Conclave tra gli scandali… via alla prima congregazione!

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I membri del Collegio cardinalizio, sia “elettori” che non, sono riuniti nell’Aula del Sinodo, in Vaticano, dove hanno dato inizio alla prima delle Congregazioni generali, in preparazione del Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI.

Alle 9,30, nell’Aula Nuova del Sinodo, il cardinale Angelo Sodano, 85enne decano del Collegio cardinalizio, ha dichiarato aperta la prima delle Congregazioni generali: momenti di dialogo e confronto tra i porporati in preparazione del Conclave per eleggere il successore di Benedetto XVI. Alle congregazioni devono partecipare tutti i cardinali non legittimamente impediti, anche se agli ultraottantenni è concessa la facoltà di non essere presenti.

La lettera di convocazione inviata il primo marzo afferma che le riunioni continueranno fino a quando non sarà raggiunto il numero completo dei cardinali elettori.

Solo allora il Collegio deciderà la data di inizio del Conclave. Sono due le congregazioni previste per oggi: quella mattutina e un’altra annunciata per le 17, dopo di che saranno gli stessi cardinali a decidere se continuare a riunirsi due volte al giorno. Al momento, oltre ai 75 cardinali residenti permanentemente a Roma, altri 66 hanno indicato la loro residenza nella capitale.

Gli altri arriveranno entro mercoledì 6 marzo. Come per il conclave, anche le congregazioni sono disciplinate dalla costituzione apostolica Universi Dominici gregis, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996. Che tra le tante disposizioni, non manca di indicare ai cardinali anche come dovranno vestire.

D’ordinanza nel periodo di sede vacante sono la talare nera filettata e la fascia rossa, con zucchetto, la croce pettorale e l’anello. Assente il cardinale Keith O’Brien che ieri ha pubblicamente ammesso la sua condotta sessuale disdicevole!

 

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Il cardinale ammette e lo scandalo dilaga!

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“Ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è stata sotto gli standard a me richiesti in quanto sacerdote, arcivescovo e cardinale”.  Con queste parole il cardinale Keith O’Brien ammette le proprie responsabilità e in pochi istanti lo scandalo che si tentava di tenere sotto controllo, dilaga. Un missile lanciato in una Chiesa priva di guida spirituale che si prepara al Conclave con la consapevolezza di essere in uno dei momenti più bui della storia ecclesiastica.

SCANDALO SU SCANDALO AL VATICANO…

 

…COSA SI CELA ANCORA DIETRO QUELLE MURA?

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Dopo Mahony, le dimissioni arrivano da Keith O’Brien, arcivescovo di Edimburgo accusato di ”comportamenti inappropriati”.  Ad accusare il conclavista – che non ha celebrato la messa nella cattedrale di St.Mary a Edimburgo – erano stati tre sacerdoti e un ex religioso. Nonostante le dimissioni, non si pregiudica per ora la sua partecipazione al Conclave. Ieri aveva annunciato di partire per Roma, anche se la Bbc anticipa che adesso potrebbe decidere di rinunciare.

I “COMPORTAMENTI INAPPROPRIATI” – Il cardinale – il chierico inglese più anziano – aveva contestato le critiche ricevute, mentre il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, aveva spiegato come “il Papa fosse informato del problema”. E come la questione fosse nelle sue mani. Poi la decisione delle dimissioni. O’Brien, che andrà in pensione il prossimo mese, è stato in passato un dichiarato oppositore dei diritti degli omosessuali. In tempi recenti aveva ritenuto i gay “immorali” e sostenuto come il matrimonio omosessuale sarebbe “dannoso per il benessere fisico, mentale e spirituale il benessere delle persone coinvolte “. Ma quali sono le denunce nei suoi confronti? Il Guardian parla di  ”comportamenti inappropriati”, nel 1980. Secondo quanto ha spiegato The Observer era stato un seminarista di 20 anni del College St Andrew, dove O’Brien era “direttore spirituale” a spiegare i suoi “approcci inappropriati”, avvenuti dopo la preghiera della sera. Fatti che risalgono a più di 30 anni fa. Il seminarista ha spiegato come non avesse denunciato prima la questione per timore di conseguenze negative, ma ha sottolineato come si fosse ammalato di depressione a causa dei comportamenti di O’Brien. Che fu poi promosso a vescovo. ”Sapevo che avrebbe avuto molto potere su di me”: una paura tale che ha spinto il prelato a lasciare il sacerdozio.

O’BRIEN  SI DIFENDE – Ma non è stato l’unico a denunciare i “comportamenti” inadeguati di O’Brien. Altri tre accusatori – come si legge sul Guardian – avrebbero raccontato tutto a monsignor Antonio Mennini, nunzio apostolico in Gran Bretagna. Un caso portato alla luce soltanto una settimana prima delle dimissioni improvvise di Benedetto XVI. Ma non si conoscono altri dettagli, dato che le loro testimonianze sono rimaste anonime. Prima delle dimissioni, il cardinale accusato non aveva voluto commentare, ma aveva affidato la sua difesa a Peter Kearney, portavoce della Chiesa cattolica scozzese. “Il cardinale O’Brien ha contestato queste ricostruzioni e ha dato mandato ai suoi legali di occuparsi della questione”. Ma in attesa non aveva celebrato, come al solito, la messa domenicale a Edimburgo.

Scandali e ancora scandali. Un Conclave minacciato sia dall’interno ( con i cardinali schierati gli uni contro gli altri) sia dall’esterno ( con scandali che si sommano ad altri scandali). Già i cattolici degli Stati Uniti avevano consegnato una petizione al Cardinale Roger Mahony, l’ex arcivescovo di Los Angeles, chiedendogli di non andare a Roma. Mahony, come dimostrerebbero anche diversi documenti pubblicati dalla stessa arcidiocesi di Los Angeles, è accusato di aver protetto e cercato di nascondere gli abusi sessuali commessi da decine di sacerdoti nei confronti di minori. Anche il cardinale  Timothy Dolan, arcivescovo di New York al centro del toto-nomine sul successore di Benedetto XVI, è rimasto coinvolto nelle indagini sugli abusi sessuali ai danni di minori, che sarebbero stati commessi da parte di alcuni sacerdoti nell’arcidiocesi di Milwaukee. Senza dimenticare come il pontefice abbia ricevuto questa mattina i tre cardinali (Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi) che hanno indagato sul caso Vatileaks, la questione della fuga di documenti riservati della Santa Sede conclusa con la grazia data dal Papa al maggiordomo Paolo Gabriele. E l’indagine segreta della commissione “ad hoc”, con la relazione top-secret e le polemiche per la presunta ”lobby gay” influente in Vaticano.

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