Trastevere resta “a secco”: danno alla conduttura dell’acqua

trastevere-no-acqua-tuttacronacaLa scorsa notte si è verificato un danno accidentale a una condotta Acea, localizzato in viale Trastevere all’altezza di via Fratte di Trastevere. Conseguenza: Trastevere è rimasta senz’acqua in viale Trastevere, Lungotevere Sanzio e vie limitrofe. A renderlo noto è Acea che ha precisato anche che “le squadre di Acea Ato2 sono immediatamente intervenute e attualmente sono in corso le manovre sulla rete idrica per limitare i disagi e sono iniziati i lavori di riparazione che si concluderanno in serata salvo imprevisti”. E precisa inoltre: “La continuità del servizio agli ospedali Fatebenefratelli e Israelitico è garantita tramite il servizio alternativo di autobotti”.

La donna morta nell’ambulanza con il portellone bloccato: il figlio “niente medici”

polizia-ospedale-tuttacronacaDelia Re, una 84enne, è morta all’interno dell’autoambulanza che l’aveva trasportata in ospedale perchè, una volta giunta a destinazione, il portellone non si apriva. Ora si sta svolgendo l’autopsia sul suo corpo e intanto la Procura, come atto dovuto, ha iscritto nel registro degli indagati cinque tra medici e paramedici. Il figlio della donna, Vincenzo Lattanzi, si sfoga: “Mia madre era da codice rosso, ma a casa è arrivata un’ambulanza con a bordo solo un’infermiera”. La donna aveva accusato una grave aritmia la mattina di martedì e il figlio ha chiamato il 118 chiedendo l’intervento a casa, a San Claudio di Corridonia. Spiega l’artigiano 56enne: “L’ambulanza è arrivata in ritardo, ho fatto due chiamate al 118, a distanza di mezzora. Nella prima chiamata, alle 8,30, ho spiegato ai sanitari che mia madre aveva 192 battiti al minuto, sudorazione e affanno. Mia madre era cardiopatica e aveva una grave aritmia. Nella seconda ho chiesto se avessero sbagliato via perché non sentivo le sirene e dopo altri cinque minuti è giunta l’ambulanza”.  A casa della donno sono arrivati “l’autista e un’infermiera. Mi sono informato con altri medici mi hanno detto che per stabilizzare mia madre serviva un’iniezione di cordarone, farmaco che si può somministrare solo in presenza di un medico. Doveva venire un’auto medica e poi l’ambulanza, mia madre era un codice rosso – ripete – Mia madre era cosciente, prima di salire in ambulanza mi ha detto: ‘Ho freddo, copritemi’. Non so se si sarebbe salvata o meno, ma qualcosa è andato storto fin dall’inizio”. Il legale della famiglia Lattanzi-Re, Sandro Giustozzi, aggiunge: “I figli di Delia Re sono provati, hanno visto morire la mamma perché si è rotta una maniglia dell’ambulanza. Sono disperati, hanno negli occhi quei drammatici momenti, la mamma in ambulanza che stava morendo e i vigili del fuoco che facevano un gran rumore per cercare di aprire il portellone”. Alla domanda se la donna poteva essere salvata: “Secondo me sì, il reparto di rianimazione a Macerata è eccellente”. Poi prosegue: “Posso portare l’esperienza diretta di mio padre, arrivato in ospedale in arresto cardiaco è stato subito ricoverato e curato in Rianimazione ed è vissuto altri due anni. Anche Delia secondo me poteva essere salvata. Abbiamo chiesto alla magistratura di accertare la verità e vogliamo sapere perché a casa non è stato mandato un medico, la donna era grave, aveva un’aritmia seria e doveva essere soccorsa più prontamente” conclide il legale.  Il direttore dell’Area Vasta 3 di Macerata, Enrico Bordoni dice: “Da un punto di vista dell’assistenza la donna è stata curata al meglio e, come da protocollo, è stata rianimata in ambulanza. Ci dispiace per ciò che è successo. Facciamo centinaia di interventi al giorno e mediamente diamo una risposta soddisfacente con operatori preparati”.

Muore una donna all’interno di un’ambulanza: non si apriva il portellone

ambulanza-donna-morta-tuttacronacaL’ambulanza era giunta al parcheggio dell’ospedale, a Macerata, dove stava accompagnando una donna di 85 anni. Ma il personale non è riuscito ad aprire il portellone del mezzo, forse per colpa di un guasto alla maniglia. L’anziana è rimasta intrappolata nella vettura per circa 15 minuti, mentre un medico l’ha raggiunta entrando dalle porte anteriori, ma le manovre di rianimazione si sono rivelate inutili. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per aprire il portellone, bloccato probabilmente per la rottura della serratura, dopo che il personale, come racconta Il Resto del Carlino, le ha provate tutte, compreso un tentativo di “scasso” con un piede di porco, prima di arrendersi e chiamare il 115. Per la donna si è rivelato fatale un arresto cardiaco, a lei che in passato era stato impiantato un pacemaker. Sul posto è intervenuta anche la polizia. Al momento non risulta aperto alcun fascicolo sull’accaduto e non vi sarebbero indagati.

L’Aquila e l’Abruzzo immersi nel bianco, black out nel Pescarese

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Al centro Italia arriva il grande freddo e la neve. Ben 30 cm sono caduti nella notte tra il 25 e il 26 novembre sull’Aquila e sull’Abruzzo. Scuole chiuse in 30 comuni della provincia e la città in tilt. E’ l’ennesima allerta meteo annunciata già nei giorni scorsi, ma che sembra ancora una volta, aver colto impreparati o in ritardo i diversi Comuni, ora in emergenza. Gli automobilisti hanno trovato una città bloccata dalla neve non rimossa in molte strade a causa di automezzi che si sono messi di traverso; in tal senso, anche i cittadini hanno contribuito ad acuire i disagi dal momento che, secondo quanto si è appreso, oltre la metà dei mezzi in circolazione oggi risultano senza gomme termiche o catene da neve.

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Inoltre a causa di un guasto alla linea dell’alta tensione una vastissima zona del Pescarese è senza corrente elettrica. Migliaia – presumibilmente ventimila – le utenze interessate dal black out nell’area Vestina, da Penne a Collecorvino, da Loreto Aprutino a Picciano fino a Montebello di Bertona e Farindola. Il guasto è dovuto alla formazione di manicotti di ghiaccio sulla linea dell’alta tensione, gestita da Terna, che serve la centrale di media tensione di Penne (Pescara), la quale, a sua volta, distribuisce energia nell’area Vestina. Da Terna fanno sapere che i tecnici sono al lavoro per ripristinare il servizio quanto prima.

Morti di sete! Migranti uccisi dal deserto e da un guasto al pullman

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Di solito le storie tragiche di migranti parlano di morti annegati. Stavolta, invece, ci sono 35 morti, forse di più, morti di sete. E’ infatti di almeno 35 migranti nigeriani morti di sete il bilancio di una nuova tragedia dell’immigrazione, nel deserto tra Niger e Algeria.

Per ora sono stati trovati i cadaveri di due donne e tre adolescenti, ha detto un ufficiale. Diciannove i superstiti. Il tragitto di chi scappa dai paesi subsahariani passa infatti dal deserto, prima di arrivare sulle coste della Libia o della Tunisia e poi ripartire via mare. Un viaggio carico di insidie e pericoli, che però fanno in migliaia, anche con bambini. Nel caso di questi 35 migranti è successo che il camion su cui viaggiavano si sia bloccato nel deserto. Nessuna possibilità, evidentemente, di dare l’allarme, nessuno li ha visti. E così la morte è stata inevitabile per molti di loro.

In ferie il sistema elettronico di Trenitalia… rovinate le vacanze agli italiani!

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Il sistema di prenotazione e vendita dei biglietti di Trenitalia va in tilt per un guasto al centro elaborazione dati e molti italiani si ritrovano con le ferie rovinate in mezzo a mille disagi. Difficoltà per acquistare biglietti in biglietteria, macchinette self service, sito internet e call center. L’azienda spera di risolvere il problema entro un’ora… Intanto c’è chi rischia di perdere il treno per le file in stazione.

 

L’ODISSEA DI EDISON!

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Sta per finire l’odissea di Edinson Cavani, ma che fatica. Contrariamente a quanto previsto, infatti, l’attaccante del Napoli non raggiungerà i compagni a Castel Volturno, dove era prevista la rifinitura con la squadra, ma direttamente a Torino, dove domenica sera è in programma la sfida con i granata. Il Matador, che in mattinata ha raggiunto Madrid dal Cile, è partito con un altro ritardo per Roma e da qui nuovo volo per il capoluogo piemontese.

A questo punto si complica la sua presenza da titolare all’Olimpico. Mazzarri avrebbe voluto testare la sua condizione, ma il fatto di non poterlo vedere in allenamento rende ancora più difficile la sua presenza dal 1′. Con Calaiò poco tenuto in considerazione anche se in preallarme, potrebbero giocare insieme dall’inizio Pandeve e Insigne. La gara infatti è troppo delicata per concedersi a esperimenti: il secondo posto dipende molto da Edinson.

Resta a terra Cavani! Guasto all’aereo, rimandata la partenza!

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Un guasto all’aereo ha rallentato il rientro a Napoli di Edinson Cavani.

Il Matador sarebbe dovuto rientrare oggi, ma dopo aver atteso alcune ore la partenza dell’aereo dal Cile, è dovuto scendere dal boeing per un problema al motore. Il volo quindi, è stato rimandato e l’uruguaiano sarà a disposizione di Mazzarri solo domani in tarda mattinata, a poco più di 24 ore dalla delicata trasferta pre-pasquale di Torino.

BLACKOUT A SAN PIETRO! Si spegne la Cupola.

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All’improvviso alle 21, è calato il buio. La Cupola di San Pietro è svanita nella notte e sono rimaste illuminate solo le cupolette laterali. La colpa però sarebbe di un problema tecnico che si è verificato in zona, un evento quindi completamente dissociato da quanto sta avvenendo al Conclave. Nessuna notizia ancora trapela, ma sicuramente questo conclave già nato anomalo a causa delle dimissioni di Benedetto XVI sta vivendo una vita di “eccezioni” e di fatti unici che verranno riportati negli annali della storia non solo della Chiesa, ma a livello mondiale.

 

Il volo infernale con atterraggio alle Azzorre! A bordo anche italiani.

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Atterraggio di emergenza alle Azzorre, ieri pomeriggio, per un volo Lufthansa partito da Città del Messico e diretto a Francoforte. A bordo dell’aereo anche diversi italiani, come riferisce uno di loro che ha dato la notizia all’agenzia Ansa. I passeggeri, che fortunatamente non hanno subito conseguenze sono ancora bloccati alle Azzorre, come racconta la stessa fonte. “Partiti con 5 ore di ritardo per problemi tecnici a metà del volo si sono spente tutte le luci ed il comandante ha annunciato l’atterraggio di emergenza per fumo in cabina”, spiega.

“Abbiamo vissuto momenti di tensione quando, a metà del volo nel mezzo dell’Atlantico, si sono spente tutte le luci a bordo e dopo qualche istante il comandante dell’aereo – il Lufthansa LH499 – ci ha comunicato l’atterraggio di emergenza per problemi di fumo in cabina”, spiega un passeggero italiano raccontando l’accaduto.
Atterraggio avvenuto alla Azzore “dove siamo stati sistemati in alcuni hotel ma senza informazioni: siamo bloccati qui da ieri sera senza aver nessun tipo di indicazione su quando e con che volo potremo ripartire”, aggiunge sottolineando di non essere finora riuscito a mettersi in contatto con la compagnia tedesca ma di essere stato comunque contattato dal personale dell’Ambasciata italiana a Lisbona.

“Eravamo partiti da Città del Messico con quasi cinque ore di ritardo l’altro ieri notte”, continua il racconto spiegando che il ritardo era stato causato da problemi tecnici: “Prima -continua il testimone- ci avevano detto che c’era un problema ad un freno, poi un altro ad un portellone. E a causa di quest’ultimo che ha messo fuori uso una delle uscite di sicurezza, ci è stato comunicato che 8 file di sedili dovevano rimanere vuote, lasciando a terra 50 passeggeri”.

Dopo il decollo e a circa metà del viaggio che doveva portare i passeggeri a Francoforte, l’annuncio del fumo in cabina e la decisione di ‘scendere’ alle Azzorre dove il Boeing 747 è atterrato allo scalo di Lajes, nell’isola di Terceira.

SCANDALO ITALIANO: L’ILVA CHIEDE LA CIGS! Il RICATTO CONTINUA

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Seimilacinquecento cassa integrati per il gruppo Ilva. E’ questa la richiesta dell’azienda. Si tratta di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione nell’ambito della procedura per la bonifica degli impianti. La cassa dovrebbe iniziare il 3 marzo e avere durata di 24 mesi. Il piano di ristrutturazione aziendale presentato oggi prevede anche la chiusura di alcune linee, in particolare l’altoforno 1 che è già chiuso, e l’altoforno 5.

«Non sono previsti esuberi almeno secondo quanto dichiara l’azienda e sono previsti investimenti per la bonifica», spiega Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. «Si parla in particolare di due miliardi e mezzo di euro di investimenti». La cassa interesserebbe 6417 addetti nello stabilimento di Taranto su 6507, il totale della richiesta. Altri addetti andranno in cassa negli impianti di Novi Ligure e Pratica di Mare.

«Sono numeri drammatici. Adesso si aprirà la trattativa sindacali per attenuare la cifra per la rotazione, la formazione e eventuali contratti di solidarietà. Sono numeri che prevedono per due anni lacrime e sangue, ma è anche vero che investimenti per la bonifica significano che l’Ilva non chiuderà e quindi tra due anni ci sarà nuovo lavoro», dice Palombella. In questi due anni la produzione, che a regime ammontava a 30mila tonnellate giorno, e che attualmente è a 18mila tonnellate giorno con la chiusura dell’ altoforno 1. Con la chiusura dell’altoforno 5 passerà a diecimila tonnellate giorno.

Via libera alle merci dell’Ilva, ma l’incasso rimarrà vincolato!

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La Procura della Repubblica di Taranto ha dato oggi ordine di esecuzione ai quattro custodi giudiziari dei beni sequestrati all’Ilva per procedere alla vendita dei prodotti finiti e semilavorati sotto sigilli dal 26 novembre scorso e giacenti sulle banchine dell’area portuale, cosi’ come disposto con ordinanza dal gip Patrizia Todisco il 14 febbraio scorso. Il ‘controvalore’ dei prodotti, il denaro incassato dalla vendita, restera’ sotto sequestro, sempre per disposizione del gip.

L’Usb (Unione sindacale di base) ha proclamato uno sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento di Taranto a partire da oggi e sino a quando non sara’ revocato l’accordo Ilva-sindacati del 10 novembre 2010 relativo alla riorganizzazione del lavoro nel reparto Movimento ferroviario, dove il 30 ottobre scorso e’ morto il locomotorista Claudio Marsella.

Ilva, la polvere, il cancro, la magistratura e l’Arpa!

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Chi tutelerà i cittadini? Chi tutelerà il lavoro? Chi la salute?

La presenza di una nube nera proveniente dall’Ilva e’ stata segnalata da decine di cittadini al centralino dei vigili del fuoco. Alla base di queste emissioni, definite anomale dai vigili del fuoco, potrebbero esserci – secondo fonti sindacali – problemi tecnici all’altoforno 5, uno degli impianti dell’area a caldo sottoposti a sequestro dal 26 luglio 2012 sul quale sono in corso lavori di manutenzione. Sul posto sono intervenuti i tecnici dell’Arpa per accertare la natura delle emissioni.

ALTRO CAPITOLO BUIO DELLA STORIA DELL’ILVA! MORTE, INQUINAMENTO E DISTRUZIONE…

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