Tav: bloccata l’autostrada per mezz’ora

NoTav-blocco-tuttacronacaHanno occupato per circa mezz’ora l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia all’altezza di Vernetto, frazione di Chianocco, una cinquantina di No Tav. Il blocco aveva lo scopo di fermare due trasporti eccezionali che i manifestanti pensavano essere diretti al cantiere di Chiomonte. La protesta ha avuto fine dopo che hanno scoperto che i tir trasportavano materiale verso la Francia, e non pezzi per la nuova fresa che dovrà continuare lo scavo del tunnel.

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“La tua vita non vale niente”: minacce al senatore pro-Tav

notav-minacce-tuttacronacaIl senatore del Pd Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della linea ad alta velocità Torino-Lione ha ricevuto nuove minacce. Al parlamentare è stata infatti recapitata una lettera in cui vengono utilizzati toni intimidatori nei confronti sia suoi che della sua famiglia. Un passaggio del testo recita: “Ormai la tua vita non vale più niente”. La missiva è firmata con la stella a cinque punte che ricorda quella delle Brigate Rosse.

La calda notte dei No Tav: attacco al cantiere

no-tav-scontri-tuttacronacaUna lunga notte quella dei No Tav il cui corteo, partito da Giaglione, contava circa 350-400 persone che si sono divise: un gruppo si è diretto verso il cantiere di Chiomonte, l’altro verso le montagne. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata chiusa al traffico in direzione del capoluogo piemontese nella zona della galleria di Giaglione, in provincia di Torino, dove alcuni attivisti del movimento No Tav che stavano manifestando hanno bruciato alcuni copertoni. Intorno alla mezzanotte gli attivisti, incapucciati, hanno sferrato da più punti un violento attacco con razzi, fuochi d’artificio, bombe carta, pietre e corpi contundenti. Immediata la reazione delle forze dell’ordine con lacrimogeni e azioni di alleggerimento. La Questura ha parlato di 15 appartenenti alle forze dell’ordine contusi o leggermente feriti mentre nove sarebbero i fermati, che hanno riportato ferite lacero-contuse: uno di loro è stato trasportato in ospedale.  La Questura ha anche precisato che i manifestanti sono stati tenuti lontano dalle recinzioni del cantiere. In seguito, durante la bonifica dei boschi, le forze dell’ordine hanno trovato residui di molotov, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un’ascia, maschere antigas, cappucci, caschi, sacchetti di pietre, anche all’interno di zaini, scudi artigianali, abbandonati dagli attivisti durante la fuga. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata bonificata e riaperta dopo alcune ore.

Escalation No Tav: è guerriglia!

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“Il procuratore Caselli ha ragione: il salto di qualità c’è stato, eccome. Questa ormai è guerriglia, non sono più semplici dimostrazioni.” Lo dichiara un assistente del reparto mobile della Polizia di Torino che conosce perfettamente la situazione in Val di Susa e intorno al cantiere della Tav.

L’ultimo attacco notturno, ripreso da un video del Movimento che documenta l’azione, non lo sorprende. “Va sempre così, durante l’estate gli attacchi aumentano. E aumentano soprattutto il fine settimana”. Ma qualcosa, rispetto al passato, sta cambiando: “I nuovi attacchi sono opera di professionisti, con una certa preparazione fisica e che si muovono con un tecniche paramilitari. Sono ottimi conoscitori del territorio e sanno benissimo come e quando muoversi”. Affiancano, in teoria, il presidio di protesta permanente degli abitanti della zona. Ma, vista da dentro, una cosa sembra chiara: “C’è moltissima gente che viene fuori, con una fortissima presenza di stranieri. Greci, tedeschi, francesi. Non sono certo persone del luogo. L’impressione, a volte, è che alcune azioni sfuggano di mano allo stesso Movimento”.

L’area si è estesa ora non riguarda più Ciomonte. Le proteste ore vanno oltre il cantiere, mirano ai mezzi che portano materie prime o macchinari che servono per proseguire i lavori della Tav.

Il cambiamento in corso è stato avvertito anche dalla politica. Anche per questo l’allarme lanciato dal senatore Pd Stefano Esposito, che ha parlato di “50 delinquenti che cercano il morto”, non gli sembra per nulla esagerato. “È una trincea permanente, chi lavora lì ha paura”. E il pericolo che da una di questi azioni si arrivi a un’incidente fatale è sempre più concreto. “L’altra sera un collega ha rischiato di essere colpito perché alcune bombe carta sono state lanciate ad altezza uomo . Qualcuno, di questo passo, rischia di farsi molto male. E le conseguenze a quel punto potrebbero essere molto pesanti”.

Perché per un attimo la politica non si piega e ascolta i cittadini e le loro esigenze? Perché la Francia ha sospeso i lavori mentre l’Italia, nonostante le proteste, va avanti incurante di chi in quel territorio ci vive e non lo vuole sfregiato da un opera costosa e megalomane?

Addio alla Tav Torino-Lione?

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La Francia ha deciso e giovedì sarà ufficiale: la Tav Torino Lione non è più una priorità. L’Italia può smettere di sognare gli appalti e finire di gettare denaro nel buco di 50 km sotto le Alpi. L’anticipazione è stata data da Le Figaro e la cartina sotto il titolo evidenzia in grigio le linee ferroviarie ad alta velocità (LGV) già esistenti o già in costruzione; in giallo le linee ferroviarie (non necessariamente ad alta velocità) da realizzare entro il 2030; in rosso quelle a cui pensare fra il 2030 e il 2050. La Lione-Torino è in rosso.

A Le Figaro risulta che prima del 2030 verrà avviata una sola nuova linea ferroviaria ad alta velocità, la Bordeaux-Tolosa, ed una seconda linea ad alta velocità potrebbe essere ripescata e considerata come prioritaria, ma solo a determinate e non meglio definite condizioni.

Dovevano arrivare i francesi? Ora l’Italia continuerà a scavare? Certo c’è tempo fino a giovedì… ma ormai il buco è senza speranza!

Steven Spielberg, presidente a Cannes!

steven spielberg -presidente -cannes -festival

Steven Spielberg sara’ il Presidente di Giuria al 66° Festival di Cannes. Il regista americano, habitué della Croisette, succedera’ a Nanni Moretti nell’edizione 2013 del prestigioso festival di cinema che si terra’ dal 15 al 26 maggio. “La mia ammirazione per il modo granitico con cui il Festival di Cannes difende il cinema internazionale e’ totale -ha dichiarato Spielberg in un comunicato ufficiale riportato da ‘Le Figaro’-. Dal momento che Cannes e’ il piu’ prestigioso di tutti i festival, questo gli permette di perseverare nell’affermazione del cinema come un’arte che trascende le culture e le generazioni”. Steven Spielberg, 66 anni, ha presentato numerosi film in passato a Cannes, essenzialmente fuori concorso. L’unico riconoscimento è stato nel 1974, quando ottenne il ‘Prix du scénario’, il riconoscimento che Cannes assegna per la miglior sceneggiatura, per la pellicola ‘Sugarland Express’.

Uno sguardo alla Francia: la “scandalosa” George Sand

BeFunky_Patriotic_3La scrittrice “passionale” di Francia ebbe una vita tumultuosa e spesso criticata dai ben pensanti del suo tempo. Nata Aurore Dupin, figlia di un militare, Maurice Dupin, e di Sophie Victorie Anotoinette Delaborde. I sue si incontrarono a milano dove Maurice fu promosso ufficiale durante la campagna d’Italia sotto Bonaparte. Il padre morì per una caduta da cavallo e la madre entrò in depressione. Così la piccola Aurore fu mandata a casa della nonna a Nohant. Qui imparò a leggere e a scrivere e ben prestò iniziò a vestirsi come un uomo. Aveva un temperamento ribelle e le piaceva la caccia e andare a cavallo. Alla morte della nonna Aurore ereditò la proprietà. Caduta in depressione la madre la portò in vacanza nel castello di Plessis-Picard, presso i coniugi Roëttiers. Qui conobbe il giovane barone Casimir Dudevant, si sposarono ed ebbero un figlio.

Ma il temperamento di Aurore la portò ben presto ad avere un amante e a scappare a Parigi.  Qui visse con il giornalista ventenne Jules Sandeau ed entrambi collaborarono con Le Figaro scrivendo romanzi in collaborazione e firmandoli con lo pseudonimo «J. Sand»: i primi furono Le Commissionnaire e la Rose et Blanche. Ma fu l’anno successivo che Aurore fu notata. Scrisse da sola  Indiana e lo pubblico con lo pseudonimo «G. Sand». Fu un successo e tutti iniziarono a chiedersi chi fosse mai questo scrittore.

Spesso si vestì da uomo per entrare in luoghi in cui le donne del tempo non avevano accesso. Si iniziò ben presto a parlare della sua omosessualità, anche se tutt’oggi non ci sono prove certe. Le fu attribuita una relazione con l’attrice Marie Dorval. Lei fu anche protagonista di una sua opera teatrale dal titolo Cosima ou la haine dans l’amour.

Ma  il romanzo scandalo doveva ancora arrivare.

Siamo nel 1833 quando pubblica Lèlia, definito “abominevole” dallo scrittore Jules Janin nel Journal des Débats, tratta di una donna che si dichiara inappagata dai suoi amanti.

 Sand e l’amore! Le brevi e intense relazioni Prosper Mérimée e poi con Alfred de Musset. Il secondo ispirò l’opera Elle et lui. Con de Musset, infatti, intraprese anche un viaggio in Italia, si ammalò di tifo e fu curata dal giovane medico Pietro Pagello che ne divenne l’amante. Proprio durante la relazione con il medico scrisse Leone LeoniAndréLe Secrétaire intimeJacques e le Lettres d’un voyageur. Poi decise di divorziare dal marito e si rivolse all’avvocato Michel de Bourges. E anche con l’avvocato scattò l’amore! Fu lui a portare la scrittrice verso idee democratiche radicali. La loro relazione durò un anno, poi si separarono quando de Bourges non volle lasciare la sua famiglia. Così la Sand si innamorò del precettore del figlio, Félicien Mallefille. La relazione durò fin quando non conobbe Fryderyck Chopin. Del musicista la Sand scriverà “Chopin è così debole e timido da poter venir ferito persino dalla piega di una foglia di rosa”. I rapporti tra il figlio della scrittrice e Chopin posero però fine alla relazione tra la madre e il musicista. La Sand poi distrusse la corrispondenza tra lei e Fryderyck.

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Appoggiò i tentativi di unificare le diverse correnti del movimento operaio, scrivendo a questo proposito Le Compagnon du tour de France, ispirato alla figura dell’attivista socialista Agricol Perdiguier. Incoraggiò i tentativi artistici di Savinien Lapointe, Charles Magu, Charles Poncy, i cosiddetti “poeti operai”; a questi ultimi, Sand dedicò i Dialogues familiers sur la poésie des prolétaires, pubblicati nel 1842 sulla Revue indépendante. Questi inoltre fornirono inoltre il modello di alcuni personaggi dei romanzi di George Sand; ne La palude del diavolo  e ne Les maîtres sonneurs viene sottolineato e contrapposto l’ozio infingardo e l’immoralità dei grandi proprietari alla dignitosa laboriosità dei modesti artigiani.

Sand, come il figlio Maurice, che era all’epoca il sindaco di Nohant, fu favorevole alla Rivoluzione parigina del febbraio 1848, che aveva proclamato la Repubblica, vedendola come l’espressione di una rigenerazione di massa. «Sono comunista così come si era cristiani nell’anno 50 della nostra era. Il comunismo è per me l’ideale delle società in progresso, la religione che vivrà tra qualche secolo. Non posso dunque aggrapparmi a nessuna delle formule di comunismo attuali, perché esse sono tutte piuttosto dittatoriali e credono di potersi affermare senza il concorso dei costumi, delle abitudini, delle convinzioni. Nessuna religione si stabilisce con la forza».

Fu scettica quando Napoleone III dichiarò guerra alla Prussia. «Se questo bell’entusiasmo fosse sincero, Parigi è pazza. Capisco lo sciovinismo, quando si tratti di liberare un popolo, come la Polonia o l’Italia, ma tra Francia e Prussia, in questo momento c’è solo una questione di amor proprio, cioè chi abbia i fucili migliori»

Siamo nel 1871 e il 28 marzo Parigi insorge proclamando la Comune. L’ultima contraddizione della Sand sul suo finire di vita fu di condannare l’uccisione dei cinquanta ostaggi della Comune, e di giustificare il massacro di 30.000 parigini ordinato da Thiers.

Un personaggio da approfondire per capire uno spaccato della Francia attraverso gli occhi di un’intellettuale ribelle e anticonformista.

I francesi in fuga… il Belgio li accoglie a braccia aperte!

Oltre all’attore Depardieu sarebbero altri 500 i francesi che hanno richiesto la cittadinanza belga perchè vessati dalla contribuzione fiscale francese.  Il ministro degli Esteri belga Didier Reynders, rilasciando un’intervista a Le Figaro, ha dichiarato  “Parigi si deve assumere le conseguenze di un sistema fiscale che induce i suoi connazionali a lasciare il Paese”.

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