Naturalmente il clima di malcontento sale nel Paese e la nuova legge di stabilità mostra i suoi limiti. Al centro del dibattito naturalmente c’è la Trise la nuova tassa che sembra essere più onerosa della vecchia Imu. La De Girolamo sostiene, invece, che la nuova tassa non costerò di più, perchè la tares avrebbe avuto un aumento nel 2014 e quindi vi saranno 5 miliardi di euro in meno. Nella confusione dei numeri alla fine quello che emerge è che la nuova tassa è comunque più elevata della precedente…

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Pensionati! Quanto ci si rimette fino al 2016? Ecco le analisi caso per caso

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La legge di stabilità sembra proprio che non sia andata incontro ai pensionati e non solo coloro che hanno le cosiddette pensioni d’oro, ma anche chi dovrà rinunciare alla rivalutazione rispetto all’inflazione. Redditi di pensionati superiori a 6 volte il minimo (circa 3000 euro al mese lordi) non godranno di quell’aumento che potrebbe riportare il potere d’acquisto nelle tasche della classe media.

Ci sarà invece rivalutazione piena per i trattamenti Inps fino a tre volte al minimo. Per gli importi tra tre e 5 volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, ndr) ci sarà una rivalutazione pari al 90% rispetto all’inflazione. Per quelle superiori a 5 ma inferiori a 6 volte il minimo la rivalutazione sarà al 50%.

ma cosa accadrà tra 3 anni?

Nel 2016, la decurtazione rispetto alle norme ante riforma 2011 sarà di almeno il 5% del reddito annuale derivante da pensione. Le penalità con le nuove regole di rivalutazione aumentano per i trattamenti previdenziali più elevati. Ma quanto ci avranno rimesso, in concreto, i pensionati di ogni fascia contributiva a seguito della mancata rivalutazione che, insieme alla “vacanza contrattuale” colpisce anche gli statali ?

1405 euro mensili lordi (2011): non ci rimette nulla. Sotto tre volte il trattamento minimo Inps la rivalutazione è stata e sarà piena., dunque nessun sacrificio in termini di indicizzazione all’inflazione.

1600 euro lordi (2011): – 1140 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 4,9%, pari a – 1140 euro.

2100 euro lordi (2011): – 1750 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 5,7%, pari a – 1750 euro.

2700 euro lordi (2011): – 2125 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 5,5%, pari a – 2700 euro.

3100 euro lordi (2011): – 2851 euro. La differenza fra l’importo determinato con la legge di Stabilità e quelle ante 2012 è del 6,4%, pari a – 2851 euro.

L’asso nella manica di Letta, dalla Gruber con “Stabilità”

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Stabilità sembra la parola magica, quasi l’asso nella manica, che Letta lancia quando si trova alle strette. Una parola capace di rievocare gli spettri dello spread, i mercati in caduta libera, la troika che si avvicina e gli scenari della Grecia che si materializzano davanti agli occhi degli italiani. Così il Presidente del Consiglio Enrico Letta, ospite di Lilli Gruber su La7 a Otto e mezzo ritorna sul suo cavallo di battaglia e afferma:

“In 4 giorni di crisi di governo siamo passati da tassi al 4,8 a 4,2 e questo vale per il bilancio pubblico miliardi. Io voglio farmi garante della stabilità per evitare che ci siano terremoti come in passato e una volatilità che danneggia il paese”.

E poi gioca in casa, con quella Legge Elettorale che nessuno ha voglia di cambiare, perché poi non ci sarebbero più alibi come quelli posti invece oggi da Letta. Il premier, infatti, in mattinata aveva parlato di 6 mesi «difficilissimi», comunque racconta di non aver mai pensato «di gettare la spugna» perchè, anche per colpa della legge elettorale, «le alternative non mi convincono» e bisogna andare «avanti fino al 2015».

Ma da Lilli Gruber esce fuori anche la parte “democristiana” del Premier che si augura, come già fatto con Fassina, di poter chiarire con Monti al più presto  dopo che il Professore lo ha accusato di essersi «inginocchiato» sull’Imu al Pdl: «Non voglio infilarmi in polemiche -ha detto Letta – che non hanno a che fare con le cose concrete. Con Monti ci vedremo, ci chiariremo».

Tiene a distanza anche la “tematica” Renzi: il presidente del Consiglio preferisce «perdere energie» nello sforzo di «portare il paese un passo alla volta fuori dalla crisi»

E proprio per concentrare i suoi sforzi sull’uscita dalla crisi Letta difende a spada tratta la sua Legge di Stabilità. La verità sulla manovra è che «a differenza delle ultime due dove c’erano più tasse, questa è neutra» e soprattutto «nelle nostre previsioni darà una crescita dell’1% nell’anno prossimo». «Mi dicono di essere stato prudente, sì lo sono perchè dalla crisi si esce passo dopo passo», osserva aggiungendo, rivolto sia alle contestazioni dei sindacati sia a quelle di Confindustria, che «è stata criticata da chi ha detto che è troppo dura e chi ha detto che è troppo morbida». Mentre «noi abbiamo fatto una scelta legata alla stabilità, a dare certezze per un triennio: creare stabilità è l’unico modo perché il paese si salvi» e attacca anche sul tema centrale del cuneo fiscale e dei 14 euro in busta paga “Se l’è inventata qualcuno per farci del male. In Italia se qualcuno fa qualcosa, parte un grandissimo sforzo per denigrarlo. Abbiamo messo cinque miliardi di tasse in meno – ha continuato il premier – e abbiamo detto a Parlamento e parti sociali di concentrarli su chi ha più bisogno. Sta a loro discuterne”.

Duro anche nei confronti di Maradona e il suo gesto contro Equitalia: «Non mi è piaciuto per niente, chi paga le tasse va rispettato e sono gli italiani onesti mentre in molti, come Maradona, fanno il gesto dell’ombrello».

 

7 mld della Legge di Stabilità per navi da guerra. Sul Vesuvio con le navi?

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Sette miliardi per le nuove navi da guerra. Dopo il rifinanziamento della Tav e gli F35, il Governo Letta mette nuove risorse finanziarie per “adeguare” l’apparato militare italiano.  Nella Legge di Stabilità infatti è previsto al momento un contributo ventennale da 6,8 miliardi a carico del Ministero dello Sviluppo Economico per il rinnovo della flotta navale della Marina militare. In particolare il denaro sarà speso per acquisire dodici nuovi pattugliatori d’altura ‘dual-use’ chiesti a gran voce nei mesi scorsi dal capo di stato maggiore, ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Quindi nessuna  novità  nelle scelte  di politica economica che con quei sette miliardi sommati ai dieci già stanziati per il cuneo fiscale sarebbe potuta ripartire meglio, Invece la politica ancora una volta  sembra  ancorata a una politica di guerra…

Come sottolinea il Fatto Quotidiano:

“Se questo contributo verrà confermato dal Parlamento – commentano dalla sede triestina di Fincantieri – si tratta di un provvedimento molto importante per il futuro del lavoro dei nostri cantieri e per quello della Marina militare, che come ha più volte ricordato il capo di stato maggiore, ammiraglio De Giorgi, altrimenti rischiava l’estinzione, e che per questo aveva chiesto al governo uno stanziamento di 10 miliardi. Questa decisione del governo è frutto delle forte pressioni esercitate dai sindacati e degli esponenti liguri del Pd più sensibili al futuro dei cantieri regionali: il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il senatore ed ex sindaco di Sarzana Massimo Caleo, il senatore membro della commissione Difesa Vito Vattuone e ovviamente il sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti“.

Per giustificare queste nuove spese militari tutti tirano in ballo l’emergenza immigrazione e l’operazione umanitaria ‘Mare Nostrum’. “Si tratta di risorse economiche importanti per il riordino della flotta della Marina militare – ha commentato il senatore Vattuone – che potrà così dotarsi di navi moderne da utilizzare nella protezione civile e per far fronte all’annoso problema dell’immigrazione, causa di tante tragedia umanitarie”.

Il sottosegretario Pinotti, rispondendo a un nuovo appello del capo di stato maggiore De Giorgi – che ieri ha alzato ulteriormente la posta chiedendo non più 10 ma addirittura 12 miliardi – lo ha rassicurato dicendo che “questo governo è attento alle richieste della Difesa che, come abbiamo visto nel caso di Lampedusa, ha un’esigenza sempre più forte di presenza della Marina nel nostro mare”. “Piena condivisione” delle richieste della Marina anche da Burlando: “Un paese moderno non può fare a meno di una flotta come si deve. Quanto successo a Lampedusa continuerà a succedere”.

Lo stesso amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha aperto la sua audizione in commissione Difesa, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, parlando di “controllo delle frontiere” e di “interesse strategico delle problematiche migratorie”. Accennando poi all’instabilità dei paesi nordafricani, l’ad Bono, vestendo i panni del suo committente militare, ha sottolineato la necessità di “fronteggiare tutto questo con un presidio del Mediterraneo molto più forte di quanto sia stato fatto finora: il mare Mediterraneo è mare nostro e lo dobbiamo presidiare, quindi l’Italia deve dotarsi di una Marina che possa assolvere questo compito. Ci auguriamo che l’esigenze della Marina vengano tenute in conto dal governo con molta attenzione”.

Esigenze operative presentate sempre come urgentissime e imprescindibili, ma che in passato hanno portato a scelte costose e discutibili. Il caso più emblematico è quello della portaerei Cavour, l’ammiraglia della nostra flotta navale, costata 1,5 miliardi di euro. “Una delle più belle navi del mondo, destinata a ospitare i famosi F-35 ma dotata anche di straordinarie capacità polivalenti, come l’ospedale di bordo, che la rendono ideale per impieghi umanitari”, ha detto ieri l’ad di Fincantieri. Peccato che abbia un costo d’esercizio così esorbitante (200 mila euro al giorno) da averla resa di fatto inutilizzabile: da quando è entrata in servizio nel 2009, questo mastodonte viene usato solo per missioni di promozione commerciale pagate dalle aziende italiane (Fincantieri, Finmeccanica, Eni) che se ne servono come fiera galleggiante del ‘made in Italy‘, una prima volta in Brasile nel 2010 (con una puntata umanitaria ad Haiti) e ora in Medio Oreinte e in Africa, partenza prevista tra poche settimane.

“I pattugliatori di De Giorgi – ha spiegato l’amministratore delegato di Fincantieri concludendo la sua audizione in commissione Difesa – sono navi polivalenti che potranno essere usate non solo per il contrasto all’immigrazione, ma anche in caso di calamità naturali: pensiamo solo a quanto sarebbero utili se eruttasse il Vesuvio”.

Sul Vesuvio ci andiamo con le navi?

Insomma Fincantieri è salva e l’Italia repubblicana che ripudia la guerra investe ancora in industria pesante e mezzi militari… dove è il cambiamento? Dove una visione a lungo raggio per l’economia? Si taglia la banda larga,- la più utile infrastruttura per guardare con più serenità  al futuro,- per produrre navi da guerra polivalenti?

Quel timido sciopero di 4 ore dei sindacati contro la Stabilità

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Chi si aspettava una mobilitazione di massa, dovrà ricredersi. Nel giorno in cui Bruxelles esamina la Legge di Stabilità italiana, Cgil, Cisl e Uil decidono di indire scioperi territoriali per metà novembre della durata di 4 ore. Quindi nessun movimento unitario come invece sembrava che dovesse esserci, né una serie di scioperi a catena ma solo un “timido” avviso di dissenso contro una “soft” legge finanziaria che ha scontentato quasi tutti senza poter però alzare la voce poiché stavolta le bastonate sono meno evidenti di altre anche se alcuni sentori già ci sono: con la Tasi ci sarà chi pagherà più dell’Imu e inoltre, a lungo andare, i tagli si ripercuoteranno sui cittadini, la ripresa e l’occupazione tarderanno ad arrivare e allora sì che la mobilitazione si farà sentire… ma ci sarà ancora tempo per protestare?

 

I nostri 7 giorni: a volte ci vorrebbe un po’ di zucchero…

7giorni-tuttacronacaLa verità è che ogni tanto ci vorrebbe un po’ di zucchero. Come cantava Mary Poppins. Per mandare giù la pillola. Perchè di amare ce ne sono state molte questa settimana. Tra quelle che hanno più colpito, la deriva razzista in Facebook, con gli insulti alla Kyenge. Perchè se è vero (e giusto) che ognuno abbia una propria opinione e se gli italiani che si vedono ogni giorno più messi alle strette e strozzati da crisi, tasse e aumento dell’Iva hanno il giusto diritto di chiedere che i politici pensino a loro, è anche vero che a volte, semplicemente, rabbia e frustrazione fanno sbagliare la scelta dei vocaboli. E’ così sottile il confine tra ragione e torto… Del resto non tutti hanno la possibilità di fare come Crozza e mandare le risposte agli attacchi via Rai. Il fatto è che a volte le cose si possono dire anche pacatamente, come ha dimostrato Michelle Bonev ospite di Santoro: in fin dei conti quando cade una bomba non fa molto rumore, la detonazione arriva dopo. E infatti la reazione è stata quella di generare panico e attacchi. Sicuramente, ha fatto molto discutere. Anche se il più discusso della settimana, non c’è dubbio, è stato SuperMario. Non il suo periodo migliore, prima l’infortunio, poi l’influenza, quindi quel prendersela con i giornalisti e rispondere per le rime a chi lo chiama “simbolo anticamorra”. Non c’è uscito bene con la sua irruenza e forse non è neanche più possibile cercare una giustificazione nell’età: perchè a 23 anni non sei un bambino e la vita ti dovrebbe già aver insegnato tante cose. E quello che non si prova sulla propria pelle lo si conosce tramite i media. Ma la palla gira. E Balo resta sempre nel cuore dei tifosi. Che gli perdonano tutto. In cambio di un gol. Chi non trova perdono è Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine: ora sembra si sia trovato un posto per la sua salma, ma quante discussioni si sono succedute in questa settimana, con tanto di assalto al feretro. Perchè 335 vite sono molte, sono troppe. E tuttavia sono solo il culmine: perchè in fin dei conti se l’ex generale si era macchiato di un crimine che definire orribile è poco, in lui si vedeva anche il sistema in cui era immesso. E soprattutto questa settimana, con il 70° anniversario del rastrellamento degli ebrei di Roma, la memoria fa ancora urlare di dolore. Quelle ferite, quei numeri sulle braccia, non andranno via. C’è da sperare che non tornino. Che il domani sia un po’ più dolce, appunto. E che ci sia sempre un fiore per non dimenticare.

7giorniFiori in vista però sembra non ce ne siano per il popolo italiano: arriva la nuova Legge di Stabilità e sono le spine quelle che saltano all’occhio, con troppe domande inevase. E ovviamente, nuovi scontri, recriminazioni, critiche. Potranno aver da poco votato la fiducia, ma quello che è sempre più palese è che ormai è il popolo a non averne più. Monti si è dimesso da presidente di Scelta Civica (e ha dato il via libera agli attacchi e ai giudizi negativi), Fassina ha minacciato a sua volta di lasciare la sua poltrona. Chi davvero si è alzato è stato sono stati gli italiani, scesi a Roma per manifestare contro quello che non va. Si è riusciti ad evitare il peggio, ma il livello di pericolo era alto. Del resto, quando basta connettersi in un social network per rendersi conto di quanta furia respiriamo ogni giorno, non ci si può attendere molto di diverso. Quello che è difficilmente comprensibile è perchè si voglia distruggere anche quello che resta di positivo: come lo skatepark di Ostia. Sembra quasi che non si voglia più nulla di bello. Meglio poter prendersela con qualcosa o qualcuno. Fosse anche una squadra di calcio che fallisce l’ennesimo obbiettivo: giocatori della Lazio a piedi e la testa di Petkovic che cade. Siamo davvero diventati così cinici? In fin dei conti no. Tant’è che ancora ci appassioniamo, ci preoccupiamo, abbiamo abbastanza buonumore per pensare anche ad Halloween e a far fotomontaggi che strappano sorrisi. Questa settimana ci siamo preoccupati per la salute di Battistuta (forse per nulla, ma significa che la memoria l’abbiamo anche per i nostri campioni) e abbiamo dato il bentornato a Maradona. Ma ci siamo concessi anche un po’ di svago con il gossip: perchè ogni tanto la nostra mente dev’essere come una casa in grado di prendere il volo. E portarci ovunque vogliamo. Magari in un luogo dove, tra le altre cose, ci sia anche un po’ di dolcezza…

GOOD NIGH, AND GOOD LUCK!

“Avanti pancia a terra”, così Letta dopo la pace con Fassina

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“L’incontro è stato positivo. Ora avanti pancia a terra”, secondo fonti di Palazzo Chigi, ha commentato così il premier Enrico Letta le dimissioni scongiurate da parte di Stefano Fassina. Ora il vice ministro seguirà la legge di Stabilità in Parlamento e il confronto con le parti sociali per migliorarla. Letta e Fassina hanno “ragionato su come superare i problemi di collegialità che Fassina ha posto”. Letta ha incontrato il vice ministro a sorpresa il 19 ottobre visto che inizialmente l’incontro era in programma per lunedì. Letta e Fassina, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, “hanno esaminato insieme il complesso della situazione e valutato come gestire ora sia il passaggio della legge di stabilità che il vice ministro seguirà in Parlamento sia il confronto con le parti sociali per migliorarla”. Premier e vice ministro, riferiscono le stesse fonti, “hanno anche ragionato su come superare i problemi di collegialità posti da Fassina”.

La Stabilità uccide la classe media?

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L’allarme è stato lanciato dalla Cgia di Mestre che ha sottolineato i nuovi rischi della legge di Stabilità:

In attesa di poter analizzare il testo ufficiale della legge di Stabilità – osserva Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia – ci siamo avvalsi delle indiscrezioni apparse in questi giorni sulla stampa specializzata. Se le note in circolazione saranno confermate, coloro che non possono godere delle detrazioni Irpef da lavoro dipendente, come i pensionati o i lavoratori dipendenti con un reddito superiore ai 55.000 euro, subiranno, rispetto al 2013, un aumento del prelievo fiscale. Infatti, – aggiunge – dovranno farsi carico sia dell’aggravio Iva sia della reintroduzione della nuova tassa sulle abitazioni principali che quest’anno non hanno pagato. Le famiglie con redditi attorno ai 20-22.000 euro, invece, godranno di un saldo positivo: la dimensione del taglio dell’Irpef, infatti, sarà maggiore dell’aumento dell’Iva e dell’importo da versare con la Tasi.

Visto che i Sindaci potranno applicare la Tasi con un’aliquota oscillante tra lo zero e il 2,5 per mille, abbiamo ipotizzato due opzioni: aliquota all’1 per mille e aliquota al 2,5 per mille. A nostro avviso, la prima ipotesi dovrebbe essere quella più plausibile. Si tratta ovviamente di simulazioni basate su ipotesi di tassazione che, per quanto riguarda le detrazioni Irpef e la Tasi, non sono ancora state definite ufficialmente: pertanto, questi risultati vanno valutati con prudenza. Nel caso di un pensionato single con un reddito annuo di 15.520 euro (pari ad un assegno pensionistico di 993 euro netti al mese) e con una casa di tipo economico (categoria A3) di 60 mq, con rendita catastale pari a 276 euro, non potendosi ‘giovare’ della detrazione Irpef, si ritroverà un aggravio medio annuo oscillante tra i 74 (ipotesi migliore) e i 144 euro (ipotesi peggiore).

Per il lavoratore dipendente single con un reddito annuo di 16.300 euro (pari a 1.040 euro al mese per 13 mensilità) proprietario di una casa di tipo economico (categoria A3) di 50 mq, con rendita catastale di 230 euro, nel 2014 si ritroverà con un maggior reddito disponibile che potrebbe variare tra i 98 (ipotesi più favorevole) e i 40 euro (ipotesi meno favorevole).

Per una famiglia ‘bireddito’ composta da due lavoratori dipendenti: un impiegato con reddito di 22.000 euro (pari a 1.424 euro al mese per 13 mensilità) e una commessa con reddito di 20.000 euro (pari a 1.145 euro per 14 mensilità) con 1 figlio a carico. Casa di proprietà di tipo economico (categoria A3) di 92 mq, con rendita catastale di 423 euro: in questo caso il vantaggio fiscale dovrebbe variare tra i 141 euro (ipotesi migliore) e i 35 euro (ipotesi peggiore).

Per una famiglia ‘monoreddito’ composta da un lavoratore dipendente, reddito annuo di 35.000 euro (pari a 2.100 euro al mese per 13 mensilità), con coniuge e un figlio a carico. Casa di tipo civile (categoria A2) di 120 mq, con rendita catastale di 552 euro: la perdita sarà di 70 euro, nell’ipotesi più favorevole, o di 209 euro, nell’ipotesi più sfavorevole.

Per una famiglia ‘monoreddito’ composta da un impiegato direttivo, reddito annuo di 56.000 euro (pari a circa 3.000 euro al mese per tredici mensilità), coniuge e due figlio a carico. Abitazione di tipo civile categoria A2 di 136 mq, con rendita catastale di 625 euro: le novità fiscali alleggeriranno la sua disponibilità di reddito tra i 200 e i 357 euro.

Non stiamo quindi parlando di ricchi, ma di quelle famiglie che pagano un mutuo, la mensa del figlio e che sono già in sofferenza economica a causa della crisi. La finanziaria quindi, se il testo non subirà modifiche, potrebbe far aumentare il numero di poveri, colpendo proprio quei lavoratori già in affanno e non dando i giusti mezzi per coloro che già  sono in una situazione di drammatica indigenza. Non sono i 14 euro al mese a poter risollevare le sorti di un paese in profonda crisi come mostrano i dati che continuano a dare segnali negativi.

La Legge di Stabilità rende instabili le cariche, ma non Letta

letta-tuttacronacaSarebbe pronto a presentare le dimissioni Stefano Fassina, mentre Mario Monti già ieri ha lasciato il suo posto come presidente di Scelta Civica. Ma questo non destabilizza il premier Letta che, intervistato dal Tg1 sulle possibili nuove fibrillazioni nella maggioranza ha spiegato: “Ormai sono abituato a convivere con la instabilità. Certo, parlerò con Monti e Fassina, ma sono convinto che sono questioni che ci consentiranno di essere più forti”. E ha aggiunto: “È stata votata la legge per l’abolizione del finanziamento ai partiti con il pasaggio al 2 per mille, sembrava impossibile, invece si possono fare le riforme per la trasparenza e una politica più credibile”. Riguardo la presunta prudenza nel taglio del costo del lavoro ha invece sottolineato: “Noi abbiamo messo a disposizione 5 miliardi di euro in tre anni di riduzione di tasse per i lavoratori. Il Parlamento e le parti sociali decideranno come usare questi 5 miliardi di euro e io spero che li usino al meglio per far sì che il beneficio fiscale vada a chi ha più bisogno, penso alle famiglie con più figli”. Ma non poteva mancare una parentesi sul congresso del Pd e sulla possibilità che Matteo Renzi venga eletto segretario: “Non lo temo, anzi spero che ci sia forte impegno, una forte leadership perchè i problemi sono complicati”. Quindi ha aggiunto: “Ho bisogno di leadership forti, di partiti coesi e di un governo come il nostro che, nonostante difficoltà e instabilità, ha voglia di affrontare i problemi per come sono e soprattutto di mettere in campo le soluzioni”.

Ricambio generazionale in Italia? E’ tra gli obiettivi…

letta-ricambiogenerazionale-tuttacronacaAppare determinato il premier Letta mentre affronta il tema della disoccupazione giovanile in Italia al Brookings Institution di Washington. In Italia la Legge di Stabilità fa discutere molti, che non vedono poste le basi per la ripresa economica e quindi per la possibilità dei giovani di crearsi un futuro, ma questo non frena i suoi progetti per il futuro. “L’Italia sta obbligando i giovani a partire”, ma “dobbiamo e possiamo avere un cambio generazionale. E’ quello che sto cercando di fare capire all’Europa, agli Stati Uniti e all’Italia stessa”. Il presidente del Consiglio spiega dunque come il suo principale obiettivo “è trovare fondi per tagliare la tasse per l’impiego dei giovani”. E aggiunge “Quando sono stato incaricato di guidare il governo una delle mie priorità era di avere un gabinetto giovane, con una maggiore presenza femminile, e un ministro di colore”.

La scelta di Angelino: Berlusconi mette Alfano a un bivio

berlusconi-alfano-tuttacronacaMinistri Pdl a palazzo Grazioli ieri dove, dopo un incontro di circa tre ore, Berlusconi ha concluso con un: “Caro Angelino, sono d’accordo con te che un sedere può stare in una sola poltrona e tu potresti cominciare a dare l’esempio, magari lasciando la guida del Pdl”. Il primo ad arrivare in via del Plebiscito era stato proprio il delfino, dopo che l’ex premier aveva avuto un incontro con Ghedini e non era del migliore degli umori. All’ora di pranzo si sono aggregati anche i ministri Lorenzin, De Girolamo, Lupi e Quagliariello, con i quali si è discussa la legge di stabilità, che al leader non piace eccessivamente, la riforma elettorale e la compattezza della coalizione. E se anche si cerca di tener separate le vicende del governo da quelle personali, i piani s’intrecciano e Berlusconi, quando si è toccato il tema dello slancio di cui ha bisogno il governo ha espresso la sua richiesta ad Alfano: passo indietro, “dal governo o dal partito, in modo che potrai occuparti meglio dell’uno o dell’altro”.Sembra che il vicepremier abbia lasciato l’onere della scelta al Cavaliere, di modo che, in caso di reimpasto di governo, sia lui a doversela vedere con Letta, che non sarebbe per nulla favorevole all’opzione. Ma quello che realmente Berlusconi vuole non è tanto una poltrona, che sia da ministro dell’Interno o da vicepremier, piuttosto il ruolo di segretario del Pdl, per il quale è pronto a combattere nel consiglio nazionale del Pdl che potrebbe essere convocato a breve anche su richiesta della pattuglia dei lealisti guidata da Fitto, con il quale ha avuto un lungo incontro in serata da cui non è trapelato nulla. Quello che è certo è che l’ex premier continua a ripetere “non possiamo stare con i carnefici della nostra storia politica”. Il problema è che il governo potrebbe andare avanti grazie ai voti di una parte del Pdl, da qui la necessità di muoversi con i piedi di piombo. Nel frattempo continua a slittare il voto sulla decadenza nell’aula del Senato, che potrebbe arrivare fino a gennaio ma che permette a Berlusconi di circondarsi di un’aura da “martire” della democrazia. L’opuscoletto che intenderebbe diffondere “sulle aggressioni giudiziarie subite” diventerà di fatto il primo passo della campagna elettorale che si va aprendo e che, secondo i calcoli di Berlusconi, dovrebbe portare il Paese al voto a primavera.

Enrico Letta “impressiona” Barack Obama

letta-obama-tuttacronacaIl premier Enrico Letta si trova a Washington dove ha incontrato il presidente Barack Obama. Il presidente Usa, secondo il quale l’Italia sta andando nella giusta direzione con le riforme intraprese, si è detto “impressionato dalla leadership di Letta e dalla sua integrità”. Riguardo l’accordo raggiunto da democratici e repubblicani sul tetto del debito, il premier italiano ha sottolineato come esso sia positivo anche per il nostro Paese, visto che stabilizza i tassi d’interesse ad un livello basso ed ha quindi aggiunto che “la prossima legislatura europea deve essere basata sulla crescita e noi italiani lavoreremo sodo perché la crescita è la mia priorità”. “Ieri – ha poi ribadito parlando della legge di Stabilità – i tassi di interesse italiani sono stati più bassi. Non succedeva da due anni a questa parte”. Ciò dimostra che “siamo sulla strada giusta”. In seguito, ai giornalisti, il presidente Usa ha spiegato che nell’incontro si è parlato “dell’importanza della crescita europea e in particolare della lotta alla disoccupazione giovanile”, sottolineando che l’intenzione è quella di lavorare a una “forte agenda per la crescita”. Non sono mancati i ringraziamenti per l’aiuto militare che l’Italia offre in Afghanistan, con Obama che ha parlato anche le basi presenti sul nostro territorio: “L’Italia ospita più di 30mila impiegati delle Forze Armate Usa, tra militari e civili e le loro famiglie nelle basi in tutta Italia, che sono cruciali nella protezione del personale e delle strutture americane in Nord Africa, in particolare in tempi come questi di instabilità accresciuta”. Ha quindi sottolineato come l’Italia, assieme a Stati Uniti, Regno Unito e Turchia, l’Italia svolga un ruolo di guida nell’assistenza alla Libia nei suoi sforzi di recupero della sicurezza e di ricostruzione delle sue istituzioni.

Mario Monti si dimette da presidente di Scelta Civica

mario_monti-dimissioni-sceltacivica-tuttacronacaMario Monti, con una nota, ha rassegnato le sue dimissioni da Scelta Civica dopo che oggi un gruppo di undici senatori di Sc hanno presentato una dichiarazione sulla Legge di Stabilità che viene intesa da Monti come “una mozione di sfiducia nei miei confronti”.  Nella nota si legge: “La presidenza verrà assicurata dal vicepresidente vicario Alberto Bombassei, fino all’attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domani lascerò il gruppo Sc del Senato e chiederò l’iscrizione al gruppo misto. Nella mia veste di senatore a vita, non verrà meno il mio impegno per contribuire all’affermazione di quei valori e di quella visione per i quali, confido, quanti hanno aderito al progetto di Scelta Civica per l’Italia continueranno a battersi”. E continua: “Sulla base degli elementi resi noti dal governo sul disegno di legge Stabilità approvato martedì sera, ho avuto ieri scambi di opinioni all’interno di Scelta Civica, in particolare con i presidenti dei Gruppi parlamentari al Senato (Susta) e alla Camera (Dellai), con i responsabili economici (Lanzillotta, Ichino, Zanetti) e con il portavoce politico (Della Vedova). Su tale base, nella serata di ieri ho rilasciato una dichiarazione come presidente di Scelta civica. Vi si esprimeva una prima valutazione, secondo la quale il ddl Stabilità appare soddisfacente quanto al rispetto dei vincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse, insoddisfacente per quanto riguarda l’orientamento alla crescita”, sottolinea Monti. “Oggi, dal canto loro, undici senatori appartenenti al Gruppo di Scelta Civica – Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D’Onghia, Luigi Marino, Merloni, Olivero, Lucio Romano, Maurizio Rossi – hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta. È difficile non convenire con il pochissimo che viene detto in ordine alla valutazione del ddl (‘è un primo passo nella giusta direzionè). Ma vi è un quid specifico, di rilievo politico, che permea la dichiarazione, unisce le posizioni tenute di recente dagli undici firmatari e le connette ad un altro senatore di Sc, che non è tra i firmatari in quanto fa parte del governo, il ministro della Difesa Mauro”, avverte il senatore.  Da fonti di Scelta Civica, si apprende che il vice presidente vicario di Scelta Civica Alberto Bombassei sta per convocare un’assemblea plenaria dei deputati e senatori di Sc e degli organi di partito che si terrà martedì alle 12 alla Camera.

La stabilità che destabilizza il Governo: Fassina pronto alle dimissioni?

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Avrebbe deciso Stefano Fassina! Secondo le indiscrezioni raccolte  dall’Huffington Post in ambienti politici il vice ministro all’Economia, ha già pronte le dimissioni e attenderebbe solo il ritorno di Letta dagli Stati Uniti per presentarle. Alla base della decisione ci sarebbe l’estromissione a cui il vice di Saccomanni sarebbe stato “sottoposto” in occasione dei lavori preparatori per la legge di stabilità.  Provvedimento che, anche in base alle deleghe ricevute, avrebbe dovuto seguire e difendere durante l’iter parlamentare che inizierà in Senato il prossimo 22 ottobre. Del resto Fassina non ha nascosto di non condividere quasi nulla dell’impianto della manovra che Letta e Saccomanni si preparano a firmare. In un durissimo post pubblicato solo ieri proprio su Huffpost, Fassina ha praticamente smontato pezzo per pezzo la legge di stabilità.

La stabilità destabilizza il Governo?

Dr Jekyll e Mr Hyde ovvero la spesa pubblica e il cuneo fiscale

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La legge di stabilità spacca il Pd e in particolare a sollevare dubbi è proprio il viceministro all’economia Stefano Fassina. La domanda che ormai sembra esser diventato un vero e proprio tormentone politico è: si può tagliare la spesa pubblica per finanziare il cuneo fiscale? Si possono in sostanza “ridimensionare” i servizi al cittadino per mettergli in tasca pochi euro in più al mese?  ”Certo che è possibile, – ha affermato Fassina – ma bisognerebbe avere il coraggio intellettuale e politico di smetterla con la retorica degli ‘sprechi’ e dire la verità: tagliare 50 miliardi all’anno vuol dire intervenire brutalmente sulle condizioni di vita delle persone”.

Stiamo davvero in presenza di una legge di stabilità in cui la spesa pubblica e il cuneo fiscale non sono altro che il Dr Jekyll e Mr Hyde?

A monte la Legge di Stabilità per Monti?

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Mario Monti non ci sta a sentire dagli organi di stampa che Scelta Civica avrebbe condiviso le scelte della Legge di Stabilità e lo dice chiaramente “Abbiamo alcune riserve, pur se un giudizio approfondito e definitivo non è ancora possibile, anche perchè il testo del ddl non è disponibile”, afferma il leader di Scelta Civica.

E poi aggiunge: “Offriamo qui alcune prime osservazioni, che il Governo vorrà forse prendere in considerazione in vista delle ulteriori decisioni, in particolare sui ddl collegati, che dovrà assumere nei prossimi giorni. Il ddl stabilità ci sembra:

– Soddisfacente per quanto riguarda il rispetto dei vincoli europei, che appare assicurato (salvo maggiori chiarimenti sulle coperture).

– Timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse. Tale riduzione – necessaria e possibile in questa fase non più caratterizzata dall’emergenza – potrebbe essere sensibilmente maggiore, a vantaggio delle famiglie, delle imprese e della competitività.

Ciò sarebbe possibile se si rimodulasse l’Imu per concentrare il beneficio sui meno abbienti e, soprattutto, se si affrontasse la riduzione degli sprechi e della spesa pubblica senza farsi intimidire dalle opposizioni sindacali, corporative e di taluni enti territoriali. Se vi è davvero, nel governo, un partito delle ‘sentinelle antitasse’, esso ha operato poco e male. Alla fine, il piccolo sollievo che avranno i contribuenti non deriverà tanto da questa modesta manovra, quanto dal ‘premio’ (come lo ha chiamato il presidente Letta) per essere usciti nel maggio scorso dalla procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo. Cosa che non sarebbe avvenuta se a suo tempo si fosse data retta agli appelli perentori a violare i vincoli europei, che provenivano da più parti politiche”.

“- Insoddisfacente per quanto riguarda l’orientamento alla crescita. Vi sono poche tracce di riforme strutturali, che costituiscono la via maestra alla crescita (e la sola vera ragione che giustifica una grande coalizione, seriamente intesa). Ma su questo fronte, il più importante di tutti, sarebbe prematuro un giudizio definitivo a questo stadio – prosegue Monti -. Cruciale è l’occasione di venerdì prossimo, con i ddl collegati, veicolo appropriato all’adozione di provvedimenti di riforma. SC ha fornito nei mesi scorsi alcune precise propose di riforme realizzabili, alcune delle quali appaiono già ‘mature’ nel dibattito tra i partiti. Lunedì scorso, 14 ottobre, SC ha sottoposto al presidente Letta un documento (‘Elementi per un contratto di coalizionè, disponibile sul sito di SC) che articola e integra tali proposte per dare sostanza a quel ‘vero e proprio nuovo patto’ tra le forze politiche della maggioranza che lo stesso presidente ha dichiarato necessario, nel suo discorso sulla fiducia del 2 ottobre scorso – conclude il leader di Scelta Civica -. La posizione che Scelta Civica terrà nell’iter parlamentare dipenderà dalla misura in cui il governo vorrà e saprà accogliere le preoccupazioni sopra indicate”.

Gli 8 euro salveranno l’Italia?

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Ci sarà in media un aumento di 8 euro al mese nelle buste paga dei lavoratori per il 2014 e ci si domanda se, attendendo i 25 euro (ammesso che siano confermati) nel 2016 davvero questo, insieme alle poche misure per le industrie che hanno già messo sul piede di guerra Confindustria, possa dare la svolta di cui l’Italia ha bisogno per ricominciare a crescere. L’inversione di tendenza c’è stata e questo è un dato positivo, ma purtroppo la crisi economica italiana è profonda… Davvero gli 8 euro in busta paga salveranno l’Italia?

Il CdM: Letta e Alfano presentano la Legge di Stabilità

alfano_letta-leggedistabilità-tuttacronacaPausa nel corso del Consiglio dei Ministri ed Enrico Letta e Angelino Alfano, durante la conferenza con la stampa, hanno illustrato i vari punti, spiegando anche che è saltata la sforbiciata da 2,6 miliardi alla sanità prevista nelle bozze. La manovra, ha spiegato il premier, è all’incirca di 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 miliardi nel 2015 e 7,5 miliardi nel 2016. Una delle novità introdotte è che le votazioni per le elezioni avverranno in un giorno unico, così come avviene nell’Unione Europea, con un risparmio effettivo di 100 milioni di euro. Per quel che riguada l’IMU, i Comuni potranno esentare dal pagamento della seconda rata le case date in uso dai proprietari ai figli, come previsto da un emendamento al decreto Imu approvato dell’Aula della Camera e passato con il sì della Commissione e il parere contrario del governo. Per quel che riguarda la TIRSE, ha spiegato il premier, “Non sarà come l’imu, sarà totalmente diverso come ho già detto. L’inquadramento generale della Trise lo vedrete nel testo e anche il Parlamento contribuirà”. La legge di Stabilità prevede per il 2014 il trasferimento di 1 miliardo ai comuni per ridurre il prelievo della nuova tassa sulla casa Tirse. È quanto emerge da in un documento del governo che fa porte del dossier sulla legge di stabilità. L’ipotesi iniziale era quella di attribuire ai comuni 2 miliardi per attivare esenzioni su questa tassa.  Stando a Letta, “Per la prima volta da tempo siamo riusciti a fare una legge di Stabilità dove i conti quadrano senza aumentare le tasse e senza tagli al sociale e alla sanità”.  Per quanto riguarda la «ripartizione» dei 5 miliardi di taglio delle tasse ai lavoratori la “discussione spetterà al Parlamento e alle parti sociali”, ha aggiunto. Guardando al lavoro, arriva una “riduzione di tasse per le imprese di 5,6 mld con una curva crescente nell’arco del triennio”. La riduzione delle spese fiscali, attraverso interventi selettivi sulle agevolazioni, porterà 500 milioni di euro e gli interventi saranno definiti “entro gennaio 2014”.  Ma con la nuova Legge arriva anche 1 miliardo di ‘sconti’ per per le ristrutturazioni edilizie e l’eco bonus. Inoltre, la Legge di Stabilità contiene il rifinanziamento di 1,6 miliardi per il fondo di garanzia per le piccole imprese. Rivendicando i risultati del governo sui conti pubblici. Letta ha aggiunto: “Abbiamo mantenuto impegni con Bruxelles, siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo. E oggi duplice premio: per prima volta è la prima legge di stabilità che non comincia con sforbiciata di tagli di nuove tasse che servono per Bruxelles”. E ancora: “Sono soddisfatto del lavoro fatto, è un lavoro che non voglio presentare in modo roboante, è un passo significativo nella giusta direzione. Possiamo cominciare a guardare al futuro perchè per la prima volta abbiamo fatto una manovra senza mannaie per lavoratori e famiglie”. Da parte sua Angelino Alfano ha aggiunto: “È finita la fase degli antibiotici, ora iniziata la fase delle vitamine». Lo afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, presentando la legge di stabilità nel corso della conferenza stampa che segue il Cdm. «Abbiamo scelto una ricetta di politica economica che riteniamo la migliore: riduzione della spesa pubblica, del debito e delle tasse”.

Sanità “graziata” da nuovi tagli?

sanità-tagli-tuttacronacaOggi il Consiglio dei Ministri è riunito per l’approvazione della Legge di Stabilità e sul tavolo delle discussioni ci sono anche i tagli alla sanità. Tagli ai quali si è opposto il ministro della Salute Beatrice Lonrenzin. Con lei è schierato anche il rappresentante dei Governatori, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che a Prima di tutto, su RaiRadio1, ha detto: “Nel caso di tagli noi reagiremo e porremo il problema al governo, anche perchè a fronte di una mancata entrata di una situazione che può portare diverse regioni al default scatterebbero automaticamente le tasse”. Interrogato sulla possibilità che il patto per la salute sia a rischio, il governatore ha risposto: “Non c’è dubbio che lo è se cambia la base dell’accordo. E’ chiaro che molto dipende dal rispetto dell’accordo sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col governo”. Ha inoltre ricordato: “La sanità è un comparto della spesa pubblica che ha dato in questi anni un contributo enorme alla riduzione della spesa. Sul contenimento dei costi standard procederemo ancora, ma sottolineo che già la sanità è il comparto della spesa pubblica italiana che ha ridotto di più le spese in questi anni, per oltre 30 miliardi di euro: non ci sono più le condizioni per altri tagli. Confido nella ragionevolezza di questa posizione, ora vediamo che succede in concreto nella legge di stabilità”. Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, la vede in modo diverso, per lui i “fabbisogni e i costi standard soprattutto in campo della sanità” saranno individuati “attraverso una spending review” che consentirà di trovare “spazi per economie in questo campo”, perché “ce ne sono”. Sembra, ora che è in corso il cdm, che non siano però previsti tagli al settore Sanità nel triennio 2014-2016. Sarebbe infatti saltata la sforbiciata da 2,6 miliardi inizialmente prevista nelle bozze del ddl. A chiedere l’azzeramento dei tagli al Cdm era stato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Contratti bloccati e addio allo straordinario per gli statali!

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Per i dipendenti pubblici arriva l’estensione del blocco dei contratti che era già intervenuto nel triennio 2010-2012 e che ora arriverà sino al dicembre 2014. Tale estensione riguarda anche il personale del servizio sanitario locale. Poi, sempre nella bozza si legge  ”per le amministrazioni statali, compresa la Presidenza del Consiglio dei ministri, la spesa per le prestazioni di lavoro straordinario va ridotta, rispetto alle risorse finanziarie allo scopo assegnate per l’anno finanziario 2013, del 10% a decorrere dall’anno 2014”.

Ma quale Service Tax… si cambia ancora e arriva la Trise!

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Ormai in Italia non ci si sorprende più, neppure l’ennesima pozione amara. Tutto e il contrario di tutto può essere possibile ed ecco che la Service Tax che doveva far dimenticare l’Imu e contenere i costi per gli italiani viene spazzata via dalla TRISE! Alcuni già ipotizzano che il cambio sia stato reso necessario avendo in passato promesso con la denominazione “la service tax” una tassa soft che doveva essere “meno della metà di Imu e Tares insieme” e non potendo arrivare a far quadrare i conti pubblici ecco che si è preferito cambiare nome alla tassa. Ma questo lo dicono soltanto i maligni!

«È istituito in tutti i comuni un tributo sui servizi comunali, denominato TRISE che si articola in due componenti: la prima, a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti urbani(TARI); la seconda, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (TASI)». Si legge nella bozza della legge di stabilità.

Arriva anche la deduzione Irap, ma è solo per i neo-assunti e il massimo delle deduzioni è di 15mila euro a dipendente.

Esclusione del patto di stabilità interno «al fine di consentire agli enti locali nel 2014 e 2015 i pagamenti in conto capitale». È quanto prevede una prima bozza della legge di stabilità in cui dalla norma si calcolano oneri «sull’indebitamento e sul fabbisogno di 1.000 milioni di euro per l’anno 2014 e di 1.000 milioni per l’anno 2015». Regioni e enti locali non potranno più ricorrere ai derivati. Lo prevede una prima bozza della legge di stabilità. Finora il blocco al ricorso alla finanza derivata era temporaneo, in attesa di un regolamento. Con la legge di stabilità diventerebbe definitivo. Stop quindi hai derivati!

Sanità? «Siamo in contatto con loro e alla fine troveremo una soluzione equa per tutti quanti», ha spiegato il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni rispondendo alle preoccupazioni dei presidenti delle Regioni.

Nella legge di stabilità c’è spazio per gli investimenti «sia quelli di natura infrastrutturale come ferrovie e Anas sia un allentamento del patto di stabilità per i comuni» che daranno «più risorse agli investimenti».Gli investimenti, per Saccomanni, sono «soprattutto di sostegno per le riforme idrogeologiche, per edilizia scolastica, progetti che possono essere attuati rapidamente».

Il piatto forte della Legge di Stabilità: le pensioni

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Con 62 anni di età e 35 di contributi se si è disoccupati si potrà andare in pensione a patto che non si goda di benefici derivanti dagli ammortizzatori sociali. Uno sconto pari insomma a 2 o 3 anni per accedere alla pensione. Il provvedimento riguarderebbe circa 10-15 mila lavoratori e l’assegno previdenziale verrebbe rifondato dagli stessi lavoratori beneficiati, attraverso micro-prelievi che l’Inps distribuirà sugli assegni, una volta scattati i requisiti ordinari di accesso alla pensione (quindi due o tre anni dopo il primo). La copertura dell’intervento è ottenuta con i risparmi conseguiti nel complesso della legge di stabilità e ripartita su più voci.

 

Il menù del Governo: cosa ci servirà la legge di stabilità?

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Il Governo ha preparato il menù da servire l’anno prossimo agli italiani. Il piatto forte della casa sarà il cuneo fiscale, con maggiori detrazioni  per i lavoratori dipendenti.

Intanto il Premier avverte tramite tweet i giornalisti di non creare “caos” o meglio allarmismo: “Giornali a caccia di indiscrezioni spacciate per fatti su Legge Stabilità. Invito a leggere testo vero del Cdm martedì. Il resto è solo caos…”.

Insomma meglio non parlarne prima che il piatto sia in tavola e non possa più essere rimandato in cucina per variare qualche ingrediente poco digeribile.

Tra le ipotesi sul cuneo fiscale sembra che l’intervento possa concretizzarsi in un aumento di 200-300 euro in busta paga a primavera del 2014, per i redditi dipendenti sotto i 55.000. Tale misura a favore di lavoratori e imprese impiegherebbe circa 10 miliardi di euro in tre anni da scalare in: 5 nel 2014, 3 nel 2015 e 2 nel 2016. Per quanto riguarda il 2014 il “maggior beneficio” però andrà sicuramente nelle tasche dei lavoratori, almeno secondo le intenzioni del Governo.

L’altra pietanza sarà la rimodulazione dell’Iva, forse con l’arrivo quarta aliquota e la definizione della nuova service tax. Ma l’Iva prevede l’intervento su competenze anche dell’Ue e il tema si fa caldo e complesso. Qui gli “ingredienti” potrebbero davvero variare e il piatto servito potrebbe essere estremamente delizioso o estremamente  indigesto. Le ipotesi sul tavolo potrebbero prevedere l’aggiunta di una quarta aliquota Iva che si aggiungerebbe alle 3 già esistenti. Questa nuova aliquota, che dovrebbe aggirarsi intorno al 7/8%, comprenderebbe beni che ora sono irregimentati sotto un’ aliquota del 4% e altri che invece sono sottoposti l’aliquota del 10%. Secondo quanto asserisce il Governo il risultato poi dovrebbe essere “zero” aumenti.

Per contorno ci sarebbe inoltre il taglio al costo del lavoro e  la ripartenza degli investimenti e delle assunzioni. In che modo? Anche qui sono diversi gli interventi allo studio:

  • potenziamento dell’Ace (aiuto alla crescita economica),
  • o la rivalutazione dei beni,
  • o la deducibilità del costo del lavoro ai fini Irap.

Ma anche l’ipotesi di una revisione dei contributi Inail per premiare le aziende più sicure a scapito di quelle meno accorte al tema.

E ritorna in tavola anche il vecchio progetto che già si era tentato di introdurre e cioè la possibilità di emettere mini-bond per finanziare le Pmi.

Il “dolce” sarebbe l’eliminazione dell’Imu e l’introduzione della Service Tax! Si riuscirà a mantenere la parola data e davvero la “la service tax sarà meno della metà di Imu e Tares insieme”? Sembra improbabile. Anche perché con la manovrina si è andato ad aggravare ancor maggiormente la situazione dei Comuni e ulteriori tagli sono stati necessari, per cui ora andranno reperite risorse. Come anticipa il Sole 24 Ore si potrebbe quindi partire con un’aliquota del 3 per mille ovvero una tassa di 30 centesimi a metro quadro con una ricaduta anche sugli inquilini. Il governo ha già
annunciato di mettere sul piatto già 2 miliardi per abbassare il peso del prelievo. Fino, se possibile ad azzerarlo, sulla prima casa bilanciando sugli altri immobili.

Arriverà l’adeguamento per le pensioni oltre 6 volte il minimo, vale a dire quelle fino a 3000 euro lordi al mese? E’ possibile che tale intervento sia previsto nella legge di stabilità a scapito però del reddito di cittadinanza o di inserimento come lo si vuole chiamare. Il caffè insomma sarà più dolce per chi lavora e più amaro per i disoccupati. ma le sigle sindacali sono d’accordo che va privilegiato chi lavora e chi ha lavorato piuttosto di chi non lavora ed è disoccupato.

Ma questo menù porterà davvero alla ripresa o sarà solo il tamponamento di situazioni che restano problematiche e complesse? La disoccupazione si riprenderà grazie al cuneo fiscale o sarebbe servita una manovra di taglio ben superiore per dare un segnale forte anche agli investitori stranieri? Intanto resta pane, acqua, sudore e sangue per le famiglie italiane su cui si è ripercossa l’Iva al 22%, la Tares e altre 100 tasse che hanno fatto quest’anno schizzare la pressione fiscale a livelli insostenibili… per migliorare la situazione di disagio di tanti cittadini c’è ancora tempo? La scuola, la sanità e i servizi al cittadino saranno ancora usufruibili a fronte dei tagli effettuati?

Come annuncia il quotidiano La Repubblica i tagli della Spending Review guidata da Carlo Cottarelli inciderà ancora. Per il momento si parla del prossimo taglio alla Sanità con circa 2 miliardi di ticket a rischio. ma il Governo assicura che non verranno intaccati i servizi… per chi può ancora pagarli?

Google investirebbe in Italia, ma manca la banda larga

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Google sarebbe pronto a investire in Italia, lo ha reso noto il  presidente esecutivo ex amministratore delegato Eric Schmidt presente alla giornata conclusiva di “Big Tent Made in Italy: la sfida digitale” tenutasi a Roma, ovvero l’evento organizzato da Mountain View in collaborazione con Unioncamere: Schmidt ha dichiarato:

«Google investirà in Italia per sostenere le eccellenze del Paese. Ma il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, nulla può accadere senza questo».

Il governo ha appena levato 20 milioni che l’Agenda Digitale stanziava (con il decreto Crescita 2.0) per eliminare il digital divide nel Centro-Nord entro il 2014.

Dopo qualche giorno  il viceministro allo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, assicurava  che questi fondi sarebbero stati ripristinati in altro modo perché affermava: «non possiamo tornare indietro sulle promesse fatte», e  concludeva, « troveremo una copertura nella Legge di Stabilità»

Vedremo quindi cosa verrà incluso nella Legge di Stabilità.

In odor di manovra!

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E dopo la fiducia si torna a parlare di manovra. Neppure i quotidiani specializzati riescono a dare un ordine preciso di quanti miliardi occorrono al governo Letta per riuscire a far fronte a tutte le esigenze dello stato. Il Il Sole 24 Ore titola 1,6 mentre il Messaggero dice 10.

Sul Messaggero parlano di “Quasi cinque miliardi da trovare per il 2013 […] E poi una legge di stabilità il cui conto complessivo per il prossimo anno potrebbe avvicinarsi ai 10 miliardi”.

La prossima settimana in questo senso sarà fondamentale, soprattutto nei giorni tra lunedì e mercoledì  il consiglio dei Ministri si riunirà per cercare di correggere il rapporto deficit/Pil, avendo l’Italia sforato dello 0,1% il tetto del 3%.

Poi si ripartirà dal testo che era in discussione prima che esplodesse la crisi di governo e cioè:

  • tagli ai ministeri per 415 milioni e un miliardo che dovrebbe arrivare dalla vendita degli immobili.

Ancora non è chiaro se si sceglierà di approvare subito con decreto tale provvedimento oppure si preferirà inserirlo nella legge di stabilità che deve essere presentata alle Camere entro il 15 ottobre e poi, per la prima volta, anche a Bruxelles.

Nella manovra finanziaria il governo dovrebbe mettere sul piatto due miliardi di  “sgravi a imprese e dipendenti” ovvero un taglio delle imposte sul lavoro, il cosiddetto “cuneo fiscale”.

Ai Comuni arriveranno due miliardi con un allentamento quindi del Patto di Stabilità e una nuova imposta sui servizi, la Service Tax che ingloberà tariffa sui rifiuti e tassa sulla casa.

Per quanto riguarda l’Iva, saranno riviste le esenzioni e le aliquote agevolate. Più o meno tasse?

Quindi il calcolo è presto fatto: sommando imposte sul lavoro, soldi ai Comuni e Iva (che resta al momento un’incognita) si avrebbe un fabbisogno di circa 4 o 5 miliardi che si dovrebbe coprire con la spending review e un taglio alle agevolazioni fiscali.

Secondo il Sole 24 Ore, “la manovra correttiva da 1,6 miliardi di euro per rientrare sotto il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil potrebbe essere approvata dal Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo”.

Intanto già da oggi, venerdì 4, il Governo dovrebbe rifinanziare con 265 milioni di euro le 25 missioni all’estero dei militari italiani, dall’Afghanistan al Gibuti passando per Kosovo e Libano.

Anche il Sole24 parla di 415 milioni di tagli ai ministeri e di vendita di immobili del patrimonio dello Stato, anche se su questa seconda mossa il quotidiano di Confindustria non ipotizza cifre di un eventuale incasso finale. Mentre non dovrebbe esserci più l’aumento delle accise sulla benzina e l’aumento degli acconti Ires e Irap a fine novembre: erano misure d’emergenza per evitare l’aumento dell’Iva, ormai già scattato.

Leggendo il Sole24 si apprende anche che:

“Come ha sottolineato ieri alla Camera il viceministro all’Economia, Stefano Fassina, entro la fine dell’anno occorre trovare risorse per 5 miliardi di euro e tra le misure da varare bisognerà fare delle “scelte”. Il conto è presto fatto. Vanno recuperati i 2,4 miliardi necessari per evitare la seconda rata dell’Imu in scadenza a metà dicembre e che con tutta probabilità troverà soluzione solo dopo il varo del disegno di legge di stabilità. Ci sono poi non meno di 800 milioni di spese inderogabili. Oltre agli 1,6 miliardi per la manovrina e ai 265 milioni già citati per le missioni di pace, il Governo punta a rifinanziare per non meno di 330 milioni la Cassa integrazione in deroga, così come la social cardcon un ulteriore “cip” di 35 milioni di euro. Sul tavolo ci sono anche già 190 milioni per l’istituzione di un apposito fondo per l’emergenza immigrazione cui se ne aggiungono altri 20 per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Il conto si allunga con i 120 milioni cui l’Esecutivo vuole integrare la dotazione del fondo di solidarietà comunale 2013 per assicurare comunque ai Comuni il gettito Imu. Tutti capitoli comunque già definiti dal ministro Saccomanni con l’ex decreto Iva e che da mercoledì potranno trovare posto, con tutta probabilità, nel nuovo decreto sulla “manovrina”.

7 giorni prima dell’Apocalisse? Berlusconi tenta l’assalto

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7 giorni. Solo una settimana concede Berlusconi a Letta e la concede per attuare un programma minimale:

  • Cancellazione della seconda rata dell’Imu
  • Evitare l’aumento dell’Iva
  • Legge di stabilità senza tasse
  • Voto!

Ma poi nelle sue parole, forse un velo di incertezza c’è visto che per la prima volta paragona il Pdl alle correnti del Pd:

“Dobbiamo restare uniti non dobbiamo dare all’esterno l’impressione che sta dando il Pd, i panni sporchi si lavano in casa. Quello che hanno fatto i ministri lo hanno fatto in buona fede ma abbiamo chiarito tutto.”.

Il regalo del Cavaliere all’Italia nel giorno del suo compleanno!!!

silvio-berlusconi-compleanno-tuttacronaca

Sembra proprio che il Cavaliere sia deciso a fare un regalo all’Italia nel giorno del suo compleanno: votare la legge di stabilità e il congelamento Iva sino a gennaio. Ma la gioia dura poco e Silvio Berlusconi precisa: ”Se il governo proporrà una legge di stabilità realmente utile all’Italia, noi la voteremo. Se bloccheranno l’aumento dell’Iva senza aumentare altre tasse noi lo voteremo. Se, come si sono impegnati a fare, taglieranno anche la seconda rata Imu, noi voteremo favorevolmente”.

Ma  ci potrà essere una legge di stabilità che a giudizio del Cavaliere  sia  davvero utile all’Italia? Può essere concepito un congelamento Iva senza altre tasse? Siamo già oltre la soglia del 3% e senza le dovute correzioni sicuramente si sfonderà il tetto massimo previsto dall’Eurozona e l’Italia rientrerà ancora una volta in una procedura di infrazione. Ma Berlusconi incolpa il Pd: “Nelle ultime settimane abbiamo avuto un governo capace solo di rinviare di proporre il blocco dell’Iva aumentando altre tasse, di tagliare l’Imu solo a metà per ricattare il Pdl e costringerlo a stare al governo, un governo prono rispetto ai diktat dei burocrati dell’Unione europea”.  Da ciò l’ultimo atto: “Abbiamo pazientemente offerto soluzioni a ogni livello istituzionale per evitare di fare precipitare la situazione. Non ci hanno voluto ascoltare”.

“Noi siamo quelli che hanno voluto il governo Monti e il governo Letta, sperando potesse essere un governo di riforme e di pacificazione. So e sappiamo distinguereil reale interesse dei cittadini”, scrive Berlusconi in un messaggio pubblicato on-line… il Cavaliere non si dimentica dell’Italia neppure nel giorno del suo compleanno e prosegue “Noi ci siamo e ci saremo” su stop a Imu e aumento Iva e “su tutte le altre misure utili, come il rifinanziamento della cassa integrazione, delle missioni internazionali, il taglio del cuneo fiscale”, afferma il leader di Fi, spiegando che il suo partito è pronto a votare le leggi economiche che il governo proporrà, se “utili” al Paese.

Ma l’esperienza di governo per Silvio Berlusconi si conclude inesorabilmente qui, nessun dietrofront: “A chi mi chiede di farmi da parte e accettare con cristiana rassegnazione la mia sorte giudiziaria, presente e futura, dico che lo farei senza esitazione, se ciò fosse utile al Paese”. “Invece – aggiunge – darei il mio avallo a una democrazia dimezzata dove i magistrati politicizzati decidono chi deve governare”.

Berlusconi è conscio di aver preso una decisione “dura e impopolare” chiedendo ai ministri Pdl di dare le proprie dimissioni. “Ho previsto tutte le accuse che mi stanno rovesciando addosso in queste ore e anche lo sconcerto di parte del nostro elettorato, preoccupato giustamente della situazione economica e sociale”. “A loro dico di non credere a coloro che da vent’anni hanno bloccato le nostre riforme per cercare di eliminarmi dalla scena politica”. E rivendica di “aver salvato i governi della sinistra negli anni Novanta quando non avevano maggioranza sulla politica estera”.

“Non sono sceso in campo – conclude – non ho messo a repentaglio una vita di lavoro, di successi e di sacrifici per lasciare in queste condizioni il mio Paese”. “Per questo ritengo mio dovere continuare a restare in campo, per offrire una alternativa ai poteri non democratici – perché non eletti dal popolo – che loro sì, irresponsabilmente, vogliono mettere in ginocchio il nostro Paese”.

E buon compleanno Cavaliere!

“E’ troppo tardi”, la sintesi di Franceschini sull’Iva… e sull’Italia?

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“E’ troppo tardi a questo punto”, lo ammette il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini chiamato a rilasciare una dichiarazione sull’aumento Iva. Sembra che però la frase possa essere anche una sintesi perfetta del momento drammatico che sta vivendo politicamente, e di conseguenza, anche economicamente lo Stivale.

Poi precisa i quattro punti che il Pd vuole condividere con il Pdl:

  • “legge di stabilità coraggiosa”,
  • “separazione delle vicende della Giunta da quelle Governo”,
  • nuova legge elettorale
  • “un programma che dichiaratamente arrivi al 2015, almeno per riuscire a superare il bicameralismo”.

“Si vada avanti per cambiare, non per campare”, ha poi aggiunto il ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Ai microfoni di Sky Tg24, sempre Franceschini ha puntato il dito contro il Pdl che annunciando le dimissioni di massa ha fatto una scelta sciagurata e ora non ci sono, secondo il ministro, i tempi tecnici per evitare l’aumento Iva, neppure se si “anticipasse il voto a lunedì”.

Immediata la replica del capogruppo alla Camera del Pdl ( o Forza Italia secondo la “nuova” denominazione) Renato Brunetta: “se vogliono essere un prendere o lasciare, un gioco per far aumentare l’Iva e ripristinare l’Imu dando la colpa al Popolo della Libertà, noi non ci stiamo”.

Uno spiraglio di ottimismo invece arriva da Alberto Giorgetti, sottosegretario al ministero dell’Economia, che ha spiegato all’Adnkronos che “in linea teorica si può ancora fare”, anche se “i tempi sono strettissimi”. Ha anche detto che “questo rinvio rappresenta un grave problema perché il rischio è di danneggiare le prospettive di ripresa. L’aumento dell’Iva è una gabella che blocca la crescita e mi auguro che possa essere scongiurato”.

 

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