Nessuno parla più al telefono con Vendola!

nichi-vendola_tuttacronacaLo scherzo telefonico de La Zanzara, in cui un imitatore di Nichi Vendola interloquiva con l’ex ministro Barca, il quale, credendo l’interlocutore fosse realmente il governatore della Puglia, parlava del governo Renzi e del suo rifiuto al ministero dell’Economia, ha ripercussioni proprio sulla vita privata del politico imitato. Lo spiega lo stesso Vendola a Repubblica: “Ora nessuno mi parla al telefono senza avere prima verificato se sono davvero io o il finto me… bel danno”. E prosegue: “Ho difficoltà ad avere relazioni telefoniche. Quando chiamo tutti mi rispondono: ‘Aspetta, ti richiamo’. E’ stata una violazione abbastanza pesante di uno spazio di conversazione privata tra due persone che hanno rapporti di cordialità e che hanno il diritto di parlare in libertà. Se io con mio fratello parlo male di mio zio, perchè ha fatto uno sbaglio o sono arrabbiato, ebbene la pubblicità di un frammento non fotografa la verità assoluta”. Il presidente della Regione Puglia aggiunge ancora: “Non voglio commentare le parole di Barca. Il mio giudizio sul governo Renzi non voglio poggiarlo sul pensiero estorto dal finto Nichi Vendola. Ho diritto a esprimere in prima persona un giudizio molto critico nei confronti dell’irruzione sulla scena del governo di Renzi”.

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Il finto Vendola fa sbottonare Barca su Renzi ” irresponsabile, solo slogan, senza un’idea”

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“Non amo gli assalti. Sono sotto pressione, Nichi, una pressione che è crescente… Ma io non ci penso proprio, tanto per essere chiaro, ma proprio proprio!”. Parla così uno sprovveduto Fabrizio Barca, ex ministro Pd, caduto vittima di uno scherzo architettato da La Zanzara su Radio 24 [Per l’audio clicca qui]. Barca pensando di essere al telefono con Vendola che gli chiedeva informazioni sulla possibilità che fosse affidato a lui il ministero dell’Economia, ha confidato di aver già declinato nonostante le continue pressioni di Carlo de Benedetti, proprietario del gruppo Espresso. In realta il finto Vendola ha fatto sbottonare Barca fino a portarlo a parlare di Renzi che il democratico ha definito come irresponsabile, solo slogan, senza un’idea…

“Ho parlato con Graziano (Del Rio, ndr) e pensavo 48 ore fa di averla stoppata questa cosa. Se fallisce anche questa è un disastro, però non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi, ai propri pensieri, alla propria cultura. Quindi sono stato proprio chiarissimo, evitiamo che nasca una cosa alla quale vengo forzato”, ha aggiunto Barca nell’audio pubblicato sul sito del Sole24Ore.

“Poi – prosegue Barca – è iniziata la sarabanda del patron della Repubblica che continua… Lui non si rende conto che io più vedo un imprenditore dietro un’operazione politica, più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire”.

Ma di chi parli?, chiede il finto Vendola:

“Del padrone della Repubblica, con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito <chi vorresti come ministro dell’Economia> dove ho metà dei consensi. Questi sono i metodi. Legittimi, per carità. Questo è il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi: ma se lo fai cosa fai? Se io dico che voglio fare una patrimoniale da 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta, tu cosa rispondi? Mi dici che va bene?”.

La replica di De Benedetti non si fa attendere. Si legge in una nota :

“Da molti anni conosco e stimo Fabrizio Barca. Sempre che siano vere le dichiarazioni attribuitegli, rimango sbalordito. Non lo vedo, non lo sento e non scambiamo messaggi da diverso tempo. Non capisco pertanto da chi abbia ricevuto queste presunte pressioni a fare il ministro dell’Economia, certamente non da me. Non mi occupo di nomine politiche perché non è il mio mestiere. Ho sempre rispettato l’autonomia della politica”.

Mi sembra fantapolitica, dice ancora al telefono il finto Vendola.

“Nichi – prosegue Barca – è una cosa” dove “non c’è un’idea, c’è un livello di avventurismo. Non essendoci un’idea, siamo agli slogan. Questo mi rattrista, sto male, sono preoccupatissimo perché vedo uno sfarinamento veramente impressionante”.

Dunque hai rifiutato, insiste il finto Vendola:

“Ho rifiutato secco. Ieri ho dovuto scrivere un messaggio. Attraverso la Annunziata mi è arrivato un messaggio: ma se ti chiama il presidente? Ho dovuto mandare un sms scritto così: ‘vi prego di non farmi arrivare nessuna telefonata’”.

“Sono colpito – dice ancora Barca – dall’insistenza, il segno della loro confusione e disperazione. E poi in tutto questo ovviamente io dovrei essere quello tuo e ovviamente c’è pure la copertura a sinistra. Sono fuori, sono fuori di testa!”.

Ma Matteo ti ha detto qualcosa in particolare?, chiede “Vendola”:

“No, lui no. Tutto questo non capendo neanche le persone. Se mi chiami, vengo, ci vediamo mezz’ora, ti spiego in cinque minuti e ti do anche qualche consiglio perché io sono fatto così. No, invece tutto questo attraverso terzi, quarti, quinti, un imprenditore…”.

Il finto Vendola accenna poi a ‘questo governo con i diversamente berlusconiani’. E Barca replica:

“Certo, certo, cosa è cambiato?”. “E poi non si ha idea entrando dentro cosa fai. C’è anche una questione di rapporti di fiducia”. In che senso, incalza Vendola. “C’è una cosa – dice Barca – che si chiama umanità. Io penso che in tutta questa vicenda oltre alla irresponsabilità politica, ci sia anche un elemento disumanizzante. Cioè, il metodo è contenuto… Tutto questo è avvenuto con irresponsabilità e dei modi, con un livello di personalismo, con un passaggio all’io…”.

Il deputato di Sel che si fuma una canna a Montecitorio

farina-canna-montecitorio-tuttacronacaDaniele Farina, deputato di Sel, in occasione di un’intervista rilasciata a La zanzara, ha fumato uno spinello all’interno dei locali della Camera dei Deputati come gesto dimostrativo per dar forza alla proposta della legalizzazione della cannabis: “Dalla legalizzazione della cannabis possono arrivare otto miliardi di euro per lo Stato. Ma l’assegno è in carta da canapa e il governo non lo vuole”. Il parlamentare poi si difende con ironia sostenendo di aver acceso lo spinello nella zona fumatori, “nel rispetto della legge”.

La finta Cancellieri e il vero Zanda

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Pronto chi è? L’ennesimo scherzo de La Zanzara su Radio 24 si trasforma in un clamoroso autogol per il Pd e in particolare per il capogruppo al Senato Luigi Zanda che certo di stare a parlare con il Ministro della Giustizia si è lasciato andare a dichiarazioni sorprendenti:

“In Parlamento devi spiegare la questione del trattamento preferenziale…per i rapporti con la famiglia Ligresti. Al di là delle tue intenzioni su cui non ho il minimo dubbio. Però quello dei rapporti è un dato oggettivo, non devi ometterlo. Devi spiegare la particolarità dei rapporti personali”.

La telefonata ha inizio con una voce giovane di segretaria che annuncia a Zanda la Cancellieri. Segue la finta voce di Annamaria Cancellieri, che, chiede a Zanda un giudizio sulla vicenda e la prima risposta è:

“Te lo dico con franchezza: sono sicuro che sei intervenuta solo per la questione umana. E i giudici hanno preso provvedimenti senza tener conto di altri fattori che non siano la salute della Ligresti. Ma la storia l’ho saputa solo oggi dai giornali, ieri non ci avevo fatto caso”.

Poi si passa all’imminente e inevitabile confronto con Camera e Senato:

“In Parlamento devi spiegare la questione del trattamento preferenziale…per i rapporti con la famiglia Ligresti. Al di là delle tue intenzioni su cui non ho il minimo dubbio. Però quello dei rapporti è un dato oggettivo, non devi ometterlo. Devi spiegare la particolarità dei rapporti personali”.

Zanda insiste:

“Il punto che devi descrivere è questo, è naturale che sei stata interessata perché avevi rapporti personali altrimenti non ti saresti interessata”.

Replica la finta Cancellieri:

“Ma io sono intervenuta anche in altri casi”.

Zanda:

”Appunto, appunto, devi illustrare questo aspetto..la questione più delicata è questa. A me no di certo, ma a nessuno salta in mente che tu hai fatto un intervento che aveva obiettivi obliqui o che sei intervenuta al di fuori dei tuoi poteri, o che la decisione del giudice sia stata condizionata da altri fatti se non la condizione sanitaria di Giulia Ligresti”.

Domanda cruciale e trappola potenziale: come si comporterà il Pd?

Zanda :

“Sei la prima persona con cui ne parlo non lo so, non ho il polso della situazione”.

Posso anche dimettermi, dice il finto ministro:

Zanda:

”Va bene, ma in questo momento non mi sembra che sia la questione. Comunque se sento qualcosa ti faccio sapere, se apprendo qualcosa o posso aiutarti ti faccio sapere, ne riparliamo. Oggi è venerdì…”.

Santanchè: “Le donne devono permettersi il lusso di essere come gli uomini”

santanchè-lario-lavorare-tuttacronacaDaniela Santanchè è intervenuta ai microfoni di La Zanzara su Radio 24 dove ha parlato dell’emancipazione femminile approfittandone per schierarsi dalla parte di Berlusconi mentre parla dell’ex moglie del leader di Forza Italia: “Veronica Lario? Io preferisco pagare gli uomini e non essere pagata. Per me le donne devono lavorare e permettersi il lusso di essere come gli uomini e pagare gli alimenti”. Il riferimento è al mega assegno che il Cav deve pagare all’ex consorte, la cui cifra è stata ridotta a 1.4 milioni di euro al mese lo scorso luglio. Inizialmente la cifra era di 3 milioni. Ha continuato la Pitonessa: “Come donna preferisco pagare gli alimenti a un uomo. Dobbiamo abituarci a pensare che gli uomini non sono dei bancomat. Mi sembra chiaro che ho un concetto molto diverso dalla Lario. Questa cosa dei 46 mila euro al giorno non riesco neanche a comprenderlo, è fuori dal mondo”.

La lezione di stile che diventa caduta? Cacciari alla Zanzara

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Cacciari spara a zero su Matteo Renzi e Flavio Briatore. Ai microfoni della trasmissione radiofonica su Radio 24 l’ex sindaco di Venezia torna a parlare di quell’incontro tra il sindaco di Firenze e l’imprenditore piemontese:

«Non so come una persona possa andare a pranzo con Briatore. Se sei un leader politico, ti tocca vedere Berlusconi, ma qual è il senso di andare a pranzo con Briatore? Io non ci andrei neanche per sogno».

Poi aggiunge:

«Briatore è un cafone megagalattico, universale, è l’idea platonica del cafone. Non accadrà mai un incontro tra me e lui perchè per fortuna ci sono delle cose che non hanno alcun rapporto tra di loro. Sulle belle donne che lo circondano potrei fare un’eccezione, ma io frequento un altro tipo di donne, dal punto di vista estetico».

Una lezione di stile che si trasforma in una caduta?

I nostri 7 giorni: nonostante tutto, “capitani della nostra anima”

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E’ normale attaccare la magistratura, offendere un cittadino, utilizzare un linguaggio di una volgarità totale e poi glorificarsi del titolo “Avvocato”? A quanto pare… in Italia si può, con la massima tranquillità. basta trovare i microfoni di una radio aperti a via libera allo sproloquio. Ecco allora che Taormina si ritrova a dichiarare quanto gli piaccia “fottere la magistratura” e a offendere un radioascoltatore che, con tutta probabilità, si è sentito offeso per primo dopo aver sentito utilizzare certe espressioni. Chi di certo non si lamenta della magistratura, al contrario, è Giovanardi che gode nel vedere assolti i poliziotti chiamati in aula per il caso Cucchi. Nessun attacco alla magistratura quindi, solo offese per un ragazzo ucciso, la sua famiglia e un’intero Paese. Ma tanto l’Italia ormai è alla deriva e con lei anche chi dovrebbe rappresentarla. Basta vedere l’eclatante esempio della Lega Nord e le lotte intestine: quanto tempo impiegherà prima d’implodere su se stessa?  Ma la violenza, purtroppo, non si limita ai soli microfoni, scende in strana, si arma, apre il fuoco. Ecco allora che anche questa settimana ci siamo trovati a discutere di cronaca nera, con la sparatoria a Milano di cui è rimasto vittima un 63enne e poi di un altro episodio simile, questa volta a Pesaro, dov’è stato ucciso Andrea Ferri, 51enne, per impossessarsi delle chiavi che avrebbero permesso ai suoi assassini di appropriarsi del suo denaro. E nonostante il tempo passi, sempre con la speranza si riesca a conoscere finalmente la verità, si parla ancora di Roberta Ragusa, del marito, dell’amante dell’uomo e anche della cugine della donna scomparsa che difendono chi è sparito una notte e non ha più fatto ritorno. E’ il ritratto di un Paese allo sbando e, vedendo il video delle insegnanti che picchiano e offendono un ragazzo disabile viene spontaneo chiedersi dove stiamo andando, se questo è quello che riusciamo a insegnare ai nostri giovani: la legge del più forte, della violenza, del non rispetto. L’odio, la crudeltà, l’opportunismo. Ma non siamo gli unici a veder calpestata la nostra dignità. Dopo tutte le critiche e le discussioni, dopo i dibattiti sulla violenza sulle donne e sull’uso che si fa del loro corpo, scopriamo che in Israele delle soldatesse imbracciano i fucili, tolgono la divisa e postano le loro foto in tanga. Come possono gli uomini rispettare le donne se loro per prime non lo fanno? Viene voglia di urlare? Assolutamente sì!

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Ma per fortuna non è stato solo questo, a ricordarci che il mondo è anche pieno di colori e calore ci ha pensato il sole, regalandoci uno spettacolo unico: uno splendido arcobaleno circolare. Ma questa settimana si è anche parlato di un’amore che si trasforma in ossessione e di due donne abbandonate dallo stato: è la storia di due gattare, parenti di un attore famoso, che si sono ritrovate a vivere con i loro amici domestici che hanno invaso la loro vita e non solo. Poi c’è chi è anche baciato dalla passione (per l’insegnamento) e trova slancio per cercare soluzioni… anche a ritmo di Gangnam Style. E’ la storia di un preside che ha lanciato una sfida ai suoi studenti: se studiate, ballerò per voi. Le medie scolastiche si sono impennate e l’uomo è stato di parola, pubblicando in youtube una delle migliori versioni del tormentone di PSY di sempre. Ma se vogliamo imparare qualcosa, insegnamenti preziosi arrivano sempre dai nostri amici a quattro zampe: questa settimana è stata la volta di un cane che ha salvato una neonata da un cassonetto. Ci ha ricordato che la vita è la cosa più importante e va preservata, a qualunque costo. Vale la pena lottare per essa? Sì, ancora una volta, assolutamente sì. Ecco allora che vogliamo lasciarvi con una poesia di William Ernest Henley, che è nota, ma vale sempre la pena ricordare. E vuole essere un omaggio al grande uomo che tante volte l’ha recitata e che è ricoverato in condizioni gravi, Nelson Mandela.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK! 

Miccichè: l’ex cocainomane che trova innaturale essere gay

Miccichè-cocaina

Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla alla Pubblica Amministrazione e semplificazione, ha parlato oggi ai microfoni de La zanzara, su Radio 24. “Non sono più cocainomane. Lo sono stato quando ero ragazzo ma l’ho sempre ammesso. Avevo vent’anni e c’era la contestazione. Non rinnego nulla”. Ha confessato, prima di passare all’attacco di Roberto Saviano, che recentemente lo ha definito “cocainomane” e “ricattabile”: “Dice delle assurdità  perché non c’è niente di nuovo, ho sempre detto di aver fatto delle minchiate da giovane. Non ho dipendenze come dice lui. Ma non voglio rispondergli, è una persona non così onesta intellettualmente come professa di essere, non me ne frega niente. Lui sarà ricattabile, non io”. Per l’occasione, ha parlato anche del Pride che si svolgerà dal 14 giugno a Palermo: “Non vado al Gay Pride a Palermo, ci vanno quelli a cui piace, a me non piace, non mi diverto. Non fanno niente di male a sfilare, se c’è gente che si bacia per strada non me ne frega niente. Ma sono cose schierate di cui non me ne frega niente. È tutta demagogia”.  I conduttori gli hanno poi chiesto se sia innaturale essere omosessuali: “Sì, onestamente è innaturale. Il matrimonio è innaturale, non credo che alla gente interessi molto. Però se due si vogliono mettere insieme è giusto che vengano garantiti certi diritti”.

Giovanardi sul caso Cucchi: ” è giusto che quei poveri cristi festeggino”

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Può una sentenza minare la stabilità di un Paese in cui governa un esecutivo fragile frutto di molti compromessi? Sembra che l’assoluzione per i poliziotti ritenuti non responsabili della morte di Stefano Cucchi sia destinato proprio ad aprire un solco ancora più profondo tra cittadini e istituzioni. In questa tensione sociale si inserisce l’intervista rilasciata a La Zanzara del  senatore del Pdl Giovanardi che, riferendosi ai poliziotti assolti, afferma :  “è giusto che adesso quei poveri cristi festeggino”.  Cosa c’è da festeggiare? Come si può usare la parola festa in un caso così drammatico? Come può un parlamentare ignorare la rabbia sociale che si è sollevata in Aula al momento delle assoluzioni?

Giovarnardi, con il suo modo di fare liquida la questione: “Le foto di Cucchi? Quelle ecchimosi sono derivanti dalla mancanza di nutrizione nella quale è stato lasciato per giorni. Tutti i segni, comprese le orbite negli occhi, sono il risultato della situazione in cui è stato lasciato. Delle botte degli agenti di custodia non ci sono prove… Io ho solo espresso soddisfazione – dice ancora Giovanardi – per tre poveri cristi agenti di custodia che guadagnano 1200 euro al mese e hanno vissuto quattro anni di inferno fino a quando un tribunale li ha riconosciuti innocenti. Non hanno fatto nulla e ora festeggiano la fine di un incubo. Devono essere colpevoli solo perchè lo vuole il circo mediatico e Manconi? Manconi è quello che appoggiava il terrorismo e per lui era legittimo ammazzare la gente inerme. Non accetto lezioni, lui in Senato mi ha criminalizzato e adesso mi arrivano minacce di morte”.

Che minacce di morte riceve?

“L’ultimo è questo: mi fai schifo spero che la stessa cosa accada a tuo figlio, che lo riducano come hanno ridotto Cucchi. Sei una m***a”.

C’è chi è minacciato e chi invece minacciato non può essere più perché è morto tanto tempo fa!  Arriverà mai per l’Italia, l’ora della verità per chi è stato seppellito innocente?

“Fottere la magistratura è la cosa più bella che uno possa fare”, l’avv. Taormina

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Carlo Taormina ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24, fa un attacco alla magistratura in piena regola:

“Quale è il più grande criminale che ho difeso? Un parlamentare democristiano della Prima Repubblica. E’ ancora vivo ed era un grande criminale, l’ho fatto assolvere“. L’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia non vuole però rivelare il nome del politico: “Non dico chi è, altrimenti vado in galera. Vi assicuro che era un criminale e lo sapevo benissimo. Ora non è più in Parlamento”. E aggiunge: “Sono molto contento che sia stato assolto, perchè quando posso fottere i giudici sono tranquillo“.

Naturalmente scatta l’indignazione da parte di un radioascoltatore, P. di Novara, che decide di telefonare in trasmissione e attaccare l’avvocato  “Sono stanco di sentire in questa trasmissione i soliti falliti” – protesta Paolo – “persone che non fanno altro che ripetere le solite cazzate. Taormina vada da Barbara D’Urso a fare il buffone“.

A queste parole Taormina reagisce con una violenza verbale inaudita “vada a morì amazzato due volte”, “che ca…o dice”, “chi ca..o sei” e “testa di ca…o”. Poi raddoppia la dose “Ci dici che ca..o di lavoro fai? Fai l’imbecille? Sei un morto di fame e invidioso. Ma vaff…, và. Questo è uno str…zo, lasciamolo perdere”. E ribadisce: “Fottere la magistratura è la cosa più bella che uno possa fare”

Perché la magistratura non si difende da questi sproloqui? E soprattutto perché nessuno difende un cittadino che s’indigna per queste frasi? Perché dai media apprendiamo anche quando la showgirl si lava i denti, ma non riportano gli attacchi alla magistratura?

Si può ancora parlare di trasmissione radiofonica? L’ascoltatore non avrebbe il diritto di ascoltare un opinione alla volta invece di dover abbassare il volume per le voci che si sovrappongono?

Tornano le squadre fasciste? E’ arrivato l’esercito di Silvio.

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Diego Volpe Pasini, ex “consigliere” di Silvio Berlusconi e ispiratore dell’Esercito di Silvio, intervistato da La Zanzara su Radio 24 ha affermato:

“Nei comizi la polizia non serve a un c***o per difendere il diritto di Berlusconi di parlare. Lo ha dimostrato in tre occasioni su tre. Ci vuole l’Esercito di Silvio, così iniziamo a darle. Non è possibile che quando il presidente Berlusconi va a parlare alla sua gente intervengano centinaia di facinorosi dei centri sociali, di Sel o dei Cinque Stelle. Qualcuno deve iniziare a prendere quattro sberle, noi non andiamo mai a disturbare i comizi di nessuno”.

E ancora:

“La polizia non ci pensa – insiste Volpe Pasini – perchè la polizia come sempre deve usare il bastoncino perchè non può fare nulla. Il presidente ha diritto di fare attività politica e nessuno ha mai protestato per il servizio d’ordine della Cgil. Vogliamo smetterla di essere insultati, di vedere le bandiere bruciate, di venire presi a sputi senza mai reagire. Reagiamo a mani aperte. Se tirano i sassi li ritiriamo. Esiste il diritto alla sberla o a tirare un calcio nel c**o”.

Gli italiani non hanno bisogno di eserciti, ma di obiettivi, di futuro e di poter ricominciare a sognare.

Guerra fra Pannella e Cruciani… ci va di mezzo la Bonino!

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Marco Pannella e Giuseppe Cruciani, un politico e un cronista che si scontrano alla Radio e nasce un caso destinato a far discutere ancora. Non sono stati i toni del botta e risposta tra il radicale e il giornalista a destare l’attenzione dell’opinione pubblica, ma piuttosto l’argomento trattato. Emma Bonino, probabile candidata a Capo dello Stato, che viene tirata al centro di una discussione che si conclude tra parolacce, provocazioni e minacce di abbandonare la trasmissione. In pochi minuti “La Zanzara” programma capace di entusiasmare per l’originalità della conduzione si trasforma in un campo di battaglia indegno. L’irritazione di Cruciani che si contrappone all’irruenza di Pannella, i toni che si elevano e il linguaggio che scade in volgarità… Quanto nuoce ad Emma Bonino una sponsorizzazione del genere?

Vediamo chi è il peggiore! Rabbia e volgarità di Crosetto a Radio24

Sottosegretario_Guido_Crosetto

Dove sta naufragando la politica italiana? Che linguaggio usano i nostri politici? Quanti titoli universitari si inventano? Sembra proprio che ci stiamo lasciando naufragare,  ci stiamo consegnando a braccia aperte alla crisi e permettiamo alla Germania di strangolarci con il pareggio di bilancio… Ma se questo è il livello di chi ci rappresenta non possiamo ambire a nulla… Non ci può essere credibilità o atti di responsabilità, c’è solo becerismo e sensazionalismo condito con disonestà e bugie. L’unica soluzione è la fuga!

Un Guido Crosetto così non si era mai sentito. Sono parole cariche di ira quelle lasciate al programma La Zanzara, su Radio24: «Uno che nella vita non ha mai fatto un ca**o di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una cagata che non ha nemmeno fatto, gli girano i co*****i. In un mondo della politica dove c’è gente che ruba, mangiano ostriche e champagne, portano le p****e in Parlamento». La vicenda a cui si riferisce Crosetto è quella relativa alla laurea mai conseguita, ma regolarmente pubblicata sul sito della Camera: «Il titolo è rimasto a lungo sul sito? Io non l’ho mai compilato e non l’ho mai dichiarato». Poi la polemica coinvolge anche i conduttori Cruciani e Parenzo: «Ora mi rompete i c******i anche voi? Vabbè, chiederò scusa anche per questo. Comunque vale di più il mio sito che quello della Camera. In conclusione parla della differenza tra la sua vicenda e quella di Oscar Giannino: «Rimane un mio amico, ma sono due cose diverse. Lui l’ha sbandierata in giro».

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