La borsa di Preiti

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Stasera il Tg5 ha mostrato il contenuto della borsa di Luigi Preiti, l’uomo che  ha sparato a due carabinieri davanti a Palazzo Chigi. Cosa c’è in questa borsa? Oltre alla pistola usata per l’attentato, una scatola con 9 cartucce, un kit per la manutenzione dell’arma,  una cartina del centro di Roma per turisti, una bottiglietta d’acqua, un cambio di biancheria intima, oltre ai panni sporchi, una punta di trapano e un’altra decina di scovolini, alcuni usati e altri no. Come mai un manovale ha un kit di manutenzione per l’arma? Come mai ha ben 9 cartucce? E poi gli scovolini, alcuni usati e altri no? Davvero è stato solo un gesto di follia? Davvero si può credere che un uomo qualsiasi riesce a sparare al collo tra il casco e il giubbotto antiproiettile senza essere un professionista o una persona che ha già un’esperienza di armi? Chi è Luigi Preiti?

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Il mistero della borsa di Preiti.

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E’ inequivocabile il fermo immagine di una delle telecamere di sicurezza installate su  Montecitorio che ha ripreso l’attimo esatto in cui Preiti ha fatto fuoco sui carabinieri: prende la mira e tende il braccio come un vero e proprio professionista prima di premere il grilletto. Come fa un uomo che non ha mai sparato ad essere così freddo e preciso?

L’altro mistero è sulla borsa. Preiti  ripreso da una telecamera di sorveglianza nei pressi della stazione di Gioia Tauro poco prima di partire per Roma, aveva in mano una borsa chiara, la stessa che compare nelle immagini registrate davanti a palazzo Chigi immediatamente dopo gli spari. Una borsa che la sorella nega avesse quando è uscito di casa: «Quando è uscito di casa mia madre ha detto che aveva il solito marsupio, solo quello. Se avesse avuto una borsa – ha aggiunto – gli avrebbe chiesto dove andava».

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Luigi Preiti: disperato o killer?

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Mentre il bollettino medico parla di situazione stazionaria e resta riservata la prognosi per il brigadiere Giuseppe Giangrande, il carabiniere ferito al collo durante la sparatoria davanti a Palazzo Chigi, Luigi Preiti, l’attentatore, resta nel carcere di Rebibbia. Oggi il ministro Alfano riferirà alle Camere su un caso di cui alcuni punti restano tutt’ora irrisolti. L’uomo, che ha chiesto di poter vedere il figlio ed ha spiegato di essere disperato perchè non riusciva a mantenerlo, è accusato di triplice tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi. Oltre a Giangrande, un altro carabiniere, Negri, è stato ferito ad ambo le gambe ed un terzo, il vice brigadiere Marco Murrighile, che non è mai stato portato in ospedale, è stato colpito al busto, ma non ha riportato ferite perchè il giubbotto antiproiettile ed il portafoglio hanno bloccato la pallottola. Per l’atttentatore non è stata richiesta nessuna perizia psichiatrica: l’indagato era lucido al momento del fatto ed erano già venti giorni che, come lui stesso ha spiegato, organizzava l’attacco teso a colpire i politici rei della crisi economica che gli ha fatto perdere il lavoro e la possibilità di mantenere il figlio. Ci sono vari interrogativi ancora senza risposte: come può un muratore sparare, come mostrano i filmati registrati dalle telecamere di Palazzo Chigi, con la precisione di killer professionista, a sangue freddo, mirando direttamente alle zone non protette dal giubbotto antiproiettile? Se la Procura ritiene l’uomo un esibizionista, le indagini cercano anche di risalire alla matricola dell’arma, una calibro 7.65. Era gisà stata utilizzata per commettere altri reati? E realmente Preiti l’ha acquistata quattro anni fa al mercato nero di Genova con la matricola già cancellata? Mentre si cerca di ricostruire gli spostamenti dell’uoo nelle ore immediatamente precedenti l’attentato, è legittimo porsi delgi interrogativi. Si è parlato prima di “balordo” e poi di “disperato”, ma Preiti si è presentato sul posto “ben vestito”, il che significa che ha scelto gli abiti per potersi confondere tra gli agenti in borghese presenti sul luogo, nella sua borsa è stata rinvenuta una punta di trapano, forse utilizzata per punzonare l’arma, con sè aveva una mappa con gli obiettivi cerchicati e, come si è detto, è rimasto impassibile mentre prendeva la mira, una questione di secondi, ed ha aperto il fuoco. L’unica cosa certa è che si sarebbe trattato di un gesto isolato, ma gli inquirenti continuano a indagare per scoprire eventuali complici.

VIRUS KILLER SCONOSCIUTO AD AMBURGO! PANICO E ALLARME

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Due morti misteriose e almeno cinque contagi sospetti. È una patologia sconosciuta quella che sta colpendo nei pressi di Amburgo alcune persone, secondo quanto riporta la Bild. Un poliziotto di 49 anni è deceduto nella clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf, per una patologia che avrebbe colpito tutti gli organi. Un secondo agente, di 38 anni, che non avrebbe avuto contatti professionali col primo, sarebbe a rischio: presenta gli stessi sintomi, una specie di influenza e una polmonite. Bild cita anche un’insegnante, morta nello stesso ospedale, dopo un collasso generale degli organi e cinque pazienti contagiati complessivamente. Per i medici si tratta di un enigma: i sintomi sono quelli di una influenza, e potrebbe trattarsi di un «virus mutato» secondo un portavoce istituzionale citato dallo Schleswig-Hollsteinische Zeitungsverlag. Le istituzioni non hanno fatto scattare alcuna allerta.

Il video inedito del Killer di Martin Luther King

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Spunta un video inedito dell’assassino di Martin Luther King, durante il suo arresto. Luglio 1968, tre mesi dopo l’omicidio a Memphis. Due poliziotti fanno spogliare il killer, James Earl Ray, e lo perquisiscono. Gli sono stati appena letti i suoi diritti. Sembra un film ma è quanto realmente accaduto quarantacinque anni fa, immagini oggi rese pubbliche in un video inedito scoperto dalla polizia del Tennessee due anni fa. Il film non era stato visibile fino a oggi perchè in un formato non compatibile con le attuali tecnologie. Secondo i ricercatori, gli investigatori dell’epoca filmarono l’arresto di Ray per evitare che al momento del processo gli avvocati della difesa potessero accusare la polizia di aver condotto male le indagini.

TERRORE VIRUS KILLER… SPARITA FIALA DEL FAMIGERATO GUANARITO!

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Allerta nel bio-laboratorio del governo americano di Galveston in Texas da dove è sparita una delle sole cinque fiale contenenti il letale virus ‘Guanarito’, proveniente dal Venezuela. Indagini sono in corso sotto la supervisione dell’Ufficio per la ricerca sulla Difesa biologica dell’Istituto nazionale della salute Usa, ma gli investigatori per ora non sospettano alcun atto criminale, bensì un errore umano. La preoccupazione tuttavia è elevata: quello di Galveston è uno dei laboratori di massima sicurezza Usa, in cui sono custoditi gli unici esemplari del virus dell’ebola, del vaiolo ed altri campioni di malattie incurabili e per i quali non c’é vaccino.

Come il virus dell’ebola infatti – spiegano i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) – il ‘Guanarito’ causa febbri con emorragie sotto pelle, negli organi interni e dagli orifizi del corpo. Non vi è alcun trattamento per la malattia e la mortalità arriva fino al 20% di chi la contrae. Il virus è trasmesso usualmente tra i roditori e i ricercatori sospettano che non possa sopravvivere nella popolazione di animali del Nord America, ma in Venezuela alcune centinaia di casi sono stati registrati anche tra le persone.

 

Si spara a New York… 4 morti a Herkimer e Mohawk

Gaffey’s Car Wash on Mohawk St-tuttacronaca

Due persone sono state uccise all’autolavaggio Gaffey’s e altre 4 persone sono state  invece ferite nei pressi del Barber Shop John’s sulla Main St. a Mohawk, 2 di queste quattro persone sono morte. Si parla di un sospetto che si è allontanato dalla scena del crimine sparando da una jeep rossa con il tettuccio nero. La tv locale ha anche segnalato che il veicolo è stato visto appena passate le 10 (ora locale) a Herkimer. Si ritiene che il killer abbia una pistola a canna lunga ed è ancora a piede libero.

Altro attacco, ancora le armi per le strade americane… spari e ancora spari che terrorizzano i cittadini americani.

 

 

Dilaniato il corpo di una bimba di 5 mesi… anche questa è America!

Jonylah Watkins - tuttacronaca

Una bimba di sei mesi, Jonylah Watkins, e’ morta dopo esser stata ferita con cinque colpi di pistola mentre suo padre, presunto membro di una banda locale, è rimasto gravemente ferito. La scena si è svolta nell’arco di pochi attimi: il padre le stava cambiando il pannolino sul sedile della sua auto in un parcheggio di Chicago, quando sono partiti i colpi che hanno trafitto il corpo di Jonylah. La bimba e’ morta in ospedale dove subito dopo la sparatoria, ieri pomeriggio, era stata trasportata e sottoposta ad un intervento chirurgico. Alcuni testimoni hanno riferito che un uomo si e’ avvicinato all’auto e ha sparato probabilmente il bersaglio era proprio il padre.

Batterio killer nel salame… gravi due bimbi, 18 mesi e 7 anni!

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Sono in fin di vita due bambini di 18 mesi e 7 anni nel trevigiano. I piccoli avrebbero mangiato del salame troppo fresco e ingerito un micidiale batterio, l’Escherichia coli, che ha provocato loro una grave insufficienza renale. L’occasione era la “macellazione” del maiale organizzata da due famiglie. Poche ore dopo aver mangiato l’insaccato hanno iniziato a star male, con violenti attacchi di dissenteria. Il malessere è via via aumentato, tanto che i genitori hanno deciso di portarli in ospedale a Treviso. Terribile la diagnosi: il batterio aveva attaccato l’apparato urinario compremettendo i reni. Ora i due bambini sono sottoposti a dialisi. Le loro condizioni, stando ai primi bollettini medici, sono molto gravi.
Il batterio Escherichia coli è presente nell’intestino di numerosi animali, tra i quali l’uomo, perché aiuta la digestione. Ma in alcuni casi si trasforma in un batterio killer. Attacca le vie urinarie, distrugge i reni o causa la meningite. Per prevenire infezioni è necessario cuocere bene i cibi.

Riesumata la salma di Giuseppe Guerinoni

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Guerinoni è l’autista di Gorno che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere il padre naturale del killer di Yara. L’esame sarà affidato all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che aveva già eseguito l’autopsia sul cadavere di Yara.

 

YARA, ora si cerca la madre dell’assassino con il Dna di 1000 donne

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La caccia all’assassino di Yara Gambirasio prende una pista inedita: questa volta nel mirino finiscono mille donne. Si cerca infatti la madre del cosiddetto “ignoto 1”, l’omicida della ragazzina, l’uomo che ha lasciato il suo codice genetico sugli slip e sui leggings della tredicenne. E a questo scopo gli inquirenti stanno per procedere all’analisi del Dna di un migliaio di potenziali madri del colpevole.

Silenzio per la famiglia Guerinoni… ma Yara ha diritto alla verità!

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“La pressione mediatica che negli ultimi giorni ha nuovamente afflitto la famiglia Guerinoni impone di rivendicare con immutata determinazione la volonta’ della stessa di non rilasciare alcuna dichiarazione, tantomeno in riferimento ai recenti accadimenti”. E’ l’appello della famiglia di Giuseppe Guerinoni l’uomo morto nel ’99 e della cui salma e’ stata disposta la riesumazione nell’inchiesta sull’omicidio di Yara. ”Rispettate il nostro silenzio”, dice la famiglia.

Un silenzio comprensibile, così come è comprensibile l’urlo della famiglia di Yara che non ha permesso l’archivizione del caso. Che ha alzato la voce, che ha urlato la propria rabbia per delle indagini forse non condotte al meglio e probabilmente per indizi tralasciati. Ora si attende la riesumazione e si spera nella verità.

 

C’è un presunto colpevole e si riesuma la salma del padre del killer!

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Novità nell’inchiesta sull’uccisione di Yara Gambirasio e forse novità assoluta in Italia per la risoluzione di un caso.  “Quarto Grado” ha reso nota l’indiscrezione secondo la quale Procura di Bergamo ha disposto la riesumazione della salma di Giuseppe Guerinoni. L’uomo è il padre del presunto assassino di Yara. La riesumazione è prevista per la prossima settimana.
Guerinoni era di Gorno morto nel 1999. La riesumazione è necessaria per prelevare un campione biologico di Guerinoni e confrontarlo con il Dna che l’assassino ha lasciato sugli slip della giovane ginnasta di Brembate di Sopra. Finora l’unico indagato per la morte di Yara è il marocchino, anche se il suo fascicolo è stato da tempo stralciato da quello principale.
Gli inquirenti, lavorando sulla saliva prelevata da una vecchia patente di guida, sono arrivati a individuare un uomo che sarebbe il padre dell’assassino della ragazzina. Una convinzione che deriva dal fatto che l’uomo in questione è morto nel 1999 e che il suo Dna è quasi perfettamente compatibile con quello rinvenuto sugli slip e sui leggins di Yara. Gli inquirenti hanno dunque effettuato le analisi sui suoi figli (due maschi e una femmina) naturali che sono risultati “puliti”. Da qui l’ipotesi che l’uomo di Gorno possa aver avuto un figlio illegittimo, tesi che fa arrabbiare i suoi familiari “perché Giuseppe non era un donnaiolo”.

Pistorius era un campione in fuga dalla vita?

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S’INFRANGONO I SOGNI DI MILIONI DI FANS E CADE IL MITO DELL’EROE “DIVERSO”

Scoppia a piangere dopo la deposizione in tribunale. Crolla dopo la notte passata in carcere.

Ieri sera il padre Henke e la sorella Aime gli anno portato una cena cucinata in casa e una borsa con dei vestiti, il padre, l’unico che gli ha parlato al di fuori di avvocati e inquirenti, dice che il ragazzo è stravolto, ma sta bene. Secondo le prime ricostruzioni balistiche, Pistorius avrebbe sparato dalla porta del bagno, il corpo di Reeva è stato trovato steso sul pavimento davanti alla vasca. Tutti e quattro i colpi sparati da Pistorius l’hanno colpita: alla testa, alla mano, al petto e all’inguine.

 

NULLA FERMA I REALITY NEPPURE LA MORTE!

Tropika Island of Treasure

Il reality non si ferma, nemmeno di fronte alla morte di una sua concorrente. Tropika Island of Treasure, la versione sudafricana dell’Isola dei Famosi arrivata alla sua quinta edizione, verrà trasmessa dall’emittente Sabc1 come nulla fosse successo. Mancano due giorni alla messa in onda del reality e il conto alla rovescia continua, indifferente alla morte per omicidio di Reeva Steenkam, la fidanzata di Pistorius, una delle celebrities protagoniste dello show. “We are deeply saddened and extend our condolences to Reeva’s family and friends”, si legge in una nota nella home page del sito accanto all’immagine di una candela. Nessun riferimento però all’omicidio. E nella sua scheda vengono raccontate al presente le passioni e i divertimenti della modella, accanto a una sua foto in bikini.

 

FEMMINICIDIO! PISTORIUS HA UCCISO LA FIDANZATA NESSUN ERRORE!

pistorius - killer - fidanzata

Troppe contraddizioni, troppi dubbi, troppe versioni. Poi le prove hanno confermato non è stato un errore. Oscar non ha pensato a un ladro, ha ucciso la fidanzata essendo consapevole che stava sparando su Reeva. I motivi sono ancora ignoti, ma non ci sono più dubbi: OSCAR PISTORIUS E’ UN ASSASSINO. L’uomo che era l’idolo e l’esempio per milioni di diversamente abili, l’uomo che aveva gareggiato con i normodotati, l’atleta che aveva cambiato la storia delle olimpiadi è ora accusato di omicidio.

Tarantino ha “ucciso” circa 560 persone nei suoi film

vanity fair - quentin tarantino

Esce “l’anagrafica” delle vittime nei film di Tarantino. Vanity Fair infatti ha pubblicato una grafica in grado di ricostruire chi è morto e come è morto in ciascun film… ma come la stessa rivista ammette “ci sono delle imprecisioni” in quanto è impossibile a volte ricostruire il numero esatto di persone uccise, come i ninja decapitati in Kill Bill 1. Quel che è certo è che ce ne è di tutti i gusti dall’incendio, alle armi da fuoco, fino alle ferite della katana o per il morso di un serpente. Buona visione a tutti!

Ancora sangue! 15enne uccide famiglia di 5 persone ad Albuquerque, New Mexico

La strage è avvenuta ieri, oggi il minorenne è stato arrestato.

La camorra colpì nel 2001! Oggi identificati i killer di Francesco Panaro

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