Mediatrade: Berlusconi dietro le società “cinesi”?

Berlusconi-cina-tuttacronacaLa settimana scorsa i magistrati italiani che indagano sul caso Mediatrade hanno ricevuto i primi risultati della rogatoria internazionale con Hong Kong. I pm hanno infatti un dubbio: che Berlusconi abbia utilizzato società estere per evadere e fare fondi neri. Tali società compravano dall’imprenditore Farouk Agrama diritti televisivi che a sua volta li aveva acquistati dalla Paramount. Quelli tra Agrama e le società della galassia Berlusconi sarebbero stati passaggi a prezzi gonfiati che avrebbero prodotto fondi neri e un’evasione fiscale da 170 milioni di dollari. Il nodo è proprio questo: secondo i pm le società non sarebbero cinesi ma solo uno schermo per Berlusconi. Nonostante le prime risposte siano giunte in procura la settimana scorsa, la rogatoria era partita il 4 ottobre 2006. La vicenda cinese viene però a intrecciarsi con le rivelazioni fatte da Sergio De Gregorio, ex senatore Idv passato a sostenere Berlusconi nel 2006 accelerando la caduta del governo Prodi, ai pm. Stando all’inchiesta fu proprio il politico ad attivarsi con Alessandro De Pedys, console italiano a Hong Kong, invitandolo a Palazzo Grazioli nel 2007. Dopo quell’incontro la rogatoria venne bloccata. Almeno fino alla settimana scorsa. Ascoltato a verbale due settimane fa a Milano dal pm Fabio De Pasquale, De Gregorio ha sostenuto: “Berlusconi mi disse che l’ambasciatore cinese avrebbe fatto quanto in suo potere per bloccare questa rogatoria”. Secondo l’ex senatore, lo scopo era proprio quello di fermare le richieste di indagine della Procura di Milano su alcune società riconducibili a Frank Agrama, ritenuto dai pm il socio occulto di Berlusconi nella costituzione di fondi neri. De Gregorio ha fatto  anche riferimento a un incontro riservato fra l’ambasciatore cinese in Italia, Dong Jinyi, e Berlusconi e al quale lui non ha preso parte “perché non volevo apparire troppo presenzialista. So che l’incontro è stato a Palazzo Grazioli e che vi partecipò anche Valentino Valentini, consigliere politico di Berlusconi”. Ha quindi proseguito: “Dopo la caduta del governo Prodi continuai a occuparmi della vicenda relativa alla rogatoria Mediaset mantenendo i rapporti con la rappresentanza di Hong Kong, ma solo a livello informativo: il più era stato fatto, la questione sembrava risolta”.

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Quel figlio un po’ scomodo di… Di Pietro?

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L’Italia dei valori già non godeva di ottima salute, ora arriva l’ennesima pietra. Ad affondare ancor di più il partito di Di Pietro è la Corte dei Conti in Molise che senza mezzi termini dice che l’Idv nel 2012 ha speso 90mila euro in modo “non ammissibile”. Ma le disgrazie non arrivano mai da sole ed ecco che qualcosa di strano succede anche a Cristiano Di Pietro figlio del fondatore del partito da sempre in lotta per la legalità. Come riporta il “Corriere della sera”:

Il figlio del leader del partito, approdato finalmente nella precedente tornata elettorale al consiglio regionale, dopo essere passato per il consiglio provinciale e per quello comunale. Il 2 novembre 2012, mentre infuriava lo scandalo del Lazio, dichiarava risoluto: «Dopo i tristi esempi provenienti da alcune Regioni possiamo andare controcorrente e dimostrare che non tutti i consiglieri sperperano il denaro pubblico». Faceva parte del gruppo, abbiamo detto, perché ne è uscito qualche settimana fa dopo che un candidato dell’Idv rimasto fuori dal Consiglio alle ultime elezioni ha presentato un ricorso al Tar. Lui non ha gradito e ha imboccato la porta.

Lo stesso “Corriere della Sera” poi aggiunge un dettaglio interessante. Cristiano Di Pietro è uscito dal gruppo, ma non dal partito:

È soltanto emigrato al gruppo misto, che prima non esisteva. Lui l’ha costituito, ne è l’unico componente nonché il presidente: incarico, per inciso, che vale 800 euro netti in più al mese. Tanto per Di Pietro junior come per altri suoi 15 colleghi. Perché con la nascita del misto i gruppi politici della Regione Molise sono infatti diventati 16, per 21 consiglieri. In media, 1,31 per ogni gruppo.

Lusi in libertà, revocati gli arresti domiciliari in convento

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Luigi Lusi, tesoriere della Margherita, l’uomo imputato di essersi appropriato illecitamente di 25 milioni di euro torno in libertà. Sono stati infatti revocati  gli arresti domiciliari a Lusi presso il convento.

Dubbia la legge… Pagheranno fino in fondo Lusi, Belsito e Fiorito?

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E’ scattato l’allarme  (speriamo eccessivo) sulla possibilità o meno di punire  penalmente i vari Lusi, Belsito, Fiorito, Maruccio e affini per  i furti o il cattivo uso dei fondi destinati al finanziamento pubblico dei partiti… l’art 9 della legge 6 luglio 2012 ,n.96,  in questo comune e maniacale gioco di  rimandi e saltelli da una legge all’altra, chiede l’applicazione   dell’art 9  della legge 24 novembre 1981 che, in caso di falsificazione dei bilanci, così si esprime ” Quando uno stesso fatto è punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale.” ( Cioè la sanzione  amministrativa ndr.)

Giuseppe Calderisi PDL e Gianclaudio Bressa PD, in qualità di relatori della legge 6 luglio 1912, n.96 e quindi fonti di interpretazione  autentica, sono sicuri che i rischi non ci sono perché la sanzione pecuniaria per il reato di  presentazione  al Parlamento di bilanci  falsificati non può incidere per esempio sul reato di  “Truffa aggravata ” di cui è anche imputato  per esempio Belsito, che a ogni buon conto seguirebbe un percorso autonomo. Tuttavia qualche  dubbio sussiste perchè  l’art. 9 della legge del 1981 parla in generale di “Fatto” punibile solo in via amministrativa e non specificamente di falso in bilancio, quindi di fronte a un tribunale  potrebbe prevalere  un’interpretazione giudiziale di diverso tenore che nel “fatto” potrebbe ricomprendere più ipotesi di reato, anche perchè la legge  del 2012, all’art. 9 parla  genericamente di presentazione di dati difformi o omissivi  rispetto alle scritture contabili senza specificare se si tratta di mero errore o di truffa e dolo. In questa disposizione di legge si parte  quindi dal presupposto che ci sia uno scarto  di difformità  od omissione rispetto a scritture contabili  che si presuppone siano “corrette”, ma se le scritture contabili sono scorrette sin dall’inizio in che razza di ginepraio ci si va a cacciare?

E poi  perchè qundo  c’è un rimando a una o più leggi non si scrive tassativamente nella nuova legge il contenuto della norma  più antica… Pare che  dei contenuti dubbiosi della legge del 1912 ,non si siano resi conti nemmeno gli estensori della norma perchè non avevano presente il testo della norma a riferimento…

In cattive acque… Scilipoti e Razzi iscritti come indagati a Roma!

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I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010 quando lasciarono l’Idv in coincidenza con un voto di fiducia al governo Berlusconi. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento e’ stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

Ecco chi ha vinto alle Regionali del Lazio! Alcuni sono impresentabili…

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Sono molti i volti più o meno nuovi che per la prima volta si siederanno nel parlamentino del Lazio in via della Pisana, ma tra i 50 consiglieri (28 di maggioranza e 22 di minoranza) ci sono poche donne, solo 10 (e neanche una tra i 13 eletti del Pd e i 9 del Pdl).

A fare scalpore le bocciature del capolista dei Democratici ed ex parlamentare, Jean Leonard Touadi, e della giornalista tv Livia Azzariti, che era nella Lista Zingaretti. Stessa fine per due politici Pdl: l’ex assessore capitolino, Marco Visconti (Ambiente) e il collega regionale ai Trasporti della vecchia giunta Polverini, Luca Malcotti, al quale per poco più di 200 voti ha soffiato il posto un altro ex assessore di Alemanno, Fabio De Lillo, ultimo degli eletti Pdl nella Capitale. Sogni infranti anche per Fidel Mbanga Bauna (giornalista Rai).

Dalla lista civica per Zingaretti entra alla Pisana una vecchia conoscenza della politica romana, Michele Baldi (ex An e FI), con 13.936 preferenze, e Gianluca Quadrana, ex consigliere comunale dal 2006 con 6.205. A rappresentare Sel c’è Ginetto De Paolis (5.549 voti), originario di Civitavecchia, che è stato consigliere provinciale.

Daniele Leodori, 43 anni, segretario provinciale del Pd originario di Zagarolo, è il neoeletto consigliere del Lazio più votato con 22.693 voti.

Tornano in Consiglio gli ex assessori polveriniani agli Enti locali, Pino Cangemi e Pietro Di Paolo. Tra i banchi del Pdl ci sono pure Mario Abbruzzese (Pdl) presidente del Consiglio regionale uscente, e Olimpia Tarzia. Con loro pure Antonello Aurigemma, assessore ai Trasporti della giunta Alemanno. Vecchia conoscenza della Pisana si è confermato Pietro Sbardella.

I consiglieri scendono da 70 a 50 (come imposto dai tagli ai costi della politica fatti dal governo Monti e confermati da Renata Polverini), i gruppi passano da 15 a 11 (di questi 5 monogruppi). Restano fuori dal Consiglio: Idv, Udc, Fli, Radicali, Mpa, Fds e Verdi.

Zingaretti potrà quindi contare su una maggioranza di 28 consiglieri, di cui 10 del suo listino e 18 conquistati dai partiti della coalizione. Il maggior numero dei seggi va al Pd (13), contro i 9 del Pdl e i 7 del Movimento 5 Stelle (guidato da Davide Barillari) dove figurano anche Silvia Blasi, Gaia Pernarella, David Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli e Silvana Denicolò. Tra i 50 consiglieri i 10 del listino collegato a Zingaretti sono: Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Teresa Petrangolini e Riccardo Valentini.

IDV – SI DIMETTE DI PIETRO!

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Iniziano a saltare i politici che hanno perso alle ultime elezioni. Nomi noti come Di Pietro che ha appena annunciato le sue dimissioni da leader dell’Idv. Forse inizia una nuova politica e quei nomi sono legati al passato. Come avvenne nella prima repubblica, che vide il modificarsi della struttura dei partiti… poi tutto rimase come prima solo che cambiò nome. Speriamo che questa volta non avvenga, che dietro a un cambio di nomenclatura ci sia anche un radicale cambiamento nella sostanza!

 

“Le mani sulla città”! Indagini tra capigruppi al Pirellone

Tra i ventinove indagati nell’ambito dell’inchiesta con al centro l’ipotesi di peculato sui presunti rimborsi sospetti avviata dalla procura di Milano, ci sarebbero i capigruppo di Pd, Sel, Idv e Udc al Pirellone. Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cemonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) e Gianmarco Quadrini ( Udc).

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– 25mila! Niente voto per gli studenti Erasmus, fuori tempi tecnici! VERGOGNA

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Vai all’articolo precedente.

Ue in difesa di studenti Erasmus: devono votare!

 

CHE VERGOGNA! MA CHE STATO SIAMO SE NON DIFENDIAMO I DIRITTI DEI NOSTRI GIOVANI ALL’ESTERO? POI CI CHIEDIAMO PERCHE’ ABBIAMO I “CERVELLI IN FUGA” IN AUMENTO? L’ITALIA NON E’ UN PAESE PER GLI ITALIANI E’ SOLO PER I POLITICI!!!

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IDV scende al fianco degli studenti Erasmus e chiede dl

QUESTO E’ L’ENNESIMO SMACCO ALLA DEMOCRAZIA! VERGOGNA!

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Di Pietro vs De Magistris: basta patti di desistenza

Secca la risposta di De Magistris ”Se uno fa la lista che si chiama ‘rivoluzione civile’  ha le idee ben chiare!”

CIOE’  BASTA IL NOME?

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Stato-mafia: Ingroia accusa, i magistrati sono stati spiati

Immediata anche la reazione di Gasparri sulla relazione di Pisanu: “Sarebbe interessante capire quale fondamento abbiano alcune ricostruzioni giornalistiche che fanno riferimento ad una versione antecedente quella finale della relazione di Pisanu, nella quale sarebbero stati espressi giudizi chiari e precisi sull’operato del Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro”

Mentre sul sito dell’Idv si legge: “La trattativa tra Stato e mafia c’e’ stata, eccome. E, a pagarne le spese, sono stati soprattutto alcuni coraggiosi servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro rifiuto ad adeguarsi ad essa”.

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Per Di Pietro il premier deve essere Ingroia: unico a far la guerra alla mafia

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Fuoco alla Idv di Ugento, atto intimidatorio per denunce fatte dal partito.

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“L’Idv correrà da sola o con una lista civica”. Di Pietro dixit.

E comunque non chi sostiene Monti!

Si configura il IV polo? Idv, Prc e De Magistris!

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Donadi a Di Pietro: Basta insulti mediatici

Di Pietro aveva scritto su Fb “…nel momento in cui bisogna scegliere tra la coerenza e l’opportunità di trovare una sistemazione personale, c’è chi  fa politica per interessi propri e chi per gli interessi dei cittadini”.

Di Pietro ai transfughi IDV: tanti auguri e seguitate a lavorare per il Paese!

Donadi, transfuga IDV presenta il “nuovo soggetto politico.” Ce n’erano così pochi!

Non c’è 2 senza 3: Oggi, dopo Paladini e Porcino, lascia IDV anche Stefano Pedica!

L’IDV cade a pezzi: se ne vanno anche i deputati Porcino e Paladini!

Di Pietro ha fatto la sua scelta!

Per Bersani sarebbe stato Di Pietro a rompere il fidanzamento con il pd e a scegliere Grillo.

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