Sotto l’albero… i rifiuti!

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Sotto l’albero i rifiuti. Passa il tempo ma i problemi di Napoli non si risolvono neppure a Natale e così dal centro storico della città fino alla periferia la città soffre con i cassonetti stracolmi di immondizia che sono le feste aumenta a dismisura. Diverse le segnalazioni arrivate dai lettori al Mattino.it che denunciano la drammatica situazione: “Via Duomo è un disastro – racconta il lettore Maurizio – e in via Diomede Carafa a Bagnoli la raccolta differenziata avviene ogni quindici giorni se tutto va bene. Nemmeno a Natale riescono i miracoli: inutili i i reclami, situazione veramente imbarazzante”. Un altro lettore, Alessandro, segnala cumuli e cumuli in via Costantino a Fuorigrotta “dove la spazzatura non viene ritirata da quattro giorni e noi siamo bloccati in casa dai rifiuti. Buon Natale al sindaco e all’Asia”.

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Emergenza rifiuti a Madrid, sciopero di 5 giorni e tonnellate di immondizia

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Tonnellate di immondizia, un po’ le scene che avevamo già visto a Napoli, ma questa volta avviene in Spagna, a Madrid dove l’emergenza rifiuti è stata dettata dallo sciopero che da 5 giorni operano gli addetti di 3 delle 4 aziende incaricate della raccolta. In molti casi i rifiuti sono stati anche bruciati. Il sindaco ha rassicurato la popolazione che non c’è rischio sanitario.

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A rischio la raccolta rifiuti in 62 comuni napoletani, nuova emergenza

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Antonio Mascolo, il sindaco di Tufino chiude lo stir e mette a rischio la raccolta rifiuti in 62 Comuni della provincia e in parte della città di Napoli.

Che cosa è lo stir?

L’impianto di tritovagliatura come indica ChimiciOnLine è:

Un operazione di trattamento dei rifiuti costituita da due parti separate ma complementari: la triturazione e la vagliatura.

La prima fase, quella di triturazione, serve essenzialmente per ridurre il volume dei rifiuti e deve essere eseguita sia nella fase di selezione dei rifiuti che in quella di post-trattamento meccanico.

La seconda, invece, quella di vagliatura ha lo scopo di separare i diversi tipi di materiale che compongono un determinato rifiuto. Ad esempio se si sta procedendo alla vagliatura di rifiuti indifferenziati grazie alla vagliatura è possibile dividere la parte più pesante, come metalli, legno, inerti e vetro, da quella più pesante come la carta , la plastica o le sostanze organiche.

Con l’ordinanza di oggi Mascolo di fatto impedisce quest’operazione “a tempo indeterminato”.

Il Consiglio provinciale di Napoli ha approvato un ordine del giorno in cui chiede al prefetto di Napoli di riaprire, con i suoi poteri, l’impianto. I consiglieri provinciali Mimmo Giorgiano (Pd) e Giorgio Carcaterra (Sel), promotori dell’ordine del giorno condiviso anche dal presidente della Giunta Pentangelo, dall’assessore all’ambiente Caliendo e dagli altri consiglieri, definiscono ”gravissima” la situazione, che “potrebbe precipitare rapidamente se non ci saranno gli interventi necessari”. La chiusura dello stir potrebbe determinare “una nuova e devastante emergenza per i 62 comuni che sversano ogni giorno nell’impianto di Tufino”. All’interno dell’impianto di tritovagliatura di Tufino- chiuso oggi a tempo indeterminato dal sindaco con un’apposita ordinanza – un gruppo di operai sta attendendo novità dai sindacati e da parte dei vertici della SapNa, società della Provincia di Napoli che gestisce l’impianto. Ai camion con i rifiuti indifferenziati giunti stamattina nella struttura non è stato consentito l’ingresso nella struttura. Successivamente ne è stato disposto il trasferimento nell’altro impianto stir di Caivano (Napoli). “Abbiamo rilevato delle anomalie – ha detto all’ANSA il sindaco di Tufino, Antonio Mascolo – come la mancata sostituzione di alcuni filtri e la presenza di bidoni che, a nostro parere, non dovevano essere portati in quell’impianto”. “La nostra – dice ancora Mascolo – è una decisione volta a tutelare la salute dei cittadini e degli operai che lavorano nell’impianto”. “Non credo sia giusto che l’amministrazione comunale, o i suoi delegati, – conclude Mascolo – possano accedere all’impianto solo dietro autorizzazione da parte dei vertici della SapNa a cui ricordiamo che la struttura è sul nostro territorio”.

Ed è nuova emergenza rifiuti nel Napoletano.

La discarica di Roma non sarà pronta in tempo, rifiuti al Nord

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Non c’è il tempo tecnico per la nuova discarica di Roma, il 30 settembre è troppo vicino. Tutte le assicurazioni che fino a qualche giorno fa parlavano di una discarica pronta ed efficiente per il 1 ottobre sono crollate.  Ieri l’assessore all’Ambiente del Comune, Estella Marino, lo ha detto chiaramente: «Anche se il sito della Falcognana avesse oggi il via libera, servirebbero dei tempi tecnici. E la discarica non sarebbe pronta per il 30 settembre. Per questo stiamo organizzando il trasferimento dei rifiuti fuori dal Lazio». Quindi i rifiuti di Roma sono già pronti a essere trasferiti per qualche tempo al Nord con un aggravio delle spese.

 

Roma decide la nuova discarica: è Falcognana sull’Ardeatina

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L’accordo è stato trovato e la discarica nascerà a Falcognana sull’Ardeatina.  Sul comunicato congiunto al termine dell’incontro si legge:

«È stato deciso di rafforzare tutti gli strumenti per l’incremento dei risultati della raccolta differenziata all’interno del patto per Roma. Dopo aver valutato l’approfondimento del commissario Sottile rispetto alla relazione di una settimana fa, è stato valutato come possibile l’utilizzo del sito di Falcognana. Nei prossimi giorni il commissario avrà il compito di verificare ulteriori aspetti tecnici e logistici del sito. Rimane fissata la necessità di proseguire il lavoro per individuare un assetto definitivo per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Per questo è stato formalizzato il tavolo tecnico permanente per l’attuazione del patto per Roma che si terrà presso il Comune».

Marino ha poi aggiunto: «Ipotesi rifiuti in altre regioni». «Il Comune sta valutando la possibilità, proprio per alleggerire qualunque forma di conferimento all’interno del Comune stesso, di conferire i rifiuti a piccoli lotti in altre regioni», ha annunciato Ignazio Marino. «Quello che è assolutamente certo è che dal 30 settembre verrà definitivamente chiusa la discarica di Malagrotta», ha aggiunto.

 Ma se l’accordo c’è i cittadini che abitano nella zona cosa ne penseranno?

Roghi a Palermo: brucia l’immondizia.

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Ancora immondizia a deturpare una delle città più belle d’Italia. Oggi è la periferia di Palermo che brucia. Il quartiere Zen in via Patti, in via Sagittario, in via Sirio, in via dell’Allodola. Incendi anche a piazza Ignazio Calona dove 13 cassonetti sono stati dati alle fiamme. Roghi nel quartiere Borgo Nuovo in via Castellana e in viale Piazza Armerina. Fuoco e fiamme in piazza Benvenuto Cellini, in via Vincenzo Barone e in via Butera. Mentre c’è attesa per la nuova Tares che sarà una vera e propria stangata sulle famiglie, le nostre città bruciano l’immondizia, provocando un inquinamento dannoso alla salute dei cittadini. Le tasse sono in arrivo, ma il problema quando sarà risolto?

Il napoletano affonda di nuovo tra i rifiuti!

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Primo fine settimana di agosto, con l’Italia stretta nella morsa del solleone e sulle strade per andare verso il mare sul litorale  giuglianese ecco comparire solo rifiuti. Quaranta gradi di degrado? Scatta l’operazione per vietare la balneazione: stabilimenti chiusi, sigillati dalle forze dell’ordine con tanto di timbro dell’Arpac e ordinanza commissariale. E pensare che fino a poco tempo fa qui vi erano le bancarelle che vendevano ombrelloni e sdraio, giochi per bambini e bevande… ora ovunque è solo immondizia e desolazione. Come si spera che l’Italia possa risollevarsi economicamente se uno dei luoghi turistici più belli e della nostra penisola viene maltrattato dalle amministrazioni locali in questo modo? E’ solo inefficienza o forse dietro a questo disastro ecologico ci sono anche le ecomafie?

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Truffa alimentare: la provola affumicata su bidoni di vernici!

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A dover andare in fumo non era la provola, ma tutta l’immondizia che c’era intorno a uno stabilimento che la produceva. Il caseificio a Marigliano (Napoli), che in realtà era un deposito maleodorante e privo di ogni norma igienica, è stato sequestrato dopo che le forze dell’ordine hanno scoperto che la provola veniva affumicata in bracieri rudimentali realizzati su vecchi bidoni di vernici o carburanti. I rifiuti erano ovunque e i latticini venivano adagiati in terra vicino a vecchi cartoni e copertoni d’auto.

Altre tasse in arrivo… da maggio la Tares con aumento a dicembre!

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Nuova tassa a maggio: la Tares, la nuova tassa sui rifiuti, si dovrà iniziare a pagarla dal prossimo mese di maggio. E da dicembre scatterà l’aumento della tassa: 30 centesimi in più a metro quadro. Lo ha riferito il presidente dell’Anci, Graziano Delrio precisando che la maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre «andrà direttamente allo Stato».
Con l’accordo sottoscritto oggi con il governo «eviteremo il deficit di liquidità – ha spiegato Delrio – che avrebbe creato grossi problemi alle imprese del trattamento rifiuti». Le scadenze per il pagamento della Tares dovrebbero tenersi a maggio, settembre e dicembre. Per il governo si perde tempo, per le tasse no!

Perché qualcuno non pensa ad avviare la riconversione dei rifiuti in energia? Perché non si inizia un riciclo differenziato serio che ci può portare veramente a una riconversione produttiva? L’immondizia può essere un business che si autofinanzia da solo, come mai nessun programma politico prevede l’avvio di una ristrutturazione nella raccolta e nello stoccaggio dei rifiuti? Siamo capaci solo di imporre tasse?

L’inceneritore di Parma e la guerra aperta tra M5S e Pd

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Pizzarotti a Parma era stato eletto per un inceneritore. Oggi quell’inceneritore è campo di lotta politica… Chi si è dimenticato delle promesse del M5S che appena vinte le elezioni di sindaco nella città emiliana prometteva «Abbiamo già ottenuto una grande vittoria senza neanche entrare in Comune: a Parma l’inceneritore non si farà più»?

Le ipotesi in campagna elettorale erano state molte e tutte convincenti affinchè quella cicatrice all’ambiente non venisse fatta. Si era ipotizzato di tutto anche di mandare i rifiuti in Olanda, smontare il forno e venderlo ai cinesi… E sono ora queste le armi che utilizzano i democrats per inscenare lo  scandalo dell’inceneritore di Ugozzolo. E’ di pochi giorni fa la notizia che la multiutility Iren ha annunciato l’avvio della fase preliminare «con lo svolgimento di attività tecniche complementari alla messa a punto del sistema impiantistico che verranno effettuate a caldo attraverso la combustione di solo gas metano». Il tutto durerà circa una trentina di giorni sotto l’occhio di 4 centraline di monitoraggio delle emissioni collocate a Parma e in altri Comuni. Se non ci saranno intoppi, i camini dell’inceneritore cominceranno a sbuffare in aprile.

Una battaglia persa. Spesso accade di lottare e di perdere, ma l’imbarazzo viene dalle contrastate mezze frasi del sindaco Pizzarotti, che per inesperienza o per disattenzione, non ha trovato le parole giuste per contrastare l’attacco del Pd, rabbioso, della sconfitta elettorale alle politiche. Così che il sindaco M5S si è trovato prima a dire che lui non aveva mai detto nulla sull’inceneritore «Mai fatto promesse che non si potevano mantenere». Forse l’aveva fatto Grillo a sua insaputa? E poi si è visto costretto a correggere il tiro cadendo definitivamente nelle bocche fameliche del Pd con la dichiarazione «Ci abbiamo provato, sono insoddisfatto, certo, ma continueremo a tenere alte le antenne: non si fanno solo le battaglie che si è sicuri di vincere». In realtà ancora in piedi vi è la possibilità che quell’inceneritore non si metta in funzione (193 milioni buttati nel nulla se ciò accadesse) perchè la Procura di Parma, riscontrando una serie di inadempienze, aveva chiesto il sequestro dell’inceneritore, ma il Tribunale del Riesame in novembre l’ha bocciato, così l’amministrazione si è rivolta alla Cassazione, che dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi. Intanto Iren va avanti senza problemi… Forse sicura che la Cassazione non appoggerà, mai la lotta dei grillini!

 

Immondizia! Rinviate a giudizio 15 persone per la discarica di Catanzaro

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Halloween – Cap XXXIII – I NUOVI MOSTRI

A Castellammare di Stabia (Napoli), da un’indagine effettuata dalla Procura di Torre Annunziata sulla società Multiservizi, è scaturito che 19 addetti alla nettezza urbana si sarebbero assentati indebitamente dal lavoro per un totale di oltre 23mila ore. La “pausa” è costata un milione di euro ai cittadini del comune.

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