New York Times oscurato dagli hackers siriani

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Dalle 22 (ora italiana) il sito del New York Times, il più cliccato media del mondo, non è raggiungibile «Abbiamo difficoltà tecniche, stiamo lavorando per ripristinare la pagina», scrive il sito di informazione sul proprio account Twitter. Subito viene indicato un nuovo indirizzo di una versione molto più «minimalista» del giornale: «Qui continuiamo a pubblicare», twittano.

Già due settimane fa c’era stato un altro blackout (dovuto però a un disguido tecnico interno) e oggi è stato nuovamente oscurato, stavolta da un attacco esterno di hacker. Lo riferisce su Twitter Eileen Murphy, portavoce della testata.

Questa volta è un attacco di tipo Dns e sarebbe stato rivendicato dalla Syrian Electronic Army, quindi sarebbero stati secondo le prime ipotesi, hackers siriani a mettere ko il sito.  Infatti andando sul sito del giornale appare una pagina bianca con la scritta «hacked by SEA». Si tratta di un gruppo di pirati informatici pro Assad, che già in passato aveva rivendicato l’attacco al Washington Post, Al Jazeera, Human Rights Watch, Telegraph e Independent.

Per l’attacco militare Usa c’è ancora tempo, ma la guerra virtuale è già iniziata?

E’ da sottolineare che l’attacco al sito web del New York Times è avvenuto dopo che Gli Usa avevano frenato su un possibile attacco militare in Siria. Soprattutto sono i media a premere e ha prevedere un attacco lampo da giovedì a sabato, mentre il presidente Obama starebbe ancora vagliando altre possibilità.

Il peggior black out della storia di internet. Europa dormiva.

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In Europa è accaduto in piena notte, ma in California l’allarme è scoppiato. Il peggior black out di tutta la storia di internet. Un blocco di Google in tutto il mondo, durato da uno a quattro minuti, nella notte di venerdì pomeriggio (pomeriggio nella costa ovest degli States) che ha fatto crollare immediatamente il traffico in rete del 40%. Big G non ha commentato e nessuna spiegazione è stata fornita agli utenti.

Tra gli esperti si intrecciato le ipotesi: un difetto tecnico, come succede a tutti i grandi aggregati di macchine, ancorché sofisticate come i computer, oppure non sia accaduto qualcosa di più grave, tipo un attacco di hacker.

La notizia è stata diffusa da “esperti web” . Google ha detto solo che tutti i suoi servizi, dalle ricerche alla posta, Gmail, da Youtube a Google Drive sono “andati giù”.

Il terrore è che se davvero Google fosse stata per ipotesi attaccata dagli hackers significa che qualcuno ha in mano il potere di controllare “il mondo” e non solo quello virtuale visto che ormai gran parte della vita politica ed economica passa inesorabilmente attraverso il web.

 

Il website del Dalai Lama è stato attaccato dagli hackers.

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E’ stato “infettato” il website in lingua cinese del Dalai Lama con un potente virus. Gli hackers hanno usato una tecnica informatica chiamata ”watering hole”,  che consiste nel prendere di mira un sito utilizzato da diversi utenti per riuscire a distribuire il proprio malware.  L’attacco informatico si e’ concentrato sulla versione in lingua cinese di Tibet.com, il sito ufficiale dell’Amministrazione centrale tibetana (Cat) dove si denuncia l’occupazione cinese del Tibet.

 

Attacco hackers: Cina si discolpa e spunta la pista dell’est Europa

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Non sarebbe partito dalla Cina, ma forse dall’est Europa l’attacco degli hackers contro Twitter, Facebook e Apple. Dopo che la Cina ha negato qualsiasi suo coinvolgimento nella vicenda ed escluso che una cellula segreta dell’esercito cinese avesse messo a punto l’attacco informatico agli Usa, il dito si sposta verso l’Est Europa. Geng Yansheng, ha dichiarato che le forze armate cinesi non hanno mai appoggiato alcun attacco informatico, aggiungendo anzi che le leggi cinesi vietano qualsiasi attività che possa violare la sicurezza informatica. La denuncia contro Pechino è arrivata dalla società americana di sicurezza informatica Mandiant che, in 75 pagine, ha spiegato come i membri dell’Unità 61398 – corpo scelto dell’esercito cinese con sede a Shanghai – abbiano rubato dati e creato problemi ad industrie di ogni genere. Il portavoce del ministero cinese ha puntualizzato che il rapporto di Mandiant è da considerarsi privo di fondamento in quanto conclude che l’attacco informatico è venuto dalla Cina solo attraverso la scoperta del collegamento con indirizzi Ip in Cina.  “Per prima cosa – ha detto Yansheng – è noto a tutti che l’usurpazione degli indirizzi Ip altrui sia un metodo che viene utilizzato per condurre attacchi informatici. Accade ogni giorno. In secondo luogo non vi è stata alcuna definizione chiara e coerente su che cosa si intenda per attacchi informatici. Infine l’attacco cibernetico è transnazionale, anonimo e ingannevole e la sua vera fonte è spesso difficile da identificare”.

Apple in ogni modo rassicura che il numero di Mac dei suoi dipendenti colpiti dall’attacco è “limitato” e. non vi sono nemmeno le prove che “dati riguardanti Apple siano stati rubati”. Sul sito AllThingD del Wall Street Journal, la Apple “è in contatto con le forze dell’ordine nel tentativo di trovare la fonte della violazione al sistema”. Il gruppo di Cupertino ha anche aggiunto che renderà disponibile online un software per i Mac, dove è installato Java, che impedisca ai clienti di essere colpiti da attacchi informatici simili.

Il baco nella mela… hackers alla Apple!

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Dopo Facebook, anche Apple è stata vittima di un attacco hacker. Lo conferma l’azienda spiegando che solo “un piccolo numero di Mac” dei suoi dipendenti è stato preso di mira. I pirati informatici avrebbero sferrato l’attacco sfruttando una falla in Java. “Stiamo lavorando con le autorità”, ha sottolineato Cupertino, spiegando che per i Mac dove è installato Java sarà messo a disposizione un aggiornamento dell’antivirus.

 

Dopo il tribunale a Milano ora tocca alla Scuola di Polizia Campana

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Attacco hacker e maschera stile Anonymous sul sito della Scuola regionale di Polizia locale della Campania. Proprio come avvenuto ieri per il sito del Tribunale di Milano e del Dap, all’indirizzo http://www.polizia.campania.it campeggia la scritta ‘Preparatevi ha inizio l’apocalisse’. E’ la fine per un nuovo inizio’. La scuola che ha sede a Benevento, ha lo scopo di qualificare professionalmente gli operatori della Polizia Locale della Campania.

Leggi l’articolo sull’attacco alla giustizia milanese!

ATTACCO AL CUORE DELLA GIUSTIZIA MILANESE!

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Sotto attacco il sito del tribunale di Milano! Ecco come appare questa mattina la Home Page. Ora stanno lavorando i tecnici per capire da dove proviene l’attacco e se c’è qualche correlazione con i processi in corso. Sicuramente la notizia sta facendo il giro del web. Dopo l’attacco a Facebook ora tocca alla magistratura italiana. Molti gridano a un complotto politico, altri a uno scherzo di pessimo gusto, altri cercano collegamenti di natura giudiziaria… quel che è certo è che l’aumento di questi fenomeni fa sempre più dubitare della sicurezza in internet!

Una tv canadese annuncia l’invasione degli zombi!

La normale programmazione di un’emittente televisiva canadese è stata interrotta da un annuncio che preannunciava la fine del mondo dovuta ad un’invasione di zombie. I dirigenti della Montana Television hanno dichiarato che è stata colpa di alcuni hacker, che si sono introdotti nelle loro frequenze e hanno diffuso un messaggio in cui informavano che “Molti morti stanno uscendo dalle loro tombe in diverse contee del Montana per attaccare i viventi”. Ma ammesso che gli hackers si siano introdotti nel sistema informatico a nessuno viene in mente che possa trattarsi di uno scherzo?

 

Twitter sotto attacco! Gli hackers a lavoro terrorizzano i cinguettii

In Usa 250.000 account sono in pericolo. Si pensa che l’attacco potrebbe essere stato innestato da New York Times e Wall Street Journal.

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