Domani arriva il nuovo difensore di Garcia

toloi-roma-tuttacronacaIn prestito e con diritto di riscatto: è questa la modalità con la quale arriva alla Roma Rafael Toloi, il difensore brasiliano del San Paolo che sostituirà Burdisso. In queste ore si stanno definendo i dettagli finali e il club giallorosso può tesserarlo subito grazie ai documenti ricevuti ieri che attestano la cittadinanza italiana di Toloi. Sabatini è rientrato in mattinata da Milano e si è rimesso a lavoro negli uffici di Trigoria insieme agli altri dirigenti. Come spiega il Tempo, se non ci saranno altri ostacoli, Toloi (23 anni) partirà oggi dal Brasile per iniziare la nuova avventura in giallorosso: ha un posto prenotato sul volo AZ 675 in arrivo domattina alle 7.05 a Fiumicino. La Roma conta di far valere il suo status da comunitario grazie al visto rilasciato a Toloi dal console italiano di San Paolo, in attesa di concludere le pratiche per l’ottenimento del passaporto italiano.

Roma vincente al Bentegodi: accorcia le distanze dalla Juve

verona-roma-tuttacronacaLunch Match al Bentegodi di Verona, oggi, dove arriva la Roma reduce da due vittorie interne e agevoli, contro Genoa e Livorno. Ora arriva un test duro, sul campo di una squadra che sul proprio campo ha ceduto solo nel derby e contro il Napoli, proprio la diretta concorrente dei capitolini nella corsa al secondo posto. Ma per gli uomini di Garcia è un test chiave per accorciare le distanze dalla Juve, che ieri sera ha pareggiato all’Olimpico contro la Lazio. Da parte sua Mandorlini, orfano di Jorginho, passato al Napoli, sta cercando di trovare le giuste alternative per il centrocampo, anche se le due sconfitte consecutive patite con Napoli e Milan potrebbero aver leggermente scalfito le sicurezze della squadra. Perchè la partita si sblocchi bisogna attendere il primo minuto di recupero dei primi 45′, quando Gervinho s’invola sulla sinistra, il suo cross trova l’inserimento di Ljajic, che al volo di destro mette la palla in rete! 0-1! Alla ripresa, il Verona non perde tempo e al 4′ agguanta il pareggio: azione insistita di Iturbe sulla destra, passaggio a Donati, che serve Hallfredsson, il suo tiro da fuori area supera De Sanctis e porta la squadra sull’1-1! La risposta giallorossa arriva al 15′ con Gervinho, che stoppa, si accentra e infila Rafael con un destro imparabile sul primo palo. 1-2! Al 36′ Gonzale atterra Torosidis in area regalando così un rigore agli uomini di Garcia. Capitan Totti realizza da dischetto e porta il risultato sull’1-3! Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro Mazzolini decreta il termine del Lunch Match della 21a giornata di campionato che vede la Roma salire a -6 dalla Juventus.

Un rigore che vale una vittoria: il Milan batte l’Hellas

milan-verona-tuttacronacaSi chiude al Meazza la prima giornata del girone di ritorno con il Milan che ospita l’Hellas e, soprattutto, presenta il suo nuovo allenatore: Clarence Seedorf, al suo debutto. I veneti arrivano a Milano per dimenticare la sconfitta con il Napoli della scorsa settimana e continuare la cavalcata che fin qui la vista protagonista in questo girone di andata. Al 14′ brivido per una bella manovra rossonera con Kakà che pesca Balotelli che da ottima posizione manda sul fondo! Supermario va vicino al gol anche al 19′ quando si accentra dalla sinistra e il suo diagonale impegna Rafael in una difficile respinta. Il primo tempo termina tuttavia a reti inviolate con Milan volenteroso, ma incapace di chiudere in vantaggio la prima frazione di gioco. La squadra del neo allenatore Seedorf crea pericoli con Balotelli e qualche sortita di Kakà e Montolivo, ma non va molto al di là di tanto possesso palla. Il Verona si difende con ordine e prova qualche ripartenza con Iturbe e Romulo. Bisogna attendere il 36′ della ripresa perchè la situazione si sblocchi: Kakà quasi sul fondo anticipa Gonzalez e viene messo a terra e l’arbitro Bergonzi concede il rigore. Balotelli da dischetto non sbaglia: 1-0 per i rossoneri. Vince così la sua prima partita il Milan di Seedorf  anche se i rossoneri non hanno convinto soprattutto nella ripresa, quando, a parte un palo di Robinho, la vena offensiva del primo tempo si è spenta. Ordinato il Verona, che con Romulo, Iturbe e, nel finale, Martinho ha provato a creare qualche pensiero ad Abbiati. In classifica il Milan sale a 25 punti. Resta a 32 il Verona

Fiorentina-Hellas Verona: la partita al cardiopalma

fiorentina-verona-tuttacronacaVa in scena alle 19 il match di serie A che vede, all’Artemio Franchi, contrapporsi Due scquadre in cerca di riscatto dopo la sconfitta in occasione della 13a giornata: Fiorentina ed Hellas Verona. I club sono molto vicini in classifica con soli due punti di differenza a favore dei toscani. I ragazzi di Montella dopo la partita di giovedi in Europa League si ributtano in campionato e puntano decisamente al quarto posto in caso di successo oggi e disconfitta dell’Inter; mentre l’Hellas vorrà subito voltar pagina dopo il derby. Due ospiti d’eccezione assistono all’incontro dalla tribuna: Gabriel Batistuta, il Batigol che in questo stadio ha segnato valanghe di gol fra il 1991 e il 2000 e il Commissario Tecnico della Nazionale Cesare Prandelli. Bastano appena cinque minuti ai viola per passare in vantaggio: Borja Valero supera in slalom Jorginho e con il sinistro da fuori area batte Rafael, che si tuffa con colpevole ritardo: 1-0!

Immediata la risposa del Verona: sinistro da fuori di Iturbe respinto da Neto, sulla ribattuta arriva Romulo che con il piatto destro insacca: 1-1! Si rimescolano le carte nei minuti successivi e al 13′ sono gli uomini di Mandorlini passano in vantaggio: ancora una volta grazie anche al ritardo dell’estremo difensore. Bolide fa fuori area di Iturbe, Neto si tuffa con leggero ritardo e la palla s’infila in porta vicino all’angolino alla sinistra del portiere: 1-2!

Il copione rovesciato si ripete: la Fiorentina pareggia dopo appena 60 secondi: destro da fuori di Borja Valero, deviazione di Maietta che beffa Rafael: 2-2 e doppietta per il viola!

I padroni di casa tornano in vantaggio al 43′ grazie a un sinistro di Vargas dal vertice sinistro dell’area. Rafael è nuovamente in ritardo e il pallone si infila sul secondo palo: 3-2!

Lo spettacolare primo tempo termina allo scadere del 45′ minuto. Al 7′ della ripresa espulso Jankovic che da terra ha fermato nettamente il pallone con la mano: rigore per la Fiorentina che Rossi realizza: 4-2!

Al 27′ torna ad accorciare le distanze l’Hellas: Neto respinge con il piede un destro di Toni, sulla ribattuta Jorginho recupera palla e con una destro da fuori insacca: 4-3!

Al 32′ clamorosa opportunità persa per Matos: dopo una respinta di Rafael su tiro da fuori, si ritrova con il pallone tra i piedi a pochi metri dalla porta ma al volo scaraventa sopra la traversa. Sei minuti e Tomovic parte in velocità, fa fuori tre avversari e con il destro da fuori impegna Rafael, bravo a deviare in calcio d’angolo. Termina con il trionfo della Fiorentina l’incontro: i viola ricominciano la loro corsa in campionato.

Palloni e forchette: il club di Serie A che si dà alla cucina!

hellas-ristorante-tuttacronacaArriva il primo ristorante europeo di un club clacistico: si tratta dell’Hellas Kitchen Restaurant&More e apre a Verona, su una superficie commerciale di 700 mq, con 180 posti a sedere, 75 posti auto, una sala polifunzionale e dotata di lavagna interattiva multimediale di 77 pollici. Il locale è pensato anche per ,accogliere meeting, conferenze, business happening e non manca uno spazio in cui acquistare il merchandising ufficiale dei gialloblù. Per quel che riguarda l’offerta gastronomica, il ristorante guarda a Verona e al Veneto: l’impasto utilizzato in pizzeria è realizzato con la farina prodotta da un’azienda locale, mentre in cucina verranno impiegati solo prodotti del territorio, per realizzare piatti della tradizione veneta e adriatica, anche reinterpretati in chiave moderna.

Al Bentegodi il derby Veronese: l’inaspettata vittoria del Chievo all’ultimo!

derby-veronese-tuttacronacaCi si torna a sfidare in campionato dopo la sosta per le nazionali e l’anticipo delle 18 vede tornare in voga il derby veronese, dopo 12 anni di assenza. L’ultimo scontro risale alla stagione 2001/2002, quando i clivensi sorpresero tutti chiudendo il campionato con un gran quinto posto mentre l’Hellas retrocesse in B. Quest’anno le parti sono invertite: il Chievo arranca a fondo classifica e la neopromossa Hellas ha conquistato un’insperata quinta piazza. Viene osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’alluvione in Sardegna prima del fischio d’inizio. Solo 5 minuti di gioco e il Chievo si porta in vantaggio con Cesar su cross di Dramé, ma il gol viene annullato per un fuorigioco dubbio: il risultato resta invariato. Il resto del tempo scorre senza ulteriori emozioni, in maniera tutto sommato deludente. Oltre al gol annullato, l’arbitro Guida non ha concesso un rigore netto alla squadra di Mandorlini per il fallo di mani dello stesso Cesar in anticipo su Maietta. Nella ripresa, al 17′ Thereau salta Moras ma perde il passo al momento del tiro e ciabatta fuori di sinistro da posizione favorevolissima: splendida occasione bruciata per il clivense. Dieci minuti e ancora il Chievo vicino al gol: Rafael nega a Radovanovic un gol che sembrava già fatto con la punta delle dita. Il Verona insiste molto ma non riesce a superare la difesa avversaria e al 44′ protesta per un presunto fallo di mani di Dainelli nella propria area di rigore. Al secondo minuto di recupero, l’inaspettato: il Chievo passa in vantaggio! Pallone di Hetemaj dalla sinistra, velo di Acosty e Lazarevic di destro fulmina Rafael. 0-1! Corini festeggia il ritorno con una vittoria.

Festa al Ferraris: il Genoa batte l’Hellas Verona 2-0

genoa-verona-tuttacronacaIl lunch match della 12a giornata di campionato vede in campo al Luigi Ferraris due squadre che non si affrontano dal 1992 nella massima Serie e che hanno mostrato un andamento molto diverso in questo inizio di stagione. La squadra di Mandorlini spicca in zona Europa League, grazie a un avvio di Campionato che ha dell’incredibile. I rossoblu, dopo i passi falsi iniziali, hanno trovato nuovo smalto grazie al ritorno di Gasperini e ora viaggia a sua volta a ritmi altissimi riuscendo a togliersi dalla zona calda. Dopo i primi minuti giocati bene dal Verona, al 29′ sono i padroni di casa a passare in vantaggio: Matuzalem dall’angolo batte un cross perfetto per Portanova, lasciato colpevolmente libero a centro area: sul suo colpo di testa Rafael può fare poco. 1-o! I rossoblu raddoppiano al 35′ con Kucka che riceve un cross dalla tre quarti di Matuzalem, brucia Cacciatore sul tempo e di testa insacca. 2-0! Il primo tempo, giocato in modo vivace, termina su questo risultato. Nella ripresa, continua a lottare il Verona che arriva a sfiorare il gol al 35′ quando Luca Toni colpisce il palo. Cervellera concede quattro minuti di recupero ma non bastano agli uomini di Mandorlini per ribaltare le sorti dell’incontro. I rossoblù conquistano tre punti importantissimi.

Gaffe dalla rete: il TgCom per il Parma schiera… i Fantastici 4?

parma-verona-fantasti4-tuttacronacaCome tutte le domeniche, il TgCom24 segue le dirette delle partite e, prima del fischio d’inizio, pubblica le probabili formazioni che verranno schierate in campo. Solo che per quel che riguarda l’incontro Hellas Verona-Parma, l’immagine che appare è quanto meno curiosa e viene spontaneo chiedersi: Donadoni schiera in campo i Fantastici 4 invece degli undici regolamentari? (In realtà la formazione è un 3-5-2 composto da Bajza; Cassani, Felipe, Lucarelli; Biabiany, Marchionni, Gargano, Parolo, Gobbi; Cassano, Amauri).

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Lutto per il calcio: è morto Cadè, il mister del ritorno in B dell’Ancona

giancarlo-cadè-tuttacronacaE’ mancato ieri mattina nella sua abitazione di Zanica, nel Bergamasco, Giancarlo Cadè. L’ex calciatore e allenatore dell’Atalanta aveva 83 anni ed era un idolo ad Ancona, la cui squadra riportò in serie B nel 1988, dopo 37 anni. Il debutto di Cadè in serie A risale al 1948, all’età di 19 anni, con la maglia della sua città, dopo di che, nel 1950, cercò fortuna a Catania per poi tornare a Bergamo per quattro stagioni, con una parentesi a Cagliari, nel 1954. Poi Reggina e Mantova. La sua carriera da calciatore termintò nel 1960, con all’attivo anche una presenza in maglia azzurra, in occasione dell’incontro eliminatorio della XV Olimpiade contro gli Usa. Era il 16 luglio 1952 e a Tampere gli azzurri vinsero per 8-0 contro gli Usa. Cadè continuò a restare in panchina, nelle vesti di allenatore di Ancona, Reggio Emilia, Mantova, Verona, Varese, Pescara, Cesena, Palermo, Vicenza, Bologna, Campobasso, Ravenna. Ma allenò anche l’Atalanta nella stagione 1975-’76 e la Virescit Bergamo nel campionato 1989-’90. Nella sua carriera da allenatore Cadè ha allenato anche Zoff, Paolo Rossi, Cabrini e Mancini. Nel 1973 guidava l’Hellas, in quell’anno il cui campionato passò alla storia per la “fatal Verona” che è costata lo scudetto al Milan di Nereo Rocco. Ma Cadè è l’eroe del calcio marchigiano: era il 5 giugno 1988 e l’Ancona vinse contro il Livorno per 3 reti a 0 e fece il suo ingresso in serie B. Lo stesso allenatore, per il Messaggero, lo scorso giugno, in occasione del 25° anniversario dell’impresa, nell’articolo di Michele Natalini ricordava:

«Ancona per me è stata una favola. Ho ricevuto un affetto straordinario dai tifosi e da tutta la città. Mi siete rimasti nel cuore. Appena risolvo qualche problemino di salute torno a trovarvi. Intanto, in bocca al lupo». Cartolina da Zanica, Bergamo. La firma Giancarlo Cadè, 83 anni compiuti a febbraio. Costretta all’anonimato dei dilettanti, e aspettando un futuro migliore, l’Ancona addolcisce il presente coi ricordi. Quello del 1988 è speciale. Promozione in serie B, la luce dopo 37 anni buio. Ieri come oggi: era il 5 giugno. In 15mila al Dorico. E siccome non c’è posto per tutti allo stadio, ecco una folla di tifosi anche a piazza Cavour, davanti al maxischermo allestito per l’occasione. Livorno strapazzato 3-0, Gadda, Talevi, Tacchi, e l’Ancona è di nuovo nel calcio che conta. Anniversario da ricordare, perché lì davvero è cominciata un’altra storia. E fu festa vera, forse la più bella e sentita di sempre. Di sicuro da quel momento verranno scritte le pagine più importanti: i due campionati di serie A, i 13 nella cadetteria, il torneo angloitaliano, la finale di Coppa Italia con la Sampdoria. E come spesso capita, il successo si costruisce dopo avere ingoiato una grande delusione. Nell’87 Ancona salva in C1 per il rotto della cuffia. Ma subito dopo capace di centrare l’impresa. «Partì tutto da quella salvezza», ha ricordato spesso Cadè. Lui e il ds Italo Castellani: il salto in B ha due padri. Loro insieme alla squadra che è rimasta nel cuore della gente. Da Vettore a Deogratias, da Bruniera a Gadda, e poi Pregnolato, Tacchi, Talevi, De Martino, D’Adderio. L’inizio così così, con un punto in cinque giornate. Poi a dicembre la svolta: 2-0 al Vicenza capolista, l’Ancona adesso ci credere. Il primato a gennaio, dopo l’1-0 alla Centese. Da aprile a maggio cinque pareggi filati, ma niente paura. Seguono la vittoria di Cento e il tripudio con il Livorno.

Alba Dorata… L’agghiacciante striscione durante Verona-Livorno!

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Sono gli ultras dell’Hellas Verona durante la sesta giornata di campionato giocata contro il Livorno a esporre uno striscione di solidarietà per Chrysì Avghì, Alba Dorata, il partito neonazista greco decimato dagli arresti con accusa di omicidio ed estorsione che hanno coinvolto il suo leader Nikos Michaloliakos, il portavoce Ilias Kassidiaris, due senatori, i vertici del partito e oltre 200 militanti. Il Livorno mercoledì scorso aveva esposto uno striscione a Pavlos Fyssas, il rapper antifascista ucciso proprio da Alba Dorata. Lo striscione della tifoseria dell’Hellas Verona è  stato uno spettacolo indegno dopo la decisione da parte della Grecia di arrestare gli esponenti ritnuti responsabili di un omicidio.

Il gol capolavoro di Tevez dedicato a Ciudad Oculta, il quartiere amato dal Papa

ciudad-oculta-tuttacronacaHa segnato il gol del pareggio Carlos Tevez, durante il match contro il Verona allo Juventus Stadium. Un gol capolavoro che lui ha dedicato a “Ciudad Oculta”. “Città nascosta” è uno dei quartieri più poveri di Buenos Aires, chiamato così a causa del muro che il governo argentino costrì nel 1978, in occasione del Mondiale, al fine di occultare agli occhi dei turisti la miseria di quel luogo. Anche Papa Francesco, quando era ancora cardinale, si era occupato di quella zona. Ha infatti denunciato le pressioni dei narcotrafficanti nei confronti dei sacerdoti che operavano in quella e in altre Villas, i quartieri popolari dei Buenos Aires. Proprio di questo il futuro pontefice parlava nel 2009, durante un’intervista rilasciata al mensile 30 giorni:

Perché ha scelto di far sapere a tutti che un suo sacerdote era stato minacciato dai trafficanti di droga?

La decisione è stata presa in preghiera. Ho sentito che questo era un problema di tutta la Chiesa locale. E tutti i fedeli dovevano saperlo. Ne ho accennato durante un’omelia nella messa celebrata per gli operatori delle scuole e delle attività educative, dove avevo parlato anche dei pericoli dei giovani d’oggi, come la droga. Alla fine, ho solo aggiunto che un prete era stato minacciato, senza dire neanche il nome.

Chi ha avuto la fortuna di incontrare padre Pepe e i preti [il sacerdote minacciato, n.d.r.] che lavorano con lui sa che sono anche prudenti e realisti. Non recitano la parte dei “preti di frontiera”, o dei “professionisti dell’“antidroga”. Cosa è cambiato? Perché li hanno minacciati?

Loro lavorano. Non attaccano nessuno. Chi ha detto che la droga è un pericolo, non solo nelle favelas, ma in tutta la città, sono stato io, durante quella messa. Ho detto ai genitori: guardate cosa fanno i vostri figli, curatevi di loro, perché la droga arriva dappertutto, arriva alla porta delle scuole. Loro, i sacerdoti delle villas, lavorano anche nella prevenzione delle tossicodipendenze e nel reinserimento sociale dei ragazzi drogati. Un mese fa avevano steso un documento propositivo e costruttivo sulla impressionante crescita del traffico di droga. Quelli di Villa 21 hanno aperto di recente tre case di ricovero per i ragazzi drogati. Si vede che tutto questo non è piaciuto ai trafficanti. Qualcuno deve essersi innervosito.

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Il riscatto di Llorente: Juve-Verona 2-1!

fernando-llorente-juve-verona-tuttacronacaEd arrivò il giorno di Llorente. Il basco trova posto oggi in campo mentre resta in panchina Vucinic. Queste le formazioni:

JUVENTUS (3-5-2): Storari, Barzagli, Bonucci, Ogbonna, Isla, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente.

VERONA (3-5-1-1): Rafael; Gonzalez, Moras, Bianchetti; Cacciatore, Romulo, Donati, Hallfredsson, Agostini; Jorginho; Cacia.

juve-verona-tuttacronacaE’ subito la Juve a fare la partita, con tentativi di tiro in porta da parte di Bonucci (2′), Pogba (7′) e Tevez (9′). Al 12′ sponda di Llorente al limite dell’area per Bonucci, la cui percussione viene fermata dall’uscita bassa di Rafael. Anche i veronesi ci provano al 13′, con Cacia che stoppa col destro un buon lancio in arrivo da centrocampo: conclusione respinta da Barzagli. Infortunio per Rafael che ha un taglio sul mento, probabilmente causato da Moras, spinto da Llorente in area di rigore.

juve-verona1-tuttacronacaNel frattempo si scalda Marchisio: Vidal è in campo ma ancora dolorante per una botta ricevuta nei primi minuti dell’incontro. Proprio il cileno dopo appena due minuti tenta un colpo di testa in area, ma Rafael blocca. E’ sempre la Juve a pressare e Llorente si rivela una pedina preziosa: offre sponde utili ai compagni di squadra. Al 35′ il Verona, dopo aver subito i continui attacchi bianconeri, guadagna due calci d’angolo. Sul secondo, colpo di testa di Moras, Bianchetti non tocca il pallone che finisce sul destro di Cacciatore che non sbaglia e batte Storari da due passi: 0-1!

Solo tre minuti e la Juve pareggia: Tevez riceve, si allarga sulla parte destra dell’area di rigore e incrocia. 1-1!

Al 45′ Tevez sfiora il raddoppio con un destro a girare dal limite dell’area: la sfera colpisce entrambi i pali ma non entra in porta. Al 2′ di recupero ci pensa Llorente a portare in vantaggio i padroni di casa: cross di Vidal dalla destra, il basco vince la sfida con Moras e colpisce il pallone di testa, superando Rafael. 2-1 e ottimo esordio per lui!

Un altro minuto e l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi con la Juve in meritato vantaggio.

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Gioca in offesa la Juve nei primi minuti della ripresa arrivando alla quindicesima azione offensiva. Al 7′ Bonucci salva il risultato: anticipa Jorginho a pochi passi da Storari. Pogba e Llorente tentano di allungare il vantaggio ma Rafael salva il risultato. Al 17′ è Pirlo a cercare il gol su punizione ma il difensore veronese non si fa sorprendere. Poco dopo, Pogba centra la traversa. Al 23′ Vucinic sostituisce Llorente che esce tra gli applausi. Tre minuti di gioco e i bianconeri rischiano a causa di una disattenzione in difesa, con disimpegno sbagliato di Ogbonna. Asamoah anticipa Cacia e allontana il pericolo.

asamoah-cacica-tuttacronacaIn questa ripresa i bianconeri continuano a sprecare le palle: Pogba invece di concludere allarga sulla sinistra per Tevez con un’azione che termina con una nulla di fatto, poco dopo la conclusione di Isla su assist di Vucinic finisce sull’esterno della rete. Al 35′ Giovinco entra al posto di Tevez per venire atterrato subito dopo in area di rigore: l’arbitro lascia correre. La Juve continua a fare possesso di palla ma il Verona resiste. Gli ultimi istanti di gioco risultano essere molto fallosi, con le squadre ormai stanche. Dopo tre minuti di recupero, e un sussulto del Verona, arriva il triplo fischio: Juve-Verona chiude 2-1!

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Pochi minuti al contratto: Donadel al Verona!

Donadel-marco-tuttacronaca

Corsa contro il tempo, ma in dirittura d’arrivo per Marco Donadel, 30 anni, che sta per trasferirsi dal Napoli All’Hellas Verona. Sul filo della chiusura del calcio mercato il centrocampista ha siglato il suo trasferimento. A rivelarlo è stato Alfredo Pedullà in diretta su Sportitalia dall’Atahotel Executive di Milano.

Denuncia del Verona, on line le foto del pullman distrutto

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Denuncia dura quella della squadra veronese dopo l’incontro di ieri all’Olimpico di Roma. Le foto pubblicate su twitter non lasciano dubbi sul vandalico attacco operato dagli ultrà romanisti subito dopo la partita Roma-Hellas Verona vinta dalla squadra di casa con uno schiacciante 3 a 0. Il danneggiamento del pullman ha costretto così la  squadra di Mandorlini a rinviare il rientro a casa e a rimanere nella Capitale. Il Verona però ha pubblicato le foto.

Un atto violento, compiuto ”da qualche delinquente, il calcio non c’entra”: è il commento del tecnico Andrea Mandorlini, sui sassi lanciati ieri sera a Roma contro il pullman del Verona. ”Poteva davvero finire male – dice -. Soprattutto per il nostro autista”.

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