Il commento di Crozza nel dopo voto!

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Tutti hanno commentato il voto delle amministrative che si sono svolte in molte città in cui la vittoria del centrosinistra è stata netta rispetto al Pdl… mancava solo un commento, quello del comico Maurizio Crozza e puntualmente ora è arrivato! Le battute sono state trasversali come è abitudine del comico genovese che non risparmia nessuno nella sua satira tagliante: “Epifani!  meno italiani vanno a votare più vince il PD dovreste impegnarvi di più nella astensione fate le elezioni di notte! Epifani! Voi del PD le avete capite le regioni di questo trionfo? Un segretario del PD che fa i cappotti i miei figli non li hanno mai visto. Ma ora non vi dividete anche sulla vittoria”. Poi, nella conclusione dell’intervento Crozza si è esibito nell’imitazione di Maroni.

 

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Crozza e il processo Ruby!

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Crozza non poteva certo mancare l’appuntamento con il processo Ruby e sulla requisitoria sulla Boccasini? Certamente no, ma per chi ama il comico stavolta la delusione è cocente, si lancia infatti in un’uscita poco riuscita:  «Me la sono seguita tutta, rutto libero e frittatona di cipolle. Lei ha chiesto sei anni di carcere dopo sei ore di requisitoria, un’ora per anno». Una volgarità che non ci si aspetta da un professionista del calibro di Crozza. Poi passa a Berlusconi e la presunta relazione tra i due: «Quattro milioni e non gliel’ha data?».

Il gruppo a sostegno della Boccassini che manifesta fuori dal tribunale

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Un gruppo di cittadini si trova fuori dal tribunale di Milano per dare sostegno alla Boccassini che è in aula per la requisitoria del Processo Ruby. Tra i carrelli esposti: “se sei come Tortora fai come lui: dimettiti e fatti processare”.

Questa mattina in aula il Pm aveva affermato nella sua requisitoria «Non abbiamo dubbi che Ruby si prostituisse…aveva da Berlusconi direttamente quello che le serviva per vivere in cambio delle serate ad Arcore» Secondo l’accusa quindi ad Arcore vigeva un vero e proprio sistema prostitutivo. Inoltre la Boccassini ha anche detto «Possiamo credere che una persona che ha dedicato la sua vita e il suo credo a Berlusconi come Emilio Fede, non gli abbia detto che Ruby era minorenne?» e ha poi aggiunto  «L’imputato, abusando della sua qualifica di presidente del consiglio, ha fatto sì che la minore ricevesse un indebito vantaggio, uscendo dalla sfera di controllo» delle forze dell’ordine. Il Pm inoltre ha anche detto che Ruby «avvicinò Berlusconi per ottenere denaro facile e possibilità di lavoro nel mondo dello spettacolo, così come le altre giovani».

Il grande show di Berlusconi prima della requisitoria dell’accusa.

silvio berlusconi-la guerra dei 20 anni-tuttacronaca

Silvio Berlusconi non è uomo politico della prima repubblica, lui è il padre della seconda. E se Craxi aveva avuto il buon gusto di scappare in esilio e se i democristiani si sarebbero difesi con un “non ricordo”, Berlusconi manda in onda il suo show su Canale 5. Nella seconda repubblica i protagonisti attaccano quando sono attaccati, si mostrano in tv e vogliono il loro “reality”. Ma perchè utilizzare il tv per difendersi? Perchè il messaggio che può avere un’immagine è dirompente. Perché Silvio Berlusconi poi è un ottimo affabulatore capace di convincere, come lui stesso afferma nella sua intervista. Ma dove sono finite le intercettazioni? Quelle conversazioni imbarazzanti non vengono trasmesse… La chiarezza è fatta esclusivamente con uno “one show man” contrapposto a un “one show girl”, ma l’operazione mediatica funziona a partire dalla magliettina verde rassicurante indossata da Ruby al maglioncino scuro di Silvio. Ma quali sono le verità? Sicuramente è vero quando Silvio dice che la vita di molte ragazze intervenute nelle sue cene è stata rovinata… ma questo può spingere un ex Presindente del Consiglio a occuparsi di loro? Certo, Berlusconi è uomo di cuore… non scordiamocelo mai. In conclusione vi è un servizio che ha mostrato davvero qualcosa di inedito, perché ha mostrato l’altra verità…  La guerra dei 20 anni!

Ecco la sala del Bunga Bunga… dalla guerra dei 20 anni!

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Per la prima volta viene mostrata la sala del bunga bunga. Ma il bunga bunga è il luogo più depravato d’Italia o il piano sotto della villa dove l’allora  Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si rilassava a suon di musica e di amici che intratteneva cantando in francese?  La Sala del Cinema, la sala della Musica e quella da pranzo di Villa San Martino, i luoghi entrati nel “Processo Ruby”. Quei luoghi che per l’accusa sono i luoghi dei presunti festini a luci rosse a cui avrebbe partecipato anche la giovane marocchina e che per la difesa dello stesso Cavaliere sono i luoghi di ‘Cene eleganti, normali’, si sono viste le stanze nelle quali si svolgeva ‘il dopo-cena’.

 

La statuetta africana di Berlusconi alla guerra dei 20 anni. Chi è Brunamonti?

lorenzo - brunamonti

La statuetta di legno… tra le signore presenti girava una statuetta africana lignea con cui le ragazze simulavano rapporti sessuali o orali?

No, naturalmente no!

Ma come si crea il mito della statuetta africana di Berlusconi. Lo spiega Lorenzo Brunamonti, assistente di Silvio Berlusconi.

“Io ho portato varie cose dall’Africa perchè mio lavora in Angola. La statuetta è in legno e misura circa 20 cm.” Ha un coperchio davanti le parti intime e se si preme la testa si alzava il coperchio e la statua rimane nuda. Ancora Brunamonti spiega   che  lui lo ha detto solo goliardicamente che era il simbolo del bunga bunga… “ma era solo goliardico il riferimento, signor giudice”.

 Ma chi è Brunamonti?

Ce lo racconta il Fatto Quotidiano:

Lavora a palazzo Grazioli, a villa san Martino di Arcore e, naturalmente, alla Certosa, Porto Rotondo, Sardegna. Insomma, uno dei pochi che conosce miracoli e, soprattutto, segreti del presidente del consiglio. È così che si presenta su Facebook dove parla del capo, dei suoi trasferimenti, delle cene. A chi gli chiede di più risponde, con improbabili termini in inglese, ma più o meno intende dire che la cosa è strettamente riservata. Del presidente non parla, ma con le amiche del presidente sì, visto che Brunamonti, foto di presentazioni accanto a uno degli elicotteri di Berlusconi, ama dialogare con Iris Berardi, 19 anni da Forlì, la probabile seconda minorenne dopo Ruby, Nicole Minetti, l’igienista dentale che secondo la procura seleziona le girls presidenziali, la 32 enne da Siena Elisa Toti, altro nome che ricorre con frequenza nelle carte dell’inchiesta.

Quando l’assistente del presidente parla del suo organo sessuale lo chiama l’etrusco e, proprio la Toti, tra le altre, commenta compiaciuta. Un nomignolo, così tanto per non essere troppo boccaccesco, ma – nonostante gli sforzi – non è che gli riesca troppo bene. Come il 10 gennaio alle 10.30 quando si sente di dire alla comunità di Facebook (non ha il profilo bloccato, tutti possono sbirciarlo) di aver avuto un risveglio vigoroso: “Ammazza, ci si può appiccicare il bollino blu”. Ancora un commento di Elisa Toti.

Strano tipo Brunamonti. Che sia una presenza fissa a corte lo dimostra il fatto che gli avvocati difensori di B. Piero Longo e Niccolò Ghedini lo hanno citato come teste a difesa nel corso della loro controindagine. È uno dei primi ad essere sentiti, il 21 ottobre. Speriamo che, davanti ai giudici, non ripeta la sua filosofia di vita, non dica dei suoi weekend ad Amsterdam, “nella zona rossa”: ancora traducendo è probabile che intenda il Red Light District, il quartiere a luci rosse della città, quello delle prostitute in vetrina, per intenderci. O che non gli mostri la foto di un apparente spinello preconfezionato di cui si complimenta con i tabaccai olandesi.

Nato a Spoleto nel dicembre del 1974, Brunamonti viene assunto dal presidente del consiglio, ma non si capisce bene cosa faccia per il presidente, probabilmente una sorta di cameriere personale, ma è sicuramente congruamente retribuito visto che può permettersi auto e motocicletta Harley Davidson 883XL, colore arancio, sulla quale sfreccia sulle strade sarde e nelle notti romane, almeno quando non lavora, e soprattutto ha una certa intimità con Berlusconi, come dimostra la necessità di ascoltarlo come testimone della difesa sulle feste di Arcore.

Per il momento il ragazzo (a proposito, volete sapere la sua trasmissione preferita? Colpo grosso, ovviamente) pare ben istruito. E’ stato ascoltato dagli avvocati del presidente e ha ripetuto una filastrocca che ormai conosciamo tutti abbastanza bene. Cene sì, ragazze sì, Emilio Fede anche, forse Ruby e le gemelle De Vivo, “una certa Maristelle” (sua amica su facebook da metà settembre) ma niente bunga bunga. “Cene normali, come tutti sanno il presidente Berlusconi è molto cordiale con i suoi ospiti. Riunioni nella discoteca di Arcore nel dopo cena? Sì, partecipavo anche io. Ragazze mezze spogliate? No, mai. Sesso tra gli ospiti, etero o omosessuale? No. Drink? Sì, champagne e gin tonic”.

Questo le dichiarazioni che Brunamonti ha reso senza addentrarsi in particolari. Il fatto è che era come essere in famiglia. Essendo l’ombra del presidente conosce bene sia l’avvocato Ghedini che l’avvocato Longo. O almeno – e questo si riscontra facilmente anche su Facebook – ha un rapporto molto intimo con la dattilografa che verbalizza le sue dichiarazioni, Federica Seregni, romana, classe 1969. Su Facebook i due si lasciano messaggi del tipo, “a Lorè”, dice lei, “come sei mieloso ultimamente”. “Etrusco (il suo organo sessuale, appunto) in love”. “Preferisco quello trombatore”, risponde la dattilografa dello studio legale del premier. E qui è meglio fermarsi perché se Ghedini e Grosso avessero avuto contatti con il teste prima della deposizione (e non spetta a noi stabilirlo) la sua versione dei fatti diventerebbe carta straccia.

Altro punto sul quale gli addetti alla sicurezza del presidente dovrebbero riflettere è la riservatezza di Brunamonti. Qualcosa che nel paese delle auto blu e delle scorte suona già strano e sarebbe inverosimile in qualunque altro. L’assistente del premier intrattiene le ragazze, è vero, con i racconti di cene e degli ospiti “importanti”, non aggiunge altro. Anzi, un giorno lui racconta di una cena ad Arcore dove ha fatto una gaffe: “Parlando con persone molto importanti ho parlato del mio albero ginecologico e tutti si sono messi a ridere. Che figuraccia”. Ma chi erano questi ospiti risponde un’amica: “No, questo lo sapete non posso dirlo”. Bene, integerrimo. Ma è in altri frangenti che sbaglia. Per ogni spostamento col premier Brunamonti fa sapere la destinazione. “@Brianza”, “@Porto Rotondo”, “rientro a Roma”. Insomma, chiunque voglia conoscere l’agenda del premier non fa fatica: basta aprire il profilo di Lorenzo Brunamonti, lui vi dirà tutto. Non avrà visto cosa succedeva nella discoteca di Arcore, ma per il resto è uno degli uomini più informati.

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