Si fa una lampada abbronzante: finisce in sedia a rotelle per 45 giorni

lettino-abbronzante-tuttacronacaDesiderava solo apparire un po’ abbronzato, non si sarebbe mai aspettato di finire per un mese e mezzo in sedia a rotelle solo per fare una lampada. Eppure è stata questa la disavventura di un uomo che si è recato a un centro estetico in centro a Padova. La procedura è la solita: un lettino abbronzante dove rimanere per 7 minuti in posizione prona e altrettanti in posizione supina. Ma terminato il tempo un quarantenne padovano ha iniziato ad accusare un male crescente, soprattutto ai piedi e, nel giro di qualche minuto, gli si sono formate ferite profondissime, che il Pronto soccorso centrale dell’Azienda ospedaliera universitaria ha certificato. L’uomo ha riportato ustioni ai piedi tra il secondo e il terzo grado oltre a escoriazioni al volto e alle gambe. Il quarantenne è rimasto un mese e mezzo in sedia a rotelle, per recuperare la salute e la piena funzionalità di quei piedi martoriati.

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Una lampada illumina le ricerche di Google!

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Google e il suo doodle dedicato all’architetto e designer Gae Aulenti. Gae, morta a 84 anni poco più di un anno fa, è stata davvero un faro per molti altri architetti a livello internazionale. Google per celebrarla ha scelto la lampada a pipistrello, uno degli oggetti più famosi disegnati dall’Aulenti. Nella sua carriera Gae, diminutivo di Gaetana, ha poi portato avanti grandi progetti di riqualificazione come Gare d’Orsay di Parigi, negli anni ’80 con l’allestimento del Museo d’Orsay al suo interno, il Palavela a Torino, la risistemazione di Piazzale Cadorna a Milano. Nella sua carriera ha poi anche collaborato con registi teatrali come Luca Ronconi, con il quale ha realizzato scenografie e allestimenti.

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Questo video di una sua intervista rilasciata a Cristina Sivieri Tagliabue tratta della città come specchio dei problemi che le società sviluppano al loro interno. Gae Aulenti racconta come l’ordine a tutti i costi disgrega il tessuto sociale, e il potere dell’architettura di ridare dignità al territorio e al cittadino che lo abita.

In quest’altro video Gae Aulenti visita il cimitero Monumentale di Milano e passeggia con l’autrice, Valeria Paniccia, alla ricerca delle tombe di celebri personaggi.

Questo invece il video del doodle a lei dedicato:

Acqua e candeggina fanno luce gratis! La lampada di Moser in tempo di crisi

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L’inventore della luce che illumina le baracche e le favelas nel mondo è un meccanico brasiliano e si chiama Alfredo Moser. Come ha spiegato alla Bbc per avere una lampada basta riempire una bottiglia di plastica da 2 litri di acqua e candeggina e la usano già in oltre un milione di abitazioni. Sono i poveri che non possono permettersi un impianto elettrico e ricorrono a Moser, che con un paio di dollari, installa le sue lampade. Moser non ha voluto brevettare, né arricchirsi con la sua scoperta proprio per non danneggiare coloro che appartengono ai ceti più emarginati. Era il 2002 quando Moser fu vittima di un black-out e decise di costruire una lampada senza corrente, nacque così la lampada Moser.

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Come funziona la lampada?

La bottiglia sfrutta la rifrazione della luce solare attraverso l’acqua. La candeggina (dosaggio: due tappi ogni due litri d’acqua) serve solo a mantenere pulita e trasparente la bottiglia, in modo che non si formino alghe che potrebbero oscurare la luce. Bucato il tetto con un trapano, bisogna spingere la bottiglia nel foro e fissare con resina poliestere “così non entra una goccia d’acqua, neanche quando piove forte”, assicura Moser. La “lampada-Moser” funziona meglio se il tappo della bottiglia è nero. L’energia prodotta dipende dall’intensità dei raggi solari e varia “da 40 a 60 watt” per lampada.

Come funziona la rifrazione?

La rifrazione è la deviazione della luce, che è causata da una variazione della sua velocità.
La velocità della luce è determinata dalla densità della sostanza attraverso cui passa.
Quindi la rifrazione avviene quando la luce passa da una sostanza a un’altra con una densità diversa – ad esempio dall’aria all’acqua.
Nel caso del “lampada Moser”, la luce solare è “rifratta” dalla bottiglia di acqua e diffusa per la stanza.

Quanta energia si risparmia con le lampade-Moser?

Le bottiglie di plastica sono riciclate, quindi non è necessaria alcuna energia per raccogliere, distruggere, produrre e spedire nuove bottiglie. L’impronta di carbonio della produzione di una lampadina ad incandescenza è 0,45 kg di CO2. Una lampadina da 50 Watt correre per 14 ore al giorno per un anno ha una impronta di carbonio di CO2 quasi 200kg. Le lampade-Moser non emettono CO2

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