Il futuro dell’Ilva è a rischio

ilva_taranto

Il Cda di Riva Fire ha redatto una nota in cui segnala che “Il sequestro deciso dai magistrati di Taranto mette a rischio la continuità aziendale” dell’Ilva. In prima battuta “il provvedimento rischia di compromettere l’iter per l’approvazione del piano industriale 2013-2018 avviato da mesi, sia da Ilva che da Riva Fire, e che, supportato da adeguati test di impairment di esperti indipendenti nonché da analisi di sostenibilità finanziaria effettuate da primari advisor, era ormai prossimo al termine” “Il perseguimento di tale iter avrebbe consentito sia il rispetto di tutti gli obblighi Aia sotto il profilo industriale e finanziario, sia l’approvazione del bilancio nei termini di legge in situazione di continuità aziendale”, aggiunge il comunicato della società della famiglia Riva spiegando che “l’interruzione di tale processo causata dal sequestro può invece portare a una situazione fuori controllo, anche con possibili ripercussioni occupazionali per circa 20.000 dipendenti diretti in Italia e almeno altrettanti nel cosiddetto indotto”.

Ma Ilva significa anche famiglia Riva, e di certo di due patron del colosso, Emilio e Nicola, non se la passano meglio: la Corte di Cassazione ha confermato gli arresti per loro e per l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, respingendo il ricorso presentato dalla difesa contro l’ordinanza del riesame del 23 ottobre, che aveva detto no al rilascio. Si tratta del secondo rifiuto dall’inizio dell’anno della richiesta di revoca dei domiciliari per i proprietari del polo industriale.

Annunci

Ilva. La verità sugli 8 miliardi fatti sparire dai Riva

 

ilva-tuttacronaca

 

E’ infine giunta l’indagine finale sulla famiglia Riva e sull’Ilva e un’informativa, stilata dalla guardia di Finanza, fa luce sul ruolo e sulla capacità dei padroni della fabbrica di Taranto, gli stessi che i governi ed i politici hanno difeso così a lungo. Su Repubblica, in un articolo a firma Carlo Bonini, si legge:

«I proprietari dell’Ilva pompavano montagne di veleni nei cieli di Taranto e montagne di denaro oltre confine. Otto miliardi e 100 milioni di euro. Blandivano e assicuravano l’opinione pubblica, mentre i loro avvocati lavoravano per rendere impermeabili dall’aggressione della magistratura i trust offshore che di quell’immensa ricchezza erano la cassaforte. Questo denaro, in buona parte, è sparito. E ne è prova la frustrazione di chi, nelle ultime 36 ore lo è andato inseguendo con in mano un decreto di sequestro. «Abbiamo cercato in dodici città — racconta una fonte investigativa — Da Potenza a Milano. Abbiamo visitato 16 banche diverse, bloccato e aggredito depositi, titoli, partecipazioni societarie, immobili. Presto apriremo le cassette di sicurezza. Ma stiamo cercando di superare con grande fatica il miliardo».

Naturale quindi chiedersi dove siano finiti i restanti 7 miliardi.

«L’Ilva — si legge — crea otto trust, Orion, Sirius, Antares, Venus, Lucam, Minerva, Paella e Felgma, nel paradiso fiscale di Jersey». E su questi trust convoglia la liquidità pompata dall’azienda dopo averla fatta transitare per la Svizzera. «Si tratta — documenta la Finanza — di un mero espediente giuridico, che ha lo scopo di occultare la titolarità del denaro e creare un diaframma che eluda le ragioni dei creditori, compreso l’Erario». Non a caso, nel marzo scorso, mentre Enrico Bondi viene presentato al Paese dai Riva come nuovo amministratore delegato, epifania di una nuova stagione di “trasparenza e impegno”, la famiglia si preoccupa di mettere al riparo ciò che ha già fatto sparire».

Bloccata a Marsala una nave con 20 tonnellate di droga

adam-nave-tuttacronaca

Nella plancia della nave Adam sequestrata a Pantelleria sono stati rinvenute 20 tonnellate di droga: un maxi carico di hashish. La nave, battente bandiera delle Isole Comore, era partita dalle coste marocchine ed è stata intercettata nel Mediterraneo dalla Guardia di Finanza che l’ha costretta, poi, a fare rotta verso il porto di Marsala, dove l’intero equipaggio (tutto siriano) è stato arrestato.  L’imbarcazione ufficialmente era diretta in Libia ed è stata bloccata appena ha fatto ingresso nelle acque italiane.

Mentre si vota il Presidente della Repubblica, la GdF entra nella JP Morgan… per l’MPS!

monte-paschi-jp-morgan

Gli uomini del Nucleo valutario della Guardia di finanza sono nella sede milanese della JP Morgan di Milano nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena. I finanzieri avrebbero in mano un ordine di esibizione dei documenti inerenti l’acquisizione di Antonveneta. La richiesta e’ stata firmata dai pm senesi titolari dell’inchiesta.

Il re dei sondaggisti indagato, Renato Mannheimer ha problemi di fisco!

Renato-Mannheimer-indagato-fisco-tuttacronaca

Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo, re dei sondaggisti, ospite fisso in talk show politici, oggi ha subito una perquisizione dalla Guardia di Finanza nei suoi uffici. L’indagine è stata svolta dalla procura di Milano e l’accusa sarebbe di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

I finanzieri stanno prelevando negli uffici della società la documentazione di natura fiscale relativa agli ultimi 4-5 anni.

Nell’inchiesta coordinata dal pm Adriano Scudieri sono indagate almeno 5 persone tra responsabili e rappresentanti di società attive nel settore dei sondaggi legate all’Ispo. Dopo avere appreso la notizia della perquisizione, Mannheimer ha commentato: “Non ne so nulla, mai compiuto un reato in tutta la vita”.

La Guardia di Finanza, oltre alla sede dell’Ispo, sta perquisendo a Milano anche lo studio di consulenza commerciale Merlo. Tra i reati ipotizzati dalla Procura di Milano, oltre alla frode fiscale, vi è il riciclaggio, ma quest’ultimo addebito non riguarda Mannheimer.

Magistrati e GdF nella sede della Banca d’Italia per indagini su Mps

mps - indagini - tuttacronaca

Dei magistrati della procura di Siena, accompagnati da alcuni militari della Guardia di Finanza, sono da questa mattina nella sede della Banca d’Italia per svolgere attività connesse all’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena, attorno a cui continua l’attività di ricerca e indagine dopo che la più antica banca del mondo finita nel mirino della magistratura per la gestione dei precedenti vertici. Mentre Bankitalia è estranea a questa fase del filone investigativo, sono stati notificati dei provvedimenti, adottati dai magistrati senesi a carico di terzi, ad alcuni dirigenti dell’istituto centrale. Per il suo ruolo di vigilanza, Bankitalia è entrata più volte nella vicenda ricevendo anche polemiche per l’intempestività del suo intervento su Mps, anche se il governatore Bce, Mario Draghi, è accorso in difesa dell’istituto affermando che l’azione “fu veloce e corretta”.

Organizzazione per “assenteismo”!

assenteismo-timbro-cartellino-reggio-calabria-comune-arresti

Organizzazione per assenteismo! E sì, perché a Reggio Calabria le cose si facevano per bene. Organizzati ufficio per ufficio, in gruppi, e ogni giorno qualcuno timbrava per tutti. I colleghi poi sarebbero arrivati (quando arrivavano) con calma, dopo tutte le loro commissioni e impegni. Dopo la spesa, la farmacia, il bar con gli amici. C’era anche chi non disdegnava una passeggiata su Corso Garibaldi per un po’ di shopping nei negozi che espongono i nuovi arrivi di stagione. L’inchiesta risale al 2010 (in Italia per queste cose serve molta calma) e l’allora sindaco, Giuseppe Raffa, insofferente ai telefoni che squillavano a vuoto e alle scrivanie deserte chiamò la Guardia di Finanza. Così l’indagine, “Torno subito”,  durata poco più di un mese evidenziò circa 95 dipendenti assenteisti nel Comune di Reggio Calabria. Oggi 17 sono finiti agli arresti domiciliari, altri 42 avranno l’interdizione dal posto di lavoro e tutti gli altri restano indagati. I finanzieri hanno stabilito che i “furbetti” del Comune riuscivano in un solo mese ad accumulare fino a 105 ore di “assenza timbrata come presenza”.  Il tutto è stato documentato con video e fotografie.

Quello sventurato a cui toccava il turno in ufficio timbrava fino a sette cartellini, poi spesso si concedeva anche lui un caffè. Spesso le telecamere all’esterno del Comune,  hanno ripreso anche decine di autovetture che si fermavano all’ingresso per soste di pochi secondi, tempo giusto di timbrare e ripartire.

 L’ennesimo caso a conferma che il lavoro statale paga anche quando si è assenti, che a fronte di 6 ore al giorno che un impiegato dello stato dovrebbe lavorare in un Comune, ne riesce a fare sì e no 9 a settimana. E se è vero che l’incivilta e il mal costume dilaga, è anche vero che in alcuni uffici il lavoro scarseggia. Non c’è motivazione, non vengono passate le pratiche e tutti si chiedono perché sono andati in ufficio a perdere tempo? Se magari un’organizzazione così “virtuosa” che consentiva agli impiegati di eludere i controlli venisse fatta in modo da ripartire il lavoro e motivare il personale, magari alla fine si riuscirebbe a far lavorare qualcuno. Ma se gli impiegati sono “svogliati” sicuramente c’è qualcuno che lo consente, c’è chi chiude un occhio e lascia che sia… che tanto in Italia neppure un governo si riesce a fare… ci sono i saggi a “lavoro” mentre i politici riposano! Ecco l’esempio che danno le nostre istituzioni… cosa dovrebbe recepire un impiegato?

 

 

Scandalo Idi: arrestato padre Franco Decaminada

idi_roma-tuttacronaca

L’ex consigliere delegato dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, padre Franco Decaminada, è finito oggi in manette con l’accusa di aver effettuato fatture false e un’appropriazione indebita per circa 4 mln di euro. Con la stessa motivazione, il gip di Roma ha disposto i domiciliari anche due imprenditori: Domenico Temperini e Antonio Nicoletta. L’operazione però non si è conclusa qui: la guardia di Finanza ha infatti sequestrato un immobile in Toscano, acquistato con i fondi dell’Idi e sono state avviate altre 14 perquisizioni. In una nota della GdF si legge: “Sono state ricostruite operazioni di prelevamento di denaro contante dalle casse dell’Idi presso il cui ufficio economato confluivano quotidianamente gli incassi giornalieri dell’intero comparo Idi-Sanità. A titolo di asseriti e non documentati “rimborsi spese” o, più frequentemente, addirittura senza alcuna formale giustificazione. Padre Decaminada risulta essersi appropriato di oltre 2,1 milioni di euro”. A questi, si aggiungono altri 1,8 milioni giunti a Decaminada da una serie di società che “ne hano schermato la reale destinazione con una serie di fatture false emesse da un’altra società, rappresentata dal responsabile pro tempore del settore commerciale dell’Idi”.

Pranzo, loggia, Cia… e Prodi così sia!

romano prodi-sergio degregori-clemente mastella-cia-tuttacronaca

Un pranzo organizzato da Sergio De Gregorio con il capocentro della Cia a Roma, per parlare di come far cadere il governo Prodi. Presente l’allora ministro della giustizia Clemente Mastella, che mesi dopo abbandonerà il governo di centrosinistra dichiarando di essere vittima di accanimento giudiziario.
Stando al racconto dell’ex senatore idv che ha ammesso di aver ricevuto 3 milioni di euro per far cadere il governo, sarebbe stato in quella occasione, nell’estate 2007, che il capocentro della Cia avrebbe espresso chiaramente al ministro della giustizia che l’amministrazione americana avrebbe gradito che l’«esperienza» del governo Prodi terminasse.

Che Sergio De Gregorio avesse parlato delle pressioni da parte dell’amministrazione era un fatto noto. Nella richiesta di custodia cautelare che lo riguarda, resa nota nei giorni scorsi, diceva esplicitamente che quando l’estate scorsa incontrò il senatore Marcello Dell’Utri gli raccontò «dell’intervento con gli americani per mandare a casa Prodi».

Ora che gli atti allegati alla richiesta sono stati messi a disposizione dei membri delle vecchie giunte di Camera e Senato, però, quel verbale omissato comincia a circolare. E il racconto fatto ai pm di Napoli che lo accusano di corruzione in concorso con Silvio Berlusconi è molto preciso: «Nell’estate del 2007 organizzammo un pranzo tra me, De Chiara, Mastella e Gorelick (capocentro della Cia a Roma dal 2003 al 2007) – spiega – Gorelick disse chiaramente a Mastella che l’amministrazione americana avrebbe mostrato riconoscenza a chi avesse messo fine ad un’esperienza del genere», sottinteso, ma il passaggio è esplicito, il governo Prodi.

Davanti a quelle richieste, Mastella avrebbe detto di non essere interessato per poi lasciare la tavola. Ma è un fatto che alcuni mesi dopo a gennaio del 2008 annuncerà le sue dimissioni dalla carica, motivate dalla “mancata solidarietà politica” da parte del centro-sinistra rispetto alla vicenda che lo vedeva indagato portando così alla fine del governo Prodi.
Il racconto di De Gregorioi, tira fuori dagli archivi un nome dimenticato: Enzo De Chiara italoamericano nato ad Aversa, rappresentante in Italia del partito repubblicano, che negli anni novanta vantava un’amicizia personale con Bill Clinton. L’inchiesta della procura di Aosta che lo tirava in bsllo, chiamata Phoney money, ipotizzava l’esistenza di una “nuova P2” che avrebbe riunito boiardi di Stato, alti gradi di polizia e Guardia di Finanza, faccendieri, uomini della Cia, con la copertura di ambienti della massoneria. De Chiara, definito allora «amico dell’amministrazione americana» ne avrebbe fatto parte anche come rappresentante in Usa dell’allora società telefonica Stet.
Ma Mastella cosa ne pensa?
Mastella dice di ricordare quel pranzo: «Era una colazione, rimasi solo pochi minuti. Non avevo capito che l’americano presente fosse il capocentro Cia (c’è chi dice a sua insaputa, c’è chi non capisce… questi i politici italiani), ma in ogni caso gli dissi di essere soddisfatto del mio incarico al governo». E aggiunge: «Mi stupì il rapporto tra De Gregorio e gli altri presenti». «Questa dichiarazione è una cosa enorme», commenta il deputato radicale Maurizio Turco che tra pochi giorni lascerà l’incarico: «Credo ancor più interessante dal punto di vista della sicurezza dello stato di qualsiasi altra affermazione del senatore De Gregorio».

FAMIGLIA INDAGATA!

ANGELO-E-MELANIA-RIZZOLI_resize

Dopo l’arresto di Rizzoli, avvenuto in mattinata, si apprende ora che è  indagata anche la moglie Melania!

ARRESTATO ANGELO RIZZOLI!

angelo rizzoli arrestato

L’imprenditore Angelo Rizzoli è stato arrestato stamani a Roma. L’ordine di custodia cautelare è stato eseguito dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Roma. E’ accusato di bancarotta fraudolenta Angelo Rizzoli, arrestato questa mattina a Roma dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza della capitale. La Procura capitolina contesta a Rizzoli un crac finanziario da 30 milioni di euro. Sequestrate società e immobili per un valore di 7 milioni.

45 i migranti asiatici rintracciati in Salento e portati al centro

BeFunky_MotionColor_5

Lo scontrino… Uno sconosciuto! A Firenze su 13 esercizi 12 non lo fanno.

136844570-1024x682

Asilo gratuito… Reddito basso… e viaggi in Usa per il Grande Slam

Perché spendere soldi per l’asilo? Perché pagare le tasse? Un appassionato di tennis è stato scoperto dalla GdF di Savona. Insieme a lui altre 49 posizioni irregolari.

grande-slam

Autocertificazioni mediche false: denunciati!

Gli autori del resto falsificacano le certificazioni per avere gratuitamente farmici o per addebitare sul sistema sanitario esami clinici e visite mediche specialistiche.

GdF di Bologna indaga su contrabbando internazionale di tabacchi

Emesse 13 ordinanze di custodia cautelare.

GdF ha avviato verifiche negli uffici della sede italiana di Facebook

Nel frattempo dagli uffici milanesi Facebook risponde di essere in regola con le tasse e che continuerà a cooperare con le autorità italiane.

Mille euro di pensione al mese, cieco… e gioca a carte!

La Guardia di Finanza di Modena scopre falso invalido.

Tremonti: La finanza sostituisce la democrazia e svuota gli stati di autonomia.

PAURA!

I falsari di Venezia

La guardia di finanza di Venezia ha sequestrato 22mila pezzi di marchi contraffatti tra capi di abbigliamento, articoli di bigiotteria, profumi, borse, cinture, scarpe, occhiali e oggettistica varia in una serie di controlli. L’operazione si è svolta nel centro storico lagunare, in porto (dove è stato fermato un camion proveniente dalla Grecia e diretto in Germania) e nelle città di Martellago, San Donà di Piave e Portogruaro.

Manette vs. tentata corruzione

Quando la Guardia di Finanza ha scoperto delle irregolarità nella contabilità di un ristoratore cinese in zona Porta Genova (Milano), il gestore ha mostrato mille euro al capo pattuglia. L’idea era di evitare la sanzione economica nonché un periodo di chiusura. Ai polsi dell’uomo sono immediatamente scattate le manette.

Lo sport… fa bene alla salute?

 

Un dirigente medico di una struttura sanitaria pubblica ha perso il match contro la Guardia di Finanza di Bergamo. Per lo Stato era regolarmente al lavoro in ospedale, nella realtà si trovava a fare pratica su un campo da tennis.

I casi di assenteismo sul lavoro in Italia continuano a dilagare.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: