Aiuti di Stato illeciti alle banche? Se lo chiede Bruxelles

Banca-d’Italia-tuttacronacaE’ la Commissione europea a chiedersi se la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia non sia, in realtà, un paravento dietro cui nascondere illeciti aiuti di Stato alle banche. E proprio per vederci chiaro ha inviato una lettera al ministero dell’Economia per chiedere delucidazioni. Ad essere sotto esame è un decreto che l’ex ministro Saccomanni avrebbe omesso di notificare a Bruxelles e che prevede in particolare la rivalutazione da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro delle quote di via Nazionale, in possesso di molti istituti. La riforma vieta di detenere più del 3% del capitale. Come spiega Repubblica, sopra questa soglia sono in particolare Intesa-SanPaolo e Unicredit, ma anche Generali, Cassa di risparmio di Bologna, Inps e Carige. Il decreto prevede la dismissione delle quote eccedenti che, se non trovano investitori sul mercato, possono essere acquistate “temporaneamente” dalla Banca d’Italia stessa. Non solo, vi è anche nn’altra norma che prevede la possibilità della distribuzione di un dividendo, da parte della Banca d’Italia, fino al 6% del valore di ogni singola quota. Dalla rivalutazione il Tesoro ha incassato un extragettito fiscale. Ancora il quotidiano Repubblica cita in particolare la denuncia dell’eurodeputato dell’Idv, Niccolò Rinaldi ma sul tavolo della commissione ve ne sarebbe almeno un’altra: quella delle due associazioni di consumatori Adusbef-Federconsumatori che all’inizio del mese avevano presentato un esposto a circa 130 procure generali e alla Corte dei Conti contro la riforma della Banca d’Italia. Elio Lannutti, presidente di Adusbef, afferma: “Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi la mail della Commissione Europea. C’è indicato un indirizzo al quale mandare ulteriore documentazione. Ho anche chiamato il funzionario e posso dare la conferma che sul tema si è attivata la commissione”. L’articolo di Repubblica, che evidenzia come “per ora Bruxelles non salta alla conclusioni, perché il caso Bankitalia è appena agli inizi”, sostiene che al di là delle segnalazioni le autorità europee avevano comunque notato l’operazione, in considerazione anche dell’esame che l’Eba – l’autorità europea sulle banche – sui bilanci degli istituti.

Le macchine si prenderanno cura di noi? Arrivano i robot-badanti

robot-badanti-tuttacronacaSi chiamano Oro, Doro e Coro e si prendono cura degli anziani, ognuno in un diverso ambito. Cè il robot domestico che agisce in casa e offre molti servizi, dalla possibilità di fare la spesa online al supporto per terapie farmacologiche, quello condominiale invece fornisce prevalentemente servizi di sorveglianza e di trasporto, mentre quello da impiegare fuori casa si muove con agilità attraverso le strade cittadine per ritirare acquisti, per gettare l’immondizia o aiutare gli anziani nelle passeggiate. Tutti e tre sono stati presentati nell’ambito di un progetto europeo coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha coinvolto per quattro anni un gruppo di ricercatori proveniente da Svezia, Inghilterra, Germania e Italia con la partecipazione di due aziende spin-off della scuola (RoboTech e TechnoDeal), del Comune di Peccioli. Paolo Dario, direttore dell’Istituto, ha spiegato: “I robot saranno in grado di cooperare fra loro, per cui l’elevata complessità del sistema risulterà ridistribuita nell’ambiente dimostrandosi efficace, facile da usare e accettabile. Grazie a questo progetto internazionale, la Regione Toscana si conferma una realtà dinamica e capace di promuovere e di ospitare iniziative di ricerca di alto profilo, ma anche direttamente rivolte al miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini e dello sviluppo industriale”. Repubblica spiega che nel frattempo è stata condotta la sperimentazione nel Laboratorio DomoCasa di Peccioli, e dai test effettuati si è notato come le persone anziane si siano trovate a loro agio con i robot e hanno dimostrato una notevole dimestichezza con queste tecnologie. Apprezzato soprattutto il servizio di raccolta dell’immondizia, ma anche l’estetica dei robot. Nel 2015 è previsto il secondo ciclo di sperimentazione durante il quale altri anziani volontari proveranno la nuova versione dei sistemi robotici, questa volta in ambienti reali con la supervisione dei ricercatori. Tutte le considerazioni e i suggerimenti raccolti durante la prima fase della sperimentazione serviranno in questo secondo ciclo per riprogettare i robot e i servizi che essi svolgono. Uno dei ricercatori della Scuola Sant’Anna, Filippo Cavallo, spiega: “L’obiettivo del progetto è quello di accelerare lo sviluppo e incrementare la diffusione dei servizi robotici per gli anziani, dimostrando non solo la fattibilità tecnica e scientifica, ma anche affrontando gli aspetti legali, etici, sociali ed economici che possono portare a un concreto sviluppo di un mercato della robotica di servizio, settore in cui la ricerca italiana è leader e in grado di coordinare gruppi internazionali”.

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