Il Pdl si scinde e Pd si separa? Botta e risposta tra Renzi ed Epifani

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Doveva essere la giornata di Renzi e lo è stata. A 360° il sindaco di Firenze ha parlato d’Italia, di futuro e di una “nuova” politica.

“Non siamo qui a fare un elenco di cose che non vanno ma a dire guardate com’è che l’Italia può andare se finiscono i piagnistei” e poi il sindaco ha aggiunto: “Due anni fa ci vedevano come degli asini che scalciavano, degli infiltrati. Noi siamo persone un po’ ingenue, talvolta un po’ polemiche ma che vogliono mantenere la semplicità”.

Parlando a una platea di circa 5mila persone, il sindaco di Firenze ha poi lanciato un’altra stoccata al suo partito dicendo che “il Pd fa i convegni sul lavoro, poi i dati sono quelli che sono: i disoccupati sono raddoppiati”.

E ha aggiunto: “O si cambiano i sistemi di valutazione di questi dati o non si arriva da nessuna parte”, commentando un intervento su twitter in cui si stigmatizzavano le stime positive sulla ripresa della Banca d’Italia “mentre poi la disoccupazione aumenta”. “Il modo migliore per combattere la povertà – ha precisato – è aumentare la ricchezza di tutti e non solo di alcuni, di questo sono molto convinto”.

“C’è tanta voglia di proporzionale. Ma noi la voglia di proporzionale la facciamo passare, perché bisogna sapere chi governa, servono le garanzie”, ha spiegato Renzi dopo che, nel suo intervento, il politologo Roberto D’Alimonte, si è detto contrario ad una riforma della legge elettorale in senso proporzionale.

“Cambiare o galleggiare?”così alla Leopolda, il segretario del Pd, Gugliemo Epifani che torna a parlare anche della Legge di Stabilità: “La crisi sta dividendo il Paese. Quando parliamo di dieci punti di Pil in meno e otto in meno di consumi sono medie, ma non ci raccontano la complessità dei problemi di questo Paese: c’è chi ha perso tutto il reddito e chi invece è andato avanti”.

Poi Epifani dà una botta al cerchio e una alla botte “Renzi è una persona che ha un consenso e un seguito, una persona forte, è uno di quelli con cui il Pd può candidarsi a uscire da questa situazione. Non abbiamo solo lui, ne abbiamo tanti questa è la nostra forza”.

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Di nuovo sul ring Pd e Pdl: scontro tra Epifani e Bianconi

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L’intervista shock rilasciata dal Guglielmo Epifani al Corriere della Sera ha rimesso sul ring Pd e Pdl. Scontro dopo scontro sembra che il governo Letta sia condannato a logorarsi sotto la scure dei continui veti incrociati che partono da destra e sinistra dopo che la sentenza della cassazione ha definitivamente condannato Silvio Berlusconi.

Questa l’intervista del segretario Pd al Corriere:

Berlusconi deve fare un passo indietro?
«Quello che è giusto fare e che avviene normalmente. Come ha detto lui stesso in quel video. Negli Usa cosa sarebbe successo? Nei Paesi democratici c’è una severità enorme nei reati fiscali e societari».

E la stabilità del governo?
«Il principio di legalità in uno stato democratico viene prima di qualsiasi valutazione politica».

Anche prima dell’esecutivo?
«È il fondamento. Se annulliamo legittimità e legalità non c’è più nessun caposaldo, per questo bisogna avere una linea rispettosa ma anche molto ferma. Io non vedo altre strade».

Il Pdl ha intravisto un’apertura nelle parole di Napolitano.
«A me invece è parso assai chiaro, ha detto “non forzate le mie parole”. Non lo si tiri per il bavero, lo si lasci fuori. Lo dico anche a Grillo, le cui parole ritengo inaccettabili e intollerabili».

Se si andasse al voto, il Pd avrebbe tutto da guadagnare…
«La nostra convenienza è la convenienza del Paese. Come insegna la vicenda del governo Monti, a noi semmai si può rimproverare un eccesso di responsabilità. Ma un partito non personale è questo, è una forza che si assume la responsabilità. Dopodiché il nostro problema è  che il governo non tiri a campare e sia messo in condizione di agire, per questo ci vuole fermezza. È una scelta che non subiamo, ma che vogliamo. Non ci facciamo tirare la giacca. Non ci facciamo condizionare da vicende, che pur avendo una grande rilevanza, non sono il cuore della scelta che il Paese ci chiede. Qualche timido segnale di decelerazione c’è, ma da qui a fine anno la crisi toccherà il fondo…».

Un governo di larghe intese non rischia di avere le mani legate?
«Il governo ha le mani legate dal peso del debito, dalle scelte dell’Europa che non si smuovono da una linea di austerità e dalla eredità del governo di centrodestra, che ha assunto il fiscal compact e l’obiettivo del 3 per cento nel rapporto deficit pil. Se si ragiona entro questo limite le cose che il governo sta facendo, con poche risorse, sono tutte buone. Piccole cose, intendiamoci. Ma dopo anni di tagli, il provvedimento su cultura e spettacolo è un’inversione di tendenza. Ora dobbiamo chiedere uno sforzo ancor più grande per dare impulso all’occupazione e agli investimenti».

E il Porcellum?
«Due cose dobbiamo fare, il conflitto di interessi e la legge elettorale. Da settembre avanti tutta».

Il Pd ha paura che Renzi faccia il segretario?
«Il segretario lo decidono gli iscritti e i nostri elettori, che si registreranno all’albo delle primarie. Le regole saranno rispettose di tutti. Le primarie saranno aperte, anche se ovviamente quelle per il premier lo sono di più, perché è un altro campo di gioco».

Lei si candida?
«No, lo confermo. Sono abituato a mantenere la parola».

Dopo le parole del segretario Pd, immediata monta la polemica negli ambienti di centrodestra che non mancano di commentare le parole del segretario Epifani, così D’Alessandro: “Gugliemo Epifani è un irresponsabile e un provocatore che cerca la crisi di governo senza intestarsela”, afferma l’esponente del Pdl, Luca D’Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera.Brunetta:  “Il segretario, sia pure transitorio, del Partito democratico ha esplicitamente messo in conto la fine delle larghe intese. Oltre tutto in riferimento a una questione che non è compresa nel programma di governo e su una vicenda delicata, di cui non si può non avvertire la rilevanza democratica, a seguito della quale sia Silvio Berlusconi che il Pdl hanno già escluso riflessi sul governo, assicurando la continuazione del loro impegno”.

Bianconi, Pdl: “Guglielmo Epifani, già segretario generale della Cgil e oggi segretario pro tempore del Pd, ci inonda di sciocchezze. Fra i miei colleghi di partito c’è chi si indigna o chi si arrabbia. Io no. Mi viene sempre in mente la frase di Bettino Craxi: i sindacalisti quando fanno i sindacalisti sono dei grandissimi rompicog***ni, quando entrano in politica restano dei grandissimi cog***ni”.

Il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, commenta così la vicenda: “Le dichiarazioni di Epifani tendono a incendiare il clima politico nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima. Non è una provocazione ma quasi. Non abbiamo bisogno lezioni da parte da nessuno”.
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