“Ho smesso di fumare” e “Manco da qui taccio!”: arriva la lapide per Funari

tomba-funari-tuttacronacaPer sei anni le spoglie di Gianfranco Funari sono rimaste in una tomba in stato di abbandono presso il cimitero Monumentale di Milano senza una lapide, mai completata perchè la moglie, Morena Zapparoli, non avrebbe saldato il conto di 18mila euro dei funerali, avvenuti nel 2008. Da qui la lite con la figlia del conduttore, Carlotta Funari. Spiega il Corriere della Sera:

 

La signora Zapparoli ha sempre sostenuto di aver versato la sua quota, mentre la figlia ribatteva che lei aveva proposto di completare la lapide a sue spese ma non gli era stato dato il permesso di farlo proprio dal cimitero Monumentale al quale risultava che la concessione della tomba di Funari era in concessione solo della moglie. 

Ora la lapide alla tomba di Funari è arrivata (non è ancora dato sapere chi ha pagato) con le due scritte che il conduttore aveva espressamente chiesto di far stampare sul marmo: «Ho smesso di fumare» e «Manco da qui taccio». Mentre la lite in famiglia tra Morena Zapparoli e Carlotta Funari continua ancora”.

“Finchè morte non vi separi” non vale per lei: la cagnolina che veglia la lapide

cane_cimitero-tuttacronacaNuti trascorre ogni giorno con il suo padrone, Sante. Anche se l’uomo è morto da due anni. La cagnolina meticcia, rimasta con solo tre zampe dopo che una le è stata amputata perchè maciullata da una tagliola, ogni giorno scavalca la recinzione di casa, percorre diverse centinaia di metri e raggiungere il cimitero. Qui si accuccia davanti alla lapide dell’uomo che tanto l’amava, ricambiato. L’uomo è sepolto in provincia di Treviso, a Basalghelle, frazione di Mansuè, a poca distanza dalla casa dove ha vissuto per circa quarant’anni. La signora Gabriella, la vedova, racconta: “Le prime volte Nuti veniva in cimitero con me. Bastava dicessi: ‘dai che andiamo a trovare Sante’ e lei saltava tutta contenta. Dopo alcune settimane ho scoperto che si arrampicava sulla recinzione e scappava per andarsene tutta sola in cimitero. Entrando non dal cancello principale, bensì da un ingresso secondario”.

Funari come Superman: per lo storico conduttore arriva una lapide pop

funari-lapide-superman-tuttacronaca“Più che di un’opera si tratta di un gesto dovuto. Un piccolo contributo a un personaggio controverso, ma sicuramente un grande personaggio e uno dei più grandi artisti pop degli ultimi tempi”. E’ l’artista abruzzese Pep Marchegiani a parlare così del suo ultimo lavoro, una lapide di marmo con l’immagine di Gianfranco Funari nelle vesti di Superman. Vuole essere un modo per ricordare un “immortale supereroe italiano, simbolo di ciò che l’Italia dovrebbe essere”. Il tributo in onore dello storico conduttore televisivo arriva mentre ancora non si sono placate le polemiche sullo stato di abbandono della sua tomba. L’idea di Marchegiani è di donare l’opera come lapide provvisoria, “perché la bruttura che c’è ora deve essere sostituita”. Sulla lapide, realizzata con il supporto economico di Mirko Tocchio, oltre al Superman-Funari, al nome e alle date di nascita e di morte, appare anche lo slogan ‘ho smesso di fumare’ voluto da Funari e la dicitura ‘Il popolo italiano pose’.

Spongebob rimosso dalla tomba

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Una storia tragica quella di Kimberly Walker, veterana della guerra in Iraq, strangolata dal marito, a cui la famiglia aveva cercato di dare una sepoltura originale innalzando una lapide con la forma del cartone animato “Spongebob” con la divisa da ufficiale. I dirigenti del cimitero monumentale di Spring Grove a Cincinnati prima diedero il via libera, poi però ne hanno ordinato la rimozione in quanto la lapide, che pesa più di tre chili ed è alta due metri, è stata giudicata “inappropriata alle caratteristiche e alla tradizione del cimitero”. Secondo la madre “non hanno avuto compassione per quello che volevano fare”.

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Atti vandalici e furto al cimitero di Roma dove riposa Rino Gaetano

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I fan di tutte le età conoscono a memoria la locazione della tomba del cantautore  al cimitero monumentale di Roma. «Riquadro 119, piano terra, cappella quinta, loculo 10». Ma oltre agli ammiratori che ogni giorno vanno in pellegrinaggio al loculo, sabato mattina c’è stato anche chi invece ha compiuto veri e propri atti vandalici nonché il furto della chitarra di marmo che era d’ornamento alla lapide. Era stata la sorella del cantautore ha farla realizzare in afyon, una pietra di luminosità particolare. Tra gli oggetti rubati anche un quaderno  dovei fan del cantautore potevano lasciare una frase o un pensiero dedicato all’artista.

 Sembra proprio che il furto sia avvenuto sabato mattina, anche perché sono veramente molto i visitatori che quotidianamente portano un fiore o lanciano uno sguardo alla tomba e sembra strano che nessuno abbia notato che la chitarra di marmo era stata divelta e rubata. L’ipotesi più accreditata è che qualche ladro abbia preso il cimelio per poi venderlo a qualche collezionista senza scrupoli.

«Questa mattina presenteremo la denuncia – dice l’avvocato Leopoldo Lombardi che rappresenta la famiglia Gaetano – Io non credo all’ipotesi dell’ammiratore feticista. Non mi meraviglierei se quell’oggetto finisse in vendita on-line o, peggio ancora, fosse usato per un’estorsione alla sorella di Rino. Si tratta di un reato grave, perché oltre al furto con destrezza scatta anche l’articolo 408 del codice penale in materia di vilipendio di tomba che prevede una pena da sei mesi a tre anni».

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Accade in Italia

 

“Ma quale Natale, Pasqua e Epifania!!!
Te lo vuoi ficcare in testa… nel cervello
che sei ancora malato di fantasia?…
La morte sai cos’è?… è una livella.

Un re, un magistrato, un grand’uomo,
passando questo cancello, ha fatto il punto
che ha perso tutto, la vita e pure il nome:
non ti sei fatto ancora questo conto?

Perciò, stammi a sentire… non fare il restio,
sopportami vicino – he t’importa?
Queste pagliacciate le fanno solo i vivi:
noi siamo seri… apparteniamo alla morte!”

(Estratto tradotto dalla poesia “A livella” di Totò)

Domani a Napoli, presso il Cimitero del pianto, verrà scoperta una lapide in marmo recante il testo della poesia di Totò, “A livella”. La lapide è affissa sulla facciata della cappella che ospita i resti del Principe della risata.

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