M5S sotto assedio: gli hacker colpiscono ancora!

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Ancora problemi nelle fila del M5S a causa delle mail intercettate: un altro file zip è stato pubblicato su Par-Anoia – Anonymous intelligence agency. Questa volta nel mirino sono caduti Massimiliano Bernini, Stefano Vignaroli, Tancredi Turco e di un altro parlamentare chiamato Filippo Baloo. Nelle loro mail si trovano messaggi inerenti le prime giornate a Montecitorio e Palazzo Madama, contatti con gli attivisti e con il territorio e numeri di telefono e contatti interni dei grillini. Gli hacker, inoltre, sembrano abbiano molti altri dati, che verranno condivisi nei prssimi giorni.

L’Espresso, il primo a diffondere la notiza, così commenta l’accaduto: “Se, come sostenuto dagli hacker con ‘l’Espresso’, gli account mail bucati fossero decine, ci troviamo di fronte a una violazione senza precedenti della privacy di rappresentanti italiani. Nonche’ a un leak dalle conseguenze politiche imprevedibili. I sedicenti ‘hacker del Pd’ sostengono di essere cyberattivisti e sfoggiano un logo che unisce il simbolo senza testa di Anonymous con quello del Pd: un accostamento che fara’ venire l’orticaria a gran parte degli “anonimi” italiani (con cui gli ”hacker del Pd” dicono infatti di non avere nulla a che fare) ma che e’ di sicuro impatto mediatico. Altra cosa curiosa: il gruppo e’ nato da poco, non ha fatto altre azioni con questa sigla in precedenza, eppure ha mostrato finora di sapersi organizzare bene, gestendo l’operazione nei dettagli. Erano in possesso di questi materiali da tempo ma hanno scelto di muoversi adesso. I suoi membri dicono di voler colpire Grillo e Casaleggio perche’ “loro sono scesi nel nostro territorio, il cyberspazio, e hanno provato a usare le masse per i loro fini sfruttando le caratteristiche della rete. Ora dovranno venire allo scoperto. Chi di trasparenza ferisce, di trasparenza perisce”.

Dagli Hacker del Pd, come si chiama il gruppo, hano preso le distanze sia il Pd che il gruppo Anonymous e la magistratura ha aperto un’indagine. Del resto il furto di mail non riguarda solo le informazioni riservate ma, così sembra, tra i documenti sottratti ci sarebbero anche fotografie e video hard, un tentativo di gettare del fango sui parlamentari insomma. Anche il presidente della camera, Laura Boldrini, si è espressa sulla vicenda, definendo l’atto dei pirati informatici  “gravemente lesivo” mentre il Garante della privacy ha reso noto che : “Stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili per una completa valutazione del caso”.

Gli hacker del Pd ovvero come il potere ha paura di perdere privilegi

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Si sono poste molte ipotesi su gli hacker del Pd, coloro che si sono macchiati del reato di aver diffuso meil personali degli esponenti del M5S. Forse si tratta di una faida intestina tra militanti emiliani o forse si tratta solo di vendette personali con gravi ripercussioni sul Movimento. Come una sigaretta accesa che si consuma lentamente, ma neppure troppo, le informazioni che circolano sul web sono molteplici. Si va da un video hard alla corrispondenza ritenuta “imbarazzante” con il vicedirettore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio.

Tutto il materiale che è fin’ora trapelato è solo una violazione della privacy e la condanna dovrebbe essere scattata per gli autori che hanno deliberatamente violato una legge per avere sicuramente un’arma in mano da poter utilizzare per interessi personali. Perchè la polizia postale, si domanda qualcuno in rete, non ha immediatamente oscurato il sito dove scaricare le mail subito dopo la denuncia fatta alla magistratura?

Pur essendo piovuti messaggi di solidarietà alla Sarti, la deputata riminese del M5S  prima vittima degli hacker, sono ancora troppi coloro che vedono la fuga di notizie come l’ennesima delusione in una forza politica che si è macchiata di chissà quale reato.

Lei non ha voluto assolutamente commentare pubblicamente quanto accaduto, ma sembra che si sia confidata con diversi militanti e amici affermando “Stanno tentando di spaventarci ‘sputtanando’ la nostra vita. Grillo ce lo aveva detto – spiegano alcuni parlamentari – La questione politica rischia di finire in secondo piano. Vogliono farci fuori con il gossip ma noi siamo sereni”.

E’ chiaro come da sempre i partiti  che non si riescono a battere sul piano politico cadono vittime del gossip. La famosa macchina del fango non è certo un elemento nuovo nei corridoi del potere. In questo caso, proprio per la natura del M5S che nasce e si basa su una forza scaturita dai cittadini contro la “politica di palazzo”, è ancora più sensibile al gossip. L’impatto sull’opinione pubblica è più immediato per il movimento basa tutta la sua forza nella credibilità e nelle decisioni condivise. Pubblicare mail personali e far credere che siano atti politici che escludano la base da decisioni importanti è il modo migliore di minare l’anima del Movimento alla radice. Ma vogliamo distruggere la credibilità con un filmato porno privato? Si vuole scaturire il caso su una corrispondenza tra un giornalista e i membri di un movimento politico? Un giornalista poi, come Marco Travaglio, che non ha mai nascosto di aver votato per il M5S.

Dove è lo scandalo? Dove è la notizia? Dove è il reato? Il problema è esattamente questo… creare un fatto, un precedente, una macchina che si mette in moto e tritura ciò che può portare un cambiamento… tutto deve restare come sta, nulla deve cambiare e rinnoviamo pure, ma senza toccare gli equilibri che garantisco  i privilegi acquisiti. Privilegi che non sono solo della classe politica che ne ha abusato in ogni modo, possibile immaginabile e perfino inimagginabile, ma anche da chi di riflesso ne ha avuto benefici.

Il Pd non può lasciare che questa speculazione lo distrugga… hanno usato il loro nome per togliere in un colpo solo di mezzo le forze che stavano faticosamente e con affanno cercando una via d’uscita alla crisi economica e alla disoccupazione. Linee diverse, ma che nascono dall’ascolto di quei ceti di popolazione dilaniati da anni di politica ottusa e incapace di dare risposte.

Il grande fratello, quell’orco capace di santificare e condannare in un click, siamo noi ad alimentarlo dando a ogni minimo evento una rilevanza che a volte non merita. Siamo noi a essere patologicamente malati delle vite altrui, spesso dimenticandoci di vivere le nostre.

Lottiamo al fianco di Bradley Manning, ma condanniamo gli hacker del Pd!

Chiediamoci chi ha il diritto di osservarci e di studiare ogni nostra mossa? Le facce del video un domani potremmo essere noi… diciamo NO alla macchina retrograda del fango, diciamo NO alla speculazione dell’immagine  fatta solo per minare le esistenze e iniziamo a sognare tutti insieme anche con chi ha creduto che fare quel video fosse giusto perché non vedeva un futuro migliore se non quello di demolire chi stava provando a far cambiare pagina a questo Paese. Poi il modo lo troveremo insieme, intanto iniziamo a dire NO a questo tritacarne di esistenze umane.

E’ QUESTO A CUI DOBBIAMO TENDERE, FACCIAMOLO!!!

Attacco e risposta! M5S pubblica un video di denuncia agli hacker!

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Un gruppo di hacker, che si definiscono vicini al PD, ha pubblicato in rete un link da cui sarebbe possibile scaricare il contenuto della casella di posta elettronica privata dei deputati del M5S. La prima ade esser stata presa di mira è Giulia Sarti, seguita da Stefano Vignaroli. Assieme al comunicato, gli hackerdelpd hanno pubblicato una minaccia:  “Se Grillo e Casaleggio non renderanno pubblici i loro guadagni, continueremo ad hackerare le caselle di posta dei deputati e a pubblicarne il contenuto”. Il Partito democratico ha immediatamente preso le distanze dall’atto, così come le crew di Anonymous, mentre la procura di Roma ha avviato un’inchiesta. Da un simile lavoro di spionaggio informatico, che richiederebbe un notevole dispiegmento di forze, sarebbe emerso che “Nelle mail spiate si trovano anche messaggi ricevuti da altri esponenti politici o contatti dei titolari della casella”. L’interessata Giulia Sarti, che in un primo tempo aveva dichiarato si trattasse di un bluff e che i files fossero vuoti, ha poi dovuto ritrattare:  “Purtroppo è tutto vero ed io ho appena finito di sporgere denuncia”. E spiega: “Sono molto arrabbiata e vorrei vedere voi se ci fosse qualcuno che sta leggendo i fatti vostri degli ultimi anni”.  Stando ad una nota del sito dell’Espresso, il primo ad aver reso nota la vicenda, “Nei GrilloLeaks ci sono più di 7.600 mail. Il primo blocco di file rilasciato dal sedicente gruppo ‘hacker del Pd’ contiene una quantità gigantesca di scambi tra la deputata Giulia Sarti e altri esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui lo stesso Beppe Grillo. Sono messaggi che vanno dal novembre 2007 al 18 aprile 2013”. Ma i deputati pentastellati, in particolare quelli emiliani, non sono nuovi all’hackeraggio, visto che già nei giorni scorsi la posta di alcuni esponenti di punta era stata resa pubblica. In seguito c’era stata anche la denuncia di Grillo dell’attacco alle Quirinarie ed al suo blog, anche se nel primo caso la società di certificazione aveva parlato di anomalia e, nel secondo, gli Anonymous hanno smentito.

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