I militari americani contro l’attacco in Siria: una foto shock su Reddit

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Nuovi guai per il presidente Obama, ora il “no” all’attacco contro la Siria viene dai militari americani che hanno postato una foto shock su Reddit, il popolare sito di social news. I soldati americani dal giorno dell’annuncio di Obama di una possibile azione militare «limitata» nel Paese, hanno iniziato a postare autoscatti in divisa con i volti coperti da un cartello:

 «Non mi sono arruolato per servire Al Qaeda nella guerra civile siriana»,

con riferimento al sostegno economico e politico che il governo americano ha fornito fino a oggi ai cosiddetti «ribelli» siriani: una compagine variegata al suo interno, in cui è tuttavia molto presente un fronte islamico che vuole l’«islamizzazione» della Siria. Il social network è così diventato un luogo di scontro e confronto – più simbolico che di reale dibattito – di due visioni militari dell’America nel XXI secolo.

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Dopo il Papa anche Madonna si schiera contro la guerra. Ecco la foto!

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Dopo il Papa anche Madonna si schiera contro la guerra. A testimoniarlo una foto che la cantante ha postato su Instagram:

“Stati Uniti, per il bene dell’umanità state lontani dalla Siria”. 

Nell’immagine, un foglio A4 scritto a pennarello, con tanto di correzione per cancellare anche se resta ben visibile la parolaccia che diventa da “che c***o” a  “per il bene dell’umanità”.

Obama “schizofrenico”: stretto nella morsa tra Gandhi e Robocop

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Barack Obama, dopo essere stato Nobel per la pace, sta per diventare l’uomo della guerra, cosa potrebbe fermare la trasformazione di un “Gandhi” in “Robocop”?  Una bozza di un ultimatum a Damasco: 45 giorni nei quali Assad verrebbe l’obbligo di sottoscrivere la messa al bando delle armi chimiche. Altrimenti, scatterà la reazione militare americana. La risoluzione sarebbe stata preparata da due senatori democratici moderati, Joe Manchin, eletto in West Virginia, e da Heidi Heitkamp, senatrice del North Dakota.

Ma se una soluzione “politica” è stata presentata è anche vero che nel frattempo si è studiato, nei minimi dettagli, un attacco aereo su larga scala che invece vorrebbe colpire obiettivi più estesi rispetto a quelli previsti in un primo tempo. Si sarebbe deciso di utilizzare missili sparati da aerei bombardieri B2 e B52, e di andare ben oltre i 50 obiettivi decisi di comune accordo con la Francia. Gli attacchi verrebbero rivolti non contro le scorte di armi chimiche, il che significherebbe rischiare una catastrofe, ma piuttosto contro le unità militari che hanno immagazzinato e preparato le armi militari e attuato gli attacchi contro i ribelli, come anche contro le sedi che sovrintendono agli attacchi stessi. Il generale Martin E. Dempsey ha detto che altri obiettivi riguarderebbero le attrezzature utilizzate dalla Siria per proteggere le armi chimiche, come missili e razzi a largo raggio, che possono anche trasportare le stesse armi.

Un bivio non semplice per il Presidente Obama che ora si trova a vivere quotidianamente in una morsa schizofrenica di chi gli ricorda che è un novello Gandhi insignito anche del Nobel della Pace e chi invece lo pone come l’erede di Robocop e lo vorrebbe al centro di una guerra i cui esiti potrebbero essere devastanti per l’umanità futura e abbattersi sulle prossime generazioni. Gli esempi ci sono tutti basta vedere l’Iraq. E se lui promette che sarà un raid diverso, c’era già chi aveva annunciato che l’Iraq non sarebbe diventato il Vietnam, e forse per alcuni versi, aveva anche ragione… è stato peggio! Eppure il mondo aveva “votato” Obama, il presidente afroamericano, il presidente del cambiamento, il presidente del futuro… ma poi cosa è accaduto in quella Casa Bianca che sembra l’anima nera degli Stati Uniti d’America?

Apertura shock per il New York Times: i ribelli giustiziano i lealisti in Siria

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Foto shock in apertura del New York Times in edicola oggi: una immagine su cinque colonne mostra un gruppo di ribelli siriani con i fucili puntati su sette militari governativi a torso nudo inginocchiati un attimo prima della loro esecuzione a freddo.

Nel video ci sono sette uomini a torso nudo, inginocchiati e con la faccia rivolta verso il suolo. Dietro di loro, altri nove uomini, vestiti e armati ak-47 che rivolgono contro i corpi dei sette. Inizia così il video che l’ex ribelle siriano ha fatto recapitare al New York Times alcuni giorni fa. Le immagini mostrano in diretta l’esecuzione di sette soldati dell’esercito di Assad.
Il video sarebbe stato girato ad aprile nei pressi di Idlib, città della Siria nord-occidentale situata vicino al confine con la Turchia. Nelle immagini si vede il leader di questo commando, il trentasettenne Abdul Samad Issa, ordinare ai suoi compagni l’uccisione dei sette ufficiali.

Perché il lancio di quei due missili da parte di Israele?

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Missili che partono e la Russia che lancia l’allarme: due missili balistici sono partiti da una zona centrale del Mediterraneo verso le coste orientali del bacino, dove si trova laSiria.

A captare il segnale, alle 8,16 ora italiana, è la stazione di allerta per attacchi missilistici, la Armavir (che si trova nel sud del Paese). Subito dopo la rilevazione del lancio, il ministro della Difesa russo, Sergei Choigou, ha informato il presidente Vladimir Putin.

Immediatamente informata anche l’ambasciata russa a Damasco che però non rileva alcun segnale di possibili attacchi  sulla capitale siriana e in seguito ha precisato di aver rilevato “due oggetti” balistici” e nessuna esplosione.

Anche un portavoce delle forze armate israeliane ha spiegato di non essere a conoscenza di alcun lancio di missili nel Mediterraneo orientale. I due missili balistici sono caduti in mare.

Fonti della sicurezza siriana citate dalla tv libanese Al-Manar hanno poi confermato che i sistemi radar di Damasco per l’individuazione dei missili non hanno registrato l’arrivo di missili sul territorio siriano.

Sembrerebbe, che con una guerra civile che sconvolge il mondo e un probabile attacco atteso nei prossimi giorni, gli americani si preoccupino del meteo e abbiano lanciato da un’unità della Marina statunitense  dei missili balistici. A formulare questa ipotesi rassicurante sono le fonti militari russe.

Poi inizia il grande “pasticcio” intorno alla vicenda, come riporta Giornalettismo:

Poi da Israele l’annuncio di aver effettuato un test missilistico congiunto con gli Stati Uniti. Washington nega, poi il ministero della Difesa israeliano precisa che si è trattato di un test per i missili anti-missile Arrow, poi ancora che si è trattato di un test in collaborazione con gli americani. Il che significa che sicuramente erano presenti tecnici statunitensi, ma non che si sia trattato di manovre militari congiunte, come poteva essere inteso dal senso delle prime dichiarazioni israeliane. In questo senso s’incastrerebbero anche le dichiarazioni dei comandi americani che hanno detto di essere stati al corrente del test, ma che l’US Navy non vi ha preso parte direttamente.

I nervi sono tesi, il clima è infuocato, e immediatamente tutti si precipitano a spiegare che nessuno c’entra con quel lancio, perfino la Gran Bretagna. Nulla di minaccioso, al più l’incidente ha confermato come invece i sistemi russi possano funzionare perfettamente da deterrente a intraprendere missioni avventate contro la Siria.

 

Kerry a cena con Assad, quindi anche con Hitler e Hussein?

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La foto pubblicata da Ali Mohtadi  e oggi ripresa dal Daily mail non lascia dubbi. Una cena tra John Kerry e Bashar al-Assad svoltasi nel febbraio del 2009. Oggi però le cose sono cambiate e Kerry ha paragonato Assad a  Saddam Hussein e Adolph Hitler. Come mai allora appena 4 anni fa Kerry metteva a repentaglio la sua vita andando a tavola con un dittatore? Ancora più perfido è il tabloid inglese

Ecco “l’immagine che Kerry non vorrebbe mai veder pubblicata”

La cena – a cui parteciparono anche le rispettive consorti – si svolse in occasione di una visita in Siria da parte di Kerry. L’attuale capo della diplomazia Usa era allora senatore del Massachusetts e guidava una delegazione americana incaricata di discutere le prospettive di pace nella regione.

 

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