Ancora due Papi: Francesco raggiunge Ratzinger per gli auguri

papa-francesco-ratzinger-tuttacronacaSono tornati a incontrarsi Papa Francesco e il Papa Emerito Ratzinger, in occasione dello scambio di auguri in occasione del Natale. L’incontro è avvenuto questo pomeriggio, intorno alle 17, quando il Pontefice ha raggiunto la residenza di Benedetto XVI, già monastero Mater Ecclesiae. A darne notizia, un comunicato della Sala Stampa vaticana. Dopo una breve preghiera insieme nella Cappella, ha avuto luogo l’incontro privato, della durata di circa mezzora, in una sala della residenza. Papa Francesco, “che era accompagnato dai suoi segretari personali, ha salutato poi anche gli altri membri della “famiglia” del Papa emerito, S.E. Mons. Gaenswein e le Memores Domini, e si è congedato verso le 17.45″.

Paolini “Ho conosciuto Ratzinger in una sauna per gay”. Diffamazione?

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Parole di diffamazione secondo gli avvocati Marcello e Michelangelo Melandri, legali della Rai che hanno già chiesto che il tribunale trasmetta gli atti alla Procura. A far scoppiare la bomba è stata una dichiarazione spontanea rilasciata da, Gabriele Paolini, nell’ambito di uno dei processi per una delle sue incursioni ai danni di due collegamenti in diretta della Rai, nella quale il “disturbatore” ha affermato:

“Ho conosciuto Joseph Ratzinger in una sauna per gay, a Torino, quando avevo 14 anni” e poi ha proseguito:

“Sono vent’anni che vengo ai processi. Oggi per me è emozionante perché vengo da detenuto per un altro motivo e perché è presente in aula mia madre. Nel periodo dei fatti che mi sono contestati in questo processo, gridavo di una infanzia rubata. Ho nella mia vita scelto di stare dietro ai giornalisti non per disturbare, ma per dire la mia verità. E per un motivo o un altro, la mia voce è stata sempre ascoltata a metà. Nelle due occasioni di cui si occupa questo processo chiedevo le dimissioni di Ratzinger”.

La strana malattia di Ratzinger… tra conferme e smentite!

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Il Papa emerito sta veramente male? A quanto sembra le sue condizioni di salute sarebbero molto preoccupanti e lo testimoniano le ultime foto in cui Benedetto XVI appare stanco e molto invecchiato rispetto a quando aveva lasciato in elicottero la Città del Vaticano dopo le sue dimissioni da Papa. A mostrare la gravità della malattia ci sarebbe la giornalista spagnola Paloma Gomez Borrer (una vera eccellenza tra i vaticanisti) che avrebbe messo in dubbio la possibilità che il Papa Emerito risieda a lungo nel monastero Mater Ecclesiae.

Secca la smentita dal Vaticano. Padre Federico Lombardi ha ribadito che non c’è nessuna novità sulla salute di  Ratzinger. Le voci però non si sono quietate e c’è chi attribuisce questo calo fisico anche a un dosaggio diverso nel dosaggio dei farmaci che normalmente Benedetto XVI assume da anni.

Magdi Allam, lascia la Chiesa… Francesco non lo convince, troppo vicino all’Islam

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Magdi Allam, giornalista, politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano (ma c’è anche chi ritiene che sia solo un agente dei servizi), lascia la Chiesa dopo che si era convertito al Cristianesimo.

Si tratta di “una scelta – spiega – maturata anche di fronte alla realtà di due Papi”, ma ciò che “più di ogni altro fattore mi ha allontanato dalla Chiesa – specifica – è la legittimazione dell’Islam come vera religione di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto”. Allam, che anche per la campagna elettorale aveva utilizzato slogan contro la religione musulmana, si dice inoltre “convinto che l’Islam sia un’ideologia intrinsecamente violenta così come è stata storicamente conflittuale al suo interno e bellicosa al suo esterno” e ritiene che “l’Europa finirà per essere sottomessa all’islam, così come è già accaduto a partire dal Settimo secolo”, “se non avrà la lucidità e il coraggio di denunciare l’incompatibilità dell’islam con la nostra civilità e i diritti fondamentali della persona, se non metterà al bando il Corano per apologia dell’odio”.

Non solo: per l”ex’ convertito, “è una autentica follia suicida il fatto che Giovanni Paolo II si spinse fino a baciare il Corano il 14 maggio 1999, che Benedetto XVI pose la mano sul Corano pregando in direzione della Mecca all’interno della Moschea Blu di Istanbul il 30 novembre 2006, mentre Francesco I ha esordito esaltando i musulmani ‘che adorano Dio unico, vivente e misericordioso”. Tuttavia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata “la Papalatria che ha infiammato l’euforia per Francesco I e ha rapidamente archiviato Benedetto XVI“, evidenzia.

Ma l’allontanamento di Magdi Cristiano è dovuto anche ad altri fattori. Ad esempio “il buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati – e soprattutto – i clandestini”. E lo dice nonostante anche lui rientri nella prima categoria, visto che è nato e cresciuto fino a vent’anno al Cairo, in Egitto. A supporto della tesi, cita anche il Vangelo: “io sono per l’accoglienza con regole e la prima regola è che in Italia dobbiamo innanzitutto garantire il bene degli italiani, applicando correttamente l’esortazione di gesù ‘ama il prossimo tuo come te stesso’”. E conclude: “Continuerò a credere nel Gesù che ho sempre amato e a identificarmi orgogliosamente con il cristianesimo come la civiltà che più di altre avvicina l’uomo al Dio che ha scelto di diventare uomo”.

FRANCESCO E BENEDETTO… L’incontro storico fra i due PAPI!

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E venne il giorno in cui i due Papi si ritrovarono uno di fronte all’altro. Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, incontra oggi a Castel Gandolfo Joseph Ratzinger, Papa emerito e suo predecessore sul soglio pontificio col nome di Benedetto XVI, in un momento assolutamente inedito nella storia della Chiesa cattolica. Benedetto XVI accoglierà papa Francesco all’eliporto di Castelgandolfo, dove atterrerà intorno alle 12,10. Dopo un primo colloquio, Bergoglio e Ratzinger pranzeranno insieme. Parleranno di Vatileaks e probabilmente delle risultanze dell’inchiesta interna voluta da Ratzinger, che ne avrebbe consegnato il verbale di 300 pagine, redatto dai cardinali Julian Herranz, Josef Tomko e Salvatore De Giorgi, solo al suo successore.

Il Vaticano ha previsto solo una minimale nota sull’incontro. Quello che si diranno Francesco e Benedetto, anche questa volta, resterà un loro segreto.

Il ciellino Scola ha 50 voti… favoritissimo su tutti!

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Il cardinale Angelo Scola sembra essere tra i favoriti. Secondo alcune indiscrezioni, l’arcivescovo di Milano gode di un forte sostegno tra gli europei e sembra che in questi ultimi giorni gli “ambasciatori”, come il cardinale di Bologna Carlo Caffarra, abbiano lavorato molto per far aumentare i consensi. Si parla addirittura di 45-50 possibili voti potenziali, stando alle riunioni informali. Ma al nome di Scola si aggiungeranno almeno altri papabili: il canadese Marc Ouellet, teologo «raztingeriano» come Scola, il cappuccino di Boston Sean O’Malley e Donald Wuerl, Washington  e il brasiliano Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo.

I primi indizi sull’elezione papale!

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La Messa ‘pro eligendo’ si sta svolgendo secondo quanto previsto dal rito ecclesiastico, ma già si sono rivelate molti piccoli indizi che potrebbero far capire le preferenze dei cardinali. Ad esempio il ringraziamento di Sodano a Ratzinger, che viene letto dalla stampa specializzata come un invito a eleggere Angelo Scola. Per altri invece è stato solo un atto dovuto poichè in prima fila dei vescovi e arcivescovi nella Basilica di San Pietro c’è il Prefetto della casa pontificia, Monsignor Georg Gaenswein.

La messa, naturalmente celebrata in latino, ha poi visto recitare una prima lettura in inglese (secondo alcuni è sintomo che il Papa potrebbe essere americano, secondo altri l’ordine non ha una importanza sostanziale) a cui è seguito il salmo in italiano e poi una  seconda lettura in spagnolo.
Sono previste preghiere in francese, swahili (lingua di molti Stati africani), portoghese, malayalam, lingua parlata in India, principalmente nel Kerala, e poi naturalmente in tedesco.

Canti, colpi di tosse e rosso. E’ iniziata l’elezione del PONTEFICE!

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Alle 10.00 in punto  nella basilica di San Pietro è iniziata la messa ‘’pro eligendo Pontifice’’ celebrata dal decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano. Tra i canti sacri e qualche colpo di tosse sono sfilati i porporati. Alle 16.30 è previsto l’ingresso in Conclave dei 115 cardinali elettori che entreranno in processione nella cappella affrescata da Michelangelo: da quel momento in poi sono tagliati fuori dal mondo. Ci sarà quindi il giuramento per l’elezione del Papa, cui potrà far seguito la prima votazione. La prima fumata nera si presuppone avrà luogo intorno alle ore 20. I grandi favoriti: Scola, Scherer e Ouellet, ma c’è anche chi spera in un Papa americano, tra i papabili in questo caso Timothy Michael Dolan e Sean Patrick O’ Malley.

Se mercoledì dal comignolo uscirà una fumata bianca, è probabile che il nuovo Papa sia Scola. Un passato in Comunione e liberazione, marcata anche da una rottura con il fondatore don Giussani nei lontani anni Settanta, e un presente da arcivescovo di Milano, Scola è vicino a Joseph Ratzinger, con cui ha condiviso la linea teologica nella rivista ‘Communio’. Nato a Malgrate, una giovinezza a Milano, è stato ordinato sacerdote a Teramo. Rettore della Lateranense, vescovo a Grosseto, patriarca di Venezia, infine, per volontà di Benedetto XVI, successore di Tettamanzi e Martini a Milano, si è dimostrato buon manager e, tramite la fondazione ‘Oasis’, ha da ultimo ampliato le relazioni internazionali e la dimistichezza con l’inglese, tanto da volare a fine dell’anno scorso a Londra e programmare un viaggio a Washington cancellato dalle dimissioni impreviste di Benedetto XVI.

Con Scola ci sono diversi europei (il francese Vint-Trois, lo spagnolo Rouco Varela, l`olandese Eijk, il croato Bozanic), qualche italiano (Carlo Caffarra in particolare), e forse qualche voce mediorientale. Se al primo voto coagulasse un buon pacchetto di voti, si potrebbe innescare un effetto calamita abbastanza rapido da far presagire una pronta elezione. Il susseguirsi di fumate nere potrebbe, al contrario, indicare che il papabile italiano non ha raggiunto la fatidica quota di 77 voti necessari a divenire Pontefice. In questo caso avrebbero maggiori possibilità altre personalità a lui, per certi versi, assimilabili.

Forti, in particolare, i nomi del canadese Marc Ouellet (che non voterebbe Scola) e dell’ungherese Peter Erdo (presidente moderato del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa), capaci, entrambi, di attrarre diversi voti curiali. Forte anche il nome del cardinale austriaco Christoph Schoenborn, allievo di Ratzinger, campione anti-pedofilia, emerso in passato per uno scontro sia con Tarcisio Bertone (con Scola, Ruini, Bagnasco e Meisner chiese a Benedetto XVI di mandarlo in pensione) che con Angelo Sodano (che aveva liquidato le critiche alla Chiesa sulla pedofilia come “chiacchiericcio”). Sebbene non sia scontato vedere un Papa austriaco dopo un Papa tedesco, Schoenborn, apparso in perfetta forma ad una messa celebrata domenica subito seguita da una conferenza stampa, potrebbe attrarre i voti delle anime più critiche del collegio cardinalizio con la Curia romana (America, Germania).

Scola, ad ogni modo, non sarà l’unico a partire con un buon pacchetto di voti. Ai nastri di partenza si presenza anche il brasiliano Pedro Odilo Scherer, arcivescovo di una città immensa come San Paolo, in passato stimato funzionario della congregazione vaticana dei Vescovi. Di origini tedesche, sarebbe il primo Papa sudamericano. Ha il sostegno del cardinale decano Angelo Sodano e di vari nunzi apostolici, ma il perimetro dei suoi voti è più ampio di quello curiale.

Sono gli americani il terzo attore con possibilità di entrare in partita. Giunti agguerriti a Roma, gli undici cardinali a stelle e strisce sono capitanati dall’arrembante arcivescovo di New York Timothy Michael Dolan. Dovrebbe essere lui il portabandiera al primo scrutinio di questa sera. Se su Dolan convergeranno solo undici voti, la partita degli statunitensi è chiusa. Se invece sin dal primo scrutinio gli americani raccogliessero più voti, potrebbero puntare a dar battaglia. Al posto di Dolan potrebbe subentrare Donald Wuerl di Washington o, più probabilmente, il cappuccino di Boston Sean O’Malley, notevole spiritualità, un buon passato da vescovo (a Boston ha ereditato la disastrosa piaga della pedofilia da Bernard Law), apprezzato da diverse anime del cattolicesimo associativo e stimato – con il suo fluente spagnolo e i suoi rapporti con gli ispanici – da diversi cardinali sudamericani. Se non fosse ancora tempo di un cardinale Usa, gli americani potrebbero comunque convogliare i propri voti su un sudamericano o un canadese.

Uno sguardo a… Risotto con gli Asparagi di Bassano del Grappa

La ricetta puoi trovarla QUI!

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San Pietro sulla scena di… Angeli e Demoni di Ron Howard

San Pietro sulla scena di… Habemus Papam di Nanni Moretti

San Pietro sulla scena di… Il Tormento e l’Estasi di Carol Reed

Personalità di San Pietro… Papa Emerito Benedetto XVI

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Uno sguardo a San Pietro… le tenebre!

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Uno sguardo a San Pietro… la luce!

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Uno sguardo a… SAN PIETRO, Stato Città Vaticano!

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Un gesto folle: parroco brucia la foto del Papa a Messa!

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Il parroco di Castelvittorio, piccolo borgo nell’entroterra di Ventimiglia (Imperia), ha incendiato durante l’omelia e davanti a diverse decine di fedeli la foto del Papa. Don Andrea Maggio (che alcuni in paese si sono affrettati a dipingere come depresso e con problemi psicologici per arginare lo scandalo) ha accusato Benedetto XVI di “non essere un pastore, un Papa, perché ha abbandonato”. A riferire l’episodio è stato il sindaco di Castelvittorio, Gianstefano Orengo, testimone dell’accaduto.

“E’ stato un gesto scioccante – ha riferito il primo cittadino- commesso davanti a una decina di bambini. Capisco che don Andrea stia attraversando un periodo piuttosto delicato dal punto di vista psicologico, ma è comunque un gesto molto grave”. Il sindaco ha riferito che il gesto inconsulto è stato commesso intorno alle 10.15, durante la consueta messa domenicale. Pochi minuti dopo l’inizio dell’omelia, don Andrea ha preso una fotografia di Papa Ratzinger che era accanto ad un candeliere e le ha dato fuoco davanti a tutti avvicinandola a una candela. Don Andrea ha giustificato il gesto accusando il Papa “di aver abbandonato, un pastore non abbandona le sue pecorelle”.”Molti fedeli hanno protestato ed altri, come me, sono usciti sconcertati – ha riferito il sindaco di Castelvittorio -. Il fatto che don Andrea stia trascorrendo un momento difficile può essere un’attenuante, ma comunque non sono gesti giustificabili”. Secondo il sindaco, quello del parroco è stato il segno di un suo malessere: “Credo che sia l’apice di alcuni discorsi che continuava a ripetere negli ultimi tempi ai fedeli. Sosteneva che bisognava togliere dalla chiesa tutte le le immagini dei Santi, delle Madonne e di Padre Pio”.

DOPO IL PARROCO CHE GIUSTIFICAVA IL FEMMINICIDIO ORA E’ TEMPO DEL PARROCO INCENDIARIO… TROPPA VIOLENZA NELLA CHIESA!

Valeria è andata a salutare Ratzinger!

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Non ha voluto mancare all’ultima udienza del Papa in Piazza San Pietro in Vaticano. Valeria Marini era nell’area riservata, in mezzo a tanti prelati. Valeria Marini ha spesso parlato della sua fede cattolica e del suo partecipare alle celebrazioni della domenica.

Sigillato l’appartamento papale!

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Questa sera, dopo la fine del pontificato di Benedetto XVI, l’appartamento nel quale il Papa ha vissuto per quasi otto anni e’ stato sigillato dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, in veste di Camerlengo. E’ stato apposto un sigillo fatto con un nastro adesivo robusto e con sopra il timbro della ”sede vacante”.

Cospirazioni? Misteri? Segreti? La Chiesa e il suo Pontefice!

Oggi il Papa ha chiuso il suo Pontificato, lo ha fatto con molta dignità lasciando un grande vuoto tra i fedeli. Un atto sicuramente rivoluzionario e degno di un’idea che, condivisibile o meno, racchiude in se una grande coerenza.

Le teorie di seguito  espresse sono soltanto un gioco… ricerche fatte in rete per alleviare, far sorridere e comunque portare a conoscenza alcuni fatti inediti e misteriosi. Tuttavia alcune persone potrebbero sentirsi colpite che in un giorno come questo si possa scherzare su questi temi. Per noi si tratta solo di radunare una documentazione sulla quale riflettere e sorridere. Non si vuole offendere nessuno, nè si vuole “sminuire” l’intensità del momento. E’ un modo “particolare”, personale e non condivisibile di rivolgere un pensiero a questo momento storico con ironia e leggerezza. Vedere l’assurdo che si riesce a propagare nel mondo e quanto l’uomo ne sia sempre attratto.

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Iniziamo subito con un pezzo forte: avete mai sentito parlare del “Grande Grimorio”? Pare che si tratti di un libro scritto da Satana in persona o da un uomo posseduto da lui. Secondo alcuni teorici della cospirazione, questo libro conterrebbe il nome segreto di Dio, che se viene pronunciato al contrario potrebbe portare alla distruzione dell’intero universo. Cosa c’entra il Vaticano con tutto ciò? Il libro sarebbe segretamente in possesso della Chiesa, e conterrebbe informazioni incredibili, come le prove dei miracoli di Gesù!

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Quanti di voi hanno letto Il Codice Da Vinci? Quest’altro punto si basa proprio su questa teoria del complotto. Il Vaticano sarebbe al corrente di un segreto davvero impensabile, secondo il quale Gesù era un ragazzo normalissimo, che di mestiere faceva l’operaio, e la religione sarebbe solo un gioco sadico di potere e denaro. Che ne pensate?

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Nel 2010, il Vaticano ha diffuso un documento sulla riforma del sistema finanziario e monetario internazionale. Si dice che questo documento abbia condannato l’idolatria e l’avidità delle nazioni e abbia richiesto una nuova collaborazione tra i vari governi mondiali. Secondo alcuni teorici, la Chiesa vorrebbe stabilire il cosiddetto “New World Order”, dunque Nuovo Ordine Mondiale, e non solo: sarebbe proprio la Chiesa ad affermarsi come autorità suprema su tutte le nazioni!

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Il Vaticano potrebbe essere a conoscenza di una profezia apocalittica, che secondo la leggenda fu rivelata dalla Vergine Maria a tre bambini su una collina a Fatima, in Portogallo. Secondo Giovanni Paolo II, il terzo di questi segreti si riferiva all’attentato che egli subì, ma in realtà la Chiesa potrebbe celare ben altro, circa la fine del mondo.

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Secondo questa teoria, il Presidente degli USA John Kennedy fu ucciso dalla Chiesa, su preciso ordine del Papa, nonostante fosse cattolico, poiché si stava allontanando dalla religione, coinvolgendo in ciò la popolazione.

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Chi detta legge nella Chiesa? Secondo un noto libro di Eric Phelps, intitolato “Vatican Assassins”, non è il Papa, bensì il Superiore Generale dei Gesuiti, conosciuto anche come “Papa nero”. Si crede che egli sia il leader di tutte le organizzazioni militari segreto, del sistema bancario internazionale e addirittura degli Stati Uniti d’America.

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Giovanni Paolo I, il Papa che venne prima di Giovanni Paolo II, fu a capo della Chiesa per solo un mese. Secondo David Yallop, un autore britannico, egli fu assassinato, perché stava per venire al corrente di importanti scandali finanziari nei quali è coinvolto il Vaticano.

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Secondo alcuni gruppi fondamentalisti cristiani in USA, il Papa potrebbe veramente essere l’anticristo. La Scrittura dice chiaramente che il ruolo dell’anticristo è quello di distogliere le persone dalla vera fede e di distruggere la società. Sono molti i cattolici che affermano che Roma sarà la sede dell’Anticristo quando verrà l’Apocalisse.

Le lacrime di Padre Georg!

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Monsignor Georg Gaenswein non ha trattenuto la commozione nelle ultime ore del pontificato di Benedetto XVI  e al momento dell’uscita del Papa dall’Appartamento Pontificio è apparso visibilmente commosso e in lacrime

IL VIDEO D’ADDIO DEL PAPA

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Si è coclusa da poco la cerimonia con la quale Benedetto XVI ha salutato il mondo e si è ritirato a vita privata. Un percorso seguito da tutto il mondo attraverso le telecamere che sono potute entrare laddove non era mai stato prima permesso di filmare. Dagli appartamenti papali al volo sull’elicottero dell’aeronautica militare italiana il viaggio del Papa che saluta il suo popolo di fedeli.

 

“Ciao Papa!” E’ un evento mediatico… la rivoluzione di Joseph Ratzinger!

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Questa mattina il Papa si è congedato dai porporati. “So che il mio successore è seduto tra di voi – ha detto Benedetto XVI – e prometto a lui obbedienza e riverenza. La vostra vicinanza mi è stata d’aiuto in questi anni”.  Ora si congeda dai fedeli e si accinge a rientrare nel suo personalissimo mondo.

Il saluto del Papa, si sigilla l’appartamento e i documenti di Vatileaks saranno passati al suo successore. Benedetto XVI, in elicottero, arriverà a Castel Gandolfo.

Saluta il cardinale Comastri, Vallini… le persone che gli sono stati più vicine.

E’ la prima volta che si vedono gli interni del palazzo apostolico e l’ingresso all’abitazione personale del Papa.

Applausi all’interno del Cortile di San Damaso da parte di tutte le autorità… fra questi anche Bertone e tutta la curia!

Sono le 16,57 quando l’auto abbandona il cortile e attraversa i giardini vaticani per arrivare all’eliporto.

L’ultimo twitter del Papa “Grazie del vostro amore” arriva alle 17.00.

Suonano le campane alle 17.06. Quelle che annunciano la morte e l’elezione del nuovo pontefice. Questa volta suonano per un saluto al Papa.

E’ studiato anche il congedo fatto nelle prime ore del tramonto con il volo dell’elicottero che saluta la città di Roma.

La rotta è stata studiata per dare un abbraccio a tutta la città, dal quartiere Prati a San Giovanni in Laterano, dal Colosseo alla via Appia.

Forse un sacrificio quello del Papa dettato anche dalle divisioni interne della Chiesa e dagli scandali che in questo ultimo periodo li ha investiti. I contrasti ceh si sono generati con la Curia e la volontà di richiamare l’attenzione sulla Chiesa.

L’elicottero atterra a Castel Gandolfo alle 17.24.

Dall’elicottero dell’aeronautica militare italiana scendono oltre al Papa, il suo segretario Georg Ganswein Lo saluta il Vescovo di Albano, Severano e altre autorità ecclesiali.

Per la prima volta si vede il percorso in video dall’eliporto al palazzo apostolico di Castel Gandolfo.

Arriva al palazzo apostolico alle 17.32.

Il Papa si affaccia alla loggia alle 17,38.  “Cari amici, questo mio giorno è diverso dagli altri. Non sono più Papa, sono un pellegrino che inizia la sua ultima tappa.  Grazie e andiamo avanti per il bene della Chiesa e del Signore.” L’ultima benedizione arriva alle 17,41.

Quasi 10mila pellegrini che si sono riversati sulla pizza e per le vie limitrofe.

Il Papa vuole alludere a una forma di clausura per il bene della Chiesa. Anche ieri aveva affermato “rinuncio alla potestà non al servizio”

Dalle 20 è sede Vacante! Le guardie svizzere si ritireranno all’interno di San Pietro e a quel punto sarà sostituito anche il logo di Benedetto XVI con quello della sede vacante sui siti.

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Emanato il Motu Proprio dal Papa… modifiche al conclave!

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Il Papa ha emanato il Motu Proprio che introduce alcune modifiche nelle procedure che regolano il conclave.

Con il Motu Proprio sul conclave “viene concessa ai cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del conclave se sono presenti tutti i cardinali come pure resta la facoltà di prolungare fino a venti giorni” questo lasso di tempo prima di aprire il conclave. E’ stato spiegato nel briefing con la stampa.

Bagno di folla per il Papa al suo ultimo angelus!

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Grande attesa a San Pietro e in tutto il mondo per l’ultimo Angelus di papa Benedetto XVI. Quattro maxi-schermi sono in funzione in piazza San Pietro: due sono stati collocati ai lati del Sagrato e due all’inizio dei due lati del Colonnato. Sui maxi-schermi vengono mandate le immagini della stessa piazza in cui stanno affluendo pellegrini e turisti. Tantissimi i pellegrini in fila per oltrepassare i varchi, con i metal detector, per entrare nella Basilica di San Pietro. La coda parte, guardando la piazza, dal Colonnato di sinistra ed arriva fino a quello di destra. Sono moltissimi i pellegrini stranieri, in particolare in questo momento giapponesi. Coloro che invece vogliono assistere all’Angelus hanno cominciato a prendere posto intorno all’obelisco al centro della piazza. L’atmosfera è molto rilassata: c’è chi sventola bandiere, chi mostra striscioni e chi a gruppetti si fa foto ricordo con sfondo la Basilica di San Pietro. Massima la sicurezza a Roma e in particolare nella zona di San Pietro.

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Merchandising sacro… Roma si prepara al conclave.

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A Roma si vede spuntare ogni tipo di gadgets possibile  e immaginabile… ma quelli che oggi sono sotto gli occhi di tutti sono messi in vendita in occasione dei fedeli che si riverseranno nella città eterna per attendere il successore di Benedetto XVI. Dalle classiche cartoline, ai portachiavi, alle riproduzioni di San Pietro, ciò su cui i negozi di articoli specializzati puntano sono però le foto di Giovanni Paolo II, ogni presente in ogni negozio di via della Conciliazione!

 

Motu Proprio del Papa?

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Il Motu proprio è una locuzione latina, tradotta letteralmente significa di propria iniziativa, che si usa quando un Papa proclama un documento (lettera apostolica etc..) di propria iniziativa, senza aver interpellato il consiglio vaticano. Il Papa vorrebbe quindi dare un ultimo saluto alla sua Chiesa prima del ritiro definitivo. Avrebbe scelto il motu proprio per avere la massima libertà di espressione, per comunicare qualcosa di estremamente personale secondo alcuni, mentre secondo altri sarebbe la possibilità di lanciare messaggi a chi lo ha da tempo ostacolato.

Monsignor Georg seguirà Ratzinger!

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Sia nel suo soggiorno a Castel Gandolfo sia, successivamente, nel passaggio al monastero in Vaticano, Benedetto XVI sarà accompagnato sia dal suo segretario monsignor Georg Gaenswein, che rimane prefetto della Casa Pontificia, sia dalle ‘memores’ che si occupano della sua vita quotidiana. Lo ha riferito padre Federico Lombardi.

Il Papa si toglie qualche sassolino dalla scarpa?

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La cupola di Michelangelo è il cielo che veglia sul Papa dimissionario che celebra il rito delle ceneri. Queste le parole che risuonano come monito a tutta la Curia: “Il volto della Chiesa è a volte deturpato da divisioni e colpe” contro la sua stessa unità. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. La dimensione comunitaria – ha spiegato il Papa – è un elemento essenziale nella fede e nella vita cristiana. Cristo è venuto per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Il ‘Noi’ della Chiesa è la comunità in cui Gesù ci riunisce insieme: la fede è necessariamente ecclesiale. E questo è importante ricordarlo e viverlo in questo tempo della quaresima: ognuno sia consapevole che il cammino penitenziale non lo affronta da solo, ma insieme con tanti fratelli e sorelle, nella Chiesa”.

Basta individualismi  e rivalità e più unità, questo il desiderio di un Papa che lascia… e forse non solo per l’età!

Il dilemma di Benedetto XVI!

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Herbie Brennan, nel 1978, in un racconto, ipotizzava che un Papa, Benedetto XVI, sarebbe stato l’unico in grado di fermare il feroce dittatore Victor Ling nella sua ascesa al potere nella nazione di Anderstraad. Il Papa, nel racconto, sarebbe stato preso da una visione mistica che lo incitava ad attaccare Ling. Il Pontefice, però, ha uno scrupolo di coscienza e chiede il parere di un medico che deve stabilire se Benedetto XVI è sano o no di mente. Il racconto fu pubblicato nel ’77 negli Stati Uniti, nel ’78 in Italia, (collana “Urania”) anno di elezione di Giovanni Paolo II.

 

Dimissioni del Papa? L’America le vede così!

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Tra gallerie fotografiche, articoli ed editoriali i quotidiani Usa sono pieni di notizie su Benedetto XVI. Soprattutto l’attenzione si posa sulle luci e ombre del Papato di Joseph Ratzinger e sul suo successore.

”Il Papato dopo Benedetto”, e’ il titolo dell’analisi del Wall Street Journal, secondo il quale Ratzinger lascia ”una ricca eredita’ di fede ma anche una fallimentare burocrazia vaticana”. Per il Wsj un papa ”intellettualmente forte come Benedetto puo’ stabilire nobili obiettivi e articolarli con forza ed eloquenza, ma tutto cio’ diventa inutile se il Vaticano e’ incapace di portare a termine le intenzioni del pontefice, perfino indebolendole”.

E in un altro articolo il Wsj si sofferma sui candidati alla successione, citando il cardinale Angelo Scola tra i favoriti, ”figura d’alto profilo nella Chiesa e anche con esperienza nel dialogo interreligioso”.

”Un mandato turbolento per uno studioso tranquillo” e’ invece il titolo del New York Times, secondo il quale durante il papato di Benedetto XVI la Santa Sede ”e’ carambolata da una crisi all’altra”. E per questo ”sia i supporter che i detrattori” di Ratzinger, ”hanno salutato pressoche’ universalmente il passo come un momento di grazia, apparendo quasi alleviati nel vedere la fine di un viaggio molto turbolento”.

Il Washington Post, in un’analisi, si sofferma invece sul futuro pontefice e titola ”Quanto sara’ moderno il nuovo papa”, citando anche lui tra i papabili il cardinale Scola, poi il canadese Marc Ouellet, il ghanese Turkson e l’arcivescovo di New York Timothy Dolan. Di certo, sottolinea il Wp, ”la piu’ alta priorita”’ del nuovo pontefice ”dovra’ essere rendere i cattolici nuovamente evangelizzatori”.

Un saluto fra due “uscenti”! Il Papa darà un saluto speciale a Napolitano

“La ringraziamo in questo momento particolare. Siamo sotto l’impressione di questo avvenimento, ma il signor Presidente avrà modo di salutare personalmente il Santo Padre in udienza speciale”.  Con queste parole Tarcisio Bertone ha comunicato alla stampa l’incontro che si terrà tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Benedetto XVI!

napolitano - benedetto XVI

Non ce l’ha fatta con Bersani, ma forse Renzi è stato ascoltato dal Papa!

Il Papa si dimette e lo fa, almeno pubblicamente, per la sua età. Ma perchè Benedetto XVI “abdica” e Giovanni Paolo II ha portato la sua croce fino alla fine?

Negli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II, quando le condizioni di salute del Pontefice destavano viva preoccupazione non solo tra i fedeli ma anche negli ambienti vaticani, le ipotesi di abdicazione si fecero sempre più insistenti. Molti cardinali erano d’accordo con questa opzione e il cardinale Sodano si limitò a commentare che la decisione “andava rimessa alla coscienza del Papa”. Eppure Wojtyla, che aveva più volte dichiarato che avrebbe rinunciato al suo mandato solo in caso fosse diventato mentalmente inabile, continuò nella sua missione evangelica fino alla fine dei suoi giorni, stroncato dal morbo di Parkinson.

L’odierno proclama di Benedetto XVI mostra una Chiesa che vuole rincorrere il mito del “giovanilismo ad oltranza” o cerca più ragionevolmente forze nuove per tempi sempre più difficili?.

In ogni caso Ratzinger si è ritirato e i politici italiani invece restano in Parlamento. Forse sarebbe bene che riflettessero attentamente sulle parole del Papa!

papa Bersani

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