Bio e green bombardano il junk food, è guerra alle patatine e ai panini!

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Il biologico e le attività green stanno schiacciando il junk food, quel cibo spesso nocivo e pericoloso che genera obesità nei giovani  e meno giovani. Come si difendono le grandi catene di fast food? Diminuisce la pubblicità in tv ma si annida sui social network e sui siti preferiti dei bambini. Secondo l’Università di Yale, nel 2012 su Facebook  ci sono stati 6 miliardi di banner pubblicitari, ma questo non è l’unico dato perché la pubblicità di panini e patatine impazza anche sugli smartphone e negli  ‘advergames’, ovvero i giochi che promuovono i prodotti.

 

Fate annusare erbe, spezie e cibi ai neonati!

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“Quando mio figlio Joe era poco più che neonato  gli facevo annusare la frutta, la verdura e le erbe aromatiche”. A raccontarlo è Lidia Bastinich, madre di Joe, l’imprenditore e ristoratore, famoso per essere stato tra i giudici di Masterchef nell’edizione italiana e americana. ” I bambini – dice Lidia Bastianich – entrano in relazione con il mondo attraverso l’olfatto, così come riconoscono la mamma dal suo odore. Prima di imparare a cucinare devono imparare a mangiare. E prima ancora ad annusare”. Purtroppo molti bambini rifiutano le verdure o la frutta, prediligendo spesso sapori che sono molto meno salutari come le patatine fritte, le merendine e più in generale il junk food. Il problema è che alcuni cibi non vengono avvicinati al bambino che poi si ritroverà a contatto con pietanze sconosciute e quindi rifiuterà di mangiarle. La Bastianich prosegue “L’olfatto è lo strumento più importante con cui i bambini conoscono il cibo: già a pochi mesi è bene abituarli a odori più intensi. Altrimenti quando avranno 5 o 6 anni non ne vorranno sapere di mangiare broccoli”.

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La madre di Joe sfata anche un altro “mito”, non si cucina per i figli, ma gli si propongono cibi “Il cibo è parte della vita di famiglia. Non si cucina specificatamente per i figli: a loro si propone e si fa assaggiare tutto. E’ importante farli partecipare già quando acquistiamo gli ingredienti, e già da piccoli possiamo affidare a loro piccoli compiti, come pelare le patate o le carote”.  Come sottolinea sempre la Bastianich è che c’è un progressivo allontanamento dei bambini dalla natura, soprattutto per chi vive nelle grandi città e molti bambini non sanno neppure da dove vengono le uova o il petto di pollo. Spesso quest’ultimo lo si trova dal macellaio già impanato pronto per essere fritto, è chiaro quindi che non lo si associ più all’animale. Secondo la madre di Joe quindi i bambini oggi  ” hanno pezzi di informazione slegati gli uni agli altri, non hanno accesso alle fonti”. Altro fattore importante che oggi si sta perdendo è la stagionalità dei prodotti infatti nei supermarket o nei negozi di frutta e verdura durante tutto l’anno è possibile reperire ingredienti che invece dovrebbero essere disponibili solo in alcuni periodi dell’anno. E la Bastianich invece ricorda la sua infanzia quando con la nonna si recava all’orto e lì, a contatto con la terra, le è stato insegnato che c’è  “una stagione per i piselli, una per le fave e una per i fichi”.

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Junk food e trash spot: Fonzies fa flop!

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Allusione sessuale dopo allusione non c’è nulla di divertente nello spot della Fonzies. Non può essere divertente il ragazzino con gli occhiali che finisce per essere strumentalizzato come l’adolescente nerd che si vanta inizialmente con la mamma delle dimensioni del suo pene per poi scoprire dopo 25 secondi di cattivo gusto  – che vanno dalla nonna che lo annuncia al balcone all’automobile con gli altoparlanti che gira per il paese ad annunciare i “2 cm in più” – che si tratta di patatine e non del pene. L’abbinamento è errato e la pubblicità finisce nel trash e non strappa la risata, ma come fa notare il Fatto Alimentare:

Purtroppo in Italia non esiste una legge in grado di censurare pubblicità con un richiamo esagerato alla sessualità o che non rispettano la dignità della donna. Il regolamento dell’Antitrust non prevede regole per questi ambiti. Per arginare il cattivo gusto e l’esuberanza creativa dei pubblicitari abituati ad offendere la figura della donna o a usare allusioni sessuali bisogna rivolgersi all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, che di solito è molto efficiente quando si tratta di censurare spot spazzatura e pubblicità sessiste.

Ieri il Fatto Alimentare ha  inviato una richiesta per far interrompere lo spot.

 

L’alternativa alle patatine fritte, così McDonald’s tenta la strada salutistica

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McDonald’s sentiva la pressione sul collo e ha cercato un’alternativa. Sotto accusa da sempre ci sono le patatine fritte amate e odiate da sostenitori e denigratori del cibo spazzatura. McDonald’s propone oggi i menù con la possibilità di sostituire la confezione di patatine con insalate, frutta e verdura…

Ma non parliamo di svolta salutistica. Basti pensare alle salse dentro il panino per capire che forse è solo un limitare i danni e non un prevenire il colesterolo. Inoltre i Mc Menu così detti “dietetici” saranno inizialmente disponibili solo nel 20% dei fast food McDonald’s di tutto il mondo.

L’annuncio è stato fatto dal Ceo di McDonald’s Don Thompson alla Clinton Global Initiative, la fondazione filantropica globale dell’ex presidente Bill Clinton, lui stesso un fan delle patatine fritte dopo che una serie di problemi di cuore lo costringessero a mettersi a dieta.

 

La Grecia in crisi premia la cucina locale e fa chiudere Big Mac

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La Grecia in crisi premia la cucina locale e farne le spese sono i McDonald’s  che dagli 11 iniziali presenti nel paese ora ne restano solo due ad Atene, dopo la chiusura del Mac di Salonicco.

I tradizionali souvlaki – i saporiti bocconcini di carne di pollo o di maiale alla griglia infilzati su uno spiedino che sono una pietra miliare nella cucina ellenica – hanno infatti ormai sonoramente battuto il fast-food arrivato nel Paese da oltre 30 anni e destinato, in apparenza, a sbaragliare i rivali sul mercato. Un tuffo nella tradizione e sembra proprio che i greci di junk food non ne vogliano più sapere.

 

Il fast food allo scanner e i grassi che spaventano

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Come mai i panini delle foto sono così invitanti e invece quelli sul vassoio lo sono molto meno? McDonald’s Canada ha addirittura pubblicato un filmato per svelare i trucchi che rendono “appetitosi” i panini e le tecniche fotografiche che permettono di “amplificare” l’immagine dello junk food.

Per metterli completamente “a nudo”, invece, il fotografo americano Jon Feinstein ha pensato di passare tutto ciò che è “fast food” – dalle patatine fritte ai panini passando per i nuggets di pollo – allo scanner. “Mi sono accorto che la scansione racconta questi alimenti meglio di qualsiasi fotografia” dice Feinstein a proposito del suo progetto .

E per completare l’opera il fotografo ha affiancato a ogni cibo i grassi che questo contiene, evitando di specificare il nome del prodotto. “Non intendo condannare ciò che si mangia nei fast food – ci tiene a precisare – Le mie immagini piuttosto intendono documentare il rapporto di odio e amore che gli americani hanno con questo genere di cibo, che può essere seducente e al tempo stesso ripugnante”.

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Niente hamburgers né patatine fritte in sciopero i lavoratori dei fast food

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Paghe troppo basse che non consentono di poter permettersi una famiglia o, a volte, neppure di andare a lavoro in metropolitana, questo spinge i lavoratori delle grandi catene di junk food a iniziare lo sciopero privando i loro abituali consumatori di hamburger e patatine fritte.

”Molti di loro vivono in povertà, non si possono permettere di mantenere una famiglia, o nemmeno di prendere la metropolitana per andare al lavoro”, ha detto Jonathan Westin, direttore della organizzazione “Fast Food Forward”, che ha gia’ raccolto 120.000 firme nell’ambito di una petizione lanciata online per l’aumento delle paghe minime e che ad aprile scorso organizzò il primo sciopero a New York e Chicago. In primavera i lavoratori di Mc Donald’s e di altre catene di fast food, come Taco Bell, insieme ai commessi dei negozi di abbigliamento intimo di “Victoria Secret” avevano incrociato le braccia chiedendo l’aumento.

Il problema dei lavoratori delle grandi catene di fast food è molto sentito in questo periodo in Usa, dopo che lo stesso presidente Barack Obama, aveva richiamato l’attenzione sui salari bassi e aveva lanciato la battaglia. I lavoratori che stanno mettendo in atto gli scioperi in molte grandi città come New York, Chicago, St. Louis, Detroit, Milwaukee, Kansas City, rivendicano un salario minimo a 15 dollari l’ora e il diritto di creare sindacati di settore, senza il rischio di venire licenziati.

Orango obeso da cibo spazzatura, messo a dieta con organic food!

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Un orango femmina è stata costretta a rispettare una dieta molto rigida dopo essere ingrassata e aver preoccupato lo staff che la tiene sotto osservazione. Siamo nell’arcipelago del Borneo, in Malesia, e lei si chiama Jackie. Jackie pesa più di 100 kg e la causa è il junk food che ogni giorno le viene offerto dai turisti. L’orango ha perso la sua elasticità e anche alcune capacità cognitive tipiche della sua razza: non si lancia più alla ricerca di cibo, ma attende che qualche turista le lanci patatine e altro cibo spazzatura di cui va ghiotta. Così ora si è corso ai ripari e a Jackie le viene dato solo organic food: una dieta equilibrata di frutta e verdura, lontano da hamburger e patatine fritte.

ONE DIRECTION diventano testimonial del cibo spazzatura!

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I One Direction sono i nuovi testimonial dei crackers Ritz e dei biscotti Oreo, saranno anche i protagonisti di una campagna pubblicitaria sui prodotti alimentari della Nabisco, sponsor del Take Me Home Tour negli Stati Uniti.

Alcuni giorni fa, Zayn Malik, Louis Tomlinson, Niall Horan, Harry Styles e Liam Payne hanno posato per un servizio fotografico e girato alcuni filmati che faranno parte della campagna pubblicitaria per Nabisco, in cui Harry e Niall in particolare hanno dimostrato il loro apprezzamento per i crackers Ritz, mentre Louis si è scoperto un amante degli Oreo.

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Harry ha esordito mordendo e leccando la confezione di Ritz e mentre si apprestava a spiegare la sua ricetta a base di Ritz, formaggio cheddar e sottaceti, Niall era intento a mangiare.

Giusto per incoraggiare al cibo spazzatura i giovanissimi fan?

 


Nel secondo video, Harry gestisce l’eterna sfida che si presenta quando si mangiano gli Oreo: meglio i biscotti o la crema? Mentre tra i One Direction vince la crema, Louis ammette di essere un grande fan degli Oreo in tutte le loro declinazioni, inzuppati nel latte e in versione milkshake.

 

L’ultimo studio sull’obesità!

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In America l’obesità è una piaga sociale, tanto da veder coinvolta la First Lady nella lotta per un’alimentazione sana e biologica. Sul problema, negli anni, si è detto di tutto e il contrario di tutto, come spesso avviene quando non esiste una soluzione unica, ma un dover trovare una specifica risposta a diversi tipi di obesità.    Secondo una ricerca effettuata da un gruppo di nutrizionisti dell’Università dell’Alabama (Usa), e pubblicato sul New England Journal of Medicine, in materia di obesità sono in circolazione molte convinzioni infondate. Appoggiandosi su un’analisi della letteratura scientifica, Krista Casazza e i suoi collaboratori hanno identificato miti, credenze e fatti provati.

I falsi miti sono stati individuati soprattutto la vecchia convinzione che valgono di più piccole perdite di peso progressive piuttosto che un dimagrimento rapido e importante. Un altro mito che sta crollando è quello dell’effetto protettore contro l’obesità dato dall’allattamento materno: 6mila bambini sono stati seguiti per 6 anni, e non è emersa nessuna prova. Infine, è miseramente caduto il mito che un atto sessuale permetta di bruciare da 100 a 300 calorie: i ricercatori hanno scoperto che l’energia dispersa è di circa 14 calorie per un atto sessuale, la cui durata media è di solito 6 minuti, e consuma quanto una camminata di uguale durata.

Non è neanche vero che saltare la prima colazione protegge dall’obesità. Mal riposta anche la fiducia che possa aiutare mangiare più frutta e verdura: la situazione rimane invariata se non si cambiano le altre abitudini alimentari. Infondata anche l’idea sui rischi del cosiddetto effetto yo-yo, cioè che dimagrimenti e ingrassamenti alternati aumentino la mortalità. Ugualmente falso che fare continui spuntini favorisca l’obesità, perché essa dipende non dalle tante volte in cui si mangia, ma da ciò che si mangia. Altro mito da sfatare è che l’esercizio fisico non fa necessariamente perdere peso, però mantiene la buona salute, perciò è raccomandabile.

L‘obesità dipende in gran parte dal profilo genetico, però abitudini alimentari di frugalità servono a controllarla. Se delle strategie alimentari hanno dimostrato una certa efficacia, è importante persistere: la perdita di peso viene mantenuta. Per i bambini in sovrappeso, ha una grande efficacia il coinvolgimento della famiglia e dei genitori. Infine, per pazienti obesi scelti con giudizio, la chirurgia dell’obesità permette una perdita di peso a lungo termine e offre una riduzione del rischio di diabete e della mortalità.

Non è che lo studio mira a far guadagnare soldi ai chirurghi a danno di un regime di vita salutare?

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Due pesi massimi del… junk food

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biggest_burger_67A voi la scelta!!!

 

Addominali su junk food!

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