Atleta italiano positivo all’antidoping a Sochi

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Ancora la comunicazione formale al Coni non è arrivata, ma uno dei quattro atleti italiani del bob a quattro presenti a Sochi sarebbe stato trovato positivo all’antidoping. Secondo le prime notizie l’atleta è risultato positivo ad uno stimolante che sembra essere dovuta all’acquisto di un integratore effettuato dall’atleta su internet.

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Tentata rapina finisce in tragedia, la barista uccide il ladro a Fiumicino

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Non ce l’ha fatta il 29enne romano ferito all’addome in un bar di Fiumicino, alle porte di Roma. Il giovane era entrato insieme a un complice nel locale esplodendo almeno un colpo d’arma da fuoco e la barista romena, ha reagito e ne è nata una colluttazione nella quale la donna aha colpito il giovane con un coltello da cucina in pieno addome. Il cadavere del 29enne è stato trovato a bordo di un furgone sul quale lui e il suo complice erano scappati.

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Marino senza capo segreteria: Enzo Foschi lascia

Enzo-Foschi-tuttacronacaE’ arrivato ieri, dopo l’incontro in Campidoglio tra Ignazio Marino e Lionello Consentino, l’annuncio ufficiale che il capo della segreteria del sindaco, Enzo Foschi, lascia l’incarico per un nuovo ruolo nella segreteria cittadina del Pd. Il rapporto tra sindaco e capo segreteria si era ormai logorato, dopo mesi conditi anche da diverse polemiche, e la risoluzione del rapporto di lavoro era inevitabile. Anche se lui minimizza: “Assolutamente nessun attrito con Marino e la sua giunta – dice l’ormai ex capo della segreteria – Voglio bene a tutti”.  Ma l’uscita di Foschi equivale, per il Pd romano, a perdere uno dei pochi rappresentanti all’interno dello staff ristretto di Marino, peraltro considerato molto vicino al governatore Nicola Zingaretti. Il fatto che Foschi lasci l’incarico, quindi, potrebbe pesare sui futuri equilibri nella maggioranza, chiamata oggi a un importante vertice a Palazzo Senatorio. “L’impegno di Foschi, di raccordo tra la giunta e la maggioranza capitolina, è stato prezioso per questa amministrazione”, commenta il capogruppo democrat Francesco D’Ausilio. Il presidente del consiglio comunale, Mirko Coratti, non nasconde “un po’ di amarezza per la notizia della conclusione del suo lavoro all’interno dell’amministrazione”. Per quel che riguarda il successore, tra i papabili ci sono Roberto Tricarico e Silvia Decina, ammesso che Marino non scelga  direttamente dal suo cerchio magico, e affidare l’incarico ad Alessandra Cattoi. Un’ipotesi, quest’ultima, che darebbe la stura a quel rimpasto di giunta che in molti attendono, anche se fino a ora è stato escluso categoricamente da Marino. Per un vero rinnovo della giunta, però, si attende la risposta di Giovanni Legnini al pressing del sindaco, che lo vorrebbe in squadra al posto dell’assessore al bilancio Daniela Morgante. Come scrive il Messaggero, tuttavia, l’eventuale assenso del sottosegretario alla Presidenza del consiglio, però, arriverebbe soltanto al termine dell’iter di approvazione del Salva Roma, quando la situazione si sarà almeno in parte stabilizzata. L’ipotesi di un nuovo incarico per la Cattoi, peraltro, lascerebbe vacante l’assessorato alla scuola, che potrebbe andare all’attuale responsabile dei lavori pubblici, Paolo Masini. Lasciando così libero una poltrona nella sala delle Bandiere, per la quale ci sono già molte candidature all’interno della maggioranza in consiglio comunale.

Frase shock a Catania: “Saviano ti meriti la camorra”

saviano-camorra-tuttacronacaE’ scritta con lo spray nero, ben visibile a tutti i passanti, la frase shock che ha fatto la sua apparizione a Catania, su un muro di una traversa della centralissima via Umberto. “Saviano ti meriti la camorra” recita la scritta offensiva nei confronti del giornalista-scrittore, che ha fatto della battaglia contro la camorra una ragione di vita.

Dichiarazioni shock, italiano rinchiuso in Guinea!

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«Da oltre un anno sono imprigionato. Negli ultimi due mesi sono anche stato rinchiuso in una cella di isolamento priva di luce e ogni giorno ricevo bastonate e frustate. La pressione è fortissima, spero di riuscire a resistere almeno per potere vedere i miei figli». Questa la dichiarazione di Roberto Berardi, l’imprenditore italiano in carcere in Guinea equatoriale, andata in onda al Tg1 questa sera.  Del caso si era occupato anche Chi l’ha visto a novembre.

 

La crisi economica fa volare il calciomercato italiano

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Sembra una contraddizione in termini eppure la crisi economica che ha bloccato i mercati economici ha spinto al rialzo il calciomercato. Nonostante i bilanci di molti club risultino tutt’ora in rosso uno studio della Fifa, il Global Transfert Market, rivela che per i trasferimenti dei calciatori sono stati spesi 2,7 miliardi di euro nel 2013. I club italiani in tal senso sono molto attivi e si sono piazzati al secondo posto con 475 milioni, subito dietro l’Inghilterra la quale ha speso 913 milioni. Terza la Spagna.

Sono stati presi in esame i 6000 club professionistici nel mondo di 200 nazioni e l’analisi ha mostrato come, rispetto al 2012, vi sia stato un aumento di spesa del 41 per cento. In casa nostra, con i presidenti che gridano a costi di gestione elevati, l”incremento rispetto all”anno precedente è stato del 120 per cento.

Nel 2013 i trasferimenti internazionali di giocatori ancora sotto contratto sono stati 1628 (il 14%) delle 12.309 operazioni concluse e in questi numeri non ci sono i trasferimenti di calciatori nello stesso Paese. E, per quanto riguarda questi trasferimenti, gli intermediari hanno incassato 216 milioni di commissioni.

I club italiani hanno acquistato 304 giocatori nel 2013 (incremento del 15%) e, nello stesso tempo, ne sono partiti 382. E” il Brasile il serbatoio mondiale visto che da là 1402 giocatori se ne sono andati. Per quanto riguarda l”Italia, l”analisi della Fifa ha evidenziato che da noi sono arrivati 39 giocatori dalla Liga e nello stesso tempo in Spagna sono andati 35 atleti.

Suicido shock! Si toglie la vita a 13 anni per i brutti voti!

ragazzina-suicida-tuttacronacaShock in un Comune del basso mantovano dove una ragazzina di origini indiane di appena 13 anni si è tolta la vita nella sua abitazione. La piccola, sola in casa, ha preso una corda improvvisata, se l’è stretta attorno al collo e, dopo averla legata alla ringhiera di un soppalco, si è impiccata. La ragazzina, che frequentava la seconda media e viveva con la madre separata, ha lasciato un biglietto dove spiegava la sua angoscia per i brutti voti presi ultimamente a scuola. E’ stata la madre a trovare il giovane corpo senza vita.  Inutili i tentativi di rianimazione del personale del 118. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

Il camionista licenziato perchè ha detto no al contratto bulgaro

autostrada_autotrasporto-tuttacronaca“Mi chiamo Alessandro, per i colleghi Valanga e sono, o meglio ero un autista. Un lavoro in un settore spesso mal visto e mal interpretato, ma affascinante e comunque indispensabile. Uno di quei lavori che puoi fare solo con passione. Passione che ti spinge a farti le patenti, a girare per le strade d’Europa col tuo metabolismo regolato dalle ore di guida, dai clienti e dalle dogane. Ma vai avanti.” Inizia così la lettera pubblicata da un 31enne milanese di Segrate su Weborienta. Lui è camionista da 12 anni e qualche riga dopo aggiunge: “Ora basta. Lavoro in Italia, con un mezzo italiano, trasporto merce italiana da e per l’Italia se non addirittura in Italia, sono italiano orgogliosamente e tu mi proponi un contratto bulgaro no.” Perchè è una pratica sempre più gettonata, come spiega lo stesso Alessandro Gabanella al Corriere. “La telefonata è arrivata un anno fa e a dire il vero me l’aspettavo da un po’. Il titolare dell’azienda mi ha detto: ‘Vieni giù e ne parliamo’. Io gli ho replicato: Non propormi le porcherie che sento in giro, perché non vengo proprio”. E ora, per aver detto sì al suo orgoglio di essere italiano e alla legalità, è senza lavoro da un anno. Spiega il quotidiano:

Patente C, D, E. Migliaia di euro per poter guidare tir e autotreni. Contratti sempre precari ma una grande passione. Stipendio da 1.800 euro al mese, settimane intere al volante passando dogane e frontiere. Amici improvvisati nei motel di ogni dove. I marocchini, i pachistani e poi i romeni, i bulgari. Le «navi-scuola», gli amori, il forno da campeggio, i panini e i «bocadillos», le notti a Novara con la nebbia fitta sulla Torino-Milano e la responsabilità di carichi come macigni, l’attenzione spasmodica che non ti freghino la benzina mentre sei in dormiveglia. La carreggiata unico metro di riferimento e il parlare da soli per dissimulare la solitudine.

 

Quello che accade con questi contratti bulgari lo si può sintetizzare in questo modo:

in Bulgaria i camionisti guadagnano un terzo dello stipendio italiano e le tasse e i contributi sono minimi. Ma la Bulgaria, come la Romania, ora fa parte dell’Unione europea e in virtù della liberalizzazione del mercato e della volontà degli sherpa di Bruxelles di favorire la mobilità sovranazionale molti “paletti” sono stati divelti. Così ora si moltiplicano le aziende italiane di trasporto che chiudono nel nostro Paese per aprire una sede fittizia nell’est Europa. Con la complicità di agenzie interinali italiane (su cui siti campeggiano diversi annunci per autisti romeni) e persino di una sigla sindacale, la Unitai (aderente a Conftrasporto) che aiuta i «padroncini» a chiudere da noi per riaprire in Bulgaria fornendo tutte le informazioni del caso. L’esito – dice Alessandro – «è che se non fai come ti dicono loro resti a casa. E al tuo posto assumono un bulgaro, oppure riassumono un tuo collega italiano con un contratto bulgaro riconoscendogli in nero lo stipendio che aveva prima , ma non pagandogli più contributi e tanto meno le tasse. Se non accetti – e se ti va bene – rischi di diventare un cassintegrato. Con i sussidi dello Stato italiano, i soldi per la formazione italiani, la merce trasportata italiana da un tuo collega italiano a finanziare il welfare di Romania e Bulgaria». Eppure le norme prescrivono che aziende di trasporto straniere non possano fare più di tre viaggi all’interno di un Paese estero a settimana. Peccato che fatta legge, trovato l’inganno. Le aziende di trasporto che hanno aperto una filiale nell’est Europa hanno tenuto rimorchi e semirimorchi italiani in modo da saltare i controlli relativi al cabotaggio e ora c’è il far west. Dice Alessandro che si può trovare ovunque ampio riscontro di quello che sta accadendo: «La Arcese trasporti, che ha gestito i trasporti della Fiat per una vita, assume ora in Romania e ha appena chiuso a Torino. La Maggi ha licenziato 50 persone e ad aprile ha liquidato il settore del trasporto del latte puntando sulla logistica. Lo stesso ha fatto la Amantini. Ma anche Autori, Torello, Vercesi, Spinelli (l’azienda del presidente del Livorno, ndr.), Transmec, Fertrans, Colucci hanno assunto personale da agenzie o vettori dell’est Europa, ma nessuno lo dichiara apertamente. Eppure è tutto perfettamente legale, come mai non dichiararlo alla luce del sole?». Benvenuti in Europa, dalla porta est.

“Giustizia per Joele”: la truffa che specula sulla morte del 19enne

joele-leotta-tuttacronacaE’ stato massacrato di botte lo scorso ottobre a Maidstone, nel Kent, dove si era trasferito da pochi giorni per costruirsi un futuro, il 19enne Joele Leotta. E ora c’è chi specula su quella tragedia. La truffa organizzata prevede la vendita online di braccialetti tricolori con la scritta “Giustizia per Joele” con il ricavato che dovrebbe servire per sostenere i genitori e pagare parte delle spese legali, oltre che per il rimpatrio del feretro. Ma la madre Patrizia Leotta dichiara: “Io di questa iniziativa non ne so proprio niente, non mi risulta nulla del genere”, senza aggiungere altro. E ad essere all’oscuro del fatto sono anche gli altri familiari e gli amici di Joele. Il promotore della raccolta fondi sarebbe un sedicente cugino inglese del ragazzo italiano che in Facebook spiega: “Lui era venuto in Inghilterra per imparare la lingua e lavorare. Era qui da meno di due settimane quando è stato attaccato. Purtroppo ha perso la vita. Chiediamo di manifestare il proprio sostegno acquistando bracciali con i colori italiani con incise le parole ‘Giustizia per Joele'”. Come spiega Il Giorno, il costo del prodotto è di un pound, più il prezzo della spedizione di due euro e mezzo, da versare tramite il sistema Paypal. Parrebbe ne siano già stati piazzati alcune centinaia. Chi gestisce l’affare tuttavia non sembrerebbe affatto britannico, almeno dal linguaggio che utilizza, sebbene sostenga di essere figlio di papà inglese e mamma italiana. Ma non solo: sembra che l’autore della truffa non conosca nemmeno il giovane lecchese assassinato né la brutta vicenda che gli è costata la vita. Quello che fa, insomma, è usare foto che si trovano in rete per dimostrare un legame che probabilmente non c’è: una parentela con Joele. Sempre sempre sul social blu specifica che il denaro raccolto andrà a beneficio dei volontari di un’associazioni che si occupano dei congiunti delle vittime di omicidio. “Il resto invece verrà versato ai genitori di Joele in Italia”. I quali però tuttavia garantiscono di non conoscerlo. Per quello che riguarda la salma, venerdì il coroner del Kent avrebbe rilasciato agli inquirenti il nulla osta per il rilascio e Joele potrebbe quindi tornare a casa nel giro di pochi giorni, una volta organizzato il viaggio.

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Letta ribatte a Rehn e il debito pubblico è campo di battaglia

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Le parole di Olli Rehn hanno acceso i toni di questa giornata politica con un botta e risposta molto teso tra il commissario europeo che aveva dichiarato sulle pagine di Repubblica di essere “scettico” sulla effettiva capacità dell’Italia di ridurre il debito pubblico.

Queste le parole di Rehn:

Per centrare gli obiettivi “lo sforzo di aggiustamento strutturale avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil, e invece è solo dello 0,1 per cento. Ed è per questo motivo che l’Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità per gli investimenti”. Rehn evidenzia di avere “preso nota delle buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review. Ma lo scetticismo è un valore profondamente europeo. E io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario. In particolare per quanto riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014″.

“Le nostre previsioni di febbraio saranno un appuntamento molto importante per l’Italia. Se il governo per quella data ci fornirà risultati concreti e soddisfacenti, ne terremo conto per calcolare i possibili effetti sui margini di manovra a disposizione del Paese”. Tornando ai momenti peggiori della crisi il commissario Ue confessa: “Se io facessi incubi, rivivrei l’angoscia del periodo tra agosto e novembre del 2011, quando l’Italia era al centro della tempesta sui mercati finanziari”.

E Letta prontamente nel pomeriggio ha ribattuto al commissario Rehn:

“Deve parlare di stabilità, di equilibrio finanziario. Lo scetticismo fa parte di un’altra categoria del dibattito politico che anche lui può usare ma togliendosi la giacca da commissario altrimenti si troverà un parlamento europeo carico di populismi e di euroscettici. La quantità di elettori che si sposteranno sarà molto consistente”.

“Al commissario dico che i nostri conti sono in ordine e solo l’Italia e la Germania hanno da tre anni il Pil sotto il 3%. L’Italia è un Paese serio. Nel 2014 inizierà a calare il debito”, sia attraverso “le privatizzazioni”, sia attraverso “la legge di stabilità” in via di approvazione.

 

Il mistero di Torino, un uomo in coma lasciato davanti all’ingresso dell’ospedale

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Nel pomeriggio di lunedì è stato rinvenuto un italiano di 42 anni con un politrauma davanti all’ingresso dell’ospedale del Cto. E’ mistero su come ci sia arrivato e come si sia procurato i traumi. L’uomo identificato, è in coma ricoverato nel  reparto di rianimazione dell’ospedale e rischia di rimanere paralizzato. In serata sono arrivati i familiari che non hanno saputo fornire spiegazioni.

 

Rivolta nel carcere di Maidstone, nella cittadina dove è stato ucciso Joele

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Durissima protesta nel carcere di Maidstone, nel Kent, dove oltre 100 detenuti stanno dando vita alla rivolta. Sky News britannica ha commentato così la notizia: «in un’ala del carcere è in corso un incidente e sono state dispiegate forze di sicurezza nazionali». Secondo alcune fonti tra 160 e i 180 detenuti stanno mettendo a ferro e fuoco un’area della prigione che si trova nella cittadina dove lo scorso 20 ottobre è stato ucciso, massacrato di botte, Joele Leotta, diciannovenne della provincia di Lecco.

L’omicidio di Joele Leotta: l’udienza preliminare rinviata a lunedì

joele-leotta-tuttacronacaUn inconveniente tecnico ha obbligato a rimandare a lunedì l’udienza preliminare dei quattro lituani accusati dell’omicidio di Joele Leotta. I quattro, che avrebbero massacrato il 19enne lecchese fino a ucciderlo nella sua camera a Maidstone, nel Kent, dove si era recentemente trasferito per lavorare, sarebbero dovuti comparire oggi via videolink di fronte alla locale Magistrates Court. Nel frattempo, l’autopsia ha confermato che Joele è morto a causa delle gravi ferite riportate alla testa durante il pestaggio.

Il primo al mondo è italiano: sulla cioccolata siamo imbattibili

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Ha 33 anni ed è milanese il pasticciere che è appena diventato il nuovo  campione del mondo di cioccolateria: Davide Comaschi. Il pasticciere con venti anni alle spalle è riuscito a imporsi sull’Olanda e sull’Australia.  A decretarlo miglior Maestro Cioccolatiere, tra 19 professionisti provenienti da tutto il mondo, è stata una giuria di esperti guidata dal presidente onorario, Iginio Massari.

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Inghilterra: patria ospitale per gli stranieri o no? Parla chi ce l’ha fatta

marco_liviero-tuttacronacaIn Italia si parla in questi giorni dell’Inghilterra per la morte del 19enne Joele Leotta, massacrato di botte una settimana fa a Maidstone, in Kent. Ma sono molti i giovani italiani che decidono di trasferirsi sul suolo inglese per costruirsi un futuro. Molti ci riescono, partendo da lavori umili e crescendo giorno per giorno. Arrivano nelle banche della City, negli hedge fund, negli studi legali, nelle università. E’ il Gazzettino a raccontare le storia del 43een padovano Marco Liviero da Padova. Appena diventato padre, è finito a Eton, una delle scuole più prestigiose del mondo, la fabbriche di re e primi ministri. Diciannove premier hanno studiato sui banchi dell’austero istituto fondato nel 1440 da re Enrico VI. E innumerevoli esponenti dell’aristocrazia britannica, tra i quali anche i principi William e Harry. Qui l’uomo insegna letteratura inglese. Così racconta la sua storia e la “sua” Inghilterra, e ci tiene a sottolineare che le opinioni sono personali e che non parla a nome della scuola. “Io ero come Joele, un ragazzo normale – insiste -. Sono arrivato qui 20 anni fa, per tre ho lavorato in un piccolo supermercato. Ho studiato all’università di Padova, ho fatto l’Erasmus in Irlanda e ho vinto una borsa di studio all’università di Birmingham. Ho avuto la fortuna di fare qualche supplenza a Cheltenham e poi ho ottenuto la cattedra a Eton. Non ho nulla di speciale, ho solo sfruttato le opportunità che ti regala questo Paese”, spiega. Liviero, dopo quanto accaduto a Joele, si sente di rassicurare tutti: “Quello che è successo a Maidstone è scioccante, un evento che deve far riflettere tutta la Gran Bretagna. Ma spero non dia un’impressione sbagliata di questa nazione che è aperta e tollerante. Gli italiani che vengono qui hanno sicuramente qualcosa da imparare. Ci sono ottime occasioni di lavoro per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche. Qui vige la meritocrazia. Proprio come a Eton. I ragazzi per entrare sostengono un esame. E non ci sono solo privilegiati. Perché uno su cinque viene finanziato da una borsa di studio. Tutti lavorano sodo. Non ci sono pregiudizi e la mentalità è molto liberal”. Ma è quindi solo l’Italia la patria del nepotismo? “Non la metterei così. Non esistono solo gli inciuci e le spintarelle. E non è vero che a Londra non esista il nepotismo. C’è anche qui, solo che gli inglesi, a differenza degli italiani, non si rassegnano, non girano la testa dall’altra parte e lo combattono perché non è insito nella loro cultura”. Lati positivi, il Belpaese li ha: “L’istruzione universitaria è eccellente, il nostro è un Paese meraviglioso ma frustrante. Non incoraggia i giovani a fare esperienze all’estero. Mi era stato offerto un lavoro in università, ma prima io avrei voluto trascorrere un periodo in Gran Bretagna. Mi è stato fatto chiaramente intendere che se me ne fossi andato il posto non sarebbe più stato mio in futuro. Quindi capisco la fuga dei cervelli, oggi più che mai perché il lavoro manca. Se fossi rimasto in Italia magari avrei avuto una buona carriera, chi lo sa. Ma sarebbe stato più difficile. Alcuni miei colleghi molto in gamba stanno facendo ancora supplenze alle medie”. Infine, un consiglio ai giovani che sognano l’Inghilterra: “Bisogna essere adattabili e tenere presente che anche se si inizia come pizzaioli non significa rimanere piazzaioli a vita. Qui non ci sono percorsi professionali già segnati. Chi studia latino e greco finisce spesso nella City e per essere un avvocato non serve neppure avere una laurea in Legge». Ritornerà mai in Italia? «Non credo, ormai il mio mondo è questo, mio figlio è nato qui, sarà inglese e italiano”.

Joele Leotta: perchè è stato picchiato a morte?

joele-leotta-tuttacronacaIeri la drammatica notizia della morte del 19enne italiano Joele Leotta a Maidstone, nel Kent, massacrato di botte poco dopo essere rincasato dal lavoro che aveva iniziato da poco. Ora il console italiano a Londra, che segue da vicino il caso, ha fatto sapere: “Teniamo alta la tensione della polizia inglese sul caso di Joele Leotta e abbiamo un loro impegno per una soluzione quanto prima della vicenda”. Al momento sono dieci i fermati: quattro di loro, tutti lituani, compariranno oggi davanti ai giudici per la formalizzazione dell’accusa di omicidio. Per quel che riguarda il movente, che inizialmente si era pensato fosse da rintracciarsi nel razzismo, ora è emersa anche l’ipotesi dello scambio di persona. Omar Galbiati, fratello di Alex, l’amico con cui Joele condivideva la stanza e a sua volta picchiato ferocemente, racconta: “Alex era sotto choc perché ha perso il suo migliore amico quando ha telefonato a casa. L’unica cosa che volevamo sentire è che stava bene e non gli abbiamo chiesto molto di quello che è successo”. E continua: “I proprietari del ristorante sono delle bravissime persone. Inizialmente ci hanno spiegato che la camera in cui dormivano Joele e Alex era prima occupata da un’altra persona ma che se ne era andata. Non so che cosa è successo. Saranno le indagini a chiarirlo”, racconta a proposito di un post su Facebook in cui si parlava di “scambio di persona”.

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Joele, l’italiano massacrato di botte in Inghilterra: “ci rubi il lavoro”

gioele-leotta-tuttacronacaAveva appena 19 anni Joele Leotta e, come molti giovani italiani, voleva costruirsi un futuro. Lui, partito da Nibonno, in provincia di Lecco, aveva scelto di recarsi in Inghilterra, per trovare lavoro e imparare la lingua. Assieme a un amico, Alex Galbiati, faceva il cameriere in un ristorante italiano di Maidstone, nel Kent, dove era giunto da circa un paio di settimane. Ma la cosa non è piaciuta ad alcuni giovani del luogo, che hanno accusato i due italiani di rubare loro il lavoro. Otto ragazzi inglesi, tra i 21 e i 25 anni, avrebbero quindi più volte importunato i due accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale. Domenica sera li avevano importunati al lavoro, poi, il tragico epilogo. Hanno infatti organizzato una spedizione punitiva nell’appartamento dei due italiani, dopo che i due lecchesi avevano terminato il turno e mentre si preparavano per andare a letto. Gli inglesi li hanno picchiati a sangue, massacrando Gioele che è morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Alex, a sua volta picchiato furiosamente e che ha riportato numerose ferite, sarebbe invece fuori pericolo. Le forze dell’ordine inglesi hanno arrestato gli otto presunti colpevoli: sette sono stati fermati subito dopo la spedizione punitiva, mentre stavano per cenare in un ristorante, l’ultimo la notte dopo.

Bambini stranieri in classe solo se sanno l’italiano

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“I bambini stranieri in classe solo se sanno l’italiano” questa in sintesi è la proposta avanzata dalla Lega Nord e presentata a Bergamo città dove è attesa per martedì il  ministro per l’Integrazione, Cècile Kyenge, che terrà una lectio magistralis. Il Carroccio però chiede di “rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione e istituire a titolo sperimentale classi di alfabetizzazione che consentano agli studenti non italofoni di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana”.

Quella del Lega Nord che a prima vista potrebbe sembrare l’ennesima discriminazione verso gli studenti stranieri poi, nella realtà, uscendo un attimo fuori dall’ideologia, potrebbe davvero essere una proposta da adottare a livello nazionale. Pensiamo solo come si possa sentire un bambino straniero che il primo giorno di scuola non riesce a comunicare con i suoi compagni, quanti problemi in più deve superare durante il percorso di apprendimento, quali ostacoli può presentare una lingua che magari si conosce solo approssimativamente.

Da parte della Lega Nord, ha spiegato il segretario provinciale Daniele Belotti, “non vi sarà alcuna contestazione” al ministro Kyenge. “La nostra sfida si giocherà solo sul piano programmatico, considerata anche l’apertura dimostrata dal ministro lo scorso 24 settembre, nel corso di una trasmissione televisiva su TvSat 2000, riguardo alla proposta di istituire delle classi ponte in cui i bambini non italofoni potrebbero imparare la lingua italiana. In quell’occasione il ministro pareva aver dato il suo assenso ideologico alla proposta, riconoscendo l’insegnamento della lingua italiana quale uno dei prioritari strumenti per l’integrazione. La Lega Nord, attraverso un’azione coordinata con i Comuni, chiederà quindi al ministro Kyenge di far sì che tale proposta possa essere concretizzata”.

Una classe quindi in cui gli studenti stranieri possano apprendere e padroneggiare la lingua prima di essere introdotti nelle classi e quindi avere anche l’opportunità sin da subito di integrarsi con gli altri ragazzi. Un aiuto concreto e non una discriminazione, ma solo un passaggio obbligato per non creare un gap difficile da poter colmare avendo un programma da seguire e tanti concetti da apprendere.

“Purtroppo – ha spiegato il sindaco di Telgate, Diego Binelle – il progetto, che prevedeva l’istituzione sperimentale di classi di alfabetizzazione e che aveva trovato il consenso del provveditore, della direttrice scolastica, delle famiglie italiane e delle associazioni locali di stranieri, si è arenato per via della forte resistenza ideologica di alcuni insegnanti. Eppure questa è l’unica vera strada per l’integrazione. La presenza di un numero sempre più elevato di alunni non italofoni all’interno delle classi si rivela un ostacolo sia per gli stranieri sia per gli italiani, che assistono a una forte riduzione dell’offerta didattica a causa dei rallentamenti nell’insegnamento dovuto alle specifiche esigenze di apprendimento degli stranieri”.

Perché quindi gli insegnanti pongono ostacoli? Per una volta possiamo abbandonare l’ideologia e vedere veramente cosa può essere più utile ai ragazzi stranieri? Perché non dotare tutti degli stessi strumenti, ma lasciare che sia a carico dell’allievo o di un insegnante volenteroso lo sforzo di insegnare la lingua mentre si sta già svolgendo un programma scolastico? Inevitabilmente dovendo colmare le lacune di una lingua sconosciuta anche l’insegnante migliore sarà costretto a rallentare il proprio programma e non solo a scapito degli altri alunni, ma anche dello stesso studente straniero.

Duplice omicidio a Reggio Calabria: Gianrocco Foti confessa

gianrocco-foti-tuttacronacaE’ l’operaio metalmeccanico Gianrocco Foti di 38 anni, incensurato, sposato con una cittadina polacca e padre di un bambino, l’autore del duplice omicidio che ha spezzato la vita di Joan Lacatus, 28 anni, e della sua compagna  Jonela Hololea, di 35, i due romeni trovati nel bagliaio dell’Alfa Romeo abbandonata sul molo di San Gregorio, a Reggio Calabria. L’uomo, fermato dalla polizia, ha confessato. Foti, come riporta ReggioPress, ha raccontato di una relazione sentimentale con una giovane prostituta romena che, con vari stratagemmi, era riuscita a più riprese, nello spazio di sei mesi, a farsi consegnare una somma di denaro superiore a 25 mila euro salvo poi troncare il raporto. L’uomo, nel tentativo di recuperare la somma, si è rivolto a Lacatus, amico della donna. I due s’incontrano ma il tentativo non porta ad alcun risultato e l’operaio è pervaso dall’esasperazione. In un ennesimo incontro, a cui prende parte anche la Hololea, a sua volta intermediaria per la restituzione del denaro, i romeni usano il pretesto di prendere la somma da un’abitazione di San Gregorio, in realtà conducono Foti in un luogo dove si trovano altri tre connazionali. I cinque romeni, stando alla ricostruzione dell’operaio, lo aggrediscono. A quel punto lui apre il fuoco. Quando ieri pomeriggio i detective della Sezione omicidi raggiungono l’abitazione dell’uomo, lui li accoglie con calma glaciale, stando a quanto riferito da uno degli agenti. Chiede il motivo del controllo e consegna l’arma, detenuta legalmente, una Beretta calibro 9×21, compatibile con quella utilizzata per compiere il duplice omicidio. Dall’arma mancavano 5 proiettili, proprio il numero dei bossoli trovati sulla scena del crimine. Foti viene accompagnato in Questura e sottoposto a  interrogatorio durante il quale nega ogni responsabilità. Nel frattempo, gli specialisti del Gabinetto regionale di polizia scientifica constatano che la pistola è l’arma del delitto. Nelle prime ore di stamani, davanti all’evidenza dei fatti, Gianrocco Foti è crollato e ha confessato.

Fermato un italiano per il duplice omicidio di Reggio Calabria

fermo-reggio-calabria-tuttacronacaUn italiano è stato fermato dalla polizia di Reggio Calabria in relazione all’omicidio dei due romeni, un uomo e una donna, i cui cadaveri sono stati rinvenuti ieri mattina nel bagagliaio di un’Alfa Romeo 146 sul pontile in località San Gregorio, vicino al porto del capoluogo calabro. Le vittime, Joan Lacatus, di 28 anni, e Jonela Hololea, di 35, erano state uccise con alcuni colpi di pistola e i loro corpi abbandonati nell’auto di Lacatus, che gli assassini avevano tentato invano di fare sparire in mare. Dopo che la squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Gennaro Semeraro, ha identificato il presunto responsabile, gli agenti hanno sequestrato la pistola calibro 9 utilizzata per compiere il duplice omicidio e sulla quale verranno effettuati accertamenti scientifici e balistici. Al momento sia gli investigatori che gli inquirenti mantengono il riserbo sul movente del delitto, anche se ieri era trapelato che s’indagava negli ambienti della prostituzione.

Stroncati i sogni di ripresa? Pil italiano a -1,8

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L’Italia è l’unico Paese del G7, cioè tra le sette nazioni più industrializzate, a far registrare un Pil negativo per l’anno in corso. Sono quindi stroncati i sogni di ripresa tanto annunciati da Enrico Letta? E’ vero che mancano pochi mesi alla fine del 2013, ma è pur vero che l’Ocse, ha confermato la  stima di una contrazione del Pil italiano dell’1,8%. L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in un aggiornamento di interim delle sue previsioni economiche, ha affermato che l’area euro come insieme non è più in recessione.  A livello mondiale, sempre secondo l’Ocse, soprattutto nelle “grandi economie emergenti, la crescita ha rallentato”, mentre “l’attività si sta espandendo a ritmi incoraggianti in Nord America, Giappone e Regno Unito, mentre l’area euro come insieme non è più in recessione”, afferma l’Ocse. Per gli Usa quest’anno è previsto un più 1,7 per cento del Pil, in Germania un più 0,7 per cento, in Francia un più 0,3 per cento e in Gb un più 1,5 per cento.

L’Ocse comunque avverte che il miglioramento della crescita nei paesi avanzati, per quanto gradito “non è ancora consolidato” mentre “permangono rischi rilevanti”. Bisogna continuare a sostenere la domanda, anche con politiche monetaria straordinarie, mentre le riforme strutturali volte a rimuovere gli impedimenti alla crescita e alla creazione di lavoro restano “vitali”, conclude l’ente parigino con un comunicato.

Stacca a morsi l’orecchio del rivale durante una lite furibonda

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Durante una lite furibonda un italiano 39enne ha staccato l’orecchio del rivale in amore, un 25enne romeno. I carabinieri di Velletri hanno arrestato l’uomo con l’accusa di lesioni gravissime. Il romeno che si trova ricoverato nell’ospedale del paese ha una prognosi di 30 giorni.

Notte di terrore a Milano, rissa alla stazione Centrale

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Panico alla stazione Centrale di Milano per i turisti che poco dopo le nove di ieri sera hanno assistito a una violenta lite con botte, sangue e coltelli.  Il più grave è un marocchino, colpito al torace e all’addome in un cruento corpo a corpo con un altro uomo, tunisino, ricoverato in codice giallo al Fatebenefratelli con sfregi al volto. Il marocchino è stato portato a Niguarda in pericolo di vita. Il terzo, sembrerebbe un italiano di cui non si conoscono le generalità, è stato portato al comando di Via Custodi. Due testimoni olandesi, una giovane coppia, racconta sotto choc. «Ci sono passati davanti, correvano, si picchiavano, c’era tanta gente intorno. Poi due di loro (il marocchino e il tunisino) sono finiti a terra e sono volati i coltelli: lì ci siamo allontanati impauriti, finché non sono arrivati infermieri e forze dell’ordine».

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Si sente male durante il campo scout, 14enne muore il giorno dopo

-chiara-bano-tuttacronacaHa lottato tra la vita e la morte per un giorno ma alla fine Chiara Bano non ce l’ha fatta. La ragazzina, 14enne di Campodarsego, in provincia di Padova, si era sentita male mentre si trovava al campo scout a Bagolino, nel Bresciano. Colta da un malore davanti ai suoi compagni, si è accasciata a terra. Il suo cuore ha cessato di battere questa sera, quel cuore che, a quanto si è appreso, era affetto da una malformazione per la quale Chiara era già stata operata nell’ospedale di Padova. I suoi compagni avevano subito allertato i soccorsi e sul posto erano arrivati l’ambulanza, l’auto medica e anche l’elicottero: di qui il trasporto d’urgenza in ospedale e la lunga lotta dei medici per tentare salvarle la vita.

“Ti prego, dimmi di sì”… e le tappezza l’auto di post-it

postit-amore_smart-tuttacronacaUna dichiarazione in stile un po’ “retrò” e proprio per questo di quelle che colpiscono e fanno palpitare i cuori. Forse fanno anche un po’ sognare chi non le riceve e si deve accontentare di parole scritte sullo schermo invece che potersi godere, di persona, un attimo irripetibile. Proprio per la sua semplicità ha colpito il gesto fatto da un innamorato che abita a Roma Nord due giorni fa. Il ragazzo ha tappezzato la Smart dell’ex ragazza con post-it gialli. Lei, uscita dal lavoro, attorno alla sua auto ha trovato una piccola folla che scattava foto e aspettava di conoscere la fortunata destinataria del gesto. E così, in zona Ponte Milvio, si è ritrovata a leggere mille volte “ti prego, dimmi di sì”. Un gesto inaspettato da parte del ragazzo con cui, dopo alcuni anni di relazione, si era lasciata da qualche settimana. Lui non c’era, bastavano tutti quei bigliettini così semplici e sentiti per farle capire che non potevano più restare lontani l’uno dall’altra. Del resto la separazione non aveva motivi reali d’essere. Si erano allontanati perché, come in tutte le storie, dopo tanto tempo insieme arriva un momento in cui sembra che non ci sia più nulla da dirsi. Il momento in cui si fanno grandi discorsi, e si trovano mille alibi. Non c’era nulla da farsi perdonare, nessun tradimento, nessun vero litigio. E allora bastavano quelle parole semplici:”ti prego, dimmi di sì”, per dichiarare il desiderio di stare ancora assieme. E lei, ora, racconta che da lui proprio non se lo aspettava, un gesto così eclatante, che non era mai stato il tipo da romanticherie. E checi sta pensando a dirgli davvero di sì.

Romeno ubriaco e senza patente spezza la vita a un militare italiano

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Erano circa le 11,45 di questa mattina quando al km 24,400 della via Salaria, all’altezza del comune di Monterotondo un romeno, L. M. di 45 anni, ubriaco e senza patente in quanto già stata ritiratagli per un precedente incidente, ha travolto e ucciso un maresciallo  dell’Esercito Italiano di 48 anni residente a Talenti. Coinvolti nell’incidente anche altri tre veicoli. La polizia arrivata prontamente sul posto ha immediatamente sottoposto il romeno al test di rilevazione del tasso alcolemico che è risultato molto elevato. L’ennesima beffa è stato il comportamento irriverente del romeno nei confronti delle forze dell’ordine che lo hanno fermato . 

Il fotoreporter Mattia Cacciatori rischia il processo in Turchia

mattia-cacciatori-turchia-tuttacronacaIl fotoreporter italiano Mattia Cacciatori era stato arrestato a Istanbul il 6 luglio e trattenuto due giorni. Ora è lui stesso, dopo essere stato informato da un collega turco, a comunicare che i giudici turchi intendono rinviarlo a processo. Su Cacciatori grava l’accusa di aver partecipato a una marcia non autorizzata, filmando i manifestanti in piazza Taksim. E’ stato lui stesso a dichiarare: “Stavo facendo solo il mio lavoro e i magistrati hanno violato un principio democratico”. Il video che segue è un’intervista che risale a dopo il rilascio.

La fidanzata lo lascia: posta un video di addio su Youtube e si toglie la vita

sergio-pessi-suicida-youtube-tuttacronacaA darne la notizia è stato Il Tirreno: “è lunedì notte quando Sergio Pessi carica il video online, troppo tardi perché qualcuno se ne accorga in tempo. Il primo a vedere il messaggio è un suo amico di vecchia data, anche lui residente in Francia, a cui arriva via mail la notifica della nuova attività del profilo del canale del ragazzo. Sconvolto, avvisa subito la polizia francese, ma quando la gendarmeria arriva nella casa del livornese, non c’è più nulla da fare. Alle autorità francesi non è rimasto altro da fare che avvertire il padre, Ovidio Pessi, livornese doc, famoso fantino e ora allenatore in una scuderia a Roma”. Il 38enne ha salutato con un video su You Tube, dal titolo “Ciao a tutti ve voglio bene”, amici e familiari. Dopo averlo caricato si è tolto la vita, impiccandosi. L’uomo non riusciva più a immaginare la sua vita senza la donna che amava e che, dopo 7 anni, lo aveva lasciato. Pressi si è ucciso nella sua abitazione a Chantilly, alle porte di Parigi, dove si era trasferito a novembre per lavoro.

Arrestato fotografo italiano a Istanbul: Mattia Cacciatori lancia un appello

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Erano le 20.53 in Turchia (19.53 in Italia) quando Mattia Cacciatori, 24 anni,  giovane reporter di guerra veronese, è riuscito, attraverso una brevissima telefonata all’amica Chiara, anche lei a Istanbul, a dare l’allarme.

“Mi hanno arrestato, sono sul furgone insieme ad altre persone, arrestate anche loro, e mi stanno portando nella stazione centrale di Aksaray”, queste le parole del giovane fotografo.

La notizia del suo arresto, rimbalzata subito su Facebook, è stata diffusa oggi dal quotidiano L’Arena, che pubblica la storia di Mattia in prima pagina. Secondo il quotidiano veronese, Mattia Cacciatori starebbe bene, ma ancora si troverebbe in Questura, in attesa di essere interrogato. Ieri sera Cacciatori si trovava a  piazza Taksim, in mezzo ai fumogeni e alle cariche della polizia che cercavano di disperdere il corteo di tremila persone che stavano marciando verso Gezi Park.

Il fotoreportage di guerra per lui è una passione più forte di tutto: più forte di quel posto in consiglio comunale conquistato alle scorse elezioni nel suo comune San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona, più forte della laurea in Cooperazione dello sviluppo, più forte anche della paura di trovarsi in situazioni di pericolo reale. Mattia sarebbe ripartito appena qualche ora più tardi, ma è stato arrestato insieme ad altri manifestanti.

Al quotidiano veronese è arrivata anche la testimonianza di Giulia Stagnitto, amica di Mattia che nelle scorse settimane lo aveva ospitato a Istanbul prima di rientrare in Italia il 20 giugno. “Siamo riuscite a mandargli sms e lui ci ha risposto” dice Giulia che in Turchia ci sta da quasi un anno. Ora lei e la sua amica Chiara stanno cercando di fare il possibile per giungere in poche ore alla scarcerazione di Mattia.  “Ha detto che era riuscito ad avvisare i genitori, – dice Giulia – è stato allertato anche il console e comunque lui è ancora in questura centrale, a Vatan. Con il progetto Erasmus sono andata a vivere un anno in Turchia e sapendo che Mattia partiva gli ho lasciato il mio numero di cellulare, nel caso avesse avuto bisogno di contattare qualcuno. Lui e Chiara si sono conosciuti e ieri sera l’ha chiamata. Ha detto che stava bene, che lo avevano solo caricato sul furgone, ma siamo preoccupate”.

Aggiornamento 8 luglio 2013, ore 18.40: il fotografo arrestato in Turchia è stato rilasciato. “Sono libero e tranquillo. Stasera rientro in Italia”. Queste le prime parole del giovane fotografo che poi ha voluto ringraziare il consolato italiano:  “E’ stato fantastico. Mi inchino davanti al loro operato. Sono stati bravissimi e gentili”.

Prism italiano? Il fisco saprà per chi voti!

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La nuova legge sul finanziamento ai partiti voluta da Letta, per fortuna corretta dalla prima versione che prevedeva un meccanismo simile all’otto per mille e quindi rischiava di far entrare molti più soldi nelle casse dei partiti rispetto all’odierno metodo di finanziamento, tuttavia violerà la segretezza del voto. Il fisco infatti conoscerà le nostre preferenze, saprà a quale partito diamo il 2×1000. Quella scheda che gli italiani inizieranno a riempire a partire dal 2014 finirà insieme alla dichiarazione dei redditi nelle mani dell’Agenzia delle Entrate. A questo punto entrerà a quel grande frullatore della privacy degli italiani che è il Sid (Sistema di interscambio dati), quella ban- ca dati, il Grande fratello che il fisco italiano ha costruito per scovare gli evasori. La preferenza politica del singolo cittadino verrà dunque frullata insieme al redditometro, ai propri dati bancari, assicurativi, sanitari e familiari.

La conversione cinese? Prato ci prova!

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Preghiere in italiano e cinese. C’era anche il vescovo di Prato Franco Agostinelli a guidare la processione di cinesi cattolici, che per la prima volta hanno partecipato ad una Via Crucis a loro dedicata. La celebrazione si e’ svolta lungo via Pistoiese, l’arteria principale della Chinatown pratese. Il vescovo ha preso la parola nella piazzetta dove solitamente si radunano gli orientali e l’intervento e’ stato tradotto da don Wang, il cappellano dei cinesi di Prato.

“E’ incettabile!” così Sonia Gandhi sui marò.

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La decisione presa dall’Italia di non far ritornare i marò «è completamente inaccettabile» e l’India «deve fare tutto quello che è nelle sue possibilità per riportarli indietro». Lo ha dichiarato oggi a New Delhi la presidente del Partito del Congresso, Sonia Gandhi, di origini italiane. Al termine di un vertice con i massimi dirigenti della formazione che guida il governo indiano su vari temi dell’ attualità politica, la Gandhi ha sottolineato che «l’atteggiamento di sfida del governo italiano sulla questione dei due marò e il suo tradimento di un impegno con la nostra Corte Suprema sono completamente inaccettabili». Nello stesso discorso la Gandhi aveva anche sostenuto che «nessuno può pensare di sottovalutare l’India» su questa questione.

 

FAMIGLIE TREMATE… I RISPARMI TASSATI AL 15% ANCHE IN ITALIA?

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Mentre lo spettro del prelievo forzoso sui conti correnti parte da Cipro e contagia tutti i Paesi europei, per risolvere la crisi del debito italiano arriva direttamente da Berlino una ricetta diversa, altrettanto massiccia e per certi versi quasi più pesante. A formularla è il capo-economista della Commerzbank, seconda banca tedesca, Jörg Kramer, sulle pagine del quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt.

Spiega Kramer “I patrimoni finanziari degli italiani corrispondono al 173% del PIL. Sono molto superiori ai patrimoni dei tedeschi che corrispondono al 124%. Per questo sarebbe utile applicare in Italia una patrimoniale”, propone l’economista. “Una tassa del 15% sui patrimoni basterebbe ad abbassare il debito pubblico italiano sotto la soglia critica del 100% del PIL”.

Un’imposta sulle attività finanziarie una tantum, su depositi e titoli, volta ad abbattere sensibilmente il debito pubblico ma che andrebbe a impattare, di fatto, come un prelievo forzoso. Anche più a fondo perché andrebbe a colpire tutte le forme di risparmio comprese le azioni e le obbligazioni. Salvadanaio, queste, di moltissime famiglie.

Una ricetta shock, per ora solo sulla carta, ma che la mossa a sorpresa decisa dal governo cipriota – che ha sdoganato di fatto una delle misure anti austerity più impopolari e difficili da digerire – rende ora quantomeno plausibile. Soprattutto dopo che anche alcune importanti banche d’affari come Morgan Stanley e Goldman Sachs oggi hanno messo in guardia sul precedente che il caso cipriota rischia di rappresentare anche per gli altri Paesi in crisi nell’Eurozona.

500 euro a immigrato per lasciare l’Italia… anche questa è politica!

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“È sfacciato il comportamento del governo italiano, che oltre a un permesso di soggiorno temporaneo per l’area di Schengen mette in mano agli immigrati nordafricani illegali anche 500 euro per fargli lasciare l’Italia”. Ha denunciarlo è il ministro degli Interni bavarese Joachim Herrmann. Le accuse sono arrivate dopo che, durante i controlli di routine, la polizia tedesca ha fermato lungo l’autostrada austriaca Inntal, l’ennesimo pullman italiano di migranti che volevano trasferirsi in Gemania, forti del permesso temporaneo di soggiorno (che per i tedeschi non è valido) e di 500 euro elargiti proprio dalle istituzioni italiane. QUESTA E’ LA POLITICA D’INTEGRAZIONE? PAGARE IL VIAGGIO ALL’ESTERO DEGLI EXTRACOMUNITARI?

 

Morto Trevisan… si sarebbe potuto fare di più?

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Sarebbe stato ucciso Silvano Trevisan, l’ingegnere italiano sequestrato in Nigeria insieme ad altri sei colleghi lo scorso 18 febbraio. L’annuncio è stato dato dai rapitori, fondamentalisti islamici appartenenti al gruppo Ansaru. La Farnesina sta «facendo le verifiche». «L’unità di crisi -aggiungono fonti della Farnesina- è al lavoro con tutte le strutture dello stato coinvolte».

La società di costruzioni e ingegneria civile presa di mira a Jama è la libanese Setraco. Altre vicende simili, negli anni scorsi, si erano concluse nel sangue. Tre persone rapite nella Nigeria settentrionale – un britannico e l’italiano Franco Lamolinara nel 2011 e un tedesco nel 2012 – erano state tutte uccise durante blitz delle forze di sicurezza locali e straniere che tentavano di liberarle. Intanto, nel Paese, prosegue l’offensiva contro gli islamisti.

L’esercito nigeriano ha annunciato di avere condotto un’ operazione a Maiduguri, roccaforte della setta islamica dei Boko Haram nel nord-est della Nigeria, nel corso della quale sono stati uccisi una ventina di presunti militanti del gruppo fondamentalista, oltre a due soldati.

Ieri «abbiamo assaltato una zona a Maiduguri dove si trovavano uomini dei Boko Haram – ha affermato Sagir Musa, portavoce dell’esercito nigeriano -. Dopo vari scambi di colpi di arma da fuoco sono morti una ventina» di militanti e «noi abbiamo perso due soldati, mentre altri tre sono rimasti feriti». La stessa fonte ha riferito di avere arrestato 25 terroristi dei Boko Haram.

Altre fonti hanno poi fatto sapere di avere udito diverse esplosioni ieri a Maiduguri, in concomitanza con la partenza del presidente Goodluck Jonathan, che ha effettuato una visita di 48 ore in quest’area del Paese, la prima dalla sua elezione nel 2011. I locali non hanno però fatto sapere se nelle esplosioni vi siano state delle vittime.

Lo sguardo di Michelangelo!

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Non solo regista ma artista completo: pittore, scrittore e capace di far dialogare nel suo cinema diversi linguaggi. Così, nel centenario della nascita, Ferrara vede «Lo sguardo di Michelangelo». Antonioni e le arti, una mostra a Palazzo dei Diamanti, dal 10 marzo al 9 giugno, riaperto dopo il sisma dell’Emilia. Curata da Dominique Paini, è tratta dai suoi oltre 47.000 pezzi donati al Comune: film, libri, dischi, foto, sceneggiature, oggetti, documenti rari, lettere, quadri che lo influenzarono.

Conte non molla!

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«In questo momento non vedo nessuna probabilità di lasciare la Juventus a fine stagione». Antonio Conte fa chiarezza sul proprio futuro: l’allenatore della Juventus, che sarebbe nel mirino di alcuni top club europei, si colloca sulla panchina bianconera anche per il prossimo anno. «Fa molto piacere sentire apprezzamenti che arrivano dall’estero e da grandi squadre. Arrivano per me, per i giocatori e per la società», dice Conte alla vigilia della gara casalinga con il Catania. «Stiamo lavorando bene e questo deve darci ulteriore entusiasmo: c’è grande sintonia con il presidente, fino a quando ci sarà condivisione di progetti non ci sarà nessun problema. C’è grandissimo feeling con tutta la società, non vedo nessuna possibilità di andar via».

«Sono in una grande società. La Juve ha lo stesso appeal di un club come il Bayern Monaco, sono in un grande club e ne sono orgoglioso. Con la dirigenza abbiamo iniziato un percorso che deve andare avanti per gradi, lo sappiamo. La crisi economica che condiziona il paese influisce anche sul calcio, sappiamo che dobbiamo lavorare molto per continuare a far bene. Voglio che i piedi rimangano ben piantati a terra», prosegue Conte. «Ognuno ha un percorso da fare, mi auguro che il mio sia di crescita continua. Il presidente Agnelli ha scommesso su un tecnico che doveva dimostrare di essere un allenatore da grande squadra: ho grandissima riconoscenza nei confronti di Andrea e, ripeto, c’è condivisione a livello di progetto», ripete il tecnico.

«Da un anno e mezzo stiamo costruendo qualcosa di importante, ma senza risorse economiche ingenti la strada sarà più lunga: non ci sono 120-150 milioni da spendere sul mercato», afferma ancora. «Sento parlare di Champions League da vincere in 2 anni, quando Ancelotti al Paris Saint-Germain dice che ne servono almeno 5… Ci sarà una crescita della Juventus, ma sarà graduale: se abbiamo 120-150 milioni da spendere, allora mi assumo la responsabilità di dire che l’anno prossimo partiamo per vincere la Champions», chiarisce. «Non voglio illudere nessuno, bisogna stare attenti a cosa si promette. Se riusciamo a confermarci in Italia -dice Conte- facciamo qualcosa di straordinario. Mi auguro che l’entusiasmo della gente non scemi».

Ricchezza e futuro son problemi di lingua!

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Secondo una ricerca fatta dall’Università di Yale e portata avanti dallo studioso di finanza comportamentale Keith Chen, sembra proprio che la nostra lingua influenzi la nostra vita più di quanto noi pensiamo.  Così in quelle lingue, come l’inglese, in cui i tempi verbali sono nettamente divisi c’è una propensione a vedere il futuro come qualcosa di molto distante e non preoccupante… forse qualcosa che neppure ci riguarderà mai! Ci sono invece lingue, come mandarino, malese o yoruba, che il futuro lo esprimono con il presente e quindi cercano di tutelare quel domani sin dall’oggi!

E l’italiano? Beh gli italiani sono grandi risparmiatori. La nostra lingua ci concede anche di pensare il futuro al presente come ad esempio “domani vado lavoro!” Questo, secondo Chen, ci porta a prendere in considerazione alcune misure per tutelarci il domani (come ad esempio investire in titoli sicuri, risparmiare o comprare case).

Ma su questa filosofia lo studioso è stato a lungo criticato inq uanto si ritiene che non sia un problema di lingua, ma intervengono fattori culturali o sociali. A tutte queste critiche Chen ha risposto così: “Ci sono famiglie che vivono una in fianco all’altra, con stessi livelli di educazione, stesso reddito, e anche stessa religione. Ma se c’è una differenza di madrelingua, si trova un atteggiamento completamente diverso di fronte al futuro”.

 

ALLARME BANKITALIA: il popolo italiano è povero! Il 65% ha un reddito insufficiente.

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Il 65% delle famiglie italiane valuta che il proprio reddito è inferiore al necessario ed è aumentata la quota di coloro che hanno un reddito insufficiente a coprire i consumi. E’ l’allarme di Bankitalia in due studi in cui avverte che in crisi sono soprattutto giovani e affittuari.

Grillo prospetta il premier: CORRADO PASSERA!

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“Destra e sinistra erano già alleati prima con Monti. Lo saranno ancora con un altro presidente del Consiglio: Corrado Passera”. Così Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, in una intervista pubblicata oggi in esclusiva sul sito di Wired Italia e sulla versione iPad del numero di marzo del mensile.

Nessun avversario ad Acapulco, Errani conquista il titolo!

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Sara Errani conservato il titolo al torneo Wta ad Acapulco battendo la spagnola Carla Suarez con un punteggio di 6-0, 6-4.

Errani, ottava giocatrice del mondo, e’ riuscita nell’impresa non perdendo neanche un set in cinque partite. Cosi’ la venticinquenne romagnola arriva al settimo titolo della sua carriera.

RUZZLEMANIA DIVENTA UN CAMPIONATO!

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E’ un’epidemia, solo poche le persone che almeno una volta non hanno provato l’ebbrezza di Ruzzle. Denominato anche Paroliere 2.0 è diventato una vera e propria follia collettiva. 2 minuti e 16 lettere… Via alla fantasia! Creare parole, lottare contro il tempo e sentire l’adrenalina che sale. Ruzzle è tutto questo, ma c’è anche la voglia di confrontarsi con il proprio vocabolario, con la propria prontezza di riflessi, con il proprio know-how. A volte la frustrazione ha il sopravvinto, altre invece è la soddisfazione a vincere e tentare sfide sempre più estreme. Ecco dunque che la Media Company WebHub apre il Campionato. Per partecipare è necessario iscriversi su http://www.ruzzoliamo.it (già 10 mila sono gli iscritti) e a questo punto si avranno a disposizione 8 vite. dall’11 marzo al 7 aprile gli scontri saranno all’ultima lettera... e vinca il miglior ruzzolatore!

 

FORMAZIONI UFFICIALI DI JUVE E NAPOLI. RESTA ALTA LA TENSIONE

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Dopo il lancio di uova, i cori contro Claudio Marchisio e Antonio Conte e i due petardi fatti esplodere stanotte davanti all’hotel che ospita il ritiro bianconero, costantemente sorvegliato dagli agenti inviati dalla Questura, la Juventus sta trascorrendo in totale tranquillità le ore che precedono la partita-scudetto. Terminata la rifinitura e dopo un breve riposo pomeridiano, i giocatori stanno affinando la concentrazione in vista del fischio d’inizio. A breve il pullman della squadra partirà da corso Vittorio Emanuele per poi dirigersi verso Fuorigrotta. Al momento, davanti all’albergo stazionano gruppi di tifosi juventini che inneggiano ai loro beniamini in attesa della loro uscita, mentre alcuni sostenitori napoletani fanno semplicemente sentire la loro passione anti-bianconera, senza particolari problemi. Davanti al San Paolo si sono già creati piccoli capannelli di tifosi azzurri: la zona è naturalmente off limits. Queste le formazioni ufficiali:

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Inler, Hamsik, Zuniga; Pandev, Cavani.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Marchisio, Pirlo, Vidal, Peluso; Vucinic, Giovinco.

Assalto al bus della Juventus!

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In serata assalto di gruppi di ultras del Napoli al bus che trasportava la Juventus dall’albergo fino allo stadio San Paolo. Giunti in viale Augusto, a poche centinaia di metri dell’impianto sportivo, decine di tifosi hanno lanciato bottiglie, pietre e uova contro il pullman juventino. Il bus era scortato dalla polizia che è intervenuta per allontanare i tifosi. Gli agenti del IV Reparto mobile hanno anche sparato dei candelotti lacrimogeni per disperdere i dimostranti.

Alta tensione e massima allerta a Napoli: alle 20.45 il big match!

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L’accoglienza riservata ai giocatori della Juventus dai tifosi napoletani non è stata esattamente british. Arrivata in hotel, la squadra di Conte ha trovato circa 300 tifosi del Napoli pronti a intonare cori di scherno. La questura ha disposto un presidio fuori dall’albergo dei bienconeri per tutelare la loro privacy. La tensione è alta, anzi altissima e si temono scontri. Massima allerta a Napoli!

La partita sarà seguita in 197 Paesi!

Riccardo o Richard? Scamarcio tenta la strada internazionale!

riccardo scamarcio

Narcotrafficante in Gibraltar, thriller con Gilles Lellouche, in uscita in Francia, marito tradito nell’opera seconda di Rocco Papaleo, Una piccola impresa meridionale, conte seduttore in Effie, scritto da Emma Thompson e barista folle in The third person di Paul Haggis. Sono i personaggi in cui vedremo Riccardo Scamarcio, sempre piu’ tra Uk, Italia e Francia. Impegni che unisce a quello da produttore per il debutto alla regia di Valeria Golino.

Morto Crisafulli… il Terry Schiavo Italiano, Aveva fondato Sicilia Risvegli.

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Salvatore Crisafulli è morto questa mattina a 45 anni nella sua casa di Catania, circondato dai suoi familiari. Soprannominato il “Terry Schiavo italiano”, in seguito ad un incidente nel 2003 era finito in coma vegetativo dal quale era uscito. Fondò col fratello Pietro l’associazione Sicilia Risvegli per aiutare persone in situazioni post-comatose. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni.
La vita di Salvatore aveva subito un brusco arresto nel 2003 quando, una mattina, nell’accompagnare uno dei quattro figli a scuola in vespa, si schiantò contro un furgone di gelati. Per lui una diagnosi terribile: coma vegetativo permanente. Poi, quasi per miracolo, nel 2005, mentre negli Stati Uniti a Terry Schiavo veniva staccata la spina, in Italia lui si è risvegliato. Il 5 aprile, dopo due anni di coma, la dottoressa Cecilia Morosini di Milano attestava che Salvatore era sveglio e attento e poteva migliorare la propria condizione. Da lì si erano riaccese le speranze per la famiglia e per lui che era arrivato a vivere paralizzato, ma completamente cosciente, riuscendo a comunicare con gli occhi, con il movimento del capo, a sorridere e ad emozionarsi. Salvatore aveva poi fornito il proprio impegno sociale nel sostegno a persone come lui fondando l’associazione “Sicilia Risvegli”.

Il 12 febbraio aveva fatto un ricorso urgente al tribunale di Catania per essere sottoposto a terapie con le cellule staminali come concesso ai bambini Daniele, Smeralda e Celeste, con buoni risultati. In questi giorni attendeva la visita di un medico indicato dal tribunale. Ma le sue condizioni si sono aggravate: ieri ha perso coscienza, poi oggi è spirato.

Dal momento dell’incidente, la sua vita e quella dei familiari è stata una lunga battaglia legale e mediatica con le autorità per ottenere l’assistenza adeguata. La giornalista Tamara Ferrari ha seguito la vicenda fin dalle prime battute e ha scritto con il fratello Pietro Crisafulli il libro “Con gli occhi sbarrati”.

MALAGO’ PRESIDENTE DEL CONI!

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Il colpo grosso chiude un’era nello sport italiano. Ora è verosimile che cambino tantissime cose. Almeno così traspare dalle voci dei presidenti, che parlano di “necessità di dare una scossa”. Malagò è scoppiato in lacrime ed è corso ad abbracciare le figlie Vittoria e Ludovica. “E’ facile vincere – ha detto il presidente dopo l’elezione – ma è più difficile mettersi nei panni di chi non vince. Da sportivo e in assoluta sincerità voglio fare un abbraccio a Lello. Farò di tutto per onorare la più importante carica del Paese, e non solo di questo Paese”. La figlia Vittoria: “Anche se le ultime voci lo davano per sconfitto lui ci ha sempre creduto, ci abbiamo creduto”. La figlia Ludovica, arrivata ieri da Los Angeles: “Lui trasformerà lo sport italiano”.

Così Malagò ha commentato il suo successo: “Sono partito da zero, ho giocato questa partita in modo chirurgico, voto dopo voto, e sono sempre stato conscio della mia forza elettorale. Una cosa so fare: conoscere la gente, per me i rapporti personali sono tutto nella vita. Quando guardi negli occhi le persone, stringi loro la mano e ti impegni in un programma, mostrando lealtà e credibilità, puoi credere di poter vincere. E io ne ero consapevole da qualche settimana, anzi potevo avere qualche voto in più”.

CHI E’ MALAGO’

La Roma nel cuore, il calcetto per passione, e poi l’Aniene, il circolo diventato il suo gioiello. Giovanni Malagò, 54 anni il prossimo 13 marzo, papà separato di Vittoria e Ludovica, le gemelle 25enni avute da Lucrezia Lante della Rovere, in Giunta nel 2000 e poi nel 2009, è il nuovo presidente del Coni. Una laurea in economia e commercio con il massimo dei voti, è un imprenditore (Samocar) che non ha mai nascosto la grande passione per lo sport: da ‘agonista’ ha praticato il calcio a 5, vincendo tre titoli italiani con la Roma RCB e con la Nazionale ha partecipato ai mondiali in Brasile nel 1986. Nel suo curriculum sportivo ci sono però anche tennis, sci, nuoto, atletica, basket e canottaggio.

Avrebbe avuto 60 anni! Auguri a Massimo!

Una intera classe che si ritrova a piu’ di 25 anni dal diploma per ricordare Massimo Troisi, nel giorno in cui l’attore di San Giorgio a Cremano (Napoli) avrebbe compiuto 60 anni. Accadra’ oggi a Torre del Greco (Napoli), nella sede centrale dell’istituto Pantaleo in via Cimaglia, li’ dove Troisi si diplomo’ nel 1977.

Si tratta di una mattinata dedicata al ricordo dell’attore scomparso nel 1994, per una serie di manifestazioni alle quali prendera’ parte anche Luigi Troisi, fratello di Massimo, oltre al sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Giargiano.

Sara’ il preside del Pantaleo, Carlo Ciavolino, a tratteggiare la figura dell’attore specie nei suoi anni trascorsi nell’istituto torrese. Per l’occasione il dirigente scolastico ha riunito i compagni di classe dell’attore, diplomatosi geometra, che a loro volta racconteranno episodi di vita vissuta all’epoca della frequenza con Troisi nella scuola. Sarà poi l’attore Ernesto Mahieux a declamare la poesia che Roberto Benigni dedico’ a Troisi nei giorni della prematura scomparsa.

RAPIMENTI IN NIGERIA: anche un italiano!

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Sei dipendenti di una azienda di costruzioni libanese, tra cui due stranieri, sono stati rapiti da uomini armati e la loro guardia del corpo uccisa, in un attacco avvenuto a Jama, nel nord della Nigeria. Lo riferisce la polizia. «C«e stato un attacco nella sede dell’impresa di costruzioni Setraco, in un quartiere della città di Jama (200km da Bauchi) da parte di uomini armati non identificati. Sei dipendenti della compagnia, tra cui due stranieri, sono stati rapiti», ha detto il capo della polizia dello Stato di Bauchi, Mohammed Ladan. Uno dei due stranieri è un italiano.

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