“Inclusione e benessere”: Piercarlo, il primo laureato autistico di Padova

piercarlo-laureato-autistico-tuttacronacaLui è Piercarlo Morello, ha 33 anni e vive a Volgapo del Montello, in provincia di Treviso. E da questa mattina è il primo studente autistico laureatosi all’università di Padova. Piercarlo è stato infatti proclamato dottore grazie alla sua tesi su “inclusione e benessere” che gli ha permesso di ottenere una laurea magistrale in Scienze umane e pedagogiche con il voto di 96/110.  Lo studente trevigiano, affetto da “autismo non verbale”, ha discusso la sua tesi attraverso la tastiera di un computer a scrittura facilitata. Immensa la soddisfazione dei genitori: si tratta di un “punto di arrivo e allo stesso tempo di punto di partenza nella battaglia per l’inclusione”, hanno detto.

Finge di aver una laurea e lo assumono al Comune di Roma: 115mila euro l’anno

roma-falsolaureato-tuttacronacaAndrea Bianchi si è conquistato un posto di prestigio nello staff di Luigi Nieri, vicesindaco di Roma. Peccato che la posizione, che fa guadagnare 115mila euro lordi all’anno, richieda una laurea. Non che fosse un problema per lui autocertificarne una… Peccato che, dopo che l’uomo ha sostenuto di essere laureato, le verifiche compiute dagli uffici comunali lo abbiano smentito. ll vicesindaco della Capitale ha spiegato: “Purtroppo, in seguito alle verifiche effettuate dagli uffici abbiamo scoperto che il mio capo staff non era laureato. Sto parlando di una persona a me molto cara con il quale ho lavorato per molti anni”. E ancora: ”Come vicesindaco ho anche la delega al personale e quindi ho la responsabilità dei controlli sui requisiti necessari a coprire un ruolo di vertice nello staff. Scoprire che un mio stretto collaboratore non ha i requisiti che dichiarava di avere è stata per me una ferita profonda. Ma le regole devono valere per tutti, a cominciare dalle persone che lavorano a più stretto contatto con me. La trasparenza è un valore per questa amministrazione e comporta di non guardare in faccia nessuno, non ammettere nessuna eccezione”. Nieri ha quindi ribadito: “il sindaco e l’amministrazione non hanno alcuna responsabilità di quanto successo, responsabilità che è solo e unicamente mia”.

Si fa presto a dire “cervelli in fuga”… ma quanti finiscono a pulire bagni?

benja-serra-tuttacronaca“Mi chiamo Benjamin Serra, ho due lauree e un master e pulisco WC”. Inizia così un post apparso in Facebook e che è rapidamente diventato virale in Twitter. La Spagna non vive una situazione più rosea dell’Italia e anche da quella terra molti giovani migrano, in cerca di opportunità. E si fa presto a parlare di cervelli in fuga, ma non sempre si riesce a metter radici in un Paese straniero. Anche questo significa partire: andare verso l’ignoto. E il 25enne di Valencia ha deciso così di condividere la sua esperienza. Una laurea in Giornalismo, un’altra in Pubblicità e Pubbliche Relazioni, entrambe con Premio Extraordinario Fin de Carrera en ambas, un master in Community Management e ora… “barista” a Londra. Prosegue il post: “No, non è uno scherzo. Lo faccio per poter pagare l’affitto dell’appartamento a Londra. Lavoro in una famosa catena di caffè nel Regno Unito da maggio. E dopo 5 mesi lavorandoci oggi, per la prima volta, mi sono visto da fuori. Mi sono visto mentre pulivo i bagni. Il mio pensiero è stato: “Sono Premio Extraordinario de Fin de carrera e pulisco la M***A degli altri in un Paese che non è il mio”. Ok, faccio anche caffè, sparecchio le tavole e lavo le tazze. E non mi vergogno di farlo. Pulire è un lavoro molto dignitoso. Quello che mi fa vergognare è che devo farlo perchè nessuno mi ha dato un’opportunità in Spagna. Ci sono molti altri spagnoli nella mia sitauzione, soprattutto a Londra. “Siete una piaga”, mi hanno detto qui una volta. E non inganniamoci. Non siamo giovani di ventura arrivati qui per imparare la lingua e vivere nuove esperienza. Siamo IMMIGRATI.” Benjamin racconta di essere molto orgoglioso e che ad alcuni inglesi che lo guardano dall’alto al basso perchè fa il “barista” verrebbe voglia di mostrare i suoi attestati di laurea e il suo master ma sa anche che “davvero non servirebbe a nulla”. Sembra infatti che questi titoli ora servano solo per pulire i bagni. “Un vero peccato”. E Conclude: “Io credevo di meritarmi qualcosa di meglio dopo tanto impegno nello studio. Sembra proprio che mi sia sbagliato”. Il ragazzo, all’Huffington Post, ha spiegato che non si aspettava che il suo post avesse una così grande ripercussione. L’ha scritto venerdì, rientrato a casa “stanco e arrabbiato con la vita”. E così, dopo una chiacchierata via Skype con la famiglia, è arrivato lo sfogo in Facebook.Benjamin è arrivato a Londra nell’ottobre del 2012, con un contratto a tempo determinato al termine del quale ha trovato quel lavoro per mantenersi. Non si meraviglia neanche che a Londra gli spagnoli siano visti come una “piaga”: “Perchè ci considerino tali, significa che qui siamo davvero in tanti”. Dà anche un consiglio ai politici: che si rendano conto della sitauzione perchè lui è solo un esempio ma son fin troppi i giovani in una simile situazione. E che dire dei giovani italiani che nel nostro Paese non vedono un futuro e si vedono costretti a fare quello hanno fatto tanti italiani nei secoli scorsi? Emigrare in cerca di un’opportunità? Tutti partono con un sogno, qualcuno ce la fa. Però i sogni di quanti altri s’infrangono contro la realtà estera dove, pur essendo europeii in uno Stato europeo, vengono visti come “piaga”? Perchè è anche vero che i giovani italiani che non si possono permettere di studiare all’estero (già sono molti che attualmente non lo possono fare neanche in Italia) arrivano con in mano diplomi e lauree italiane, magari con una conoscenza scarsa della lingua, senza quella preparazione che altri Stati riescono ad assicurare. E allora la fortuna è trovare almeno un posto dove ti facciano pulire i bagni…
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La Bonino smentisce sul bimbo killer “solo propaganda talebana!”

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Pugni tesi tra Italia e Afghanistan dopo l’attentato in cui è caduto Giuseppe La Rosa. Secondo il  ministro degli Esteri, Emma Bonino, non sarebbe vera la notizia del bambino di appena 11 anni che avrebbe ucciso nel sud dell’Afghanistan. La notizia sarebbe stata diffusa solo per “propaganda talebana” . Inoltre sottolinea la titolare della Farnesina: “Dai contatti del ministro della Difesa Mauro emerge che l’attentato sia stato realizzato da un adulto”.

 

Giuseppe La Rosa: il capitano ucciso da un 11enne talebano

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I talebani hanno rivendicato l’agguato teso oggi ai soldati italiani del Lince a Farah, in Afghanistan, in cui ha perso la vita il capitano Giuseppe La Rosa. A cmopiere il gesto sarebbe stato un ragazzino che loro descrivono come “coraggioso, eroico ragazzino afghano di 11 anni che ha lanciato la granata”.

Giuseppe La Rosa, 31enne di Barcellona Pozzo di Gotto, a pochi chilometri da Messina, nella sua pagina Facebook  si definiva “Pigro, pigro, pigro…”, ma le sue azioni dimostrano che non indugiava nell’ozio. Il 18 marzo si era laureato in Scienze Politiche all’università di Torino ed era alla sua seconda missione in Afghanistan. Stando al suo comandante, era “ufficiale solare, sempre disponibile”. Nella pagina aveva postato alcune tappe della sua vita, tra le quali una foto il giorno della laurea, in cui sorride, in giacca e cravatta e con in mano una copia rilegata della sua tesi. A seguire, la scritta: “…Fatto!” e uno smile. Mentre l’immagine principale del profilo è di lui in divisa, appoggia sullo sfondo del mare della costa Messinese. Tanti sono i messaggi lasciati, ma quello con più repliche è il semplice e sentito: “Ciao capitano…”. Giuseppe La Rosa era addetto all’Ufficio operazioni e addestramento del 3/o Reggimento bersaglieri di Capo Teulada – una delle unità più decorate dell’Esercito composta da un comando di Reggimento, una Compagnia di supporto logistico e un Battaglione bersaglieri – ed era partito a marzo per l’Afghanistan. All’estero era stato anche in missione in Kosovo.

La new economy riparte dal porno?

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Infuria la polemica negli Stati Uniti dopo che un college ha deciso di aprire un corso di pornografia. Vere e proprie lezioni, con tanto di interventi di esperti e pornostar, volte a capire il fenomeno che sta spopolando soprattutto online cercando di interpretarne anche gli aspetti storici e sociologici. Ma l’iniziativa del Pasadena City College, in California, non è piaciuta a molti che hanno protestato a gran voce.

“Il corso punta a offrire agli studenti gli strumenti per capire la pornografia come uno strumento storico e contemporaneo. Gli studenti vivono in una cultura saturata dalla pornografia e raramente hanno la possibilità di imparare qualcosa sul tema in modo sicuro e intellettuale”, spiega il professore che tiene il corso, Hugo Schwyzer. A lezione, sottolinea il docente, non si guardano film porno, attività riservata agli studenti come compito a casa. Ma ciò non basta a placare le proteste dei genitori e degli altri professori che si dicono stupiti dal corso.

Ad alimentare le tensioni è la notizia dell’intervento, annunciato in una lezione, dell’attore porno James Deen, laureatosi al Pasadena College con il nome di Bryan Mathew Sevilla. Una reazione scandalizzata che ha costretto il preside ad annullare l’invito a Deen. “Appoggiamo la libertà accademica del professore. La preoccupazione del college è però quella di assicurare che gli eventi pubblici seguano procedure in grado di assicurare la sicurezza pubblica”, ha spiegato l’ufficio del preside.

Senza esami è possibile laurearsi… i furbetti dell’Università!

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Laurearsi senza sostenere neanche un esame. Neanche nei sogni degli studenti più svogliati si osa desiderare tanto, eppure un pugliese di 28 anni ci è riuscito: si è laureato alla triennale di Psicologia discutendo una tesi a Padova senza aver mai affrontato gli esami.
La laurea “senza sforzo” è costata una denuncia allo studente. Secondo un’indagine interna dell’Università patavina e le successive risultanze degli accertamenti dei carabinieri disposti dalla procura, il giovane avrebbe utilizzato falsa documentazione scaricata da internet per convincere la commissione a consentirgli di esporre la tesi per la laurea triennale. La vicenda risale al 2011 quando lo «studente» aveva illustrato una tesi sui simboli religiosi e il loro effetto sul senso di inclusione o esclusione nei bambini cattolici e musulmani. Solo qualche mese più tardi gli uffici del Bo si sono accorti che la documentazione presentata dallo stesso era incompleta, del tutto irregolare e falsa.

Vediamo chi è il peggiore! Rabbia e volgarità di Crosetto a Radio24

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Dove sta naufragando la politica italiana? Che linguaggio usano i nostri politici? Quanti titoli universitari si inventano? Sembra proprio che ci stiamo lasciando naufragare,  ci stiamo consegnando a braccia aperte alla crisi e permettiamo alla Germania di strangolarci con il pareggio di bilancio… Ma se questo è il livello di chi ci rappresenta non possiamo ambire a nulla… Non ci può essere credibilità o atti di responsabilità, c’è solo becerismo e sensazionalismo condito con disonestà e bugie. L’unica soluzione è la fuga!

Un Guido Crosetto così non si era mai sentito. Sono parole cariche di ira quelle lasciate al programma La Zanzara, su Radio24: «Uno che nella vita non ha mai fatto un ca**o di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una cagata che non ha nemmeno fatto, gli girano i co*****i. In un mondo della politica dove c’è gente che ruba, mangiano ostriche e champagne, portano le p****e in Parlamento». La vicenda a cui si riferisce Crosetto è quella relativa alla laurea mai conseguita, ma regolarmente pubblicata sul sito della Camera: «Il titolo è rimasto a lungo sul sito? Io non l’ho mai compilato e non l’ho mai dichiarato». Poi la polemica coinvolge anche i conduttori Cruciani e Parenzo: «Ora mi rompete i c******i anche voi? Vabbè, chiederò scusa anche per questo. Comunque vale di più il mio sito che quello della Camera. In conclusione parla della differenza tra la sua vicenda e quella di Oscar Giannino: «Rimane un mio amico, ma sono due cose diverse. Lui l’ha sbandierata in giro».

Il tramonto dell’ultimo dandy

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“Se è vero che si vota noi turandosi il naso io me ne vado, domani la direzione nazionale di ‘Fare’ si convocherà per valutare la vicenda, sono disponibile a qualsiasi tipo di soluzione”. Lo ha affermato Oscar Giannino facendo riferimento alla gaffe del master.”Chiedo scusa ai nostri elettori. Il mio è stato un errore gravissimo – ha detto Giannino – Chiedo scusa a tutti. La linea di chiarezza che vogliamo portare avanti è netta e mi sono assunto tutte le responsabilità”.

Giannino ha spiegato di aver frequentato a Chicago negli anni ’90 delle lezioni di inglese tecnico-economico con un insegnante privato. ”Mi sono state attribuite online lauree e master a Chicago e il mio gravissimo errore è stato non essermene accorto. La discussione su questi titoli su Wikipedia andava avanti da tempo, ma io non uso Wikipedia e non me ne ero accorto. L’equivoco è nato perché io sono stato più volte a Chicago e perché la mia scuola economica di riferimento è quella. Anche il curriculum sbagliato sul sito dell’istituto Bruno Leoni è dovuto ad un giovane stagista che ha preso e messo dentro quanto trovato su Wikipedia”. A SUA INSAPUTA? MA ALMENO UNA LAUREA IN ALBANIA SE LA POTEVA COMPR… LA POTEVA CONSEGUIRE!

Quanto all’uscita di Zingales dal partito, Giannino ha detto: “Non faccio illazioni. Non so perché ha detto questa cosa a quattro giorni dalle elezioni, spero che ci ripensi”. “La cosa che mi fa stare peggio è la sofferenza e l’amarezza che ho provocato nella comunità dei nostri sostenitori – ha proseguito Giannino – Se la mia credibilità totale offusca quella di Fare, la mia credibilità si separa da Fare. Sono disposto a sparire nel nulla”. La vicenda, secondo Giannino, “è una testimonianza importante. Se cominciamo da casa nostra a fare chiarezza a quattro giorni dal voto, vuol dire che non ci fermeremo davanti a niente”. ANCHE PERCHE’ A QUESTO PUNTO RESTERA’ SOLO IL NIENTE CHE SI SOSTITUIRA’ AL FARE!

Basta rubar braccia all’agricoltura! Più difficile trovar occupazione con una laurea

Oltre un milione di disoccupati ha meno di 35 anni, tra i “fortunati” che hanno un impiego, sono più numerosi i diplomati rispoetto ai laureti.

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