La lunga giornata di Miccoli: oltre 4 ore e mezzo d’interrogatorio

miccoli-procura-tuttacronacaBisognerà attendere domani mattina per la conferenza stampa di Fabrizio Miccoli, che oggi è stato sottoposto a un interrogatorio durato oltre 4 ore e mezzo dai magistrati di Palermo perchè indagato per estorsione e accesso abusivo a sistema informatico. Il bomber rosanero avrebbe infatti commissionato al suo amico Mauro Lauricella, figlio del boss Antonio, di riscuotere una somma di denaro dai gestori di una discoteca di Isola delle Femmine, nel Palermitano. Ma avrebbe anche convinto in titolare di un centro di telefonia a intestare alcune sim a clienti inconsapevoli per poi darle in uso a Lauricella proprio nel periodo in cui il padre di quest’ultimo era ricercato. Ma il numero 10, al quale Zamparini non rinnoverà il contratto in scadenza il 30 giugno, si è inoltre macchiato di affermazioni infamanti definendo il giudice Giovanni Falcone “un fango”: parole che hanno fatto indignare tutti, compresi i tifosi che pure gli avevano perdonato la retrocessione del Palermo in Serie B. Erano dieci i carabinieri che hanno presidiato i due ingressi del corridoio che porta alla stanza dei pm, impedendo l’accesso ai giornalisti, mentre Miccoli veniva torchiato davanti al procuratore aggiunto Leonardo Agueci e ai sostituti Francesca Mazzocco e Maurizio Bonaccorso. Al fianco del giocatore il suo procuratore e avvocato Francesco Caliandro con il quale aveva programmato già da due giorni una conferenza stampa all’hotel Excelsior saltata a causa della durata dell’interrogatorio e posticipata a domani.

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Arrestato politico inglese: sospettato di aver stuprato due uomini

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Il sito della Bbc riporta che il vice presidente della Camera dei Comuni britannica, il deputato 55enne dei Tories Nigel Evans, è stato prelevato dalla polizia perchè sospettato di aver  stuprato due uomini. Il politico è stato  interrogato riguardo alle presunte aggressioni, ai danni di giovani uomini di circa 20 anni, una avvenuta nel luglio del 2009 ed un’altra lo scorso marzo, a Pendlenton, nel Lancashire. Uno dei portavoce della polizia ha dichiarato l’arresto di un uomo di Pendleton di 55 anni perchè sospettato di stupro ed aggressione sessuale, affermando: “Noi prendiamo molto sul serio le accuse di natura sessuale e comprendiamo quando sia difficile per le vittime farsi avanti”. Il Daily Mail  riporta che il primo ministro Cameron sarebbe stato informato delle accuse e, secondo fonti governative, la notizia è stata “uno shock, Nigel è molto popolare e benvoluto nessuno può veramente credere a quanto sia avvenuto”. Evans, che nel 2010 ha dichiarato di essere gay, è in Parlamento dal 1992 e da tre anni è uno dei tre vicepresidenti dei Comuni. In precendenza, aveva ricoperto diversi importanti incarichi all’interno del partito conservatore, compreso quello di ministro ombra per il Galles.

Marianna Cendron e la falsa pista dei nomadi.

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Chi l’ha visto? sono arrivate varie segnalazioni per Marianna Cendron, la 18enne di Paese (Treviso), che è scomparsa da due mesi. Una di queste segnalazioni avrebbe rivelato che la ragazza vive sotto un cavalcavia a Marghera insieme ai nomadi. La troupe del programma televisivo è andata a verificare la pista, ma sembra che la segnalazione non sia risultata attendibile. Nessuno dei nomadi a cui è stata mostrata la foto della ragazza l’ha riconosciuta. Al momento rimane aperta la pista dell’allontanamento volontario.

 

Decisi 2 mesi in comunità protetta per le due 15enni! Convalida fermo.

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C’è un ricatto dietro il giallo di Udine? Mirco Sacher era vittima di estorsione?

Troppi prelievi e sempre della stessa entità: 150 euro per volta.  Mirco Sacher, l’uomo ucciso dalle due 15enni, a cadenza quasi fissa prelevava denaro dal bancomat. L’ultimo prelievo domenica scorsa, poche ore prima di morire a uno sportello della Unicredit. Nei video ricavati dal sistema di videosorveglianza si vede perfettamente che è lo stesso pensionato a prelevare la somma. Quel bancomat che poi è stato però ritrovato nella borsetta di una delle due ragazze, le quali hanno sempre negato di aver effettuato un prelievo con quella tessera, ma dopo aver ucciso l’uomo hanno pensato bene di rubarla dal suo portafogli.

Ci sarebbe anche la testimonianza di una donna che avrebbe assistito a uno scambio di battute tra Sacher e le due ragazze proprio sull’argomento soldi. Quindi ora le piste per gli inquirenti sono due: una a sfondo sessuale (che sembra però abbandonata) e l’altra di natura prettamente economica.

Ora gli inquirenti vogliono visionare tutti i filmati delle telecamere a circuito chiuso degli istituti di credito dove sono stati compiuti i prelievi con il bancomat di Sacher per avere la certezza che fosse solo l’uomo ad accedere al suo conto o, se in alcune circostanze, i prelievi fossero stati fatti da altre persone. Inoltre è lo stesso procuratore capo della Procura dei minori a Trieste, Dario Grohmann, a dichiarare che l’anziano avesse una certa disponibilità economica ed è quindi probabile che fosse vittima di estorsioni.

A cosa servivano quei 150 euro prelevati ogni 3/5 giorni da Sacher? Quale era il ricatto a cui era sottoposto?

Una delle due adolescenti, in passato, ha avuto come fidanzatino un ragazzo Rom che aveva messo in piedi un’estorsione ai danni di un conoscente gay. Nell’indagine era rimasta coinvolta solo in una prima fase anche la quindicenne. Ma poi la posizione di lei, come ha assicurato lo stesso procuratore Grohmann a un quotidiano nazionale, era stata archiviata. La polizia tra lunedì e ieri ha ascoltato amici e compagni delle due quindicenni, senza trovare spunti rilevanti.

Emergono intanto nuovi particolari sull’autopsia di Mirco Sacher. L’uomo potrebbe essere morto per un’azione combinata di soffocamento e schiacciamento. L’autopsia ha stabilito che il cadavere ha due costole rotte.

Intanto viene convalidato il fermo e si configura l’accusa di omicidio preterintenzionale, dopo che questa mattina le due 15enni si sono avvalse della facoltà di non rispondere al gip.

Ecco l’interrogatorio delle 15enni di Udine!

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«Gli siamo saltate addosso, lui cercava di rialzarsi e allora gli ho messo le mani al collo…». «Anch’io stringevo, non pensavo così forte perché continuava a parlare, ma poi ha smesso…». E ancora: «Ricordo che aveva la faccia viola, era disteso a terra».

«Quando ha smesso di respirare ci siamo spaventate e siamo scappate in macchina». Sono le prime dichiarazioni rese dalle due quindicenni di Udine ai carabinieri di Pordenone. Sono in stanze separate, potrebbero aver concordato ogni cosa, hanno avuto oltre 11 ore di tempo per farlo. A raccogliere la confessione choc sono due marescialli. Parlerà per quasi due ore la ragazzina abituata a vedere Mirco Sacher a casa della nonna. Poi tocca all’amica. Non sempre le due versioni coincidono come nella fase in cui lottano contro il “nonno” che doveva portarle in stazione e invece ha girato la macchina in un campo a Udine, per molestarle.

Entrambe ricordano l’ora in cui sono uscite di casa domenica, dopo aver dormito assieme: le 10.30. Una sostiene che Sacher è passato per caso. Che hanno fatto colazione e che lui le ha invitate a pranzo a casa sua. L’altra dice che è stata l’amica a telefonargli: «Non avevamo i biglietti per l’autobus e volevamo andare in stazione, lui ci dava sempre un passaggio». Sacher propone di andare in gelateria a Remanzacco, poi le avrebbe portate in stazione. Secondo la ragazza, rientrando a Udine sarebbero andate nell’appartamento dell’anziano a prendere un carica-batterie. Sono usciti alle 13 senza pranzare. L’altra parla invece di una «pasta in bianco».

E sono proprio i resti della pasta che la polizia scientifica troverà nella cucina di Sacher. Sul tavolo ci sono anche due bottiglie di vino e mozziconi di sigarette con segni di rossetto. La stessa ragazza colloca l’uscita dall’appartamento alle 13.50 per andare in stazione. Invece Sacher svolta in una strada sterrata con la scusa che vuole «parlare un po’». Avrebbe fermato l’auto e allungato le mani verso la quindicenne seduta al suo fianco, l’altra, quella che conosce da quando è nata, è seduta dietro.

«Mi ha messo le mani sulle gambe e toccato il seno», dichiara l’amica. «Cercavo di allontanarlo, poi sono scesa dalla macchina». Tutte e due dicono di essere scese. Anche Sacher scende. «Continuava a cercare di toccarci» dice una. «Scherzando ha cercato di tirarci verso di lui», dice l’altra. Entrambe ricordano che ha sbattuto la testa di una delle ragazze contro un palo verde, del gasdotto. A quel punto la colluttazione. C’è molta più forza nel tentativo di Sacher di trattenere le due quindicenni che gli sono saltate addosso e lo colpiscono. Cade. È a terra quando morde un seno a una delle ragazze. Forse per costringerle a mollare la presa?

Viene smentita anche la notizia del presunto prelievo dopo la morte di Sacher. L’ultimo risale a domenica mattina, preceduto da una serie definita più frequente del solito. Perchè aveva tanto bisogno di prelevare Sacher? E gli inquirenti sospettano che quei soldi li dovesse proprio dare alla 15enne che aveva una relazione con un giovane rom che ora si trova detenuto per estorsione.

La scomparsa della diciottenne Marianna Cendron

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I carabinieri, ieri, hanno interrogato il fidanzato minorenne della Cardon e tre amici del ragazzo. La diciottenne è scomparsa lo scorso 27 febbraio e si era pensato a un allontanamento volontario della giovane, ma si erano aperte ipotesi anche sul sequestro di persona.

Il pm Massimo De Bortoli, il magistrato che cura le indagini sulla scomparsa della 18enne, ha ascoltato il giovane perché è stato l’ultima persona con cui ha avuto contatti: quella sera del 27 febbraio aveva appuntamento con lui di fronte al convitto del Maffioli di Castelfranco. Il ragazzo, minorenne, è apparso molto turbato per la scomparsa di Marianna. Su quanto dichiarato dai quattro giovani interrogati ieri vige il massimo riserbo, ma altri interrogatori seguiranno nei prossimi giorni e coinvolgeranno amici e parenti della ragazza scomparsa.
Quella del sequestro di persona, spiega il comandante provinciale dell’Arma Gianfranco Lusito, «è un’ipotesi come le altre su cui stiamo lavorando. L’allontanamento è per noi il motivo principale, ma sempre con l’ottimismo che ci deve contraddistinguere nel trovare una ragazza che si è allontanata e che speriamo poter presto restituire ai suoi cari».
Dopo l’interessamento della trasmissione Chi l’ha visto sono arrivate molte segnalazioni di avvistamenti, ma ultimamente le informazioni sono sempre più rare.

Litigi per anni, all’ennesima discussione il figlio lo accoltella. Succede a Treviso

Il ragazzo si è reso conto del gesto compiuto solo durante l’interrogatorio.

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