Bersani: “Il premier e il suo governo non brillano per umiltà”

Pier-Luigi-Bersani_tuttacronacaPierluigi Bersani, 50 giorni dopo il malore che lo aveva colpito, è tornato in Aula per votare la fiducia al Governo Renzi. L’ex Segretario, ora, ha rilasciato un’intervista a Repubblica durante la quale spiega: “Io non cerco rivincite. E penso che il centrosinistra ha già vissuto molte lotte fratricide che non hanno portato bene”. L’ex segretario garantisce quindi il suo sostegno al premier e sottolinea di avere ”votato il governo con spirito collaborativo”. Quindi continua: ”Il premier e il suo governo non brillano per umiltà. Il punto è che hanno creato aspettative altissime ma resta l’indeterminatezza degli obiettivi”. Bersani ancora assicura: ”Se bisogna aiutare Matteo a rendere più concreti i suoi progetti, noi lo aiuteremo”. Bersani afferma di essere ”d’accordo” sulla flex security, di cui evidenzia però gli alti costi. Ma sottolinea: se ci fossero le coperture, ”un sostegno di 4 anni alle persone che perdono il lavoro può sostituire l’articolo 18. Il grande tabù della sinistra è già stato sostituito in molto casi dalla cassa integrazione in deroga. Allora sarebbe molto meglio scegliere la strada di un reddito di disoccupazione che dura 4 anni magari accompagnandolo a un efficace sistema di formazione professionale”. L’ex segretario spiega ancora che la cassa integrazione ordinaria oggi ”non basta più e quando la cassa è in deroga il modello somiglia sempre di più alla flex security senza averne le regole e in contrappesi”. In merito alle voci sulla sua possibile presidenza del Pd invece risponde: ”Questa è una domanda da non fare. Non all’ordine del giorno”.

Il carteggio Renzi-Di Maio spopola in rete… in versione rivisitata!

n-RENZI-DI-MAIO-PIZZINI-tuttacronacaLuigi Di Maio, vicepresidente della Camera, nel pomeriggio di martedì 25 febbraio, ha pubblicato su Facebook le foto del carteggio tra lui e il neo premier Matteo Renzi. Ovviamente questo scambio di pizzini non ha lasciato indifferente il popolo della rete che ha pubblicato la sua personale versione su Twitter. “Caro Luigi, scusa l’ingenuità: ti vuoi mettere con me? Sì, no, Rodotà. Firmato Matteo”, recita uno. Mentre su un altro si legge: “Scusa l’ingenuità Luigi, ma voi ce li avete veramente i chip sotto pelle? Conosco uno che forse potrebbe provare ad estrarli. Per quanto mi riguarda sono disponibile a dialogare quando vuoi. Se porti due sirene ti faccio conoscere Bildenberg”.

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Ma non finisce qui: l’ondata di umorismo non ha risparmiato nemmeno Leonardo Pieraccioni: “Mi è appena arrivato un pizzino da Ceccherini, me ne dissocio fermamente”. Poi nella foto si legge: “Hai mica il telefono di quella Boschi?”. Un altro utente diffonde la foto del suo messaggio “segreto”: “Vedo che nella credenza ci sono solo paste corte, io vorrei anche quella lunga. Possiamo confrontarci o è sempre così? Giusto per capire, senza polemiche”. Ancora: “Quando tagli il prosciutto rincartalo con la carta da sottovuoto”. E poi, un biglietto con un cuore: “Non c’è scia chimica che possa dividerci. Luigi e Matteo 4 EVER”. Come se non bastasse, in Twitter ha spopolato l’hashtag #adottaungrillino:

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Renzi incassa la fiducia anche dalla Camera

renzi-camera-fiducia-tuttacronacaErano 599 i presenti nell’Aula della Camera dei deputati, oggi, per votare la fiducia al governo Renzi. A seguito di un pomeriggio di dibattito e dichiarazioni, il neo presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incassato la fiducia con 378 sì, 220 no e un astenuto. Ieri era stata la volta del voto al Senato, votazione parimenti conclusasi con la vittoria, anche se un filo risicata rispetto alle aspettative, dei sì.

Lo spot Ceres che deride gli elettori italiani

ceres-gratis-tuttacronacaAncora una pubblicità del famoso marchio di birra Ceres che fa dell’ironia sull’Italia e gli italiani. L’idea è quella di offrire una Ceres gratis a chi ha votato Matteo Renzi alle politiche. Ovviamente nessuno, visto che il neo premier, in quell’occasione, non era stato candidato. Già nel 2013, quando alle elezioni gli italiani si sono mostrati particolarmente scissi sulle preferenze, fatto che ha portato alla creazione delle larghe intese, la campagna pubblicitaria aveva preso di mira la vita politica del Belpaese: “Prima si vota poi si beve, non come l’altra volta”.

Matteo Renzi, Luigi Di Maio… e i pizzini tra loro

Matteo-Renzi-premier-tuttacronacaIn mattinata, durante il dibattito sul programma del neo premier Renzi, in Aula alla Camera giravano “pizzini” tra il presidente del Consiglio e il vicepresidente della Camera ed esponente di M5S Luigi Di Maio. Al gruppo dei pentastellati appartiene anche Andrea Colletti, che durante il dibattito lo aveva duramente criticato: “Lei qui è un abusivo, entrato con una manovra di Palazzo dopo aver accoltellato il suo compagno di partito. Lei è ancora più bravo di Berlusconi, un vero venditore di pentole. Il Giorgio Mastrota” della politica. E aggiungeva: “Noi abbiamo un vero rispetto delle Istituzioni, che voi non potete rappresentare invece”.

faceDopo l’intervento, un primo commesso ha raggiunto Di Maio portando un pizzino scritto da Renzi. Da là, ha preso l’avvio il carteggio che il pentastellato ha in seguito pubblicato in Facebook scrivendo: ”Tanti giornalisti mi contattano perche’ stamattina in Aula hanno visto uno scambio di biglietti (iniziato da lui) tra me e Matteo Renzi. Li hanno definiti ‘pizzini tra Renzi e Di Maio’. Ci conoscete, massima trasparenza, li leggerete a breve”. A seguire, le immagini del carteggio. Scrive il premier Renzi a Di Maio: “Scusa l’ingenuità, caro Luigi. Ma voi fate sempre cosi? Io mi ero fatto l’idea che su alcuni temi potessimo davvero confrontarci, ma è così oggi per esigenze di comunicazione o è sempre così ed è impossibile confrontarsi? Giusto per capire. Sul serio, senza alcuna polemica”. Replica Di Maio: “Ciao, 1) guida al regolamento: i banchi del governo devono essere liberi da deputati quando qualcuno parla in aula. Il governo è tenuto ad ascoltare i deputati. La Boldrini doveva richiamare la Polverini. Non lo ha fatto. 2) Forse non è chiaro che in un anno abbiamo visto di tutto. Abbiamo visto la tua maggioranza votare in 10 mesi: 2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine. 7,5 miliardi di euro alle banche. 50 miliardi di euro per gli F35. Che ti aspettavi gli applausi?” Ribatte Renzi: “Capisco. Se vedi occasioni reali di dialogo nell’interesse dei cittadini (a me della parte mediatica interessa il giusto: ognuno fa la sua parte). Fammi sapere. So che parli con Giachetti. Se ti va bene utilizziamo lui come contatto. Se ci sono cose fattibili insieme alla luce del sole, nell’interesse degli italiani, io ci sono. Buon lavoro. Matteo Renzi.” Nuovo pizzino del pentastellato: “Io parlo con Giachetti perchè lavoriamo insieme ogni giorno. Come tanti nostri colleghi che lavorano in commissione. Il Parlamento serve a questo. Però ora basta con questi biglietti berlusconi. Ci vediamo alla prova dei voti, in Aula, davanti al Paese intero.”

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Bersani arriva alla Camera: standing ovation per lui

BERSANI-RENZI-tuttacronacaSi vota la fiducia al governo Renzi oggi alla Camera e anche Pier Luigi Bersani, cinquanta giorni dopo esser stato colpito dal malore, ha fatto la sua apparizione. Al Transatlantico l’arrivo dell’ex segretario è stato accolto con grande calore e un lungo applauso. “Sono venuto ad abbracciare Enrico” Letta. “Ma ancora non è arrivato?”. Le prime parole dell’ex ministro. Durante la discussione generale sulla fiducia, il deputato Pippo Civati ha detto: “Ciao Matteo volevo dirti che stai sbagliando: anche io ho sognato che la nostra generazione andasse al governo, ma con il voto delle persone e non con una manovra di palazzo che neanche ai tempi di Mariano Rumor”. E ha aggiunto: “Oggi credo di rappresentare il disagio di molti elettori, non di tutti, del Pd. Disagio che si è manifestato anche ieri in alcuni interventi al Senato e che è molto forte. Se ho deciso alla fine, dopo un lungo travaglio, di votare la fiducia e di prendere anche dei fischi lo faccio perché come ha detto Bersani non si deve sfasciare tutto”. Ha poi concluso: “Io non ho altro da aggiungere. Ho cercato di convincere tutti voi che questa fosse la strada sbagliata, non ci sono riuscito. Ti consiglio di tenere altro viaggio, come dice un poeta a cui siamo affezionati. Lavorerò perché si ricostruisca quel centrosinistra con cui ci siamo presentati alle elezioni. Centrosinistra che rimane la mia ossessione ma anche la vera speranza per il paese”.

Renzi e Padoan “figli della Troika”: protesta grillina alla Camera

carlo-sibilia-tuttacronacaDibattito sulla fiducia oggi alla Camera e il deputato pentastellato Carlo Sibilia prende la parola per attaccare Matteo Renzio. Il grillino si è reso protagonista di un battibecco con la presidente della Camera Laura Boldrini dopo aver detto: “A Matte’, sveglia!” Pronta la reazione della Boldrini che sbotta richiamando il deputato: “Usi un tono consono”. Il grillino viene richiamato più volte nel corso del suo intervento per i suoi reiterati attacchi fino all’ultimo, quando definisce Renzi e Padoan “Figli di Troika”. Attorno a lui, gli altri deputati hanno esposto il cartello in cui c’è scritta la stessa cosa.

#stiamoapposto, il video di denuncia del M5S: auto blu in divieto di sosta

auto-blu-divieto-sosta-tuttacronaca#stiamoapposto, è questo l’hashtag che compare alla fine di un video pubblicato su Youtube di parlamentari del Movimento 5 Stelle che vogliono denunciare il fatto che, nonostante cambino i protagonisti e si trasformino le modalità, quello che resta invariata è la sostanza. Nella serata di lunedì 24 febbraio, mentre nell’Aula del Senato si votava la fiducia al governo Renzi, all’esterno, proprio davanti Palazzo Madama, le auto blu degli Onorevoli si trovavano parcheggiate in divieto di sosta. Insomma, un primo fallo del nuovo governo.

Renzi pronto per la votazione alla camera: da domani inizia il tour

renzi-twitter-tuttacronacaIeri il neo premieri Matteo Renzi ha incassato la fiducia al Senato con 169 voti favorevoli. Oggi, come lui stesso sottolinea con un tweet mattutino, è il turno della Camera. Il segretario dem, sul social network, ha condiviso il programma della giornata, con la votazione a Montecitorio a partire dalle 10. Non solo: ha già reso nota anche l’agenda di mercoledì: “Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso”. Il nuovo presidente del Consiglio, infatti, si è ripromesso di visitare, ogni settimana, una città diversa, per toccare con mano la situazione in tutta Italia e le diverse realtà.

Con 169 sì, Renzi incassa la fiducia

matteo-renzi-tuttacronacaMatteo Renzi e il suo governo hanno ottenuto il voto di fiducia dal Senato. Per ottenere la maggioranza il neo premier aveva bisogno di 155 sì: ne ha incassati 169. 139 sono invece stati i no. La proclamazione dell’ok alla fiducia al governo Renzi è stata accolta da un timido applauso della maggioranza. In Aula, al momento della proclamazione, per il Governo erano presenti solo i ministri Roberta Pinotti e Maria Elena Boschi, ed il sottosegretario Graziano Delrio. In aula non c’era il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che si era allontanato durante la chiamata. I Senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi, Laura Cattaneo e Renzo Piano (Quest’ultimo all’estero) non hanno partecipato alla seduta del Senato che ha votato la fiducia al governo Renzi. Erano invece presenti ed hanno votato sì gli altri due senatori a vita, Mario Monti e Carlo Rubbia.

E Matteo Renzi cita Pertini in Senato

sandro-pertini-tuttacronacaIl premier Matteo Renzi, che oggi ha chiesto la fiducia al Senato, ha tenuto in serata il suo discorso di replica. “Al fatto che paradossalmente la Lega e Gal ci chiede un doppio registro rispondo che questo governo non avrà mai un doppio registro. Saremo gli stessi, trasparenti, non chiedeteci di essere diversi qui e fuori anche perché a differenza di altri siamo capaci di stare ancora in mezzo a persone”, ha detto il segretario del Pd. E riferendosi al suo governo: “Questa non è un’operazione di lifting o di potere. Se fosse un’operazione di potere, non scommetteremmo tutto noi stessi”. E aggiunge: “Non ci siamo dati una tempistica da calende greche: abbiamo detto che l’obiettivo è il 2018 e lo confermiamo”. Il neo premier ha quindi spiegato: “Difenderemo il bipolarismo e la possibilità di avere un vincitore non perché pensiamo di vincere, ma perché garantire un vincitore secco significa garantire che c’è uno a cui poter dare la colpa se non fa quello che ha detto”. Il premier, chiudendo il suo discorso, ha citato anche Sandro Pertini, di cui ricorre oggi l’anniversario della morte, avvenuta nel 1990: “I giovani non hanno bisogno di prediche, ma di esempi, onestà, coerenza e altruismo”. E ha quinid concluso: “fuori di qui non c’è bisogno di grandi discorsi. Le persone che ci guardano hanno bisogno che si passi dalle parole ai fatti e questo è l’invito che faccio al governo e al Senato”.

“Volevate smacchiare il giaguaro, avete ridipinto il gattopardo”: l’attacco M5S

paola-taverna-tuttacronacaIl discorso del neo premier Matteo Renzi non è stato affatto gradito alla pentastellata Paola Taverna che l’ha bocciato in toto. Nel discorso con il quale ribadisce il no alla fiducia cerca similitudini con Berlusconi e, inoltre, attacca l’intero Pd:

“Il più grande evasore e corruttore di minorenni lo abbiamo visto per 20 anni, vi riconosciamo a prima vista” ma ora, spiega, “aspira ad essere l’allievo che supera il maestro ma non lo faccia a spese degli italiani”.

La senatrice grillina prosegue quindi il suo attacco aggiungendo:

“Volevate smacchiare il giaguaro ed invece avete ridipinto il gattopardo. Alla faccia della discontinuità, ha messo Alfano per Alfano, Lorenzin per Lorenzin, Lupi per Lupi; Orlando cambia ministero come Delrio. Poi c’è il capitolo Franceschini che lei chiamava vice-disastro ed ora ci ha messo come ministro per i beni culturali. Grazie!”

 

“Non ho l’età”: e Matteo Renzi chiede la fiducia

renzi-fiducia-tuttacronacaOggi Matteo Renzi chiede la fiducia in Senato e ha aperto il suo intervento spiegando: “Ci avviciniamo a voi in punta di piedi, con il rispetto profondo e non formale che si deve a quest’aula, alla storia del Paese che trova in alcuni dei suoi luoghi non solo un simbolo, ma anche un elemento di unità profonda”. Siamo qui, ha insistito il premier, “con lo stupore di chi si rende conto di essere davanti a un pezzo di una storia che viene da una tradizione unica, ma contemporaneamente sappiamo che viviamo un tempo di grande difficoltà, di struggenti responsabilità. Di fronte all’ampiezza di questa sfida dobbiamo recuperare il giusto di fare dei sogni più grandi”. Renzi fa anche una citazione musicale: “Non ho l’età per stare in Senato”. Il premier prosegue quindi: “Comunico fin dall’inizio che vorrei essere l’ultimo presidente del consiglio a chiedere in quest’aula la fiducia”. E ancora: “Siamo qui davanti a voi per parlare un linguaggio di franchezza, al limite di brutalità”, dice Renzi che poi fa un riferimento a Grillo che, al termine della consultazione, si era definito ‘non democratico’: “Noi, a differenza di qualche leader, siamo orgogliosi di essere democratici, di apprezzare le regole del gioco della democrazia”. Dopo aver ribadito che il suo partito non ha comunque paura delle elezioni, scatenando l’ironia dei senatori M5S, afferma: “Abbiamo allungato l’orizzonte politico della legislatura. Ma arrivare al 2018 ha un senso soltanto se avvertiamo l’urgenza di un cambiamento radicale”. E ancora: “In questo governo ci sono i segretari dei partiti che lo sostengono, perchè questo è un governo politico e noi pensiamo che la parola politica non sia una parolaccia”. Renzi parla anche della scuola sottolineando come da là nasca il futuro e approfittando per parlare dello stato attuale del settore a partire dell’edilizia scolastica. Parlando degli obiettivi del nuovo governo, il neo premier ha voluto anche sottolineare che non vanno tuttavia scordati quelli raggiunti dal precedente presidente del Consiglio Enrico Letta. Parlando del lavoro del suo esecutivo afferma: “Il primo impegno è lo sblocco totale dei debiti della Pubblica Amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti”. “Porteremo immediatamente alla vostra attenzione una riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale con misure serie, irreversibili, non solo legate alla revisione della spesa, che porterà già nel semestre 2014 risultati immediati”. Dobbiamo “uscire” dalla situazione per cui l’Italia è “al penultimo posto della classifica Ocse per capacità di attrazione degli investimenti”. Così il premier Matteo Renzi. “Siamo percepiti all’esterno come un Paese meraviglioso per andare in vacanza. Ma c’è un Paese potenzialmente più attrattivo del nostro” per la capacità “di unire il vivere bene” con la “genialità e l’innovazione?”, domanda. Ancora, il neo premier sottolinea: “E’ arrivato il momento di dire con forza che la politica deve affidare tempi certi anche al ruolo dei dirigenti. Non esiste il tempo indeterminato, con i governi che passano e i dirigenti restano e fanno il bello e cattivo tempo”. E poi: “Nel mese di giugno porteremo all’attenzione di questo parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in aula in Senato. “Siamo un paese in cui lavorano più negli appalti gli avvocati che i muratori”, ha aggiunto Renzi. Sulla giustizia lo scontro ideologico andato avanti per 20 anni ha portato a posizioni “calcificate”, afferma Matteo Renzi parlando in Aula al Senato e annunciando un pacchetto organico di revisione che va dalla giustizia amministrativa a quella penale. Al riguardo, il presidente del Consiglio fa l’esempio del drogato o dell’ubriaco che provoca un incidente stradale mortale ricevendo una sanzione simile a quella di un semplice furto: “Tutto questo va cambiato”. Passa quindi a parlare dei diritti, appellandosi a una credibilità su questo tema. “Sui diritti lo sforzo da fare è di ascoltarsi e trovare un compromesso anche quando non mi soddisfa del tutto”. Così il premier Matteo Renzi, parlando in aula al Senato. “L’identità è la base dell’integrazione, un Paese che non si integra non ha futuro. A fronte di un dibattito che ha visto i diritti oggetto di scontro, facendone una bandierina in campagna elettorale senza poi fare nulla, con questo governo spero di trovare dei punti di sintesi ideali. Ad esempio per permettere alla bimba nata dove è nata la sua compagna di banco, dopo un ciclo scolastico, di diventare italiana”. Infine, il tema della legge elettorale: “Con quale credibilità possiamo dire che è urgente intervenire sulla legge elettorale e poi perdere l’occasione del contingentamento dei tempi”? Così Matteo Renzi, che definisce “una priorità” approvare l’Italicum alla Camera. Ma aggiunge: “Politicamente esiste un legame netto” con le riforme di Senato e titolo V: “Sono 3 parti della stessa cosa”. “Non consideriamo il Parlamento un inutile orpello, non abbiamo idea di venire a dettare linea e chiedere che rapidamente la si esegua nelle Aule. Ma fatevi carico insieme a noi, perché i tempi non sono più una variabile indipendente, o non saremo credibili non tanto per partner Ue ma per nostri cittadini”, aggiunge. Infine, dichiara di non voler trovare più alibi: “L’opportunità non è pari, è dispari: ce n’è solo una. C’è una sola occasione. Se dovessimo perdere non cercheremo alibi, se dovessimo perdere questa sfida la colpa sarebbe solo mia”.

L’appello di Bersani al Pd: “Votare la fiducia a Renzi o ne va del partito”

bersani-renzi-tuttacronacaPier Luigi Bersani ha parlato all’Unità dimostrandosi sì critico riguardo lo strappo di Matteo Renzi ma anche pronto ad appoggiarlo invitando a “partecipare e fare di tutto perché l’impresa riesca.” L’ex segretario Pd spiega che tutto è “in capo alla responsabilità di Renzi. La modernità esalta la leadership, ma ci deve essere qualcosa di più di una squadra attorno al leader. C’è bisogno di una comunità che condivide, partecipa, collabora, costruisce”. Nel corso della prima intervista dopo la sua operazione, Bersani afferma: “Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia penso che abbia perso la bussola. La fiducia si vota, altrimenti finisce il Pd. Poi bisogna tornare a pensare e a discutere, senza timore di dire la nostra, su cosa è utile che il governo Renzi faccia per l’Italia e su cosa dovranno fare i democratici da domani”. E ancora: “Dobbiamo sempre pensare al film di domani. Oggi stiamo preparando il futuro. E mi preoccupa questo distacco tra la società e le istituzioni democratiche. Temo che il distacco continui a crescere e nessuno di noi può illudersi che basti un po’ di populismo e di demagogia, magari in dosi contenute, per risolvere il problema”. E aggiunge: “Bisogna dire la verità al Paese, e non inseguire i pifferai sperando di batterli sul loro terreno. La politica non ritroverà se stessa nei particolari e nelle tattiche. È il senso, la direzione di marcia che le dà forza”. Parlando della propria salute, “se avessi potuto, ovviamente mi sarei evitato tutto questo. Ma, pur nella sventura, confesso di uscirne con un sentimento di soddisfazione. La persona vale sempre più di ciò che fa”, dichiara Bersani, secondo cui “anche la politica deve guarire”. “I test – aggiunge – dicono che la mia memoria è al 100%. Ma se avessi perso quel 5% che dico io, non mi sarebbe dispiaciuto”.

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