Indiani ubriachi prendono a cinghiate un 17enne

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Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, un gruppo composto da circa 15 persone ubriache, di nazionalità indiana, ha avvicinato un gruppo di ragazzi  in via Siotto Pintor a Gorlago, nel Bergamasco, e ha dato il via a un vero e proprio pestaggio. Un 17enne italiano è rimasto colpito dalle cinghiate al volto e al corpo, trasportato all’ospedale di Seriate, gli è stato diagnosticato un trauma cranico: 15 i giorni di prognosi.

Un fermo per la tragedia della dottoressa investita dall’auto

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C’è un fermo per la rissa avvenuta tra immigrati indiani che ieri ha causato la morte della dottoressa Eleonora Cantamessa e del ferito che si era fermata a soccorrere, Kamur Baldev. Il fermo è stato disposto per il fratello proprio di Kamur, un 25enne che avrebbe ammesso di essere alla guida della Golf, ma che avrebbe affermato di aver investito i due per un tragico incidente nel tentativo di fuga.  Ora è al vaglio degli inquirenti capire se ci sia stata la volontarietà di investire la dottoressa e il ferito o se, appunto come affermato dal fratello, si sia trattato di un incidente. Altri sette uomini, tutti indiani, sono indagati per reati che vanno dal concorso in omicidio alla rissa. Gli inquirenti proseguono gli interrogatori nel tentativo di fare chiarezza sulla dinamica della tragedia: non sarebbe stato l’uomo fermato ad aver accoltellato il fratello, ma un altro gruppo di aggressori con i quali i due avevano avuto un diverbio.

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Si ferma per prestare soccorso a un uomo accoltellato: dottoressa travolta da un’auto

rissa-bergamo-tragedia-tuttacronacaFar-west tra immigrati ieri a Chiduno, in provincia di Bergamo, dov’è scoppiata una rissa attorno alle 23 a lato della Statale 91. Stando a quanto riporta l’Eco di Bergamo la lite, che presumibilmente ha coinvolto romeni e indiani, è finita in tragedia con due morti mentre sono sei le persone rimaste ferite. Una delle vittime è un indiano che era rimasto a terra dopo esser stato accoltellato, l’altra, una dottoressa che prestava soccorso. La 44enne Eleonora Cantamessa, ginecologa presso la clinica Sant’Anna di Brescia, è stata travolta assieme all’uomo da un’auto tornata indietro, probabilmente per finire il ferito. Anche un altro uomo, un giovane di Trescore, in provincia di Bergamo, è rimasto gravemente ferito mentre tentava di aiutare l’uomo. Il conducente è stato rintracciato e portato in caserma.

Indiani simulano la morte per incassare il premio, l’assicurazione li scopre

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Una brutta storia! Un tunnel tra India e assicurazioni italiane, una motocicletta che si schianta su una statale indiana e lo strazio di una madre. I poliziotti naturalmente mettono a verbale e i giornalisti sono pronti a versare fiumi d’inchiostro su un incidente mortale quasi da manuale filmico. Notaio, parenti e certificato di cremazione dei corpi come previsto dalla religione indiana. Tutto secondo le regole? Assolutamente, no! I fratelli Avtar e Bikram Singh sono vivi e vegeti e prima o poi verranno arrestati. Quel che è certo al momento che i premi assicurativi rispettivamente di 200mila e 300mila euro non verranno erogati alle famiglie da Allianz.

Le indagini sono iniziate in Italia dove i fratelli Singh, Avtar, 41 anni e Bikram 26 lavoravano facendo i camerieri o pizzaioli, poi le ricerche si sono spostate in India. Così gli investigatori italiani si sono rivolti a un investigatore locale… naturalmente mentre comunicava che i due effettivamente erano morti, stava già intascando la mazzetta dalla famiglia Singh. Non era certo il primo corrotto.  Il sangue nelle fotografie scattate nel corso dei rilievi? Era vernice. D’accordo, ma i giudici indiani dell’inchiesta? Corrotti. E i soccorritori indiani dell’ambulanza? Corrotti. E i famigliari dei Singh? In lutto perenne, offesi dalle insistenze avanzate dagli stranieri arrivati dall’Italia per gettar fango sulle buone anime di Avtar e Bikram. Dopo tre mesi di lavoro certosino, dove tutto sembrava perfetto si è aperto lo spiraglio. Era tutto troppo perfetto e puntuale. L’India ha una burocrazia lenta e costantemente in ritardo, come mai invece nel caso dei fratelli Singh tutto si era mosso così perfettamente? Ecco quindi che poi alla fine la voragine si è aperta e i fratelli Singh pagheranno in sede penale!

Shock in India, bimba scivola dalle spalle del papà e annega

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La tragedia si è consumata in pochi minuti. La bimba di appena 18 mesi del medico britannico, Reddy Megha, di origini indiane, è annegata nel fiume Musi. Il padre, un anestesista specializzato in ostetrica presso l’Università di Coventry e Warwickshire Hospitals, sembra, secondo alcune versioni, che l’avesse sulla schiena e si stava apprestando a fare le foto ai fratelli della piccola Manvi, quando lei è caduta nel fiume, scomparendo in pochi secondi. Secondo un’altra versione il padre la teneva in braccio mentre cercava di fare una foto e Manvi si sarebbe mossa e scivolata dalle braccia del padre direttamente nelle acque  del fiume Musi, che si trovava in piena per le abbondanti piogge che in questo periodo caratterizzano al stagione dei monsoni. Nonostante i tempestivi soccorsi per la piccola non c’è stato nulla da fare.

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Il secondo sterminio dei Sioux a Wounded Knee

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee -tuttacronaca

La poverissima tribù Sioux Oglala vede sottrarsi  Wounded Knee: il luogo della celebre battaglia tra “visi pallidi” e “pellerossa” dove, secondo lo sciamano Alce Nero, ”finì il sogno di un popolo”. Ora quel territorio rischia di andare all’asta se la tribù non troverà 3,9 milioni di dollari per acquistarlo. Una cifra vergognosa se si pensa che al catasto quel luogo, in cui, in  nome della “civiltà”, gli indiani indifesi vennero massacrati nel 1890, vale solo 7.000 dollari. Prima abbiamo li abbiamo sterminati, ora li annientiamo? Il prossimo passo sarà cancellare la storia e riscriverla con un bel parco divertimenti che nasca proprio in quel luogo? Dobbiamo assistere inermi a questo secondo massacro? Dove sta il democratico Obama per impedire una tale atrocità?

Arriva la biancheria antistupro… sono tre studenti indiani a inventarla!

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Gli ultimi recenti avvenimenti in India e l’ondata di violenza contro le donnehanno spinto tre studenti indiani di ingegneria, Niladri Basu, Manisha Mohan e Rimpi Tripathy, a inventare un dispositivo anti-stupro per proteggere le donne. Si tratta di un apparecchio che, collegato agli indumenti intimi nella zona del petto (la prima che, secondo le statistiche, viene presa di mira in caso di tentativo di stupro), è in grado di colpire l’aggressore con una scossa elettrica da 3.800 kilovolt. L’apparecchio, che si attiva grazie a un sensore di pressione, è dotato anche di moduli gps e gsm, così da inviare automaticamente un sms con richiesta di soccorso.

6 arresti per ragazza stuprata in autobus!

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Tuteleremo le donne! Il premier indiano in ritardo sugli sconti anti stupro

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