Google dice stop alla pedopornografia

pedopornografia-google-tuttacronacaE’ stato l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, a spiegare che il gruppo è al lavoro sullo sviluppo di una nuova tecnologia che consentirà di bloccare oltre 100mila richerche connesse al tema della pedopornografia. Per far questo, il colosso informatico ha mobilitato oltre 200 dipendenti sullo sviluppo della nuova tecnologia. Le limitazioni verranno applicate inizialmente ai Paesi di lingua inglese, ma saranno estese al resto del mondo (altre 158 lingue) in sei mesi. Spiega l’amministratore: “Abbiamo impostato con precisione Google Search per individuare nei nostri risultati i link legati all’abuso sessuale sui bambini. Anche se nessun algoritmo è perfetto e Google non può impedire che i pedofili aggiungano nuove immagini sul web, le novità introdotte hanno consentito di ripulire i risultati di più di 100.000 applicazioni potenzialmente correlati di abusi sessuali sui minori”.

Quando in Google… si cercano le proprie tracce! Gli egosurfer

Egosurfing-tuttacronacaIl Pew Research Center ha iniziato nel 2001 a fare indagini per capire quante persone, in Internet, fanno ricerche in Google inserendo il proprio nome. Stando a quanto rilevato dal Pew, nel 2012 l’ha fatto il 56% degli americani, rispetto al 22% di undici anni prima. Sempre secondo l’indagine, gli egosurfer, come vengono definiti in gergo, sarebbero per il 58% sono maschi e bianchi, mentre la percentuale più alta per fasce di età si ritrova tra gli utenti tra i 18 e i 29 anni (con il 64%), seguiti da quelli tra i 30 e i 49 anni (58%). Superati i 50, invece, l’attenzione sembra spostarsi da se stessi, magari per ricercare online figli e nipoti. Inoltre, dalla ricerca emerge che il 24% degli intervistati non utilizza esclusivamente i motori di ricerca per le indagini biografiche, ma anche social network, forum e altri siti. Perchè inserire il proprio nome in Google? Per egocentrismo, narcisismo, curiosità di sapere cosa gli altri pensano/dicono di noi. Ma non solo. L’individualismo narcisista della generazione dell’era di internet, la me generation, non è infatti l’unica motivazione in un’epoca in cui si fa sempre più affidamento sul web non solo per “confidarsi e raccontarsi” ma anche per “controllare”. Mary Madden, autrice dello studio, ha dichiarato: “È diventato sempre più importante verificare le nostre tracce digitali accessibili a tutti. Impiegati, esaminatori, partner: tutti utilizzano i motori di ricerca per scavare nel passato e nel presente delle persone. Per questo motivo la gestione della reputazione online è diventata un affare sociale e professionale per molti nell’era digitale”. In America, l’anno scorso, alcuni studenti si sono visti negare l’accesso al college perché più di 500 funzionari avevano esaminato i loro profili sui social network (ammettendolo poi al Kaplan Test Prep survey), ma ci sono anche lavoratori che ogni giorno vengono «scartati» per post su Facebook o commenti sparsi qua e là nella Rete. Insomma, in un’epoca in cui le persone con cui possiamo entrare in relazione, sia a livello professionale che sentimentale, hanno l’opportunità di capire chi siamo, è importante tenere sotto controllo l’impressione che diamo in rete. Del resto non è sempre un fatto negativo: una buona immagine online può essere un volano per (alcune) carriere scolastiche e professionali. Del resto ormai è anche facile controllare la propria influenza in rete, con servizi e software tipo Klout, che hanno rappresentato la fortuna e la disgrazia di molti manager americani, promossi o licenziati a seconda del loro punteggio.

Un doodle interattivo per la Giornata della Terra

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La Giornata della Terra (Earth Day) ricorre ormai da 43 anni. Era il 22 aprile 1970 quando, negli Stati Uniti, oltre 20 milioni di cittadini si mobilitarono e scesero in piazza per la difesa e la salvaguardia del Pianeta. L’anno successivo le Nazioni Unite ufficializzarono la celebrazione che ricorre in questa data, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. Questa giornata è l’occasione per prestare particolare attenzione alle problematiche della Terra, dall’inquinamento alla distruzione degli ecosistemi, dall’esaurimento delle risorse non rinnovabili all’assottigliamento dei ghiacci e al il surriscaldamento globale, oltre che per discutere allo scopo di trovare soluzioni che aiutino a diminuire gli effetti negativi dell’attività dell’uomo ed il suo impatto ambientale.

Anche Google ha deciso di ricordare questa giornata provando a sensibilizzare i suoi milioni di utenti nel modo che gli è più congeniale: proponendo un doodle speciale, animato e interattivo, che rappresenta un intero ecosistema nel corso di un anno solare. Si parte dalla primavera con fiori che sbocciano e gli animali che si affacciano dalle loro tane, si attraversano quindi l’estate con il suo sole che splende nel cielo e l’autunno con le foglie cadenti per arrivare alle cime innevate e gli alberi spogli dell’inverno. Per godervi il doodle è sufficiente un click sul sole per attivare l’animazione, oppure è possibile intervenire sull’intero ecosistema con un semplice tocco di mouse.

Google search ci influenza anche in politica!

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Si chiama autocomplete ed è il sistema che ci aiuta nelle ricerche con google. E’ quel suggerimento che si viene a comporre quando effettuiamo una ricerca nel più importante motore di internet. Naturalmente il sistema si basa sull’attività di ricerca di tutti gli utenti del Web e i contenuti delle pagine web indicizzate da Google. Poi naturalmente ci sono dei filtri che eliminano i contenuti che possano essere violenti o offensivi o incentivare l’uso di siti con contenuti pirata.

Quello che emerge è una serie di luoghi comuni e di frasi fatte che svettano in classifica quando inseriamo nella ricerca il nome di un politico:

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Tutti questi esempi ci mostrano come sia sempre più facile spostare nella mente dell’elettore una credenza politica. Si può pensare anche che ci siano persone addette a immettere determinate frasi nel web fino a quando queste ricerche non siano indicizzate e vengano quindi riproposte agli utenti anche a fini elettorali. Manovrare un sistema di ricerca non è poi così complesso per chi sa addentrarsi nei meandri del web e poi “pilotare” le nostre ricerche fornendoci già una prima opinione sul politico che stiamo cercando.

Su alcuni nomi poi è indiscutibile vedere che ci sono anche frasi offensive che non sono state rimosse, dubbi che vengono instillati nella mente persone che solo tramite la ricerca vengono a porsi interrogativi fuorvianti che altrimenti non avrebbero mai pensato e spesso le risposte non sono così puntuali. E’ stato o può divenire un modo di pilotare il voto?

Un doodle per Eulero.

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Il 15 Aprile 1707  nasceva Leonhard Euler, il più importante matematico dell’illuminismo. In occasione dell’anniversario della sua nascita google gli regala un doodle dinamico. Un inno alla scienza e alla fisica, google si trasforma con tanto di simbolo dell’atom, figure geometriche e molte formule per omaggiare il grande matematico di Basilea.

Dove si guarda al futuro secondo Google? In Germania!

 

A seguire Giappone e Svizzera. L’Italia è solo al 14° posto. google-alerts-spy

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