“Resisteremo alle spinte della violenza”: così Letta

enrico-letta-tuttacronacaIl premier Enrico Letta è intervenuto alla sinagoga di Roma dove ha parlato della paura generata dalla crisi e dei suoi effetti: “Viviamo un tempo di crisi economica e sociale che alimenta la paura, la quale a sua volta fa crescere le spinte all’estremismo, all’odio, all’intolleranza”. Ha quindi aggiunto: “Queste spinte in Italia stanno crescendo in modo preoccupante. Resisteremo sempre alle spinte della violenza, prima verbale e poi fisica, dell’intolleranza, della xenofobia e del razzismo”.

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Intolerance… gli spacca il naso perché è gay!

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Milano tanto tempo fa era “da bere”, oggi sembra invece che sia intollerante o che almeno una parte dei suoi cittadini non riesca ad accettare la diversità. La mattina per Gianluca, 35enne originario di Caserta ma da dieci anni residente a Milano, era iniziata come tutte le altre. Guidava la sua bici e si stava recando al negozio di abbigliamento dove lavora. Un’auto all’improvviso ha iniziato a  suonare alle sue spalle e da qui è iniziato il diverbio. L’automobilista ha capito che si trovava di fronte a un ragazzo omosessuale e lo ha insultato pesantemente, poi è partito il pugno in faccia che ha rotto il naso del ragazzo. L’episodio è avvenuto sabato in via Sassetti, a poche ore dal Gay Pride che nel pomeriggio ha invaso le strade della città.

Gianluca, ancora non sapendo di avere il naso fratturato, ha deciso di andare al lavoro. Qui i colleghi lo hanno immediatamente soccorso e poi hanno deciso che era meglio chiamare il 118. Al Fatebenefratelli gli sono stati prescritti 15 giorni di prognosi per trauma facciale con infrazione delle ossa nasali e cervicalgia. Subito dopo la medicazione Gianluca ha denunciato il fatto alla polizia, mettendo a verbale lesioni e ingiuria con l’aggravante dell’omofobia.

“Siamo vicini a Gianluca – fa sapere l’assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, che ha istituito una casella mail del Comune proprio per questo tipo di denunce – e da noi avrà tutto il sostegno possibile per affrontare le prossime settimane e compiere tutti i passi che saranno necessari a fare chiarezza sull’accaduto, nella speranza che chi lo ha aggredito possa essere identificato. Milano è e deve rimanere una città dove episodi di questo tipo devono essere condannati e isolati affinché il rispetto dell’altro, anche quando diverso da noi, guidi il comportamento di tutti”.

Il raduno neonazista su cui Pisapia non può intervenire

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Hanno scelto la Skinhouse di Rogoredo per ospitare un festival al quale parteciperanno una decina tra band italiane e internazionali con dichiarate influenze neonaziste, tra cui i Bully Booys dagli Stati Uniti e gli inglesi Brutal Attack. E’ quindi alle porte di Milano che si svolgerà il maxi-raduno degli skinhead di mezza Europa per il quale sono attese oltre 2mila persone, membri o simpatizzanti dei vari gruppi delle “teste rasate” e, secondo alcune voci, vi dovrebbe prendere parte anche una delegazione del Ku Klux Klan americano attiva in Europa. E’ Paolo Berizzi, per Repubblica, a spiegare che l’evento nasce come “raccolta fondi”, ma è fortemente connotato dai temi “tipici” del razzismo, fino alle vere e proprie apologie di Hitler e Mussolini:

L’happening nasce, ufficialmente, dall’idea degli organizzatori di raccogliere fondi a sostegno delle spese processuali (fatti del ‘93, operazione “Runa”) per i camerati di Azione Skinhead, il gruppo nato nel 1990 dalla fusione tra gli skin milanesi e il nucleo più radicale degli ultrà Boys SAN dell’Inter. Ma l’evento, anche per il numero e la provenienza delle presenze già confermate attraverso la rete, porta con sé anche l’aria della sfida: una prova muscolare in un periodo in cui l’ondata xenofoba — gli ultimi e ripetuti casi hanno riguardato gli insulti al ministro Cécile Kyenge — è in crescita.

Pisapia scrive su Facebook il suo pensiero riguardo ad un evento che è inaccettabile ma che lui, sindaco di Milano, non può impedire: “Oggi alle porte di Milano si ripropone l’inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale. Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino”. Tuttavia il sindaco esprime anche la sua impotenza a intervenire: “Le autorizzazioni o le azioni preventive – chiarisce in un commento – sono per legge di competenza della Questura e Prefettura. L’Amministrazione non ha quindi potestà di intervento diretto”.

 

Cristiano decapitato in India: rifiutava di convertirsi all’induismo

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Tapas Bin, insegnante 35enne che viveva nel villaggio di Teliamura (West Tripura), nella zona nord-orientale dell’India ha pagato con la vita la sua decisione di non abbandonare la sua religione, il cristianesimo, a favore dell’induismo. La sua morte è avvenuta per decapitazione ed è stato il suocero, un 55enne impiegato governativo del dipartimento di scienze e tecnologia, a infliggergliela. Il corpo di Tapas è stato rinvenuto qualche giorno fa in un ruscello che scorre vicino al villaggio e, nelfrattempo, l’assassino, che è riuscito a compiere il delitto con l’aiuto di uno sciamano, il 42 enne Khrishapada Jamatiya, ha fatto perdere le sue tracce. Lo sciamano, che aveva eseguito la puja, la preghiera rituale, prima del gesto, è già stato arrestato. E’ la moglie di Tapas, Jentuly, a spiegare il gesto del padre: Mio padre non aveva mai accettato che Tapas fosse cristiano, aveva sempre esercitato pressioni, ma mio marito non aveva mai ceduto. Adesso ho paura: mio padre potrebbe uccidere anche me e mio figlio”. In India l’intolleranza religiosa si tramuta spesso in violenze: secondo dati raccolti dal Global Council of Indian Christians (GCIC), nel solo 2011, la minoranza cristiana è stata vittima di 170 attacchi di nazionalisti indù, di entità più o meno grave. Si tratta di attacchi di vario genere perpetrati da gruppi appartenenti al movimento nazionalista indù del Sangh Parivar. In questo contesto, non aiuta il fatto che, nel settembre 2011, il Parlamento abbia bloccato per l’ennesima volta l’approvazione del Communal Violence Bill, la legge sulla violenza interreligiosa.

Forza Nuova mette i sigilli alla Moschea… tolleranza zero!

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Ancora un atto eclatante per Forza Nuova. La scorsa notte alcuni militanti di Forza Nuova hanno sbarrato con dei nastri la palestra adibita a moschea a Pesaro, in via Antonio Scialoia, per protestare contro «l’immigrazione selvaggia e incontrollata che sta soffocando il nostro Paese». «Non abbiamo intenzione di lasciare che nel nostro Paese vi siano comunità di immigrati che possono delinquere rimanendo impunite o che aprano attività, culturali e non, finanziate con i nostri soldi quando sono oltre mille le imprese gestite da italiani che chiudono ogni giorno – dichiara Christian Sanchini, responsabile comunale di Forza Nuova – senza contare che questi luoghi di culto possono facilmente trasformarsi in ritrovi per delinquenti extracomunitari a porte chiuse e favorire la costruzione di ghetti etnici dove gli italiani sono in minoranza».
Il movimento di estrema destra chiede inoltre «l’espulsione di tutti gli immigrati non assimilabili nel nostro tessuto sociale e soprattutto l’espulsione immediata per quegli immigrati che commettono reati sul suolo italiano».

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