Quando l’architettura si concentra su spazi… mini!

ufficio-tuttacronacaSe pensate che il futuro sia open space e con ampie zone da condividere, forse le foto che seguono vi faranno cambiare idea. Si tratta di cubicoli raccolti dal sito del magazine Inc., bozzoli tecnologici che crrano ambienti di lavoro intimi e riservati che si fanno notare per le loro forme particolari e che possono venire immersi senza problemi nella natura, fosse anche quella di un giardino di casa. Non sono neanche eccessivamente costosi se si considera che si va dalla sfera rivestita in legno della ArchiPod con gli oblò al posto delle finestre che costa circa 15.000 euro ai più economici container-ufficio immaginati dallo studio Pallotta Teamworks: ognuno cosa circa 2.500 euro.

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“Si vede tutto!” Quell’albergo dalle pareti di vetro nel Veneziano

antony-palace-hotel-tuttacronacaSi fa subito notare l’Antony Palace Hotel, a Marcon, nel Veneziano. Spicca per le sue pareti di vetro. Le stesse che fanno sorgere le lamente dei residenti dei piani alti di due palazzine residenziali di Via Mattei. Il motivo? Gli ospiti dell’albergo non sempre si ricordano di chiudere le tende e così, la sera, con le luci delle stanze accese, le camere diventano dei grandi schermi attraverso i quali si può osservare ogni loro gesto. Anche quelli più personali. Con i residenti obbligati, loro malgrado, ad assistere quotidianamente a quanto avviene all’interno delle camere del quattro stelle: inconsce esibizioni i cui protagonisti sono gli ospiti distratti della struttura impegnati a sfilarsi i vestiti, stendersi nel letto, passeggiare, spesso con poche cose addosso, lungo la stanza, senza contare i momenti più intimi di coppia.

Attraverso gli occhi di una donna: la Città delle spose

The-City-of-Brides-tuttacronaca

La giovane fotografa russa Alena Zhandarova si è sempre dedicata ai ritratti immersi in atmosfere surreali. Tra i suoi ultimi progetti c’è City of brides, una raccolta di donne che lavorano nella sua stessa città natale,  Ivanovo, soprannominata cittò delle spose per l’alto numero di donne che vi risiedono per lavorare nel settore tessile. La fotografa ha raccontato di aver coinvolto i soggetti delle fotografie grazie ai social network e di esserle andate a trovare a casa per la prima volta in occasione dello scatto. Ecco allora le immagini che raccontano sia l’intimità che si è venuta instaurando tra la fotografa ed il suo soggetto, sia la relazione che s’instaura nell’ambiente domestico dove la donna è immersa.

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