“Ricostruzione a rischio”: il sindaco de L’Aquila lancia l’appello a Letta

l'aquila-tuttacronacaMassimo Cialente, sindaco de L’Aquila, scrive una lettera al premier Letta per lanciare un appello: “Se nei prossimi giorni il Tuo Governo non riuscirà a trovare il miliardo necessario per finanziare la ricostruzione per l’intero 2014, per la prima volta nella storia del Paese, a fronte di una tragedia quale la nostra, dovremo bloccare la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere per almeno 6-9 mesi, con conseguenze politiche e sociali drammatiche”. Il primo cittadino invita il presidente del Consiglio  “a vedere di persona ciò che stiamo realizzando e i progetti di rilancio economico e produttivo, per i quali aspettiamo solo il trasferimento delle risorse previste”. Cialente fa inoltre sapere che l’incontro in programma a Roma venerdì prossimo con il ministro dell’Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, sarà decisivo per capire se il capoluogo abruzzese potrà ottenere fondi sufficienti per la ricostruzione post sisma o se i lavori dovranno fermarsi tra breve. Ancora, ricorda che la scorsa settimana il Cipe ha anticipato oltre 500 milioni di euro, che tuttavia saranno sufficienti a coprire le esigenze della ricostruzione solo fino a marzo. Il sindaco sottolinea anche che, con un’ulteriore anticipazione, sarebbe possibile arrivare a giugno, per finanziare solo progetti approvati nel 2013. “Senza quei fondi – aggiunge Cialente – dovremmo di fatto affermare che il completamento della ricostruzione non avverrebbe prima del 2030. Questo comporterebbe la fine di qualsiasi speranza per i cittadini di poter tornare a una vita normale e la fine della comunità”.

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Stop allo sciopero della fame: Cioni incontra il prefetto

laquila-terremoto-tuttacronacaCelso Cioni, direttore di Confcommercio L’Aquila che questa mattina si era barricato nella filiale di Bankitalia per lanciare “un grido di dolore dei piccoli commercianti di questa martoriata città”, ha interrotto la protesta contro l’abbandono delle istituzioni che non proteggono i cittadini soprattutto nelle zone più in difficoltà. Attorno alle 14 Cioni si è recato in un’altra stanza della filiale per parlare con il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, stando a quanto riferito dal presidente provinciale dell’Aquila della Confcommercio, Roberto Donatelli. L’intento del direttore era di far sì che il governo rivedesse “le condizioni del sistema bancario, almeno nei paesi del cratere e della città che è ancora militarizzata”, aveva scritto in una mail. La sua protesta era a sostegno dei piccoli commercianti della città, “costretti dal terremoto a lasciare i proprio negozi senza ottenere alcun sostegno”. Senza dimenticare i disagi psicologici cui i cittadini sono sottoposti:”Molti sono esasperati e ricorrono a medici e psicologi o a psicofarmaci. Come sapete ci sono casi di suicidi”.All’Adnkronos aveva dichiarato: “La mia non è una protesta contro qualcuno ma per il lavoro, per far ripartire questa città. Il sistema delle regole bancarie non può essere identico alle altre città che vivono una situazione normale. I commercianti all’Aquila vivono una situazione psicologicamente pesante, ci sono stati suicidi, l’ultimo solo qualche giorno fa, c’è chi purtroppo vuole abbandonare la città. Se si continua così L’Aquila è destinata a morire”.

“Grido di dolore da città martoriata”: barricato a L’Aquila

terremoto-l'aquila-tuttacronacaA L’Aquila è il caos: il sindaco Cialente si è dimesso e oggi hanno preso il via gli interrogatori dei quattro indagati denunciati a piede libero nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica “Do ut des”, incentrata sugli appalti per la ricostruzione post-sisma. Tra gli indagati anche Roberto Riga, vicesindaco e assessore che ha rassegnato le sue dimissioni dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. “Sono l’unico vicesindaco che si è dimesso per un avviso di garanzia. Mi sento tranquillo, ho risposto alle domande del Pm” ha detto Riga, al termine dell’interrogatorio, “sono estraneo ai fatti, l’ho ribadito ai magistrati. Chi ha detto che ho preso tangenti se ne assumerà la responsabilità”. Ma non basta. La città continua a soffrire e anche Celsio Cioni, direttore di Confcommercio L’Aquila, Celso Cioni, ha lanciato  “un grido di dolore dei piccoli commercianti di questa martoriata città”: l’uomo si è infatti barricato nella filiale Bankitalia ed ha annunciato l’inizio dello sciopero della fame e della sete minacciando che “se saranno forzate le porte del bagno dove sono barricato ho benzina e accendino”. Cioni spiega che “lo faccio per lanciare il grido di dolore dei piccoli commercianti di questa martoriata città, costretti dal terremoto a lasciare i propri negozi senza ottenere alcun sostegno e, facendo debiti, si sono ricollocati alla meglio e sono disperati e con le banche che li tengono quotidianamente sotto pressione. Molti commercianti sono esasperati e ricorrono a medici e psicologi o a psicofarmaci per sostenere questo stato di cose di cui non hanno colpe. Come sapete ci sono casi di suicidi. Per questo inizio lo sciopero della fame e della sete e domando se qui possono applicarsi le stesse regole di luoghi dove non è successo nulla. Basta con questa situazione che non meritiamo”, conclude Cioni.

 

Shock alla new town dell’Aquila, si rompe l’isolatore antisismico

antisisma-tuttacronaca

Le prove nel laboratorio Srmd Caltrans di San Diego, una struttura della Università di California, hanno mandato in pezzi l’illusione di tranquillità che animava i cittadini che abitano la new town dell’Aquila. Durante le prove infatti si sarebbe spezzato un isolatore antisismico che avrebbe invece dovuto proteggere agli abitanti. Scusanti? Nessuna solo che le leggi in vigore in Italia e in Europa  non prevedono i controlli più sofisticati che invece avvengono negli Usa. Soprattutto in California, dove il terremoto è davvero di casa, vengono simulate scosse in  tre direzioni contemporanee, arresti frequenti e cambi di direzione. Secondo Alessandro De Stefano e di Bernardino Chiaia, i periti del Gip Marco Billi i simulatori, almeno 200 dispositivi uguali a quello che si è rotto, sarebbero  “non del tutto idonei allo scopo” . Come riporta l’Huffington:

Nei giorni scorsi il giudice del Tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella ha condannato a un anno con rito abbreviato Mauro Dolce, responsabile del progetto C.a.s.e., i 4500 alloggi nuovi teoricamente a prova di sisma che Berlusconi inaugurò con grande copertura mediatica. Lo stesso magistrato ha disposto il rinvio a giudizio con rito ordinario di altri due indagati, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, all’epoca dirigente dell’Alga spa., l’impresa che aveva costruito i meccanismi antisismici oggetto dell’inchiesta.

De Stefano e Chiaia avevano suggerito che si cercassero tutti i dispositivi “anomali” dei quali non avevano una mappa. Dopo aver capito dove erano stati collocati si sarebbe dovuto decidere se era il caso di sostituirli immediatamente o se era più opportuno sottoporli a “una approfondita campagna di prove”. I duecento apparecchi che dovrebbero neutralizzare le scosse del terremoto erano per loro un angosciante punto interrogativo. Non si sapeva dove fossero. La ditta fornitrice, l’Alga di Milano, non aveva comunicato che erano stati utilizzati «fino all’evidenza dei fatti».

La perizia è stata commissionata nell’ambito di un processo per «turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture» aperto dalla Procura della città colpita dal terremoto il 6 aprile 2009. L’appalto sottoposto ad accertamenti era quello di 7300 isolatori sismici costati 7 milioni e 124 mila euro. La fornitura era stata assegnata per un terzo alla Fip di Padova e per gli altri due terzi all’Alga di Milano. Nove apparecchi sono stati prelevati e messi a disposizione dei giudici. Quattro dell’Alga e due della Fip sono stati mandati a San Diego. A differenza di quello dell’Alga, il materiale della Fip si è dimostrato «perfettamente idoneo allo scopo».

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