L’atleta che travolge e ferisce un’anziana durante una maratona: caccia al podista!

giulietta-e-romeo-tuttacronacaHa dell’incredibile quanto accaduto domenica scorsa a Verona, dove si correva l’Half Marathon Giulietta&Romeo. Una podista che prendeva parte alla gara ha infatti travolto un’anziana gettandola a terra e senza fermarsi a soccorrerla. Il fatto è accaduto in via IV Novembre e ora la polizia chiede all’atleta di presentarsi al Comando di via del Pontiere per accertare la propria responsabilità. L’anziana, una 72enne, è rimasta seriamente ferita e la sua prognosi iniziale, dopo essere stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento, è di 60 giorni. Secondo le testimonianze raccolte dalla polizia municipale, la podista indossava una maglia di colore rosso. Sono in fase di acquisizione le immagini delle telecamere di videosorveglianza di un istituto di credito della zona, che potrebbero aver ripreso elementi utili alle indagini.

Tartaglia da regista a broker… arrestato per truffa, propose un investimento anche a Buffon

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Soldi in Svizzera, in modo facile e con alti profitti! Questo era quello che prometteva Eduardo Tartaglia – regista cinematografico e teatrale, oltre a produttore e attore – almeno secondo le accuse che ora gli vengono mosse. Come scrive il Mattino infatti ” Per anni, Eduardo Tartaglia avrebbe ingannato investitori napoletani, spostando soldi in Svizzera, dietro il miraggio di operazioni speculative vantaggiose. Con queste accuse, il gip Isabella Iaselli ha firmato un ordine di arresto a carico di Eduardo Tartaglia, del suo socio svizzero Rocco Zullino, disponendo gli arresti domiciliari per il presunto socio napoletano Klaus Georg Beherend. Associazione per delinquere, truffa e falso sono le accuse mosse al termine delle indagini condotte dai pm Antonello Ardituro e Marco De Gaudio, nell’ambito di un filone di indagine nato nel corso degli accertamenti contro il clan Polverino e che ha visto pochi mesi fa finire sotto i riflettori anche l’ex vicecapo dei servizi civili Franco La Motta (a proposito della gestione del Fec, fondi edifici di culto), per il quale pende un procedimento condotto dalla Procura di Roma”.

Solo un anno fa, Tartaglia, che frequentava assiduamente l’hotel Vesuvio dove trovava la “sua clientela” per proporre gli investimenti, incontrò anche il portiere della nazionale e della Juve Buffon al quale propose un investimento, fra l’altro mai concretizzatosi.

Ecco perché non si investe in Italia… nuovi problemi e vecchi ostacoli!

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I problemi relativi all’investimento in Italia sono noti a tutti da anni, non è certo una novità la poca trasparenza, il sistema fiscale e i tempi della giustizia italiana che diventano ere geologiche, ma oggi cosa è cambiato? I problemi nuovi sono l’attesa, ormai diventato uno stallo, delle riforme che sarebbero dovute già avvenire e che invece, sono arenate tra una commissione e un voto incrociato. Ma a gravare ancora sugli investimenti sono anche i vecchi ostacoli, quelle procedure labirintiche necessarie per aprire un attività nel nostro Paese e quell’incertezza di veder respinta la richiesta per un cavillo e restare per mesi inattivi. Anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera partecipando a un  incontro dal titolo “Il fisco per lo sviluppo” organizzato a Milano da Assolombarda e Assonime ha ammesso “L’attuale sistema fiscale non contribuisce a rendere l’Italia un terreno appetibile per gli investitori esteri”. Al suo grido di innovazione si è unito anche quello del presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca che ha definito il nostro Paese come un “surfista che rallenta la sua corsa proprio mentre dietro di lui l’onda del debito s’ingigantisce sempre più. O l’Italia vara riforme vere e in tempi rapidi, anche in materia fiscale, o rischiamo di finire sott’acqua”.

Intanto dalle pagine del Corriere della Sera Alessandro Danovi, professore di economia e gestione delle imprese all’università di Bergamo, rilascia un’intervista piuttosto chiarificatrice “gli investitori esteri non investono perché siamo poco trasparenti”:

Professor Danovi, è questa la foto della realtà? 
«Un rischio Italia esiste, e negli stranieri è probabilmente percepito in misura più alta di quanto sia in realtà. È un dato di fatto con il quale bisogna fare i conti. Ciò che ci rimproverano sono la scarsa trasparenza e la poca affidabilità del nostro sistema amministrativo e burocratico in cui non si capisce chi decide e cosa, e la relatività del sistema giudiziario, in cui non c’è certezza sulle decisioni e sui loro tempi. Quando ci chiedono se una cosa si può fare o no, spesso non sappiamo cosa rispondere. Se vogliono costruire un supermercato, devo spiegargli che per avere l’autorizzazione non c’è un solo soggetto, ma ci sono il Comune, la Provincia, la Regione, l’Arpa, la Sovrintendenza ».
Dove ci sono soggetti a rischio corruzione. 
«Non abbiamo mai avuto casi di corruzione, altrimenti li avremmo denunciati, ma il rischio che qualcuno chieda la mazzetta esiste. Abbiamo avuto casi in cui, dopo aver convito gli stranieri che un investimento era vantaggioso, non siamo stati in grado di rispondere quando ci hanno chiesto i tempi».
Qualche esempio? 
«Seguivamo alcune multinazionali quotate a Parigi e a New York. Hanno tutte chiuso le filiali italiane e sono andate via, un paio per problemi di redditività, altre perché stentavano ad affermarsi a causa di una serie di problemi che rallentavano lo sviluppo. Alcuni soggetti residenti in Siria mi hanno fatto riferimento all’elevato rischio Paese».
Ma come, loro che hanno la guerra civile? 
«È quello che ho detto. Sa cosa mi hanno risposto? “La guerra in qualche modo la gestiamo”. Il fatto è che in un investimento si deve valutare anche il rischio dovuto non solo, per esempio, al pericolo di default di una nazione, come è avvenuto per l’Argentina, ma anche all’affidabilità di un Paese. Ci sono nazioni che non hanno una tradizione democratica in cui, però, sono identificabili con esattezza i soggetti che prendono decisioni. Gli investitori fanno fatica in Italia perché qui tutto è poco trasparente e perché non c’è stabilità di governo».
I siriani cosa volevano fare? 
«Investire su una grande azienda industriale, ma hanno rinunciato proprio perché ritenevano il rischio Paese italiano troppo alto».
E la corruzione? 
«Viene vista come un problema perché l’Italia ha fama di essere un Paese corrotto, anche se non corrottissimo. Mi è capitato di lavorare con soggetti provenienti da Stati arabi, in cui uno si aspetterebbe una certa opacità, i quali invece applicavano il modello delle multinazionali americane che vietano conflitti di interessi e applicano una gestione rigorosa e trasparente: questo impedisce di subire l’influenza di fattori che non siano economici».

12 mesi di Starbucks: la sfida di Beautiful Existence

starbucks-tuttacronacaBeautiful Existence ha 40 anni e ama le sfide. Se nel 2011 ha comprato tutti i beni per sé e per la sua famiglia sul sito Goodwill e nel 2012, sempre per mettersi alla prova, ha seguito tutti i consigli di Parents magazine, nel 2013 ha deciso di consumare ogni pasto, dalla colazione alla cena, da Starbucks, senza alcuna eccezione. La sua esperienza l’ha raccontata in un blog e ha dovuto sborsare ogni mese tra i 500 e i 600 dollari. Senza contare che, madre di due figli, ha continuato a far la spesa e a cucinare per loro. Ha portato avanti la sfida a base di frappuccino, latte, muffin e alimenti presenti nel menù della catena senza essere stata pagata e, a chi chiede perchè l’abbia fatto, risponde: “Perché AMO essere umana e AMO il privilegio di essere in grado di farmi la domanda PERCHE’?”. Ora è già scattata la nuova avventura: nel 2014 vuole imparare più di 80 sport ricreativi dell’azienda Rei. 

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La storia di un licenziamento… a lieto fine

saronno-tuttacronacaIl 45enne Enzo Muscia è stato il responsabile commerciale della Anovo Italia di Saronno, in provincia di Varese, fino a quanto non l’hanno licenziato. L’uomo però non si è dato per vinto ed ha investito non solo tutti i suoi risparmi ma anche la sua casa per ricomprare la stessa azienda che l’aveva licenziato, riuscendo così a dare un posto di lavoro ai suoi ex colleghi. Una storia dal lieto fine, dicevamo, perchè l’azienda è riuscita a triplicare i suoi dipendenti. La tenacia ha premiato, dunque, e ora, Enzo, che nel frattempo è diventato il titolare, ci crede più di prima: “Non è stato facile, le banche non ci credevano, le abbiamo girate tutte ma finanziamenti zero”, conclude Muscia.

La cagnolina investita: incastrata nella grata del paraurti per 90 km. E’ salva!

cane-investito-tuttacronacaIncidente stradale in Brasile, lungo una strada di Itapetinga, dove una donna ha investito un cane e poi ha proseguito per la sua strada, allontanandosi dal luogo dell’incidente di circa 90 km. Julia Cesar Siqueria, questo il nome della donna, ha spiegato: “Pensavo che non avrebbe potuto sopravvivere alla collisione, così ho continuato la guida”. Ma quando si è avvicinata alla sua destinazione, l’incredibile scoperta. Notando che i pazzanti le indicavano qualcosa, la donna si è fermata a controllare ed ha scoperto che il cagnolino, un meticcio femmina, era rimasto incastrato nella grata del paraurti dell’auto. I soccorritori poi, non potevano non meravigliarsi scoprendo che l’animale, nonostante i chilometri percorsi in quella situazione, era ancora vivo: ha solo una zampa rotta. Julia si è già offerta di pagare le cure necessarie.

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Investimenti da delinquenti: rubavano per comprare droga da spacciare

droga-cocaina-spaccio-tuttacronacaTre quarantunenni serbi sono stati arrestati dalla squadra mobile di Trieste perchè dediti ai furti in negozi di abbigliamento e alle slot-machine nei bar del capoluogo giuliano. I tre utilizzavano poi i proventi per acquistare eroina e cocaina che poi spacciavano tra la città e il Veneto. Ora le forze dell’ordine stanno effettuando una decina di perquisizioni in provincia di Vicenza e di Bologna. S’indaga anche per accertare se gli stessi uomini abbiano anche effettuato dei furti in un’abitazione dello stesso centro cittadino. La banda si riforniva di droga attraverso la via balcanica.

La Cina punta il dito contro Starbucks: prezzi troppo alti

starbucks-tuttacronacaLa stampa e la televisione cinese hanno denunciato la catena di caffè americana Starbucks. Secondo i media, infatti, l’azienda imporrebbe prezzi eccessivi per la popolazione. La tv di Stato ha diffuso la scorsa domenica un’inchiesta secondo la quale una tazza del loro famoso caffè può costare anche 27 yuan (3,22 euro): confrontando questo prezzo con quelli praticati da Starbucks a Londra, Chicago e Bombay l’ha conclusione è stata che quelli imposti in Cina sono nettamente superiori. Brutta grana per Schultz, la mente dietro la catena, che proprio in questi giorni, parlando dell’espansione, spiegava che: “La Cina ci sta regalando grandi emozioni. Sino a poco tempo fa i nostri clienti erano soprattutto turisti o americani che lavorano là, adesso sono gli abitanti del posto la fetta più grande. Vuol dire che li abbiamo conquistati”.

Non di solo caffè vive Starbucks

starbucks-tuttacronacaI newyorkesi ben lo sanno: entrare in un negozio della catena di caffè Sturbuck significa scegliere tra le tante proposte. Caffè, frappuccini, cioccolate, smoothies. Ma non solo, ora sono arrivati anche i thè e la rivoluzione non si ferma qui. A New York, nel negozio all’angolo tra Times Square e Bryant Park, il verde dei grembiuli ha lasciato il posto al rosa. E non è solo una questione di colori, ma anche di profumi. Perchè affacciarsi alla porta è ora una nuova esperienza: non più solo quei bicchieri giganti da degustare mentre si passeggia per strada, ma anche cornetti. Una colazione completa. Che è destinata a cedere il posto anche a pranzi e cene a base di sandwich, zuppe e verdure, all’insegna del mangiar sano. Perchè Starbucks prova, ancora, a reiventarsi e non limitarsi ad essere un fornitore di caffeina. Come spiega il proprietario della catena, Howard Schultz, in una recente intervista al New York Times: “Stiamo andando bene, i conti sono sani e le azioni continuano a salire. Ma in tempi di crisi chi si accontenta prenota la sua fine: questo è il momento di investire, di farsi venire nuove idee”. E’ dal 2011 che l’azienda si scatena sul mercato: 20 milioni di dollari per Evolution Fresh specializzata in succhi di frutta freschi, 620 per Teavana marchio di thé, 100 per La Boulange che sforna prodotti di pasticceria. E ora? “Non prevedo altreacquisizioni a breve, magari faremo accordi strategici”. Tra questi, uno con la Danone, per commercializzzare una specialità greca. Quello che stupisce di più, però, e che cambia maggiormente “il profumo che si respira” nei punti vendita, è comunque La Boulange, con i suoi croissant integrali, normali o al cioccolato. Ma tra trovare gli spazi adatti e formare i commessi non è stata una passeggiata. Spiega il fondatore, Pascal Rigo, rimasto in azienda e che ha gestito la trasformazione: “E’ stata dura, ma adesso siamo sulla buona strada. Gli automatismi sono quelli giusti e presto tutti i nostri negozi avranno la pasticceria”. Ma se Schultz vuole dedicarsi anche alla ristorazione ed è positivo, non tutti la vedono come lui. Come l’analista, Bonnie Herzog: “Sono operazioni che presentano dei rischi. Quando la Pepsi provò a lanciarsi nel mondo degli snack e dei cereali fu un disastro. Il pericolo principale è quello di perdere di vista il proprio core business trascinando nei guai tutta la società”. E un altro, John Moore, aggiunge: “La sfida del cibo è per loro cruciale, la combattono senza grande successo da 20 anni: la loro stessa sopravvivenza è legata al risultato di questa nuova avventura”. Schultz rilancia: “La Boulange è solo il primo passo, la nostra sarà una trasformazione radicale”. E non è difficile credergli.

Un fermo per la tragedia della dottoressa investita dall’auto

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C’è un fermo per la rissa avvenuta tra immigrati indiani che ieri ha causato la morte della dottoressa Eleonora Cantamessa e del ferito che si era fermata a soccorrere, Kamur Baldev. Il fermo è stato disposto per il fratello proprio di Kamur, un 25enne che avrebbe ammesso di essere alla guida della Golf, ma che avrebbe affermato di aver investito i due per un tragico incidente nel tentativo di fuga.  Ora è al vaglio degli inquirenti capire se ci sia stata la volontarietà di investire la dottoressa e il ferito o se, appunto come affermato dal fratello, si sia trattato di un incidente. Altri sette uomini, tutti indiani, sono indagati per reati che vanno dal concorso in omicidio alla rissa. Gli inquirenti proseguono gli interrogatori nel tentativo di fare chiarezza sulla dinamica della tragedia: non sarebbe stato l’uomo fermato ad aver accoltellato il fratello, ma un altro gruppo di aggressori con i quali i due avevano avuto un diverbio.

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Si ferma per prestare soccorso a un uomo accoltellato: dottoressa travolta da un’auto

rissa-bergamo-tragedia-tuttacronacaFar-west tra immigrati ieri a Chiduno, in provincia di Bergamo, dov’è scoppiata una rissa attorno alle 23 a lato della Statale 91. Stando a quanto riporta l’Eco di Bergamo la lite, che presumibilmente ha coinvolto romeni e indiani, è finita in tragedia con due morti mentre sono sei le persone rimaste ferite. Una delle vittime è un indiano che era rimasto a terra dopo esser stato accoltellato, l’altra, una dottoressa che prestava soccorso. La 44enne Eleonora Cantamessa, ginecologa presso la clinica Sant’Anna di Brescia, è stata travolta assieme all’uomo da un’auto tornata indietro, probabilmente per finire il ferito. Anche un altro uomo, un giovane di Trescore, in provincia di Bergamo, è rimasto gravemente ferito mentre tentava di aiutare l’uomo. Il conducente è stato rintracciato e portato in caserma.

La Smart che travolge i due rapinatori in scooter: arriva il video

smart-investe-posillipo-tuttacronacaUn video di pochi secondi in cui si vede come una coppia di fidanzati, appena rapinati, investono e uccidono chi ha sottratto loro soldi e cellulare. Accade a Posillipo, le vittime sono Emanuele Scarallo e Alessandro Riccio, travolti lo scorso 10 agosto mentre scappavano in sella a uno scooter dopo la probabile partecipazione a una rapina in strada. Alla guida della Smart il trentenne Leonardo Mirti, che invece di avvisare le forze dell’ordine sembra aver ingaggiato un lungo inseguimento dalla rotonda del Virgiliano fino all’altezza di Palazzo Donn’Anna. Il caso giudiziario oggi si affida a una perizia sui freni e sul contachilometri, ma soprattutto sulle scene di un video arrivate al termine del lavoro di carabinieri e polizia municipale. Un’inchiesta, ancora formalmente aperta, fa emergere che è una questione di valutazioni capire se l’autista ha speronato volutamente lo scooter dei due ragazzi.

Ci si chiede se volesse solo dare una lezione ai banditi o volesse uccedere. Se abbia sbandato o perso il controllo dell’auto o, ancora, se abbia deciso di mettere a repentaglio la vita sua e della compagna per colpire quei due che scappavano. Attualmente c’è un provvedimento di arresti domiciliari: per il gip vale l’ipotesi di omicidio preterintenzionale, di un’azione cioé sfuggita di mano, che va oltre le intenzioni di chi ha agito; in questo senso, Mirti avrebbe provato a far cadere i due centauri, finendo poi per travolgerli e ucciderli. Una lettura – quella del gip – diversa dall’interpretazione della Procura, che aveva invece chiesto gli arresti per omicidio volontario, come un atto voluto nel corso del lungo inseguimento culminato nella curva della morte. Mitri, difeso dai penalisti Claudio La Rosa e Giuseppe Bartolo Senatore, porta avanti la tesi dell’omicidio colposo: avrebbe tamponato i due giovani in una fase di paura e concitazione, per poi perdere completamente il controllo del mezzo, uccidendo due giovanissimi e rischiando anche di subire gravi ferite dopo lo scontro. Letture diverse e contrastanti, a cui spetterà a chi conduce le indagini dare risposte.

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Tragedia in un garage sotterraneo: investe il marito e poi si schianta

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Doveva parcheggiare in retromarcia il suo suv una donna che, inavvertitamente, ha ucciso il marito, sceso dal veicolo per darle indicazioni, schiacciandolo contro il muro. Lei, che aveva superato l’esame di guida da poco più di un mese, ha quindi aperto la portiera per sporgersi fuori dall’abitacolo per capire cosa fosse successo. Il suo piede ha però premuto l’acceleratore al posto del freno e l’auto si è schiantata contro la parete che delimita il posto auto di un garage sotterraneo di Fenghua, nella Cina orientale. La donna si è così frantumata il cranio.

Se anche questo è lavoro… accordo in Spagna Marchionne-Rajoy

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La trasferta degli operai italiani a Madrid, nel paese in cui Marchionne scommette sul rilancio del marchio. Un accordo da mezzo miliardo di euro e 1.200 posti di lavoro tra la capitale e Valladolid entro il 2016, come il Lingotto ha garantito al premier spagnolo, Mariano Rajoy. Ma in caso di “riduzione di produttività”, c’è libertà di licenziare. L’ad di Fiat pare aver rotto completamente i rapporti con la politica italiana e ora cerca all’estero il rilancio dell’azienda. Come sempre utilizza i suoi metodi più da ricatto sociale che da imprenditore che voglia davvero avviare uno sviluppo e una progettualità aziendale in Europa. Il baricentro Fiat è spostato negli Usa e si cerca solo manovalanza da sfruttare in Eurozona, in quei paesi in cui la disoccupazione è elevata e la crisi ha messo in ginocchio intere famiglie. Ma anche questo è lavoro o piuttosto una forma di schiavitù mascherata da flessibilità? Chi tutelerà i lavoratori ora che anche i sindacati si sono venduti al potere?

E’ stata una donna ad investire un uomo e la figlia a Capua

La donna, che non si è fermata a prestare soccorso, ha in seguito abbandonato la propria vettura denunciandone il furto per crearsi un alibi. I carabinieri l’hanno identificata e denunciata.

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