Lega al letto la fidanzata ed esce a prendere la cena

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E’ stato arrestato il 34enne con piccoli precedenti penali legato al consumo di droga che al termine di una lite con la fidanzata di 21 anni, ha legato la ragazza al letto e l’ha imbavagliata con il nastro adesivo e poi è uscito per andare a ritirare la cena al take away. La giovane sin dalla mattina voleva lasciare l’abitazione dell’uomo, tanto che aveva ingerito candeggina per costringere il 34enne a portarla in ospedale, ma l’uomo l’aveva costretta a vomitare e l’aveva chiusa in casa fino a sera. Ora la 21enne è stata ricoverata in ospedale dove è tenuta in osservazione, l’uomo è stato arrestato, Bernareggio, in provincia di Monza e Brianza.

Biellese sotto shock: caccia al killer di Vigliano

omicidio-vigliano-tuttacronacaIl 70enne Renato Doria, di Vigliano, nel Biellese, aveva trascorso il pomeriggio di ieri nella piccola azienda tessile di famiglia per poi trascorrere un po’ di tempo al circolo per giocare a carte con gli amici. Poco dopo le 17, rientrato a casa, però, la tragica scoperta: la moglie 63enne, Vanza Vazzoler, giaceva a letto, in posizione prona. Morta. L’omicidio è stato efferato: la donna è stata legata, imbavagliata e massacrata di botte. La polizia, come prima ipotesi, segue quella della rapina conclusa in tragedia. Nell’abitazione di via Dante Alighieri si trovavano una cassaforte e in un cassetto i soldi della pensione, ma nulla è stato toccato, così come non si riscontrano segni di effrazione sulla porta d’ingresso dell’appartamento. Come racconta La Stampa, la vittima era una donna schiva. “Riservata, poco incline a intrattenersi anche con gli altri residenti nel palazzo. Più popolare e conosciuta la sorella minore Cristina, 55 anni, consigliere comunale del Partito democratico a Vigliano e candidata a sindaco alle scorse elezioni. L’hanno avvisata dell’omicidio mentre stava partecipando a una riunione sulle ferrovie, con alcuni pendolari e con due consiglieri regionali. Ha ricevuto tre chiamate dal cognato, ma non ci ha dato peso. Poi le ha telefonato anche il marito, e a quel punto ha capito che era successo qualcosa di grave. Ha abbandonato la riunione e s’è precipitata a casa della sorella. Anche lei non sa spiegarsi l’accaduto, così come l’altro fratello Mirko già ascoltato ieri sera dai magistrati.”

Shock: la violenza contro le donne diventa marketing

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Quando si pensa che oltre un certo limite non si possa andare è la volta che si viene smentiti. Shock quindi per il cattivo gusto e per l’incitazione alla violenza che viene rappresentata nella decalcomania per veicoli firmata da una nota ditta texana, la Hornet Sign. L’ultima “trovata” è applicare al proprio pick-up una donna bionda legata e distesa, con il volto coperto dalle mani e dai capelli. Queste decalcomanie sono talmente realistiche che hanno già causato una serie di chiamate al numero di emergenza. A posare nei panni della donna sequestrata è stata un’impiegata dell’azienda che lo ha fatto volontariamente Quando sono scoppiate le polemiche il produttore si è giustificato definendola “una semplice idea pubblicitaria per aumentare le vendite”.  Tragicamente è proprio quello che è successo: gli ordini per la decalcomania sono cresciuti esponenzialmente.

 

Dentro un sacco della spazzatura: trovata così una donna in fin di vita

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Legata e imbavagliata, con una ferita alla testa e in fin di vita. Così la polizia di Napoli ha rinvenuto una donna albanese di 24 anni, Toska Xhuli, chiusa in un sacco dell’immondizia in una casa in via dei Tribunali, dove si era recata su segnalazione di un vicino. Volevano “buttarla via” pensando fosse già morta? Ora la ragazza si trova all’ospedale Loreto Mare, dopo aver subito un pestaggio da qualcuno che l’ha colpita all’addome e al volto ed essere stata abbandonata sul pavimento di una stanza. Gli investigatori ipotizzano che il sacco fosse in attesa di esser portato via. La polizia ha in seguito fermato un uomo, il cui cognome è D’Esposito, che, portato

 in Questura a Napoli, è stato interrogato per oltre 3 ore. Gli inquirenti pensano che possa avere rivestito un ruolo rilevante nell’aggressione della giovane vittima è una prostituta. L’aggressione, per la quale non è escluso il movente passionale,

sarebbe avvenuta nel corso di un litigio nel quale è rimasta coinvolta anche un’altra prostituta albanese che condivideva l’appartamento con la vittima del pestaggio. Compiuto l’atroce gesto, D’esposito si sarebbe allontanato dall’abitazione insieme con l’altra donna, con la quale avrebbe una relazione, e con due bambini di pochi anni, uno figlio della vittima e l’altro della donna alla quale è legato. La donna e i bambini sono stati rintracciati nel corso della notte dalla polizia. Toska Xhuli, intanto, vessa in coma farmacologico.

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