Il dittatore nordcoreano ha ordinanto l’esecuzione della famiglia dello zio

Kim-Jong-Un-tuttacronacaLo scorso dicembre il dittatore nordcoreano Kim Jong-un arrestava con l’accusa di tradimento lo zio Jang Song-Thaek, la cui esecuzione capitale è stata eseguita il 12 dicembre. Ora nuovi orrori arrivano da Pyongyang. Il leader ha infatti ordinato l’esecuzione della famiglia dello zio, ex tutore ed ex eminenza grigia, nonchè degli uomini a lui vicini. A renderlo noto il Chosun Ilbo che cita diverse fonti, tra cui una governativa, mentre i servizi di intelligence si sono rifiutati di dare conferme.

La bufala cinese!

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Sarebbe una bufala la storia dello zio del dittatore della Corea del Nord Kim Jong-Un sbranato dai cani tenuti a digiuno per tre giorni. A rivelarlo sarebbe stato l’Huffington Post Usa ricostruendo la vicenda nei dettagli. Lo zio del dittatore sarebbe stato ucciso con una fucilazione in quanto accusato di essere un traditore. Mentre la Corea del Nord annunciava la morte dello zio del dittatore, la storia parallela dei 120 cani prendeva piede sul web, messa di proposito da Tencent Weibo, il Twitter cinese. E’ stato un ingegnere informatico di Chicago ha individuare la bufala risalendo al post originale che non era altro che un post satirico che poi hanno ripreso tutte le testate del mondo diffondendo un’errata versione della storia!

 

Lo zio del dittatore nord coreano sbranato vivo dai cani

nord-korea-tuttacronacaSono diversi media internazionali, tra cui anche la statunitense Nbc e il britannico Daily Mail, a riportare la notizia, diffusa da fonti locali ma non ancora confermata da comunicati ufficiali, che il giovane dittatore nordcoreano Kim Jong Un avrebbe preteso una orribile sentenza capitale nei confronti di suo zio, Jang Song-Thaek. L’uomo, che era stato arrestato all’inizio di dicembre con l’accusa di tradimento e la cui esecuzione capitale è stata eseguita lo scorso 12 dicembre, sarebbe stato mandato a morte in una gabbia con 120 cani randagi affamati che lo avrebbero sbranato vivo. 

Esecuzioni su vasta scala in Corea del Nord: circa 80 persone giustiziate

Kim-Jong-Un-tuttacronacaE’ il quotidiano sudcoreano JoongAng a riferire che sono circa 80 le persone giustiziate in sette diverse città della Corea del Nord, escludendo Pyongyang, dopo aver commesso reati “relativamente” leggeri come, riporta la stampa locale citando fonti anonime della capitale, la visione di film sudcoreani, oppure la distribuzione di materiale pornografico. Le esecuzioni vengono considerate le prime su vasta scala da quando il “giovane generale” Kim Jong-un ha preso il potere. Circa 10 persone sono state giustiziate in città quali Wonsan (provincia di Kangwon), Chongjin (Nord Hamgyong), Sariwon (Nord Hwanghae) e Pyongsong (Sud Pyongan). A Wonsan, secondo la fonte, in otto, accusati tre le altre cose di prostituzione e di possesso di Bibbia, sarebbero stati legati in un’arena locale a pali e incappucciati con sacchi bianchi prima di essere finiti a colpi di mitragliatrice. Come già avvenuto in passato, le esecuzioni pubbliche vengono viste come una misura estrema del governo centrale al fine di stroncare disordini pubblici o ”accelerate di forme di capitalismo” nei progetti di sviluppo curati dal regime.

La guerra nucleare sarà il 10 aprile?

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Si parla del 10 aprile, scadenza indicata alle ambasciate straniere insieme all’invito a lasciare il paese, per indicare la data in cui la Corea del Nord potrebbe effettuare provocazioni aggiuntive, tra cui il temuto lancio di missili. Lo riferisce l’agenzia Yonhap, citando il portavoce dell’ Ufficio presidenziale sudcoreano, Kim Haing, precisando che al momento non ci sono però «segnali specifici».

Gli Stati Uniti hanno deciso di rimandare un test missilistico in programma da tempo martedì in California per evitare i provocare la Corea del Nord in questo momento di tensione nella Penisola Coreana. Una fonte del Pentagono ha spiegato che l’Amministrazione ha preso una decisione «saggia e prudente» per evitare «incomprensioni e valutazioni sbagliate».

La Farnesina invita a non viaggiare in Corea mentre le ambasciate restano

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Sul sito www.viaggiaresicuri.it, curato dall’Unita’ di crisi del ministero degli Esteri, si legge che, a causa dell’aumento della tensione politico-diplomatica nella penisola coreana, ”si suggerisce di posticipare temporaneamente eventuali viaggi in Corea del Nord”. L’avviso invita inoltre a continuare ”comunque a monitorare gli sviluppi della situazione attraverso i mass media nazionali e internazionali nonchè contattando l’ambasciata d’Italia a Seul per opportuni aggiornamenti”. Mentre la Farnesina scoraggia quindi simili viaggi, le ambasciate straniere a Pyongyang non accolgono ‘l’invito avanzato dalla Corea del Nord a valutare l’evacuazione del personale perché non in grado dopo il 10 aprile di garantire la loro sicurezza nello svolgimento delle funzioni in caso di conflitto.” Le fonti diplomatiche del coordinamento del network delle rappresentanze hanno infatti riferito che, attualmente, “non ci sono motivi per andare via”. E’ inoltre diffusa la convinzione che sia necessario fermarsi per osservare l’evoluzione degli eventi.

Fidel Castro inneggia alla pace… appello alla Corea del Nord!

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L’ex presidente cubano Fidel Castro ha chiesto alla Corea del Nord di “evitare una guerra”: “Se scoppiasse una guerra, i popoli delle due parti della penisola soffrirebbero terribili sacrifici, senza ottenere alcun beneficio”, scrive Fidel, che nel testo ricorda come “la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha sempre avuto rapporti amichevoli con Cuba” e lui stesso ha avuto “l’onore di conoscere a Kim Il-sung, una figura storica, notevolmente coraggiosa e rivoluzionaria”.

La Corea del Nord continua ad alzare il tiro

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L’agenzia Yonhap rilancia l’ipotesi di un lancio imminente da parte della Corea del Nord a seguito della dichiarazione di un alto funzionario militare “All’inizio di questa settimana, il Nord ha spostato su treno due missili Musudan sulle coste orientali e li ha piazzati sulle rampe di lancio”. I due missili a medio raggio, caricati su lanciatori mobili, sarebbero quindi nascosti in un impianto non meglio identificato nei pressi della costa orientale.

Attacco alla Corea… per ora è Anonymous a colpire!

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Il giorno dopo la «grande paura» sfumata rapidamente, ci pensa Anonymous a tener caldo il fronte coreano. Il collettivo hacker ha attaccato numerosi siti web e profili Twitter e Facebook della Corea del Nord. Tra i siti hackerati, il profilo Flickr del sito Uriminzokkiri, dove gli hacker hanno piazzato un manifesto «wanted» con l’immagine di Kim Jong-Un trasfigurata in quella di un maiale con topolino tatuato sul ventre. Anonymous chiede che il leader nordcoreano si dimetta. Tra i siti oscurati anche quello della compagnia aerea nazionale, Air Koryo.
Intanto continua la propaganda. Dopo il «via libera definitivo» all’esercito per un «attacco nucleare» contro gli Stati Uniti, ieri un missile a medio raggio (che non potrebbe mai raggiungere le coste statunitensi sia per un limite di gittata sia per le super tecnologiche difese Usa) è stato posizionato sulla costa orientale in vista di un test imminente o di un addestramento militare.
Il ministro della Difesa di Seul, Kim Kwan-jin, ha svelato l’ultima mossa del Nord (forse più mirato alla propaganda interna che ad altro) in un’audizione dinanzi alla commissione Difesa del parlamento, precisando che non sembra finalizzata a colpire il continente americano, smentendo l’ipotesi di un KN-08 capace di coprire i 10.000 chilometri che separano le due nazioni.
Senza specificarne la tipologia, il ministro ha osservato che si ritiene sia in grado di coprire una «distanza considerevole». Anche se vi è «una piccola possibilità» che la retorica del Nord possa sfociare in un conflitto su larga scala, Kim ha messo in guardia da altre provocazioni, tra scontri di confine e attacchi informatici.

Grandi manovre coreane!

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Gli Usa rafforzano le difese e la Corea trasferisce un missile balistico a medio raggio sulla costa orientale. Potrebbe essere una partita a scacchi, ma purtroppo sono i preparativi di una guerra nucleare che ancora si spera di evitare. Quello che sconcerta è la determinazione di Pyongyang che sembra intenzionato ad andare fino in fondo. Gli Usa temono proprio il fattore “psicologico”,  un bambino con un giocattolo nuovo che può distruggere il mondo… Una Corea del Nord isolata dal mondo, una dittatura miope e una crisi economica che sta dilaniando il Paese probabilmente sono gli ingredienti esplosivi di questa “bomba” che può dilaniare la terra in ogni istante. Ora si spera nella diplomazia dell’ultimo minuto che possa evitare questo conflitto.

Gli Usa chiedono lo stop alle minacce mentre la Corea del Nord si fa aggressiva

Kim Jong-un - tuttacronaca

La Corea del Nord diventa sempre più aggressiva, dispiegando un missile di media gittata sulla costa orientale. Si potrebbe di un vettore Musudan, in grado di coprire 4.000 chilometri e quindi di raggiungere Guam. Inoltre il regime ha impedito oggi, per il secondo giorno consecutivo, l’ingresso all’impianto industriale condiviso con il Sud, minacciando di bloccare la zona in caso di insulti reiterati da parte di Seul, e lanciando l’ennesima provocazione con un ultimatum ai lavoratori del Sud sull’abbandono del distretto di Kaesong entro il 10 aprile. Il ministero dell’Unificazione di Seul smentisce però la notizia in quanto non corretta: le autorita’ del Nord ”hanno chiesto alle aziende del distretto di presentare un elenco dei dipendenti in partenza per Seul entro il 10 aprile”, ha detto un portavoce del ministero.

Mentre le forze armate americane valutavano le contromisure per quella che il  segretario alla Difesa, Chuck Hagel, definisce una “chiara e reale minaccia”, da Washington è stato annunciato il prossimo dispiegamento di un sistema di difesa missilistica nella base di Guam, aggiungendo che “la Corea del Nord deve smetterla con minacce provocatorie e cercare di conformarsi agli obblighi internazionali”. Circa la scelta di dispiegare il Thaad, inoltre, il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha spiegato: “Stiamo adottando tutte le precauzioni necessarie tenendo presente le provocazioni nordcoreane che continuano ad accrescere l’isolamento del regime dalla comunità internazionale”. Dopo aver mostrato la sua potenza militare, tuttavia, gli Usa hanno rivisto i loro piani scegliendo di mettere da parte, momentaneamente, un atteggiamento aggressivo per timore che possa sfociare in una crisi ancora più profonda. Secondo un esponente dell’amministrazione, infatti, “il timore e’ quello di rafforzare la prospettiva di possibili incomprensioni e che questo possa tradursi in errori di valutazione e risposte affrettate”.

Allerta negli Usa… Corea del Nord può colpire o Hawaii o Texas

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Austin allerta dopo le minacce della Corea del Nord, che Pyongyang avrebbe le capacità di colpire non solo le Hawaii ma anche il Texas. Le autorità locali – riporta la Cbs – sono pronte a fare tutto il necessario per difendere i civili. E monitorano la situazione. “I nostri centri di intelligence ci stanno informando della situazione”, riferiscono alla Cbs.

Guerra nucleare agli Usa… la Corea del Nord è pronta.

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Pericolosa escalation di provocazioni dalla Corea del Nord: in serata l’esercito di Pyongyang, citato dall’agenzia nordcoreana Kcna, ha dichiarato di aver ricevuto il “via libera definitivo” per un attacco nucleare contro le basi Usa. Dall’altro lato del Pacifico, Casa Bianca e Pentagono, che hanno nel frattempo inviato un sistema di difesa antimissile a Guam, nel Pacifico, al largo delle Filippine, secondo la stessa Kcna, sono stati informati direttamente da Pyongyang che un attacco nucleare nordcoreano “é possibile” e che le minacce americane, che sono state “esaminate e ratificate”, saranno “distrutte” anche con mezzi nucleari.

Crisi Nord Corea è allerta missilistica!

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Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha ordinato l’allerta per tutte le unità missilistiche, pronte al lancio contro le basi Usa nel sud del Pacifico e la Corea del Sud, in risposta all’invio di bombardieri strategici B-2 Stealth Usa per le esercitazioni congiunte con Seul. Secondo l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna, Kim “ha firmato il piano sui preparativi tecnici dei missili strategici, ordinando di essere pronti al lancio”.

L’Esercito popolare nordcoreano (Kpa) dev’essere pronto per “colpire in qualunque momento le basi sul territorio degli Stati uniti, sulle sue basi militari, nei teatri operativi del Pacifico, compresi Hawaii e Guam, e su quelle in Corea del Sud”. Nel firmare il piano, alla mezzanotte ora di Pyongyang, Kim, scrive la Kcna, ha “giudicato che è arrivato il tempo di saldare i conti con gli imperialisti Usa, vista la situazione”.

E’ caccia allo smartphone di Kim Jong-un… tutti in Corea lo vogliono!

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