Arriva la pillola anticoncezionale… per le scimmie!

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Lo ha deciso l’India come piano straordinario contro ”l’invasione” di questi animali nelle metropoli. Il piano prevede la somministrazione di dosi massicce di pillole anticoncezionali attraverso il cibo. Un programma pilota partirà presto nello stato himalayano dell’Uttarakhand dove questi animali rappresentano una piaga per la popolazione locale. Se l’esperimento funziona, potrebbe essere esteso anche in altre località, tra cui New Delhi dove finora è fallito ogni tentativo di eliminare le migliaia di macachi che infestano i ministeri e i palazzi governativi con grossi rischi per i dipendenti pubblici. L’idea è stata suggerita dal Centro nazionale per la ricerca sui primati della California che all’inizio dell’anno era stata contattata per trovare una soluzione alla sovrappopolazione delle scimmie, un animale ”sacro” per gli induisti che le venerano nei templi.

Drosophilia, il moscerino è all’attacco del Veronese, sale la preoccupazione

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Si chiama Drosophilia e ha scatenato la preoccupazione degli agricoltori. Si tratta di un moscerino nipponico scoperto in Giappone nel 1916 e giunto in Italia nel 2009. Inarrestabile. Ha risalito la Val d’Alpone nel Veronese, e dopo aver flagellato quintali di ciliegie, ora si vuol annidare nei frutteti delle zone collinari, con conseguenze devastanti. Non ha antagonisti naturali, si riproduce in modo vertiginoso e, pur se piccolo, è  capace di distruggere in breve tempo quintali di succosi frutti preferibilmente «rossi». Mirtilli, lamponi, more, fragole, fichi, ma anche pomodori sono a rischio. La Drosophila entra  direttamente nella polpa, depone le uova e lì dà vita alle larve, riducendo il frutto in poltiglia. A lanciare l’allarme è Vanni Stanghellini, tecnico agrario in Val d’Alpone, «Non c’è tempo da perdere, bisogna assolutamente trovare una strategia di lotta per contrastare questo flagello, o quanto meno a contenerli» che poi ha aggiunto Anche nelle Valli Giudicariesi è in atto una strenua lotta alla drosofila», spiega. «Nonostante abbiano adottato una martellante difesa chimica, non sono riusciti a garantire una coltura completamente esente da attacchi di fitofagi».

Intanto ci si appella alla ricerca e alle istituzioni: «Bisogna comunque trovare una strategia in tempi brevi, per evitare che il problema si ripresenti l’anno prossimo, sia essa di carattere agronomico, con esche, reti, ma dalle tecniche praticabili, non impossibili. O di lotta chimica con nuovi prodotti, e all’università di Padova ci sono studi in corso; o di ritorno all’uso del dimethoato, anche in deroga».

Attacco massiccio del moscerino o guerra chimica?

All’assalto di Fara! La città è assediata dai procioni

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Scene che di solito si vedono solo in qualche  cittadina rurali del Nordamerica e che invece per gli abitanti di Fara Gera d’Adda, nel Bergamasco, sono episodi di vita quotidiana.  La cittadina è invasa dai procioni che sfrecciano nelle strade e causano danni. Sparisce il segnale tv? Sono stati i procioni. Il tubo dell’acqua comincia a perdere? Ancora i procioni. Si sentono degli strani rumori nel sottotetto, le galline nel pollaio vengono sgozzate? Sempre colpa dei procioni.

Assediano il paese suddivisi in tre colonie sparse tra la diga di Sant’Anna a nord e la zona della Lanca a sud. «È un problema che ormai ci trasciniamo da qualche anno – commenta il sindaco Valerio Piazzalunga -. Ogni tanto ci sono cittadini che li segnalano. E gli operatori della piattaforma ecologica raccontano che se li ritrovano nei cassoni della spazzatura a mangiare gli avanzi, e devono metterli in fuga prima di poter scaricare nuovi rifiuti. Noi non possiamo intervenire, perché si tratta di animali classificati come pericolosi, e quindi serve l’intervento di personale specializzato. Ora temiamo che possano anche diffondersi nella zona tra l’Adda, il canale e l’ex Linificio, ormai dismesso».

Ma chi sono i procioni?

Il suo nome scientifico è Procyon lotor, viste le abitudini notturne nel classificarlo si scelse il nome della stella Procione, ma è chiamato anche «orsetto lavatore» per l’abitudine di immergere nell’acqua o sfregare nell’erba il cibo prima di mangiarlo.

Come si sono diffusi?

Il procione si riproduce come un forsennato: anche due volte l’anno e fino a cinque cuccioli per volta.

Il problemi ci sono e gli esperti del WWF spiegano: «Il problema dei procioni così come di altre specie alloctone presenti sul territorio bergamasco è il risultato di una carenza da parte degli enti preposti alla gestione di questi animali. In passato questa specie era addirittura commerciata ed era stata oggetto di ripetute segnalazioni affinché si interrompesse il disequilibrio ecologico che questi animali stavano provocando. Così come altri animali, ad esempio la tartaruga d’acqua dalle orecchie rosse che sta distruggendo la fauna ittica dei corsi d’acqua ed è in competizione con la tartaruga palustre europea che è autoctona».

Terrore in corsia, insetti invadono l’ospedale pediatrico

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Potrebbe essere una di quelle scene da film splatter, invece purtroppo è la tragica realtà di un ospedale pediatrico. Le corsie dell’ospedale di Posillipo, a Napoli, sono state invase da migliaia di insetti di colore verde, dall’aspetto molto simile a quello delle coccinelle, con il corpo liscio e le antenne corte. Gli insetti soprattutto si sono addensati sulle zanzariere, ma anche in terra e sul mobilio dell’ospedale. Il terrore è stato immediato così che medici e infermieri hanno immediatamente allertato la Asl e i dirigenti sanitari dell’ospedale pediatrico hanno ordinato la disinfestazione. Ci sono state anche testimonianze di chi vive in quella zona. Un’artista napoletana, Mirna Doris, ha infatti dichiarato “Sono sei giorni che non riesco a uscire in giardino, si tratta di insetti micidiali, si attaccano addosso ed è molto difficile mandarli via. Non spariscono neanche di notte, entrano in casa, si fermano sulle pareti, li trovi nei mobili e nei cassetti. Non so più che cosa fare”.

Hitchcock in Kentucky… invasione di uccelli!

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Milioni di uccelli hanno fatto la loro comparsa nelle ultime settimane in una piccola cittadina del Kentucky, negli Stati Uniti, imbrattando il paesaggio e terrorizzando abitanti e animali domestici, come nell’indimenticabile psicothriller ‘Uccelli’ di Alfred Hitchcock. Stormi di merli e altri volatili hanno volteggiato per giorni e giorni sopra Hopkinsville oscurandone il cielo, ritirandosi solo al crepuscolo e abbandonando per terra escrementi di ogni tipo. ”Li ho visti arrivare, ed erano tantissimi – ricorda William Turner, che nella cittadina insegna biologia -. Davanti a me c’era il sole ma era come avere di fronte delle nubi. Credo che fossero milioni”. David Chiles, presidente della Little River Audubon Society, e’ convinto che la presenza di milioni di volatili sopra i centri abitati e non altrove, sia dovuta al surriscaldamento terrestre. ”Il meteo e il clima giocano un ruolo importante – precisa Chiles -. Di solito possono appollaiarsi sul terreno dove possono trovare insetti per cibarsi, ma quando tutto e’ gelato non hanno di che alimentarsi”. A Hopkinsville, fortunatamente, gli uccelli non si sono rivoltati contro uomini, come nella pellicola di Hitchcock del 1963. Malgrado cio’ i circa 35mila abitanti di questa cittadina del centro-sud del Kentucky, a circa un’ora da Nashville, non hanno voluto correre rischi. E cosi’ hanno chiamando un’azienda specializzata per il controllo e la gestione degli animali nocivi. Per sbarazzarsi degli intrusi sono stati usati ”getti d’acqua” e una sorta di petardi per uccelli rumorosi, simili a fuochi d’artificio. L’obiettivo e’ stato raggiunto, i volatili sono spariti, ma cani, gatti e altri animali domestici si sono impauriti per i botti; intanto le strade della cittadina sono state letteralmente coperte di escrementi di uccello dannosi per la salute.

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