Le lattine travolte dalla lava

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L’idea è originale e semplice, ma quello che stupisce è che il web è rimasto come ipnotizzato dal fenomeno… Lui si firma LavaPix ed è un appassionato di vulcani che ha deciso di mettere due lattine di Coca Cola sul percorso della lava fuoriuscita da un vulcano e ha ripreso il fiume infuocato, ad oltre 2000 gradi, che sommerge le lattine. Il video su YouTube e Google + ha avuto un successo insperato!

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I lavoratori che ricevono birra come paga: accade ad Amsterdam

lavoro-pagato-birra-tuttacronacaDe Regenboog Groep, associazione olandese finaznaita dallo Stato e da donazioni private e impegnata, tra le altre cose, di aiutare gli alcolisti, ha dato vita a un programma che permetta di risolvere un problema di ordine pubblico: i comportamenti antisociali degli alcolisti per le strade delle città. Quello che prevede tale progetto è di offrire un lavoro alle persone che soffrono di alcolismo cronico. L’incarico consiste nel raccogliere rifiuti leggeri abbandonati per la città: in cambio di ogni giornata lavorativa, vengono pagati con 10 euro, mezzo pacchetto di tabacco sfuso e varie lattine di birra. Al programma si aderisce su base volontaria: è diventato molto popolare e ci sono lunghe liste d’attesa. Al momento è attivo in tre diversi distretti di Amsterdam, ma è in discussione in un quarto distretto e in altre città olandesi. Come si legge nel Post:

Gli alcolisti che partecipano al programma sono divisi in due gruppi da circa dieci persone, ogni gruppo lavora tre giorni la settimana. La giornata inizia intorno alle 9. Prima di iniziare a lavorare, i partecipanti ricevono due birre e un caffè; è previsto un rientro per il pranzo, durante il quale ricevono due birre e un pasto caldo, prima di partire di nuovo per il turno pomeridiano. La loro giornata si conclude con una o due birre intorno alle 15:30. Durante il lavoro, non possono bere.

I politici conservatori del consiglio comunale di Amsterdam definiscono “il progetto della birra” uno spreco di denaro pubblico, che contribuisce a diffondere una cultura della tolleranza che è secondo loro sbagliata e ha già reso la città una meta per i consumatori di marijuana. Uno dei sostenitori più entusiasti del progetto è invece Fatima Elatik, sindaca del quartiere orientale Zeeburg: è di origine marocchina, è musulmana praticante e pur disapprovando personalmente il consumo di alcol, sostiene che gli alcolisti «non possono essere solo allontanati e puniti» ed è meglio dare loro qualcosa da fare, limitare e tenere sotto controllo il loro consumo di alcol e la tipologia degli alcolici: «L’obiettivo principale e specifico del progetto non è combattere l’alcolismo, ma quello di mostrare alle persone che c’è un’alternativa allo stare seduti in un parco e bere fino alla morte».

Hans Wijnands, direttore della fondazione che ha avviato il progetto, ha spiegato che l’idea di fornire birra agli alcolisti in cambio di un lavoro ha avuto grande successo perché i Paesi Bassi hanno tradizionalmente evitato la “tolleranza zero” come risposta alla dipendenza. L’idea di base è estendere agli alcolisti uno dei meccanismi utilizzati per aiutare i tossicodipendenti da eroina, ai quali per anni è stato fornito del metadone gratuito in un ambiente controllato. Allo stesso modo con questo progetto gli alcolisti, ha spiegato Wijnands in un’intervista al New York Times, «bevono meno, sono tenuti sotto controllo, hanno un lavoro che li tiene lontani dai guai e possono ottenere un pasto caldo ogni giorno».

Sono soddisfatti anche gli abitanti dei quartieri in cui il progetto è stato avviato: non ci sono più risse, schiamazzi o persone che disturbano nei parchi pubblici. L’Oosterpark di Amsterdam, per esempio, è tornato ad essere un luogo tranquillo, mentre le iniziative prese finora per tenere semplicemente lontani gli ubriachi intensificando i pattugliamenti non avevano funzionato. Anche gli alcolisti che partecipano al progetto sembrano soddisfatti. Uno di loro ha detto: «Quella è la mia medicina, ne ho bisogno per sopravvivere». Un altro ha spiegato che da quando ha iniziato ha smesso di bere whisky e rum, un altro ancora ha detto che avere questo lavoro ha aumentato la sua autostima: «Sto facendo qualcosa di utile, aiuto me stesso e la mia comunità».

L’arte di latta!

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Riciclare le lattine di alimenti e bibite? Perché non farle invece diventare arte? Una mostra interattiva dove chiunque viene invitato a portare la propria lattina per poi vederla comporre, insieme a molte altre, una faccia di un personaggio, un movimento o anche un comics. Contribuire all’arte e ripulire il pianeta,  il tutto con premi “morali” agli artisti che producono le opere più originali e donazione delle componenti delle opere – lattine che l’organizzazione chiede vengano portate “di alta qualità, non deperibili” ad organizzazioni non profit che le distribuiscono ai bisognosi della città. A New York è in corso la 21ma edizione locale, ma il progetto Canstruction si dipana attraverso l’intero Nordamerica, Canada incluso.

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La scimmietta che si compra la bibita al distributore!

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Con l’arrivo della bella stagione, si sa, bisogna bere di più. E sembra che una scimmietta abbia preso sul serio il consiglio. Ecco allora che con il suo accompagnatore arriva a un distributore di bibite e, particolarmente assetata, si fa dare una moneta per prendere l’agognata bevanda. Dopo aver consegnato il resto si fa aprire la bottiglia e, finalmente, si gode il suo momento di rinfrescante relax!

Una casa da bere!

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Houston, in Texas, è qui che John Milkovisch ha rivestito la sua casa con circa 50.000 lattine di birra. Per realizzarla ha impiegato una trentina d’anni, a partire dal 1968.
John Milkovisch ha iniziato rivestendo le pareti, il cortile e il giardino con pezzi di vetro colorati, rottami di metallo e sassi. Quando tutte le superfici sono risultate coperte, ha cominciato a raccogliere lattine di birra. Le ha schiacciate e le ha usate per confezionare ghirlande, con cui ha ulteriormente rivestito l’edificio. Qui sotto c’è il risultato d’insieme sulla facciata lato cortile. Una sorta di monumento al riciclaggio. Le ghirlande di lattine tintinnano al vento e hanno, pare, benefici effetti sulle bollette, contribuendo a risparmiare energia.

Quando lui e la moglie Mary sono morti, l’edificio è passato all’Orange Show Center for Visionary Art, che l’ha restaurato ed aperto alle visite.

Arriva la “ricicletta”… più eco di così non si può!

 

Si realizza con materiali riciclati dalle bottiglie di plastica alle lattine per le bevande. E’ stata premiata durante la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. E adesso è diventato lo status symbol di molti vip.
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