Scontri alla Camera. Buonanno a Sel: “Difendete la lobby dei sodomiti”

buonanno-sel-sodomiti-tuttacronacaHanno lasciato l’Aula della Camera in segno di protesta per le parole del leghista Buonanno, oggi, i deputati di Sel. Il deputato di Lega Nord ha infatti accusato Sel di rappresentare la “lobby dei sodomiti” e i colleghi hanno spiegato che “Usciremo da quest’Aula tutte le volte che Buonanno utilizzerà espressioni ingiuriose che offendono non solo gli omosessuali, ma il Parlamento e le Istituzioni”. Ha spiegato Erasmo Palazzolo:  “Non rientreremo in quest’Aula fino a quando Buonanno non sarà formalmente censurato dalla presidenza”. Critico con Buonanno anche il Pd: Ettore Rosato che ha definito “indecente” l’atteggiamento dell’esponente del Carroccio, e Adriano Zaccagnini (Misto) ha dichiarato che è “indegno di stare in quest’Aula”. Il vicepresidente Luigi Di Maio ha fatto presente di aver già richiamato Buonanno e che, se ci saranno i presupposti, espellerà chi utilizzerà un linguaggio ingiurioso. Dopo che i deputati Sel avevano lasciato l’Aula per le sue invettive omosessuali Buonanno ha affermato: “Se i deputati di Sel rientrano in Aula sono contento, e se qualcuno si è sentito offeso me ne scuso”. E aggiunto, dopo l’invito a chiedere scusa avanzato da Simone Baldelli del Pdl: “Io dico quello che penso, faccio valutazioni politiche, io sono stato votato dalla gente e non da Facebook. Non voglio offendere nessuno; mi esprimo in modo rude, ma sono solo un ragioniere…”. La presidenza ha quidi invitato Sel a rientrare e ad andare avanti, con di Maio che ha assicurato avrebbe bloccato “qualsiasi ingiuria verso Sel”. Il socialista Marco Di Lello ha sbottato: “Usque tandem Buonanno abutere patientia nostra?”. A scatenare lo scontro le parole pronunciate dal leghista: “In quest’Aula la lobby dei sodomiti è rappresentata da Sel…” che, invitato ad unsare un linguaggio consono spiega: “Io prendo termini scritti nella Bibbia. Quelli di Sel invece sono solo ipocriti vestiti di rosso”. “In questo Parlamento la sinistra non esiste più. Restano solo ciarlatani che non rappresentano e non difendono il popolo. Chiamatemi ‘compagno Buonanno’ perchè a difendere la gente sono rimasto io. Voi siete una sinistra taroccata”, aveva detto inoltre Buonanno rivolgendosi ai colleghi di Sel che hanno votato contro un emendamento al dl ecobonus proposto dalla Lega Nord che prevedeva il taglio alle pensioni d’oro e bocciato da tutte le forze di maggioranza. Ma già tre settimane fa il deputato aveva invitato Sel a cambiare il nome…

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Un leghista veneto torna a insultare la Kyenge e usa lo spot del crodino

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E’ la volta di Andrea Draghi, assessore leghista alla sicurezza del Comune di Montagnana e Consigliere Provinciale leghista di Padova che dal suo profilo Facebook lancia un post d’insulto verso il ministro Cecile Kyenge. Draghi prende spunto dalla nota bevanda analcolica sponsorizzata da un gorilla per insultare il ministro dell’integrazione. Il Governatore veneto Luca Zaia ha chiesto al Carroccio di intervenire.

La camera ha approvato il decreto del fare

ddlfare-camera-tuttacronacaApprovato dall’Aula della Camera il decreto del fare, che aveva incassato la fiducia con 427 sì e 167 no due giorni fa. Dopo tre giorni di maratona  oratoria dei gruppi parlamentari d’opposizione impegnati nell’ostruzionismo, ora il testo passa in Senato per la seconda, e probabilmente ultima, lettura. Nel provvedimento sono presenti diverse misure volte a sostenere il flusso del credito alle imprese, semplificare la burocrazia e abbreviare la durata dei procedimenti civili, anche attraverso il ripristino della mediazione obbligatoria per un ampio spettro di controversie. Il decreto introduce anche un finanziamento agevolato per le aziende che vogliono rinnovare macchinari e impianti ad uso produttivo, oltre ad ampliare le regole di accesso al Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Estesa la Robin Hood Tax, l’addizionale Ires sugli extra-profitti, anche alle imprese energetiche di dimensioni minori, con un volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro e un imponibile di oltre 300mila euro. Il decreto mobilita investimenti in infrastrutture per un totale di circa 3 miliardi di euro. Il grosso deriva dal fondo di 2,03 miliardi (per il quadriennio 2013-2017) istituito al ministero delle Infrastrutture e che servirà a garantire la continuità dei cantieri in corso o l’avvio di nuovi lavori. Scende a 200 da 500 milioni il valore minimo delle infrastrutture per le quali è previsto il regime di defiscalizzazione parziale. Ma il decreto limita anche i poteri di Equitalia per venire incontro alle esigenze dei contribuenti in difficoltà. La possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte è ampliata fino a 120 rate (prima erano 72) e sale a otto da due il numero minimo di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione. Inoltre, il governo ha stabilito l’impignorabilità della prima ed unica casa a fronte di debiti iscritti a ruolo, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso. Slitta al 16 ottobre il primo versamento della Tobin Tax, introdotta dal governo Monti e dalla quale il ministero dell’Economiasi attende un gettito di circa 1 miliardo l’anno. L’offerta di accesso a internet tramite reti Wi-fi nei negozi e nei locali non richiederà più l’identificazione degli utenti. Uno degli emendamenti approvati che più hanno fatto discutere esclude il tetto alla remunerazione dei dirigenti che lavorano in società non quotate titolati di servizi di interesse generale come Poste e Ferrovie dello Stato.

D&G riaprono i negozi… e la Lega raccoglie firme contro Pisapia

dolce-gabbana-lega-tuttacronacaLa Lega approfitta della riapertura dei negozi Dolce&Gabbana, dopo tre giorni di serrata per “indignazione”, per avviare una raccolta firme a sostegno dei due stilisti e contro l’assessore Franco D’Alonso e il sindaco Giuliano Pisapia. Un gruppo di rappresentanti del Consiglio Comunale di Milano della Lega si è infatti riunito oggi davanti alla boutique di corso Venezia esponendo anche una bandiera della Lega e un cartello che recita: “Raccolta firme. Pisapia caccia D&G ma firma contratti con occupanti abusivi. La Lega dice no”. Il capogruppo al Consiglio comunale, Alessandro Morelli, ha spiegato: “Presentiamo una mozione per dire che se il sindaco si comporta così con le eccellenze del made in Italy allora faccia lo stesso con tutti quelli che hanno situazioni di illegalità, come gli occupanti abusivi”. Luca Lepore, consigliere comunale, mostrando un foglio con la stampa ‘D&G D’Alfonso e Gang’ aggiunge: “D’Alfonso dice che con questa storia Dolce e Gabbana si sono fatti pubblicità, allora noi la facciamo a D’Alfonso, ma la facciamo negativa”. Tra i primi firmatari una negoziante della zona Brera che fa anche parte del gruppo ‘Commercianti contro area C’: “I turisti stanno scappando, il centro è sfasciato ed è pieno di graffiti. Noi del comitato avremmo dovuto fare una serrata come l’hanno fatta D&G. Dobbiamo trovare un modo per far cadere il sindaco”. Per quello che riguarda i dipendenti, nessuno parla, anche perchè “non siamo autorizzati a parlare dell’azienda e siamo stati invitati a non fare commenti sulla vicenda”. A sbilanciarsi è invece il direttore del Martini Bar, Mirko Caria: “Io e l’intero staff avalliamo al 100% la decisione degli stilisti e sosteniamo la loro protesta contro il Comune”. A quanto si dice dietro le vetrine delle boutique di Dolce&Gabbana, i clienti oggi non hanno fatto tante domande sulla chiusura straordinaria, ma da quel che si sente dire sui marciapiedi, non tutti hanno digerito il comportamento dei due contendenti. Se le dichiarazioni di D’Alfonso sono state “l’ennesima sparata politica”, dicono alcuni clienti appena usciti dai negozi, la chiusura di tre giorni è stata “forse un’esagerazione”. Per quel che riguarda Pisapia, la polemica “è assolutamente terminata e finita”. Il sindaco ha proseguito “Loro questa mattina hanno riaperto i negozi e spero che adesso finiscano le polemiche e si guardi avanti nell’interesse della città, della moda, della collettività e del paese”. Il sindaco ha precisato inoltre di avere invitato, attraverso il direttore generale della maison, i due stilisti a Palazzo Marino “per parlarci e chiarirci, basta con le polemiche”. Gli stilisti non hanno ancora confermato la loro presenza all’incontro che dovrebbe aver luogo mercoledì. A chi gli ha chiesto perchè in un’intervista apparsa ieri su La Repubblica si fosse definito ‘indignato’ ha poi risposto: “chi dice che Milano fa schifo non può che fare indignare non solo il sindaco ma tutti i milanesi”. Sulla vicenda è entrato anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha dichiarato: “Mettiamo a disposizione i nostri spazi. Mi sembra una follia, un’azione masochistica dire di no a chi rappresenta i marchi d’eccellenza, specie in un momento di crisi”. Ha poi concluso: “Spero che il Comune di Milano faccia un ravvedimento operoso”.

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La protesta dei pentastellati contro il finanziamento ai partiti: soldi finti in aula

finanziamento-protesta-tuttacronacaBocciata alla Camera la mozione con cui il M5S chiedeva la sospensione della rata dei rimborsi di luglio in attesa dell’approvazione della nuova legge di riforma del sistema di finanziamento pubblico ai partiti. A votare la mozione sono stati solo i pentastellati supportati dai leghisti. Bocciatura anche per la mozione di Sel, con cui si chiedeva di istituire una commissione di studio sul tema. Passata invece la mozione di maggioranza sul finanziamento indiretto ai partiti, con i contributi volontari dei cittadini. Dopo la bocciatura della mozione, i deputati 5 stelle hanno protestato lasciando l’Aula della Camera, non attendendo il voto sulle altre mozioni. Nell’uscire, passando davanti ai banchi del governo vi hanno depositato finte banconote da 500 euro obbligando la presidente di turno, Marina Sereni, a lanciare un appello: “Non depositare carta sui banchi del governo”. Riguardo la votazione, pronto l’attacco di Manlio Di stefano: “Pd, Pdl e Sel hanno confermato che sui soldi sono sempre uniti. Insieme hanno votato contro la sospensione della tranche di luglio schierandosi dietro la promessa di un ddl che dovrebbe convertire il tipo di finanziamento da diretto ad indiretto, ma dal 2017. Il paese però è in crisi oggi”. Mentre Grillo ha commentato: “I partiti si tengono i soldi: 91.354.339 euro”.

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Letta salva Alfano, ma sacrifica Calderoli

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Tutti vogliono il cambiamento, ma tutti lo auspicano in modo diverso. Letta, che aveva fatto dimettere la Idem dopo lo scandalo dell’IMU, sembra “graziare” Alfano, ma poi condanna il vicepresidente del Senato e in una intervista appena rilasciata alla Cnn afferma “Calderoli se ne deve andare, deve lasciare l’incarico. Gli ho chiesto di dimettersi»  Il premier ha definito l’accaduto «una vergogna» e ribadito che continuerà a chiedere le dimissioni di Calderoli. « La mia scelta di chiedere a Cecile Kyenge di essere ministro è stata una scelta molto chiara per il Paese. Gli italiani devono comprendere che l’integrazione interna è una delle maggiori questioni per il futuro e il messaggio era molto chiaro».

E che le frasi di Calderoli possano essere un choc per l’Italia non ci sono dubbi, ma se è vile e scandaloso offendere il ministro Kyenge non è altrettanto vile e scandaloso rimpatriare la moglie e la figlia di un dissidente  che godevano del diritto di asilo politico nel nostro paese?  E’ del tutto improbabile che il Capo di Gabinetto, proprio per i compiti a lui  assegnati, di supporto al Ministro, possa agire indipendentemente dal ministro dell’Interno. Perché indignarsi per Calderoli e salvare Alfano? Potrebbe essere perché la Lega non ha il potere di far cadere il governo e il Pdl invece potrebbe farlo saltare in pochi minuti? L’attacco a Calderoli potrebbe essere l’ennesima mossa per far deviare l’attenzione dal caso kazako?

Indagine su Calderoli per il caso Kyenge. Nessuna pacificazione?

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Se tra Kyenge e Calderoli pace era stata fatta, quella pacificazione non è valsa per la Procura della Repubblica di Bergamo che sta indagando il vicepresidente per “Diffamazione aggravata dall’odio razziale”, per le sue frasi pronunciate a Treviglio sul ministro Cècile Kyenge.

D’altra parte la polemica era continuata tra il premier e  il segretario della Lega Nord. Proprio Enrico Letta ieri aveva definito Roberto Maroni correo degli insulti del vicepresidente del Senato. Oggi la risposta del segretario della Lega suonava come un nuovo attacco: “Per me la questione è chiusa Calderoli si è scusato e Letta farebbe meglio a occuparsi di altre cose” e lo invitava ad approfondire il  kazako.

Anonymous Italia attacca il sito della Lega

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“Lega Nord Tango Down!”. Un messaggio apparso su Twitter ha annunciato l’attacco hacker di Anonymous Italia al sito della Lega Nord, rimasto offline per alcune ore. Il messaggio è accompagnando da una serie di parole chiave con riferimenti a Roberto Calderoli, il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge e i diritti umani. Lo stesso messaggio rimanda ad una pagina Facebook in cui viene riprodotta la schermata del sito della Lega Nord non accessibile.

Il blog ufficiale di Anonymous ha scritto:

“Ci rammarica dover constatare, per l’ennesima volta, come la maggior parte degli esponenti e dirigenti di quello scherzo della natura che avete l’audacia di definire ‘partito politico Leganord’ siano solo degli xenofobi, razzisti e intolleranti”.

Dopo le offese di Calderoli alla Kyenge ora un assessore rincara la dose

orango-kyenge-calderoli-tuttacronacaRoberto Calderoli aveva dichiarato che il ministro Cecile Kyenge gli ricorda un orango e dal momento della dichiarazione le polemiche non si sono ancora raffreddate. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato ora l’assessore regionale alla protezione civile del Veneto, Daniele Stival che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in cui appare un orango che si dichiara offeso dal paragone.

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Calderoli e i nuovi insulti al ministro Cecile Kyenge

calderoli-kyenge-tuttacronacaLa lega è in festa a Treviglio, nel Bergamasco, e l’ex ministro per la semplificazione Roberto Calderoli approfitta dell’occasione per lanciare nuovi insulti a Cecile Kyenge: “Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango”. Nulla a che vedere con la politica quindi, ma un attacco personale al seguito del quale il deputato Pd Khalid Chaouki, deputato Pd ha chiesto che Calderoli si dimetta dalla presidenza Senato. Ma il leghista ha rincarato la dose: “Kyenge bene a fare il ministro, ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l’America a tanti clandestini che arrivano qui”. Il ministro dell’Integrazione, in settimana, si era recata proprio a Bergamo, dov’è stata accolta da un piccolo aereo che ha sorvolato la città con la scritta “Stop ai clandestini”. Il tutto pagato dai leghisti.

Vicepresidenza alla Camera: la Pitonessa mette a rischio il governo?

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Si vota la vicepresidenza alla Camera e sembra che l’occasione sia una verifica della tenuta della maggioranza. Infatti, in caso ci fosse il rifiuto di eleggere Daniela Santanchè, Berlusconi sarebbe già pronto a far salire la tensione: “Il Pd su Daniela deve rispettare i patti. Noi abbiamo votato i loro, loro devono votare i nostri. Per stare insieme in maggioranza ci vuole lealtà, altrimenti è un problema serio”. Ma i numeri sono in bilico: il Pd è determinato a votare scheda bianca, Scelta civica parla di provocazione e Sel cerca di convergere con il M5S su un candidato comune. Ma c’è da considerare anche il fuoco amico, perchè le “colombe” legate ad Angelino Alfano non simpatizzano affatto per la pasionaria berlusconiana. Come sottolinea l’Huffington Post, “Per questo Berlusconi ha fatto uscire Angelino Alfano, a sponsorizzare convintamente la candidatura di Santanchè: se incidente ha da essere, è il suo ragionamento, deve essere imputabile al Pd. Non alla faida che sta lacerando il Pdl.” Perchè il problema è che all’interno dello stesso partito non tutti appoggiano la Pitonessa, come ha dimostrato l’assenza di parte del partito lombardo ieri alla manifestazione di Arcore: “da Gelmini a Romani, da Formigoni e Casero. E non per mancanza di solidarietà nei confronti di Berlusconi.” Insomma, sembra che il partito stia diventando “una curva di ultrà che rovineranno Berlusconi”. Lo stesso Cavaliere ha preferito evitare di scaricare sul voto parole incendiarie, preoccupandosi al contempo che il suo partito sia compatto sul voto: “E’ difficile – dice una vecchia volpe pidiellina – che Daniela passi, ma le responsabilità devono essere del Pd, non nostre”. È la linea che Daniela stessa ha espresso sin dalla sua intervista a Repubblica e anche nella trasmissione In Mezz’ora: “Non è una questione di vita – ha detto – ma se non mi votano c’è un problema politico”. Continua così la strategia della tensione verso Letta: se la Santanchè non viene eletta il governo sarà messo ancora più sotto pressione e per questo le colombe hanno trascorso la giornata ad appellarsi al Pd. Del resto la reazione del Popolo della Libertà è decisa: se i democratici non votano la Santanché rompono i patti. Da parte loro, i Dem hanno proposto un cambio di rotta, proponendo Antonio Leone, ma la risposta è stata un deciso no. Quello che resta è che per l’elezione della Santanché rischiano di non essere sufficienti i 120 voti di Pdl e Lega. Vista la situazione, i lumbard si sono subito inseriti nel gioco chiedendo di sostituire l’onorevole Pdl con un padano. Mentre Scelta civica è pronta a prestare soccorso all’onorevole messa in campo dal Popolo della libertà e M5S candida la deputata Francesca Businarolo senza sapere se Sel appoggerà o meno.

Politicamente scomodo: la Rai cancella “L’ultima parola” di Paragone

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Lunedì 24 giugno verrà presentato il prossimo palinsesto della Rai e, fa sapere Libero, non ci sarà spazio per L’ultima Parola, la trasmissione d’approfondimento politico in onda nella seconda serata del venerdì su Rai2. Sembra infatti che il suo conduttore, Gianluigi Paragone, sia “scomodo”:  “canterino e scanzonato, arrabbiato ed anti-casta, contro l’euro e contro l’Europa”. E non importa se lo share per una seconda sera era buono, meglio proporre a Paragone un programma di costume e tendenza, come starebbero valutando a viale Mazzini. Spiega ancora il quotidiano: “Magari una trasmissione musicale, assecondando così la passione per chitarre e microfono dell’ex direttore de La Padania, che nella sua L’Ultima Parola si esibiva alla chitarra elettrica (indimenticabile il giubbottino di pelle modello-Fonzie). L’idea è quella di offrire a Paragone la possibilità di raccontare storie attraverso la musica. Palese l’obiettivo: tenerlo lontano dall’informazione politica e disinnescare la sua battaglia anti-Casta. Paragone, accerchiato, raccoglie solidarietà su twitter. E risponde con un cinguettio: ‘Ringrazio per la stima che state dimostrando ancora una volta verso #ultimaparola e la sua redazione’.” Contro il conduttore, spiega Il Fatto Quotidiano, si sarebbero schierati alcuni esponenti del Pdl, tra cui Gasparri e Romani, che che avrebbero fatto pressioni sul dg di Viale Mazzini, Luigi Gubitosi. Sembra proprio che Paragone, entrato in Rai in quota Lega Nord per poi fare una “svolta grillina”, stia pagando questo suo mutamento visto come “tradimento” al Carroccio. La “pena”: la cacciata dal palinsesto del programma.

Catena umana: tanti “mi piace” in Facebook, pochi in piazza

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Ci si aspettava arrivassero in oltre 20mila alla manifestazione di Catena Umana in Piazza del Popolo, a Roma. Ma sembra solo in pochissimi abbiano risposto all’appello pubblicato in Facebook:

Chiedere all’attuale Governo di dare la massima priorità e provvedere urgentemente (e non in 18 mesi) alla MODIFICA COSTITUZIONALE PER ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO E TRASFORMAZIONE DEL SENATO IN CAMERA DELLE REGIONI CON ANNESSI COMPITI ANCHE REGIONALI (e conseguente eliminazione delle provincie). Quindi, la MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE volta al ripristino delle preferenze, nonché a stabilire la presenza di due grandi poli (stile USA), con RIDUZIONE del 50% dei parlamentari ALLA CAMERA DEI DEPUTATI e l’introduzione del Referendum propositivo.
Ovviamente, completate queste riforme propedeutiche, ci aspettiamo che Governo e Capo di Stato si ritengano dimissionari ed indicano nuove elezioni.

Alcuni dei presenti hanno la tenda sulle spalle, pronti a trascorrere intere giornate protestando: “Abbiamo i permessi della Questura fino a domenica” spiega il portavoce Lorenzo Pupeschi. Questo perchè, ora che Costituzione e Diritti umani sono stati violati, l’unica soluzione è l’uscita dall’euro. Ma non solo, vogliono anche la “nazionalizzazione delle banche”. Il portavoce continua a spiegare: “Non siamo gli unici a dirlo. L’ha ribadito anche Vittorio Feltri a Piazza Pulita l’altro giorno. Lì però rientrano i giochi di Silvio Berlusconi che prende le distanze dall’Europa. Ci sono trattati internazionali che non si possono sottoporre a referendum abrogativo”. Ma è tutto scritto sulla Costituzione (art.75 ndr). “Esattamente poiché questi trattati non sono stati votati da nessuna assemblea legittimata dal popolo”. “Le faccio un esempio sulla sovranità monetaria. Se lo Stato stampasse i soldi necessari alle imprese questi problemi non ci sarebbero più. invece dobbiamo andare di tasse, sacrifici”. I presenti non si sentono rappresentati politicamente e “Sicuramente il MoVimento è stata una grande speranza, un voto di protesta, ma il cambiamento non è stato fatto. Grillo ha detto che ad Ottobre ci saranno le macerie. Grillo può permettersi di aspettare, il popolo no”. Ma il popolo non si è visto, sono ancora in pochi, nonostante si speri “nei cittadini che scendano veramente in piazza”. Ma non si perde la speranza. “Noi aspettiamo, su Fb c’era una larga adesione. Oggi la gente lavora”. Si va avanti dunque, aspettando se chi ha cliccato il “mi piace” arriverà.

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Borghezio attacca il ministro Josefa Idem a Klauscondicio

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L’europarlamentare della Lega Mario Borghezio è stato intervistato da Klaus Davi a Klauscondicio ed ha parlato della vicenda in cui è coinvolta il ministro Josefa Idem. Il politico ha affermato “Non auguro la galera, ma la gogna certamente». E continua: “Io non ce l’ho con la signora Kyenge, ce l’ho invece contro questa ministra Idem. Forse le vere pu****e non sono quelle che esercitano la professione, sono quelle piene di ipocrisia, politicamente parlando, che dicono una cosa e ne fanno un’altra. Forse le vere pu****e sono certi personaggi, donne ma anche uomini, che prostituiscono la funzione di servizio che chi ha uno stipendio pubblico dovrebbe sentire di avere nei confronti dell’azienda che li paga, dell’istituzione che gli da anche degli onori e dei piccoli privilegi o dei grandi privilegi”. E ancora: “Siamo di fronte a un personaggio che è stato testimonial del nostro Ministero delle Finanze, della campagna per gli adempimenti fiscali e la prima a non adempiere è proprio la signora Idem”.

Nuovo attacco al ministro Kyenge su Facebook

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Nuovo attacco per Cécile Kyenge su Facebook, questa volta partito dal Veronese, più precisamente dalla Lega Nord di Legnago sulla cui pagina ufficiale, accanto alla riproduzione di un articolo nel quale il ministro definisce gli immigrati una risorsa, è apparso il commento: “Se sono una risorsa…va a fare il ministro in Congo! Ebete”. Il testo è gia sparito dal social network, per lasciar spazio alle “scuse” che recitano queste parole: “Pur restando ben distinte le rispettive posizioni politiche… CI SCUSIAMO UFFICIALMENTE con il ministro Kyenge per l’offesa pubblicata su questa pagina Facebook ed a Lei rivolta. Abbiamo provveduto ad eliminare IL NOSTRO ERRORE di comunicazione. Sbagliare è facile…chiedere scusa meno. Scusateci”. Marco Pavan, come prima reazione, ha spiegato che “in dialetto veneto ebete è un aggettivo che diventa persino affettuoso e vuol dire ingenuo”, e ha poi precisato come il post “voleva evidenziare tre dimenticanze del ministro: gli immigrati possono essere regolari o clandestini, che i regolari, se integrati, possono essere una risorsa mentre i clandestini non pagano tasse, che la necessità di avere un lavoro oggi è per prima dei nostri giovani e di quei padri che non riescono a mantenere i figli”. Ma sul dietro-front di Pavan potrebbe aver pesato anche la dura condanna dei vertici della Lega, considerata la posizione assunta sia da Tosi che da Maroni chiarita già da giorni. Ossia, la Lega deve comportarsi da partito serio e queste “scenate” di certo non giovano alla sua credibilità. Infatti nei giorni scorsi già la Valandro era stata espulsa per un commento postato in rete. Spiega il governatore del Veneto Zaia: “Questi continui casi, oltre a dare uno spaccato che non rappresenta il pensiero della Lega, non ci permettono di parlare dei problemi reali e di avere un confronto con il ministro Kyenge, di cui non condividiamo l’azione politica”, che ha poi aggiunto: “Chi pensa di fermare l’azione del ministro offendendola sbaglia. Serve, e vogliamo, un confronto rigoroso, in cui sia possibile dissentire, ma civile ed educato”.

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I nostri 7 giorni: nonostante tutto, “capitani della nostra anima”

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E’ normale attaccare la magistratura, offendere un cittadino, utilizzare un linguaggio di una volgarità totale e poi glorificarsi del titolo “Avvocato”? A quanto pare… in Italia si può, con la massima tranquillità. basta trovare i microfoni di una radio aperti a via libera allo sproloquio. Ecco allora che Taormina si ritrova a dichiarare quanto gli piaccia “fottere la magistratura” e a offendere un radioascoltatore che, con tutta probabilità, si è sentito offeso per primo dopo aver sentito utilizzare certe espressioni. Chi di certo non si lamenta della magistratura, al contrario, è Giovanardi che gode nel vedere assolti i poliziotti chiamati in aula per il caso Cucchi. Nessun attacco alla magistratura quindi, solo offese per un ragazzo ucciso, la sua famiglia e un’intero Paese. Ma tanto l’Italia ormai è alla deriva e con lei anche chi dovrebbe rappresentarla. Basta vedere l’eclatante esempio della Lega Nord e le lotte intestine: quanto tempo impiegherà prima d’implodere su se stessa?  Ma la violenza, purtroppo, non si limita ai soli microfoni, scende in strana, si arma, apre il fuoco. Ecco allora che anche questa settimana ci siamo trovati a discutere di cronaca nera, con la sparatoria a Milano di cui è rimasto vittima un 63enne e poi di un altro episodio simile, questa volta a Pesaro, dov’è stato ucciso Andrea Ferri, 51enne, per impossessarsi delle chiavi che avrebbero permesso ai suoi assassini di appropriarsi del suo denaro. E nonostante il tempo passi, sempre con la speranza si riesca a conoscere finalmente la verità, si parla ancora di Roberta Ragusa, del marito, dell’amante dell’uomo e anche della cugine della donna scomparsa che difendono chi è sparito una notte e non ha più fatto ritorno. E’ il ritratto di un Paese allo sbando e, vedendo il video delle insegnanti che picchiano e offendono un ragazzo disabile viene spontaneo chiedersi dove stiamo andando, se questo è quello che riusciamo a insegnare ai nostri giovani: la legge del più forte, della violenza, del non rispetto. L’odio, la crudeltà, l’opportunismo. Ma non siamo gli unici a veder calpestata la nostra dignità. Dopo tutte le critiche e le discussioni, dopo i dibattiti sulla violenza sulle donne e sull’uso che si fa del loro corpo, scopriamo che in Israele delle soldatesse imbracciano i fucili, tolgono la divisa e postano le loro foto in tanga. Come possono gli uomini rispettare le donne se loro per prime non lo fanno? Viene voglia di urlare? Assolutamente sì!

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Ma per fortuna non è stato solo questo, a ricordarci che il mondo è anche pieno di colori e calore ci ha pensato il sole, regalandoci uno spettacolo unico: uno splendido arcobaleno circolare. Ma questa settimana si è anche parlato di un’amore che si trasforma in ossessione e di due donne abbandonate dallo stato: è la storia di due gattare, parenti di un attore famoso, che si sono ritrovate a vivere con i loro amici domestici che hanno invaso la loro vita e non solo. Poi c’è chi è anche baciato dalla passione (per l’insegnamento) e trova slancio per cercare soluzioni… anche a ritmo di Gangnam Style. E’ la storia di un preside che ha lanciato una sfida ai suoi studenti: se studiate, ballerò per voi. Le medie scolastiche si sono impennate e l’uomo è stato di parola, pubblicando in youtube una delle migliori versioni del tormentone di PSY di sempre. Ma se vogliamo imparare qualcosa, insegnamenti preziosi arrivano sempre dai nostri amici a quattro zampe: questa settimana è stata la volta di un cane che ha salvato una neonata da un cassonetto. Ci ha ricordato che la vita è la cosa più importante e va preservata, a qualunque costo. Vale la pena lottare per essa? Sì, ancora una volta, assolutamente sì. Ecco allora che vogliamo lasciarvi con una poesia di William Ernest Henley, che è nota, ma vale sempre la pena ricordare. E vuole essere un omaggio al grande uomo che tante volte l’ha recitata e che è ricoverato in condizioni gravi, Nelson Mandela.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

Quella festa gay che turba l’animo dei leghisti…

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Al centro della querelle c’è una piscina comunale che è stata concessa dal comune per una festa della comunità gay milanese. Più che un attacco alla morale sembrerebbe però un attacco politico quello di Massimiliano Bastoni, Lega Nord, nei confronti del primo cittadino “Che il sindaco Giuliano Pisapia avesse debiti elettorali da pagare alla lobby omosessuale lo sapevamo da tempo, ma che arrivasse a concedere uno dei migliori impianti sportivi della nostra città per feste hot-gay non possiamo proprio accettarlo”, il problema è quindi di tipo elettorale? Che poi ci fosse una lobby compatta di omosessuali in politica è un dato nuovo…  “La piscina Saini è meta di famiglie e bambini e tale deve rimanere: non è assolutamente ammissibile che venga utilizzata per bisbocce di questo genere”, prosegue Bastoni. “Trasformare queste sedi in night club a cielo aperto ci fa venire il voltastomaco”

La piscina è un luogo pubblico e in quanto tale deve essere un bene di cui può usufruire tutta la comunità di cittadini e se già famiglie e bambini usano la struttura non si può discriminare una fascia di utenti aventi diritto di usufruire al pari di tutti gli altri solo per le tendenze sessuali… è la costituzione che pone i cittadini sullo stesso piano a prescindere dal loro orientamento sessuale.

 

Chi tradisce una volta, tradisce per sempre. Bossi sul piede di guerra

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Gad Lerner, per Repubblica, ha intervistato un UmbertoBossi sul piede di guerra. Lui che si ritrova solo con villa Gemonio dove vive con la moglie Manuela: “Una volta qui fuori c’era sempre qualcuno a vigilare,ora può passare un pazzo e buttare una bomba in giardino”, racconta il fondatore di un Carroccio che non lo riconosce più come guida, ruolo ora di Roberto Maroni, un vero e proprio oppositore interno e che cambiando drasticamente il partito che è stata una sua creazione. “Lui non ha i nostri ideali. Quando uno tradisce una volta – e Maroni quando ruppi con Berlusconi nel 1994 gli sedeva di fianco, si opponeva – poi tradisce sempre. Si illude di diventare il plenipotenziario di berlusconi al Nord, ma il Pdl non rinuncia a presentare le sue liste in casa nostra, come fa la Cdu tedesca con la Csu in Baviera”. Quello che più contesta al governatore, inoltre, è la retromarcia sulle grandi battaglie identitarie del Carroccio: “Mi fa rabbia che Maroni cancelli la Padania e si rammollisca con “Prima il nord” proprio quando era maturo il tempo di farci forza del diritto internazionale”. Il Senatur scaglia quindi il colpo più duro, l’accusa di affondare il partito: “Maroni sta distruggendo la Lega, butta fuori la gente. Quel mio colpo di genio con cui avevamo preso la guida di Piemonte e Veneto, con Zaia e Cota, di questo passo al prossimo giro ce lo sogniamo. Tosi in Veneto porta via voti alla Lega e fa accordi con i fascisti: il suo progetto a Verona non mi è mai piaciuto”. Ma Bossi approfitta dell’intervista anche per ribadire la propria estraneità rispetto alle accuse mosse in merito alla gestione delle risorse economiche del Carroccio: “La Lega a me e alla mia famiglia non ha mai dato soldi che non servissero per la militanza”, spiega. “Semmai è stato il contrario. Quando la Lega è nata e magari c’era da comprare un’automobile, i soldi ce li mettevo io di tasca mia. A questo partito ho dato tutto, nessuno osi dire il contrario”. Al riguardo, sottolinea anche il suo rapporto con la famiglia, in particolar modo con i figli, che possono sbagliare, come Renzo: “Si è dimesso per motivi da niente”, dice del figlio Renzo, ma vengono anche accusati ingiustamente, “Era una gran balla dei nostri diffamatori che Riccardo si fosse comprato una barca”. Ora il Senatur ha un nuovo progetto però da far partire, un nuovogiornale, “La lingua padana”. Insomma, Bossi non molla e le idee le ha chiare, infatti: “Scusi Bossi,ma le ce l’ha la salute per rimettersi a battagliare?” ha chiesto Lerner, e la risposta decisa: “Ce l’ho, ce l’ho la foza io. A me non mi ammazza nessuno, e stavolta mi hanno fatto incazzare. Il capo della Lega resto io”.

Ma dopo una simile critica, dalla Lega arriva una risposta, è Matteo Salvini, vicesegretario, a prendere la parola: “Umberto Bossi, a cui va il mio rispetto e la mia eterna riconoscenza per quello che ha creato, sbaglia. Facendo così fa il male del Movimento. Non capisco perché lo abbia detto quando Maroni sta facendo bene il suo lavoro”.

I nostri 7 giorni: le emozioni della settimana tra bianco, rosso e un sole nero

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E’ stata una settimana di saluti questa, per l’Italia. E’ stata una settimana di applausi e lacrime alla memoria di qualcuno che ha segnato un’epoca e che potrebbe lasciare un vuoto enorme, non fosse che ha sparso talmente tanto dietro di sè che sarebbe impossibile sentirsi “orfani”. E’ stata una settimana di fiori bianchi e di tanto rosso. Il primo a salutare è stato Little Tony, che ha portato con sè l’immagine di un’Italia che scopriva il rock’n’roll e imparava che, qualsiasi cosa accada, ci sarà sempre un giorno in cui Riderà. Fiori bianchi per lui. E auto d’epoca. Altro scenario per Franca Rame, l’attrice che parlava alle donne e da tutte loro è stata salutata, con il colore rosso a spiccare ovunque ed un coro di O bella ciao, come lei stessa aveva sempre sognato. Perchè era bella Franca, come sanno essere solo le persone che hanno dei grandi ideali. Ed era rossa, di quella passione che ha sempre trasmesso. Ma non si segnano le vite solo se si appare, se si viene riconosciuti per strada, se il proprio nome è conosciuto. Ognuno di noi imprime qualcosa nelle persone che lo attorniano. Così come ha fatto Fabiana, per troppi pochi anni, prima che la sua vita le fosse strappata via. Ma neanche il fuoco può cancellare le sue orme e, chi la conosceva, ricorderà sempre che “ha scelto di essere felice”. Palloncini bianchi per lei, saliti verso il cielo. Rosso invece per Domenico, come il sangue che è sgorgato dopo che un tedesco ubriaco l’ha accoltellato in una lite degenerata. Voleva solo sapere perchè avesse sputato addosso alla sua ragazza, ha pagato con la vita una domanda. Ci sono le vittime. E ci sono i carnefici. Come Simona Cristiano, che ha fatto sfregiare il suo ex con l’acido. Perchè non è vero che il rosso è solo il colore dell’amore. Rappresenta anche l’odio e l’incapacità di amare. Anche quello che macchia il vestito bianco, quello che dovrebbe essere il simbolo di una promessa eterna. E’ il caso della sposa picchiata la prima notte di nozze: ha pronunciato il nome di un’altro nell’intimità ed è stata punita per questo. Ma rosso è anche uno dei due colori della maglia di Balotelli, accusato questa settimana di aver “spacciato droga per scherzo” a Scampia, accusa alla quale ha risposto per le rime.

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Ma non poteva mancare neanche la politica, con i soliti scandali, le solite cose incomprensibili e quelle idee che sembrano venire in mente a persone che non hanno idea di cosa significhi alzarsi ogni mattina e vivere una vita “normale”. Ecco allora che ancora fa discutere la riforma delle pensioni, perchè l’età media si sarà anche allungata, ma di certo 72 anni non sono 60 e non tutti i lavori sono uguali. Così come sono diverse tutte le vite, le esperienze. Ma non preoccupiamoci troppo di arrivare a fine mese, l’importante è che la pubblica amministrazione avrà 6450 auto e poco importa a chi e a cosa verrà sottratto quel denaro. E se anche la Lega Nord se la vede dura, tutti gli altri partiti al governo possono ridere felici: hanno eliminato i finanziamenti pubblici, rendendo così “felici” gli italiani, e, allo stesso tempo, trovato un modo per racimolare ancora di più. In tutto questo, un po’ di evasione è la benvenuta. E tante sono state le occasioni questa settimana. Abbiamo iniziato con una scoperta che ha un valore inestimabile: il testo più antico del Pentateuco, rinvenuto nella Biblioteca dell’Alma Mater di Bologna, all’ombra delle due torri. Dalla storia… alle stelle: Justin Bieber non si limita più a regalare sogni alle sue fan, ora regala direttamente le stelle. Ma di stelle si è parlato anche riguardo la ragazza che ne ha cancellate 56… dal suo viso. E passando da un idolo, delle ragazzine, ad un altro: si è parlato moltissimo anche del One Direction Harry Styles: la madre Anne si è sposata e lui, oltre ad aver fatto da testimone, le ha dedicato una dolcissima Isn’t she lovely? Ma forse che non abbiamo anche noi i nosti cantanti? Due sono i nuovi “campioni” italiani, usciti da due talent e di certo destinati anche loro ad un luminoso futuro. Questa settimana, infatti, ci son state due finali. Abbiamo iniziato giovedì con The voice of Italy, vita, meritatamente, da Elhaida Dani. Solo due giorni dopo, sabato, è stata la volta di Amici con il rientro, a sorpresa, di Miguel Bosè. E nonostante la video-denuncia di Paolini che voleva Greta come vincitrice, il trionfo è stato tutto per la vera novità di quest’anno: il rapper Moreno “stecca” Donadoni. Insomma, una settimana piena, una girandola di emozioni e con due colori predominanti: bianco e rosso. Dovremmo parlare del colore nero? Sempre “sole” sarebbe!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Il grande abisso della Lega Nord… un partito condannato a morte?

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Le ultime elezioni comunali sono state un disastro per la Lega Nord ed è stato raggiunto uno dei minimi storici più drammatici della storia del partito. Sembra che, nonostante un anno fa ci sia stata la rivoluzione delle scope, la segreteria di Roberto Maroni non sia riuscita a far dimenticare lo scandalo dei fondi del partito. La Lega era, con molte diversità ma anche con notevoli similitudini, una sorta di M5S del nord. S’inneggiava a “Roma ladrona”, ma poi i ladri sembra proprio che invece fossero in casa, in quelle casse del Carroccio spolpate, a quanto pare, dai figli di Umberto Bossi e dal “Cerchio magico” che ruotava intorno all’ex segretario.

 In Piemonte, in Lombardia e nel Veneto il partito di Maroni ormai è solo quarto, il Pdl sta crescendo, ma molti voti sono andati anche al Pd e sicuramente, anche se con risultati minori alle aspettative, in parte al M5S che ora si attesta come terzo partito in quei territori da sempre votati al sostegno al Carroccio. In Piemonte il dato peggiore, proprio nella regione guidata da Cota, si  è registrata una caduta libera e a Ivrea e Orbassano il partito di Maroni supera di poco il 2%. Vicenza, da sempre territorio favorevole ai padani si ferma a 4,5% con una flessione di quasi 10 punti. Ma il dramma del Carroccio è a Treviso dove la sconfitta è molto più cocente, nella provincia del presidente del veneto Luca Zaia, la riconferma non è per nulla certa. L'”esercito padano” è dimezzato anche a Brescia, città governata da Roberto Maroni e che vede i consensi stabilizzarsi su un 8%.

I motivi sono molti… ma le cure sembrano poche! Si è rotta l’alleanza con Berlusconi e questo ha fatto allontanare molti simpatizzanti che votavano Carroccio, ma strizzavano l’occhio al Popolo della Libertà. Ora la Lega è all’opposizione in un governo di larghe intese in cui il gioco forza è proprio in mano al Pdl. I militanti della Liga si trovano così “spezzati” nella loro identità: quella etnica e padana che ben si conciliava con la politica industriale priva di remore portata avanti dal Cavaliere negli anni scorsi.

Ma per un’analisi completa del calo del Carroccio è necessario anche trovare le cause proprio in quegli scandali che hanno disilluso gli elettori che da sempre si professavano vittime dei “ladri della politica romana” e che invece si sono dovuti ricredere… la politica centro, sud e nord compreso è un covo di “illeciti” e di “segnalazioni”   che inevitabilmente porta le casse in rosso e a pagare sono sempre i cittadini.

La crisi economica poi non ha aiutato la Lega. Un popolo di industriali che si è visto, nel caso migliore, dimezzare i profitti e spesso ha condotto le aziende sull’orlo del baratro. A chi appellarsi quindi? Non certo a chi ha scelto di stare contro il governo e ha poco o nulla da poter pretendere nelle larghe intese che sono già frutto di un compromesso costante. Meglio votare per chi in quel governo ci sta e può dire la sua a gran voce. Ecco che il Pdl esce come vincitore e Maroni deve fare i conti con una condanna a morte decisa dagli elettori e perpetrata con faide interne al partito.

Dove è il futuro? Difficile poter parlare di una ripresa, difficile credere che questo movimento possa ricompattarsi. Bossi era un gran comunicatore per quel popolo che sentiva in lui una valorizzazione di certe tradizioni e il piglio del grande leader capace di trascinare le folle. Maroni è una persona più moderata, più cerebrale e dal carisma non sempre efficace. Troppe liti, troppi scandali, troppa vecchia politica che si riaffaccia tra le file di quel movimento che ormai è ombra di se stesso. Quella rabbia contro Roma è andata via via scemando e si è sostituita con la rabbia per la politica, per la casta che sia del nord o del sud a questo punto poco conta. Ma gli “arrabbiati” si riconoscono più nel M5S, in un partito nuovo, “pulito” e non da ripulire fino all’osso… per tutti gli altri c’è il Pdl e le promesse di Berlusconi sono ancora l’ultima speranza in un deserto devastato dal “tifone” della crisi economica. 

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Questo Botellòn non s’ha da fare… ma i padovani ascolteranno?

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E’ l’ultimo mercoledì di maggio e, come ogni anno, a Padova va di scena il Botellòn, la festa spagnola che invade il centro della città e anima come non mai il Prato della Valle. Nell’ultma edizione hanno partecipato oltre 10mila persone, in compagnia delle relative bottiglie di alcol. E quest’anno, tempo permettendo, è previsto il bis… forse. Perchè il Comune ha blindato la piazza e invitato a spostare la festa alla prossima settimana al parcheggio sud dello stadio Euganeo. Ma le tradizioni goliardiche a Padova son difficili da modificare. Ecco quindi la scelta di transennare i quattro ponti d’ingresso all’isola Memmia, posizionati oggi alle 17 e che verranno tolti  solo dopo 12 ore, per permettere la normale circolazione. E’ una sfida dunque quella lanciata dalle autorità, che va a colpire i ragazzi che questa sera si presenteranno in Prato che non potranno neppure fare rifornimento di alcol nei bar della zona: un’ordinanza impedisce infatti la vendita di alcolici da asporto dalle 21 di questa sera alle 6 di domani mattina, almeno per quanto riguarda il Prato e le zone adiacenti. “Le disposizioni prese per l’isola Memmia vanno nella direzione di salvaguardare le statue di Prato della Valle ed evitare che i ragazzi ci salgano sopra e questo vale anche per la loro incolumità” spiega il vicesindaco Ivo Rossi, “stiamo monitorando la situazione per valutare provvedimenti ora per ora”. L’amministrazione è pronta a tutto, anche a mettere in campo i bagni chimici, mentre sono già pronti ad intervenire sia le forze dell’ordine che i mezzi di soccorso. Dura la critica del senatore della Lega Nord Bitonci, che si trova a fronteggiare il neo sindaco ora che Zanonato è stato assurto al ruolo di ministro: “Il Comune, incapace di intervenire per mantenere la sicurezza in Prato della Valle, invece di proibire una manifestazione non autorizzata fa scontare a chi, nonostante la crisi, le tasse e il costo del lavoro insopportabile, tiene aperti bar e ristoranti in una città quasi deserta nelle ore serali, in cui i turisti faticano a trovare un locale dove spendere i loro soldi. Multare chi si ubriaca o lorda il Prato, in termini di popolarità, sarebbe troppo gravoso per il neo sindaco. Meglio colpire ancora chi lavora, dà lavoro e pagherà il servizio di pulizia e di sicurezza con le proprie tasse, nonostante le perdite per una giornata in meno di lavoro”. Ecco alcune immagini per capire a cosa sta andando incontro Padova!

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Lusi in libertà, revocati gli arresti domiciliari in convento

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Luigi Lusi, tesoriere della Margherita, l’uomo imputato di essersi appropriato illecitamente di 25 milioni di euro torno in libertà. Sono stati infatti revocati  gli arresti domiciliari a Lusi presso il convento.

Borghezio si autosospende dal parlamento europeo

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Tempi duri per i politici che giocano con il fuoco… così l’europarlamentare Borghezio si è autosospeso dal  Efd (Europa della libertà e della democrazia – euroscettici) “per tutelare la Lega e l’Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle frasi pronunciate sul ministro per l’integrazione Cecile Kyenge”. Lo ha reso noto lo stesso Borghezio.

Qualche ora fa Il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz era stato chiaro e aveva definito gli insulti di Borghezio “una vergogna”, poteva quindi non autosospendersi l’europarlamentare Borghezio?

Dubbia la legge… Pagheranno fino in fondo Lusi, Belsito e Fiorito?

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E’ scattato l’allarme  (speriamo eccessivo) sulla possibilità o meno di punire  penalmente i vari Lusi, Belsito, Fiorito, Maruccio e affini per  i furti o il cattivo uso dei fondi destinati al finanziamento pubblico dei partiti… l’art 9 della legge 6 luglio 2012 ,n.96,  in questo comune e maniacale gioco di  rimandi e saltelli da una legge all’altra, chiede l’applicazione   dell’art 9  della legge 24 novembre 1981 che, in caso di falsificazione dei bilanci, così si esprime ” Quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale.” ( Cioè la sanzione  amministrativa ndr.)

Giuseppe Calderisi PDL e Gianclaudio Bressa PD, in qualità di relatori della legge 6 luglio 1912, n.96 e quindi fonti di interpretazione  autentica, sono sicuri che i rischi non ci sono perché la sanzione pecuniaria per il reato di  presentazione  al Parlamento di bilanci  falsificati non può incidere per esempio sul reato di  “Truffa aggravata ” di cui è anche imputato  per esempio Belsito, che a ogni buon conto seguirebbe un percorso autonomo. Tuttavia qualche  dubbio sussiste perchè  l’art. 9 della legge del 1981 parla in generale di “Fatto” punibile solo in via amministrativa e non specificamente di falso in bilancio, quindi di fronte a un tribunale  potrebbe prevalere  un’interpretazione giudiziale di diverso tenore che nel “fatto” potrebbe ricomprendere più ipotesi di reato, anche perchè la legge  del 2012, all’art. 9 parla  genericamente di presentazione di dati difformi o omissivi  rispetto alle scritture contabili senza specificare se si tratta di mero errore o di truffa e dolo. In questa disposizione di legge si parte  quindi dal presupposto che ci sia uno scarto  di difformità  od omissione rispetto a scritture contabili  che si presuppone siano “corrette”, ma se le scritture contabili sono scorrette sin dall’inizio in che razza di ginepraio ci si va a cacciare?

E poi  perchè qundo  c’è un rimando a una o più leggi non si scrive tassativamente nella nuova legge il contenuto della norma  più antica… Pare che  dei contenuti dubbiosi della legge del 1912 ,non si siano resi conti nemmeno gli estensori della norma perchè non avevano presente il testo della norma a riferimento…

Arrestato Belsito tra appropriazione indebita e truffa spunta il riciclaggio

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Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord e componente del cda di Fincantieri, è stato arrestato a Genova dalla guardia di finanza di Milano per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, al riciclaggio e alla truffa nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano diretta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai sostituti Paolo Filippini e Roberto Pellicano, sull’utilizzo dei fondi nazionali della Lega Nord.

Nei giorni scorsi i diamanti acquistati da Belsito erano stato motivo di polemica. I ‘diamanti di Belsito’, mostrati a Pontida da Roberto Maroni sono stati «una ca****a». Così aveva detto Umberto Bossi, conversando con i cronisti a Montecitorio. «Doveva portare i soldi, vendere i diamanti e portare i soldi dicendo alla gente: ‘ogni sede riceve tot soldi’ ».

Uccide la figlia di 2 anni e si sgozza. Il marito è nipote di Calderoli

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Alberto Calderoli, nipote dell’ex ministro della Lega Roberto Calderoli, medico dentista è distrutto dal dolore dopo che la moglie Alessia Olimpo ha accoltellato a morte la figlia di quasi due anni e poi si è sgozzata. Secondo una prima ricostruzione, la donna, che soffriva di depressione da diverso tempo, avrebbe ucciso sua figlia in un raptus di follia e poi, dopo che ha ripreso la lucidità, e si è accorta di quello che aveva fatto, ha scelto di sgozzarsi per non vivere con il rimorso del gesto orrendo che aveva compiuto.

Il primo allarme era stato lanciato dal padre di Calderoli, sabato verso le 18. Il suocero e sua moglie avevano pranzato con Alessia. Da tempo la donna non veniva lasciata quasi mai da sola. Ad aggravare poi la sua depressione c’era stata negli ultimi mesi anche la perdita della madre e un problema si salute alla tiroide. Dopo il pranzo i suoceri erano tornati a casa loro, ma verso sera il nonno si è presentato di nuovo a casa di Alessia per vedere come stava. Non ricevendo nessuna risposta, si è immediatamente preoccupato e ha chiamato il figlio che si trovava a un congresso a Riva del Garda. Immediatamente Alberto ha preso l’auto ed è tornato a casa a Viale Giulio Cesare in un appartamento al quinto piano, nel quartiere Monterosso, di Bergamo.   La porta di casa era chiusa dall’interno e temendo il peggio ha chiamato il 118. I soccorsi sono entrati nell’appartamento della famiglia Calderoli attraverso il balcone e li hanno visto la scena dell’omicidio-suicidio. Nessun estraneo è stato fatto entrare nel palazzo e ai residenti non è stato detto nulla di quanto accaduto. Per consentire alla Scientifica di svolgere al meglio i rilievi e mantenere la scena del crimine intatta, i tecnici sono entrati dalla finestra: il corpo della mamma infatti era steso proprio dietro la porta della cameretta. Se gli agenti fossero entrati da lì, aprendola, avrebbero inevitabilmente spostato il corpo e compromesso la scena. I rilievi sono proseguiti per tutta la nottata. La famiglia Calderoli, molto nota a Bergamo, si è trincerata nel dolore e nel silenzio. Alberto non solo è nipote di Calderoli, ma è anche fratello di Paolo, l’attore noto al pubblico con il nome d’arte di Casiraghi.

 
 

Il Carroccio a Pontida… tra solidarietà e lotte interne!

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Pontida è il paese dove, il 7 aprile 1167, si tenne lo storico giuramento dei comuni che formavano la Lega Lombarda per combattere contro il legittimo sovrano Federico Barbarossa, Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico. non c’è quindi da meravigliarsi se la Lega Nord, con il suo Carroccio, l’ha eletto a suo luogo di ritrovo per eccellenza. Oggi, ad un anno dagli scandali che hanno trovato il partito creato dal Senatur, Bossi e Maroni si sono ritrovati davanti ai loro sostenitori. Sembrava una riunione “tra amici”, con i leghisti “semper fidelis” che negavano ogni dissidio interno. Tutto bene allora… almeno fino a quando alcuni militanti, si pensa veneti, non hanno esposto un manifesto raffigurante il segretario Maroni ritratto come Pinocchio. Risposta immediata e, nel miglior spirito leghista, sono volati insulti e qualche spintone. Quando ha avuto luogo lo scontro, sul palco erano intenti a parlare dei rappresentati minori. Vediamo i momenti salienti avvenuti fino a quel momento.

Maroni ha portato “i diamanti di Belsito”, invitando i segretari nazionali a consegnarli alle 13 “sezioni più meritevoli” aggiungendo: “I veri diamanti sono i militanti. Eccoli qua i diamanti di Belsito. Sono per i militanti, per le sezioni. Valgono 10 mila euro l’uno e li voglio dare alle sezioni. Li consegnerò ai militanti che si sono impegnati, che si rimboccati le maniche e tengono alto l’onore della Lega. Si impegnano non per se stessi o per le proprie poltrone”.

Il sindaco veronese Flavio Tosi è stato fischiato da un nutrito gruppo di militanti veneti per la durata eccessiva dell’intervento mentre i suoi sostenitori lo hanno incoraggiato. Il prato si è trasformato così in una cacofonia di urli: “Fuori, fuori” contro il “Tosi, Tosi”.

Bossi, che nonostante tutto sembra ancora essere il simbolo ed il pilastro della Lega, compreso il senso della protesta, si è rivolto in particolare ai veneti per assicurare il suo appoggio alla richiesta di congressi. “Ai fratelli veneti dico che ormai tutto è commissariato ed è arrivato il momento che si facciano i congressi”. Ha tenuto poi a sottolineare l’unità del partito che ha formato e di cui è presidente: “La Lega non si sta dividendo, come i lecchini del regime scrivono sui giornali”, sostenendo però che nel Carroccio ci sono problemi di democrazia interna. “A me spiace che la base venga trattata un pò male perchè non ha strumenti per difendersi”, ha spiegato. Dopo aver proposto che siano gli stessi militanti a valutare l’operato dei dirigenti e, nel caso, di cacciarli, ha concluso ammettendo che “c’è il rischio di litigare ma non siamo ancora a quel livello, siamo in grado di modificare le cose”.

Quello che sembra ancora invariato è l’obbiettivo di Maroni di riuscire a formare la Macroregione trattenendo il 75% delle tasse e, se non dovessero essere ascoltate le richieste, non rigetta a priori l’idea di fare una guerra a Roma e al governo”. Il segretario federale ha quindi aggiunto: “Abbiamo tempo fino al 31 dicembre e fino ad allora tratteremo, ma se il governo dice di no ci impegneremo a superare autonomamente i vincoli imposti da Roma. Non siamo qui per scherzare e quando combattiamo, combattiamo fino in fondo”. In vista di ciò, Zaia, Cota e lo stesso Maroni hanno firmato una mozione con la quale si impegnano a rinegoziare con il governo il Patto di stabilità, a costituire la macroregione del Nord e ad intraprendere ogni iniziativa volta a garantire che appunto il 75% delle risorse del gettito tributario resti sul territorio. Per concludere, il segretario ha rivolto un appello a Bossi affinchè sia il collegamento con Roma, perchè “è chiaro che in questa prospettiva i nostri rappresentanti nella capitale devono andare giù e fare la guerra”.

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L’Italia annega nelle istituzioni, Zaia fa guerra alle previsioni del tempo

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Con tutto quello che succede in Italia, tra la crisi istituzionale e quella economica, Luca Zaia, Lega Nord, è preoccupato delle previsioni del tempo. Ha quindi chiesto l’oscuramento dai siti meteo della regione Veneto poichè il maltempo previsto e poi non verificatosi nel weekend di Pasqua ha fatto perdere le prenotazioni agli albergatori locali. Ora minaccia azioni legali verso quei siti che hanno previsto quelle false precipitazioni… Zaia ha dichiarato guerra aperta, perchè non accontentarlo cancellando tutta la regione Veneto dal web compresi i siti degli albergatori che hanno subito le cancellazioni delle prenotazioni? Almeno la prossima volta non lamenteranno il disagio! Beviamoci su.

Scontrino del parcheggio marchiato dalla Lega!

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Il simbolo della Lega Nord anche sullo scontrino del parcheggio. Succede a Lodi, a segnalarlo è un lettore di Repubblica che invia la foto in cui appare il simbolo della “Lega Nord – Padania“.
Il lettore scrive: “Sul retro della ricevuta di pagamento della sosta campeggia l’emblema della Lega Nord, con tanto di indicazione del committente”. Il lettore nota la commistione tra un servizio pubblico e la propaganda elettorale, e conclude con: “Non commento, ma credo sarebbe interessante sapere come ha reagito l’opposizione in Comune”.

Il manifesto elettorale che ha suscitato scalpore!

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Un manifesto elettorale che sta facendo infuriare un po’ tutti. C’è chi lo considera a sfondo razzista, chi invece dice che si tratta solo di ‘coincidenze’. La Lega in campagna elettorale ha sempre alzato grossi polveroni per le sue provocazioni. Stavolta il manifesto della Lega Nord, affisso in tutta Milano, raffigura un aggressore con la pistola in mano e con la pelle nera.

Beppe vs vertici del Pd! MPS è il più grande scandalo della storia!

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Beppe Grillo chiede una commissione “per mettere sotto inchiesta tutti i vertici del Pd dal ’95 a oggi” per il caso Mps. “Il Pd – ha aggiunto – non ha votato lo scudo fiscale e adesso capisci perché. Potevano fare cadere Berlusconi”. Poi, parlando di Giorgio Napolitano, ha detto: “Quello di Mps è il più grande scandalo della storia della Repubblica. Io ho detto, ‘il presidente interverrà’. Invece ha accarezzato la scrivania e ha detto: ‘privacy'”.

LE TANGENTI DI FINMECCANICA SPETTAVANO ALLA LEGA!

Una tangente da dieci milioni di euro, ricavata all’interno di una mazzetta da complessivi 51 milioni su una commessa per la vendita di elicotteri al governo indiano, sarebbe stata pagata alla Lega Nord e, in parte, a Comunione e liberazione, per il sostegno alla nomina di Giuseppe Orsi al vertice della Finmeccanica.

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E’ questa l’ipotesi di reato che ha mosso l’indagine per corruzione internazionale della Procura di Napoli e ha portato all’arresto del presidente e amministratore delegato del gruppo aerospaziale controllato dallo Stato.

La politica delle castagne!

Maroni:  ”Penso che non durera’ piu’ di due anni e che sara’ un casino. E tuttavia piu’ il governo di Roma sara’ debole meglio sara’ per me governatore, perche’ il Nord avra’ la forza per strappare qualsiasi cosa. Per questo la sfida si fa molto interessante: se vinciamo in Lombardia avremo finalmente la possibilità di realizzare il nostro sogno”

UN POLITICO ITALIANO PUO’ PARLARE COSI’? LA COSTITUZIONE PARLA DI UNITA’ D’ITALIA E MARONI GETTA FANGO SU ISTITUZIONI E INCITA ALLA SCISSIONE NAZIONALE? FACCIAMO UNA GUERRIGLIA TRA NORD E SUD? MANCANZA DI NUOVE IDEE E ODIO RAZZIALE QUESTO E’ IL MESSAGGIO DELLA LEGA!

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Cota e Tremonti sono i capilista della Lega Nord in Piemonte

Cota corre per la Camera, Tremonti, che la Lega vorrebbe come Premier, per il Senato.

3 leghisti contusi a Trento: il loro gazebo è stato attaccato da un gruppo anarchico

Cota tuona: basta fango su Lega. Gli ha fatto male il latte?

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Inchiesta quote latte perquisite sedi Lega Nord. Presenti Maroni e Bossi

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Il cambiamento della Lega inizia dal simbolo, inserito il nome di Maroni

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Verso le elezioni… si continuano ad affilare i coltelli!

Berlusconi sempre più convinto parla ai microfoni del Tg5. Il leader del Pdl ha un buon proposito per l’anno nuovo: riguadagnare il 40% dei voti che lo aveva portato all’elezione. Intanto Alfano è convinto che unendo le loro forze con la Lega e le forze territoriali al Sud la partita sia ancora tutta da giocare.

Serracchiani, segretaria del Pd del Friuli Venezia Giulia, continua la sua lotta per tutelare la rappresentanza degli sloveni e intanto richiama l’attenzione su Maran.

L’ormai onnipresente Monti (che ormai divide equamente la scena con Berlusconi), ai microfoni di Sky Tg 24 ha ricordato l’importanza di lasciare maggior gestione dell’Imu ai Comuni. Sarebbe inoltre possibile ridurre l’Irpef e congelare l’Iva: “la via maestra è ridurre la spesa pubblica”. La sua idea è che le tasse vadano ridotte, ma non bisogna fare promesse che non è possibile mantenere. Parla anche della sua candidatura, dicendo di essere stato sicuro, in precedenza, che il Paese avrebbe proseguito sulla traccia indicata da lui anche in sua assenza, quindi niente patti precedenti con Abc.

Intanto continuano le primarie della Svp, la cui affluenza è buona.

Continua la corsa alle elezioni 2013… La Befana ha portato carbone a tutti?

Berlusconi definisce Monti una “comparsa” e gli preannuncia “un tempo di permanenza molto stretto”.

Di Pietro rincara la dose su Monti, parlando del suo proposito per la riforma elettorale: “Sono tutti dei mentitori ambulanti”, aggiungendo che il Senatore ha accresciuto il divario tra pochi ricchi e troppi poveri. Ne ha anche per Berlusconi, che ha definito Monti, Fini e Casini “Trio Sciagura”: per l’ex Magistrato il Cavaliere sarebbe il quarto e che meriterebbe di essere calciato via a suon di voti alle urne.

Il Ministro Riccardi risponde invece alle critiche che hanno colpito la Lista Monti, confermando l’intenzione di spingersi oltre l’idea di Destra e Sinistra.

Intanto Bricolo, della Lega, guarda “in casa propria” e afferma che le notizie circa l’uso irregolare dei fondi del gruppo della Lega al Senato sono false e prive di fondamento.

Come si dice… “L’Epifania tutte le feste si porta via”… e i nostri politici ce li teniamo!

Peculato in Lombardia: tra gli indagati anche Minetti e “il trota”

Sono attualmente 40 i consiglieri regionali indagati. La guardia di Finanza sta al momento acquisendo in Regione Lombardia i documenti relativi alle spese di altri Gruppi consiliari, tra cui Pd, Idv e Sel, nell’ambito della stessa inchiesta.

Incidente stradale per il sindaco di Verona, Tosi… Illeso!

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Cav: se Lega corre da sola e non lo sostiene come Premier cadono Zaia e Cota.

Maroni, contagiato dal cinepanettone! Lombardia in Ue e fuori delinquenti!

“Al governo della Lombardia per tenerci le tasse pagate dai lombardi, soldi nostri, e diventare finalmente padroni a casa nostra e per mandare mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti foera di ball!!! Prima il Nord!”

Ma la famiglia, la spedisce al Sud???

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Per Zaia non c’è intesa con il Pdl, Lega correrà da sola?

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Elezioni presidenziali in Lombardia: Pdl disposto ad alleanza con Lega Nord

Formigoni afferma che nel Pdl hanno comunque persone idonee a ricoprire l’incarico.

Elezioni: Lega Nord correrà da sola, parola di Maroni

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NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

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