Russell Crowe lancia appelli a Papa Francesco!

Noah-russell-crowe-tuttacronacaL’ultima fatica di Darren Aronofsky, il colossal Noah, sta per uscire al cinema e il protagonista della pellicola, Russell Crowe, che interpreta proprio il biblico Noè, sta cercando di convincere Papa Francesco a guardare il film. Come? Via Twitter!

https://www.youtube.com/watch?v=vD3Vj1ZX6Rk#t=17

Cinematografo.it parla al riguardo di una “campagna di persuasione” che ha preso il via il 22 febbraio, con un tweet diretto all’account ufficiale del Pontefice, @Pontifex: “Caro Santo Padre le farebbe piacere vedere il film di Darren Aronofsky, Noah? Sono certo che lo troverà suggestivo.” L’attore ha anche ritwittato al Papa una foto di via della Conciliazione, dove sulla facciata di una chiesa in via di restauro campeggia il poster del film. E nonostante una risposta dal Papa non sia ancora arrivata, la star hollywoodiana non demorde: “Caro Santo Padre, il film ‘Noah’, lo proiettiamo? Il suo messaggio è forte, affascinante, ricco di risonanze.”

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La presidente del Brasile… regala al Papa la maglia tarocca!

papa-maglia-brasile-tuttacronacaDilma Rousseff, presidente del Brasile, ha incontrato in una visita privata in Vaticano, Papa Francesco. Per l’occasione, ha donato al Pontefice una maglietta della Nazionale verdeoro autografata. Che tuttavia non era nè originale nè ufficiale. Ad accusare la Rousseff è il quotidiano brasiliano ‘O Globo’, secondo il quale la maglia numero 10, firmata da Pelé, era dell’antica Federcalcio brasiliana, oggi disponibile solo fra i venditori ambulanti. Non solo: ad essere taroccato anche il pallone firmato da Ronaldo, che non era il vero Brazuca, modello scelto per i prossimi Mondiali di calcio.

“La mia rinuncia è valida”: parla Benedetto XVI

ratzinger-rinuncia-tuttacronacaLa Stampa pubblica una lettera con la quale il Papa emerito risponde alle domande che il quotidiano gli ha posto dopo alcuni commenti e interpretazioni sul suo gesto su media italiani e internazionali. Nella missiva di Ratzinger dal Vaticano, intestata “Benedictus XVI, papa emeritus”, che appare due giorni dopo aver ricevuto il messaggio della testata, si legge: “Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino”. E sottolinea che “unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde”. Il giornale ricorda fra l’altro come la possibilità di dimettersi fosse tenuta in considerazione da molto tempo, e come Ratzinger stesso ne avesse parlato nel libro intervista del 2010 con il giornalista tedesco Peter Seewald. Poi ritorna sugli eventi che avevano preceduto lo storico gesto del papa tedesco. Benedetto XVI parla anche del significato dell’abito bianco e del nome papale. E spiega: “Il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto è una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa”. E conclude: “Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo significato”.

Un Concistoro per due Papi

concistoro-duepapi-tuttacronacaPapa Francesco ha nominato oggi 19 nuovi cardinali durante un Concistorio oridinario pubblico svoltosi nella basilica di San Pietro, dov’è giunto anche il Papa emerito Benedetto XVI, che proprio con Francesco ha scambiato un abbraccio. Ratzinger, papalina bianca in mano, ha così partecipato per la prima volta a una liturgia in San Pietro dopo la rinuncia del 28 febbraio dell’anno scorso. Parlando ai nuovi cardinali, Papa Francesco ha detto: “La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna e per dare testimonianza alla verità”. In una Basilica di San Pietro gremitissima, ha quindi proseguito: “Ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione, comunione con me e tra di voi”. La Chiesa, osserva ancora il Pontefice, “ha bisogno della vostra preghiera, per il buon cammino del gregge di Cristo, la preghiera che, con l’annuncio della Parola, è il primo compito del Vescovo. La Chiesa ha bisogno della vostra compassione soprattutto in questo momento di dolore e sofferenza in tanti Paesi del mondo. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza spirituale alle comunità ecclesiali e a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera per loro, perché siano forti nella fede e sappiamo reagire al male con il bene. E questa nostra preghiera si estende ad ogni uomo e donna che subisce ingiustizia a causa delle sue convinzioni religiose”.

Papa Francesco beffato dal vento: la papalina prende il volo

papa-francesco-papalina-tuttacronacaNon poteva farci nulla, Papa Francesco, contro quel vento che ha invaso piazza San Pietro durante l’udienza del mercoledì. Unica possibilità… arrendersi alla Natura. Per la gioia dei fotografi presenti che hanno potuto documentare lo scenografico evento. Come testimoniano questi scatti:

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Il Papa resta argentino: la notizia del rinnovo del passaporto fa il giro del mondo

papa-carta-identità-tuttacronacaLe autorità di Buenos Aires si sono recate in Vaticano. Missione: il rinnovo dei documenti di papa Francesco, che “vuole viaggiare per il mondo” e farlo come argentino. Da qui la sua richiesta per un nuovo pasaporte e un altrettanto nuovo documento de identidad. A rendere noto il fatto è stato Florencio Randazzo, ministro degli Interni di Buenos Aires, che ha aggiunto: “E’ un nuovo gesto verso il nostro Paese e ci riempie di orgoglio”, ha aggiunto, sottolineando che l’ex arcivescovo non ha chiesto nessun trattamento di favore per la pratica. Il governo ha diffuso immagini dei documenti, dove si leggono, tra l’altro, nome, cognome e la data di scadenza, il 14 febbraio del 2029, dati accompagnati dalla fototessera di Bergoglio, in abito da Papa e nella quale il Pontefice appare con il suo copricapo. Risale infatti al 2011 la normativa argentina che precisa che le foto dei documenti devono avvenire a capo scoperto, contemplando però un’eccezione “per ragioni religiose”. L’annuncio che il Papa “resta argentino” ha diffuso una volta in più l’entusiasmo nel Paese sudamericano, dove la notizia è rimbalzata immediatamente su media e social.  Al di là dei tanti commenti, di certo rimane “l’amore” del Pontefice “verso Buenos Aires, il mio posto”, ha raccontato anni fa lo stesso ex arcivescovo ai giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin. E alla domanda su ‘come vede l’Argentina quando è all’estero’, Bergoglio aveva risposto senza tentennare “con molta nostalgia”.

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Papa Francesco batte la giustizia italiana: via il prete pedofilo

papa-francesco-pedofilia-tuttacronacaDon Marco Mangiacasale, sacerdote della diocesi di Como reo di abusi sessuali su 4 ragazze minorenni, è stato condannato nei primi due gradi del processo penale a 3 anni, 5 mesi e 20 giorni di carcere. Ma soprattuto, l’ex parroco e poi economo della parrocchia di San Giuliano, è stato “ridotto allo stato laicale” con una sentenza firmata dal Papa argentino e dal Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, monsignor Gerhard Ludwig Mueller, lo scorso 13 dicembre. Del caso ne parlano Marco Ansaldo, Elena Effinito e Giorgio Ragnoli in un’inchiesta di Repubblica che spiega come, nell’era di Francesco, la giustizia vaticana sia arrivata prima di quella italiana a una sentenza definitiva.

Il provvedimento, giunto dopo l’indagine (Investigatio praevia) del delegato all’inchiesta, il reverendo Andrea Stabellini come vicario giudiziale, equivale per un sacerdote al massimo della pena applicabile secondo il diritto canonico. “È come una condanna a morte o un ergastolo”, dice a Repubblica un attento osservatore di cose vaticane. Ed è una misura che in questo caso la Santa Sede ha preso non attraverso un processo tradizionale, con i testimoni e la difesa. Ma, addirittura, scegliendo la via amministrativa, quella più rapida, visto il grado di certezza del Vaticano. La riduzione di don Mangiacasale allo stato laicale è la prima di cui si ha notizia per un sacerdote italiano sotto Francesco. Un altro caso, affrontato lo scorso anno dal Sant’Uffizio, è quello del prete australiano Greg Reynolds. La Congregazione della Dottrina delle Fede lavora intensamente: nel biennio 2011-2012 i preti spogliati da Benedetto XVI del loro ministero sacerdotale sono stati circa 400. Commenta la fonte, senza stupirsi: “Questa è la politica, che in un linguaggio laico potrebbe definirsi giustizialista, introdotta da Ratzinger quando da cardinale guidava il Sant’Uffizio. Prima da prefetto, e poi da pontefice, pur di reprimere il triste fenomeno ha introdotto una legislazione inflessibile, e in alcuni casi non garantista”.

Il Pontefice e il Prefetto Mueller hanno dato a monsignor Coletti, vescovo della diocesi di Como, la facoltà di divulgare la notizia. Cosa che è avvenuta la sera del 30 gennaio davanti alle famiglie coinvolte. “Don Marco Mangiacasale è stato ridotto allo stato laicale, non potrà fare l’educatore nelle scuole cattoliche né partecipare in ogni modo a gruppi o organizzazioni dove siano presenti dei giovani”. Il documento vaticano era già stato sottoscritto da Marco Mangiacasale.

I convenuti hanno apposto la loro controfirma. Sedutisi, hanno pregato il vescovo di rendere nota la decisione. “Secondo noi, è bene divulgare la notizia. Ci sembra giusto che i fedeli di San Giuliano sappiano come si è concluso il procedimento canonico e che esiste una Chiesa pulita, in cui noi crediamo, capace di rendere giustizia. Ci faccia il regalo, monsignore: sabato 15 febbraio, quando lei verrà in visita in parrocchia, lo dica alla comunità”.

Alla fine Coletti ha deciso di mantenere il riserbo anche dopo la polemica Onu-Vaticano sulla pedofilia e nonostante padre Lombardi, portavoce papale, avesse ricordato che la Chiesa affronta la questione “con un’esigenza di trasparenza “.

Il colpo di scena finale, alla vigilia della visita pastorale del vescovo di Como a San Giuliano, è l’improvvisa comunicazione del monsignore di non poter andare adducendo motivi di salute. C’è chi dice che Coletti (il quale contattato da Repubblica attraverso la sua addetta stampa ha preferito non parlare) si sia sentito superato dalla sentenza della Santa Sede. E si possono ricordare le sue parole al momento della condanna di don Marco, quando disse che il sacerdote “ha ammesso i suoi errori e sta seguendo un percorso di riparazione del male commesso”. Forse, dicono in Vaticano, monsignor Coletti “come fa un padre, puntava ancora a recuperare la propria pecorella”. C’è invece chi dice che il vescovo di Como abbia forse agito a oltranza nella difesa di don Marco, contribuendo per anni a insabbiare il caso prima che venisse scoperto grazie a una dichiarazione di una delle ragazze al nuovo parroco di San Giuliano, don Roberto Pandolfi.

Marco Mangiacasale, che in attesa della sentenza definitiva della Cassazione ha già scontato dall’8 marzo al 26 maggio 2012 due mesi di isolamento nel carcere del Bassone, a Como, e ora si trova protetto nella casa della sorella, ha risarcito le famiglie, come ha disposto la giustizia civile. Ora, anche quella vaticana è intervenuta. Non ci sono sconti nell’era della trasparenza di Papa Francesco.

Il Castello di Kafka? No, la giustizia italiana

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L’imputato è un inserviente bresciano di un asilo accusato di violenze sessuali su quattro bambini, che sarebbero state commesse nel 2001.

Sentenze, fra Brescia e Milano:

nel 2004 il tribunale lo condanna a 15 anni.
Nel 2006 la Corte d’Appello conferma la condanna.
Nel 2007 la Cassazione annulla la sentenza.
Nel 2008 nel processo bis la Corte d’Appello lo assolve.
Ma la Cassazione nel 2009 annulla l’assoluzione.
Processo tris: nel 2011 la Corte d’Appello lo assolve di nuovo.
Nel 2012 la Cassazione annulla ancora l’assoluzione.
Processo quater nel 2013: Corte d’Appello condanna a 13 anni.
Si attende ora il verdetto della Cassazione.

Sarà il nono grado di giudizio. Per fare un paragone con processi super controversi della nostra storia, per la strage di Piazza Fontana ci sono stati 8 gradi di giudizio, per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi 7 gradi.

Il caso, spiega Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, è finito alla corte di Strasburgo

“Tralasciando il merito intricato di una vicenda delicatissima che a quasi 12 anni dai fatti afferra ancora non solo l’imputato ma anche le parti civili dei bimbi e delle loro famiglie, la difesa ora sperimenta due questioni più generali: una sulla tenuta della regola della condanna solo se «oltre ogni ragionevole dubbio», e l’altra sull’apparente impossibilità di prospettare alla giustizia europea una eventuale durata irragionevole del processo italiano se prima il processo stesso, in un gioco di rimbalzi di annullamenti e controannullamenti, non finisce mai perché mai diventano definitive o l’assoluzione o la condanna.

Sul primo versante il professore Guglielmo Gulotta, specie dopo l’archiviazione di tre iniziali coindagati nella scuola e l’assoluzione di altre tre coimputate, pone a raffronto la peculiare sequenza di altalenanti decisioni con il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura, in base al quale il giudice è obbligato a pronunciare sentenza di assoluzione non solo quando «manca la prova» che il fatto sussiste, ma anche quando questa prova è «insufficiente o contraddittoria»: e allora, nella prospettiva della difesa, già questa «massa eterogenea di decisioni tra loro diametralmente opposte», con differenti principi di valutazione della prova additati perfino dalla stessa sezione di Cassazione in due diversi giudizi (ovviamente con giudici diversi) a proposito del possibile «contagio dichiarativo» tra bimbi o fra bimbi e genitori, sarebbe dimostrazione del fatto che una eventuale nuova condanna non potrebbe superare la soglia dell’«oltre ogni ragionevole dubbio» disegnata nel tempo dalla giurisprudenza di legittimità.

La seconda questione appare più concreta e verte sul principio della «ragionevole durata» del processo, sancita dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e incorporata dall’articolo 111 della Costituzione italiana. Un numero secco per stabilire quanti anni sia «ragionevole» che duri un processo non esiste e nemmeno potrebbe esistere, dipendendo dalla combinazione di una pluralità di fattori come la complessità del caso, il comportamento dell’imputato, la condotta delle varie autorità giudiziarie. E un imputato può dolersi davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo della pretesa irragionevole durata del suo processo soltanto quando abbia finito di utilizzare tutti i rimedi (non solo presenti in teoria ma anche effettivi in concreto) offerti dall’ordinamento del suo Paese, quindi in Italia per definizione solo quando abbia esperito tutti i gradi di giudizio sino al passare in giudicato definitivo di una sentenza in Cassazione. Ma il sistema italiano non ha una norma di chiusura che scongiuri l’eventualità che un processo non approdi mai a una conclusione in un tempo ragionevole a causa dei possibili ripetuti annullamenti con rinvio da parte della cassazione, e delle successive impugnazioni delle sentenze di merito di condanna (da parte della difesa) o di assoluzione (da parte dell’accusa).”

Stuprarono una 14enne: dopo 6 anni nessuna condanna

violenza-sessuale-minori-tuttacronacaEra il 2007 quando, nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile, otto 14enni violentarono una coetanea nella pineta del loro paese, Montalto di Castro, nel Viterbese. Il tribunale dei minori, nonostante ora i ragazzi siano tutti maggiorenni, li ha affidati per la seconda volta ai servizi sociali, senza emettere alcuna condanna. La Cassazione già una prima volta aveva sospeso la “messa in prova” che i giudici di Roma avevano concesso subito dopo lo stupro, come spiega La Repubblica, perché proprio durante quel periodo uno dei ragazzi era stato denunciato dalla fidanzata per stalking. Sono in molti a definire questa situazione una “vergogna”, come la consigliera del consiglio comunale di Viterbo, Daniela Bizarri, e le donne dell’Udi (Unione donne Italia), ma anche la madre della vittima: “Sono più delusa che mai, non credo più nella giustizia italiana. Ogni giorno vengono violentate ragazzine e donne. Tutti gridano denunciate denunciate ma poi per le vittime inizia il calvario mentre gli stupratori rimangono liberi. Dicono: allora erano ragazzi bisogna dargli una opportunità. E mia figlia allora? Non era quasi una bambina anche lei?”, ha affermato la signora Agata. L’avvocato dell’associazione “Differenza donna” ha parlato di uno strano scherzo del destino alla notizia che gli otto presteranno servizi utili in case di riposo per anzini e all’interno di centri per le donne maltrattate: “Stento a credere, che un tribunale abbia pensato di inserire degli stupratori nei nostri centri”. E poi: “L’attenuante della giovinezza non dovrebbe esistere nei casi di violenza”. Per l’avvocato Giulia Bongiorno, ex presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, la ferita più grave di “molte vicende giudiziarie è la lunghezza dei processi: la messa in prova infatti può apparire plausibile per dei ragazzi, ma che senso ha per i ragazzi diventati adulti, che sono persone completamente diverse da quando hanno commesso il reato?”. E ancora: “Sarebbe importante ripartire dall’educazione, contro il sessismo e gli stereotipi”.

Ruba per sfamare il figlio: ora lo attende il carcere

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La crisi che riduce gli italiani alla fame, il lavoro che non c’è che obbliga un padre a rubare pur di poter sfamare il figlio. Ormai gli italiani non sognano più, il desiderio più grande sembra non essere neanche più quello di arrivare a fine mese, ma di riuscire a far mangiare un boccone ai propri figli ogni giorno. In uno Stato dove non si è tutelati, però, un piccolo furto per disperazione porta al carcere. E’ quanto è capitato al 34enne romano Filippo, padre di un bimbo di soli quattro anni. Con una giustizia che riesce a far uscire dal carcere un assassino, che ha confessato, per decorrenza dei termini, lui due settimane fa era stato processato per direttissima per essere stato sorpreso a rubare del pane e poco altro. Allora, la pena è stata di cinque mesi con la condizionale. Ma mangiare è una necessità e così l’uomo, disperato da quando ha perso il lavoro, è tornato a rubare. Questa volta si trattava di una fetta di arrosto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d’olio. La nuova denuncia ha però fatto salire la condanna a sei mesi, da scontare a Regina Coeli.

Le denunce “cretine” che intasano la giustizia.

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Chi intasa l’iter della giustizia con denunce deliranti?

Arriva il libro “Precari (fuori) legge. Ogni giorno in tribunale”, scritto da Paola Bellone,vice procuratore onorario (Vpo), dove si racconta la sete di giustizia degli italiani per reati assurdi.   Dalla donna che guida di notte ubriaca fradicia con accanto un peluche gigante, alla denuncia di un “tutore della morale”: “Sul lato della strada due donne mostravano una le gran tette e una il gran culo”. Si passa poi al processo a un impiegato reo di aver scritto all’azienda “di comprare gomme da masticare” contro “l’alito pestilenziale della signorina S.R.”. Non manca l’uomo che ha denunciato la nuora perché gli agnolotti non erano fatti secondo la tradizione. C’è il caso dell’estetista che attacca le unghie con l’attak e il pescivendolo che sul cartellino esposto scrive “tonno” invece che il corretto “Thunnus tynnus”.

Naturalmente non tutte queste cause arrivano in tribunale, ma intasano comunque la giustizia. Anche la denuncia più assurda deve essere registrata da un poliziotto che la girerà in procura. Un procuratore quindi dovrà leggerla e scriverla sul “modello 45” (che prevede nome, indirizzo dei protagonisti, riassunto dei fatti) e poi decidere cosa farne. Nel caso si opti per l’archiviazione si dovrà comunque avvertire il querelante con raccomandata di ricevuta di ritorno per permettergli di fare ricorso. Il Gip infine deciderà cosa farne ed eventualmente motivare l’archiviazione che va protocollata.

Caso Sallusti parte II… ora è sospeso!

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Il Consiglio dell’Ordine della Lombardia ha sospeso per 3 mesi Alessandro Sallusti per gli articoli pubblicati su Libero, che all’epoca dirigeva, e che lo avevano portato all’arresto. La sentenza è sospesa per la presentazione di un eventuale appello al Consiglio nazionale dell’Ordine. “Graziato da Napolitano per manifesta ingiustizia, condannato dai colleghi a tre mesi di sospensione. Buffoni” ha commentato il giornalista su Twitter.

Respinta richiesta di rinvio a giudizio immediato per Silvio Berlusconi!

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Il gip Marina Cimma ha respinto la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, Valter Lavitola e Sergio De Gregorio rimettendo gli atti al pm. Non si conoscono ancora le motivazioni del provvedimento del giudice. Ora i pm, dopo l’acquisizione degli atti, dovrebbero procedere col rito ordinario, con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio che dovrà essere esaminata in sede di udienza preliminare davanti a un gup.

L’inchiesta riguarda la presunta corruzione dei senatori: Berlusconi è accusato di aver versato 3 milioni di euro a De Gregorio perché cambiasse schieramento e contribuisse a determinare la crisi del governo Prodi. La procura di Napoli aveva chiesto il giudizio immediato nei confronti del leader del Pdl, dell’ex senatore dell’Idv e dell’ex direttore dell’Avanti.

Nessun impedimento… ma Berlusconi resta in ospedale!

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LA VISITA FISCALE

Si è conclusa la visita fiscale disposta dai giudici della Corte d’appello di Milano nei confronti di Silvio Berlusconi imputato al processo Mediaset. La Corte, che aveva sospeso l’udienza, ha dato appuntamento alle parti in aula non prima delle 13:30. «Non sussiste un impedimento alla partecipazione» all’udienza di oggi di Silvio Berlusconi, imputato al processo Mediaset. È questo l’esito della visita fiscale disposta dai giudici della corte d’appello. Il processo prosegue.

IL MEDICO DEL SAN RAFFAELE

«Confermo che il presidente Berlusconi è affetto da uveite bilaterale. Il quadro appare solo parzialmente migliorato rispetto al momento in cui ieri mattina è stato deciso di trattenerlo in ospedale. A noi appare opportuno che resti ricoverato. Io lo tratterei almeno fino a domani». A dichiararlo è Francesco Bandello, primario di Oculistica e Oftalmologia dell’ospedale San Raffaele di Milano. Bandello spiega che «permangono nell’occhio sinistro numerose aderenze tra iride cristalloide anteriore che, solo molto parzialmente, hanno ceduto con la terapia midriatica e antinfiammatoria topica e sistemica in corso. Persiste dunque la necessità di proseguire con una terapia scrupolosa e un assiduo monitoraggio che dia garanzia di poter valutare adeguatamente l’evoluzione della situazione clinica». Rispondendo alle domande dei giornalisti Bandello ha precisato che «nessun altro paziente è ricoverato in questo momento nel reparto per uveite». Il primario ha anche confermato che «la visita fiscale è stata eseguita». Quanto alla durata del ricovero Bandello precisa che «dipenderà dalle sue condizioni. Ma io lo tratterrei almeno fino a domani».

SFIDA ALLA COSTITUZIONE

“Qualsiasi generalizzazione, qualsiasi attacco alla magistratura, idea di manifestazioni dirette contro di essa costituiscono una sfida a principi che sono fondamento della nostra Costituzione e delle democrazie mature”. Così il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli sulle posizioni espresse da Berlusconi sulla giustizia. Sabelli, a margine di un incontro a Catania promosso da Unità per la Costituzione, ha sottolineato che “il principio di autonomia e di indipendenza della magistratura è non soltanto uno dei principi fondamentali ai quali si ispira l’azione dell’Anm, ma – ha osservato – è uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione e, aggiungerei, di qualsiasi sistema democratico maturo”. “Noi difendiamo e difenderemo sempre questi principi – ha aggiunto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati – che non sono fine a sé stessi. Non difendiamo dei privilegi della magistratura: sono delle realizzazioni, dei principi strettamente collegati al principio di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”.

In cattive acque… Scilipoti e Razzi iscritti come indagati a Roma!

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I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010 quando lasciarono l’Idv in coincidenza con un voto di fiducia al governo Berlusconi. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento e’ stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

Ecco nei dettagli il BUNGA BUNGA!

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Erano tre le fasi che scandivano le serate ad Arcore secondo la ricostruzione del pm Sangermano: “La cena, che talora vedeva già contatti di natura sessuale tra Berlusconi, Fede che era presente e intermediario, e le ragazze; il bunga bunga, che non è un’invenzione ma è stato così definito dalle ragazze, dove i momenti di natura sessuale diventavano più espliciti con spogliarelli e atti di natura erotica; la terza fase in cui alcune ospiti s’intrattenevano nella villa di Berlusconi, ottenendo un quid pluris economico, tanto da scatenare una competizione tra loro”.

Ruby, per la procura, “era parte integrante del sistema prostitutivo”. Il magistrato ha anche definito il ruolo di Nicole Minetti come “protagonista attiva delle serate di Arcore” e “che svolgeva un ruolo particolarmente delicato nell’ambito del procedimento compiendo ella personalmente atti prostitutivi prendendo denaro da Berlusconi” e “svolgendo un ruolo fondamentale ovvero l’attività di intermediatrice e agevolatrice dell’altrui prostituzione”.

MARONI MENTI’ IN AULA? Giallo al processo Ruby.

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La pm Fiorello è convinta che MARONI MENTI’ IN AULA. Quando l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni «andò in Parlamento a dire che la polizia aveva affidato» a Nicole Minetti la minorenne Ruby «secondo le mie disposizioni» riferì «cose non vere». Lo ha detto oggi in aula il pm minorile Annamaria Fiorillo sentita come testimone al processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, parlando del procedimento aperto nei suoi confronti davanti al Csm. «È stato un attacco alla mia onorabilità – ha spiegato il pm – perchè in una situazione simile nessun magistrato avrebbe preso una decisione diversa dalla mia», cioè la comunità.
Per il pm minorile Annamaria Fiorillo, sentita come testimone al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, il commissario di polizia Giorgia Iafrate, alla quale aveva dato indicazioni di affidare la minore a una comunità, fu «una telefonata indimenticabile perchè non è mai successo che dall’altra parte ci fosse una persona che non voleva ascoltarmi». Lo ha detto in Aula lo stesso pm nella sua ricostruzione di quanto accadde nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando Ruby venne portata in Questura.
Il pm ha spiegato in aula che dopo la mezzanotte di quella sera ricevette la terza telefonata e questa volta parlò con il commissario Iafrate, la quale le disse che «non c’erano posti in comunità e che si era presentata una consigliera ministeriale, tale Minetti, e che si era offerta di prendere in affido la minore». Il magistrato ha riferito ai giudici di aver risposto al commissario di Polizia che quella di consigliera ministeriale era «una carica che non conosco e avevo anche chiesto a che titolo quella persona si era offerta di prendere in affido la ragazza».
Il pm Fiorillo ha quindi proseguito spiegando al collegio che la poliziotta al telefono le aveva poi spiegato che Nicole Minetti aveva fatto sapere «che era stata incaricata perchè si trattava della nipote di Mubarak. Rimasi incredula – ha proseguito il pm minorile – feci alcuni commenti e osservai ‘se mi avete detto che è marocchina, tutt’al più è figlia del re del Marocco».
Durante la sua deposizione il pubblico ministero dei minori ha spiegato che Giorgia Iafrate «faceva fatica ad ascoltarmi, parlava come se fosse un monologo e io avevo difficoltà ad inserirmi nel suo discorso. Sembrava che il suo fine fosse, come poi si è rivelato, affidare la ragazza» alla persona che si era presentata in Questura. «Ebbi con lei – ha continuato ancora Annamaria Fiorillo riferendosi al commissario di polizia – un tono deciso perchè la minorenne si trovava in una situazione di difficoltà. E le dissi che se non intendeva comprendere se ne sarebbe assunta ogni responsabilità. Fu una telefonata indimenticabile. Non mi è mai successo che dall’altra parte ci fosse una persona che non voleva ascoltarmi».

I giudici del tribunale di Milano, dopo aver respinto la richiesta di prove aggiuntive avanzate dalla difesa di Silvio Berlusconi, hanno chiuso l’istruttoria dibattimentale del processo Ruby. Per le 14, salvo imprevisti, dovrebbe cominciare la requisitoria.

Corruzione? Peggio di 20 anni fa! Lo dice la Corte dei Conti.

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Durante il 2012 “l’azione della Procura ha riscontrato una serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione”. A sostenerlo è il procuratore regionale lombardo della corte dei conti Antonio Caruso, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Caruso sostiene che “la piaga della corruzione, ben più grave rispetto a 20 anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale”.

Si dà fuoco in aula… shock a Cagliari!

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Shock nel cagliaritano per il disperato gesto di un uomo che si è dato fuoco questa mattina in un‘aula del Tribunale per i minorenni a Cagliari. Non si conoscono altri particolari sul fatto nè le motivazioni del gesto. Sul luogo sono intervenuti il personale del 118 ed i carabinieri.

Dopo il tribunale a Milano ora tocca alla Scuola di Polizia Campana

scuola di polizia campana

Attacco hacker e maschera stile Anonymous sul sito della Scuola regionale di Polizia locale della Campania. Proprio come avvenuto ieri per il sito del Tribunale di Milano e del Dap, all’indirizzo http://www.polizia.campania.it campeggia la scritta ‘Preparatevi ha inizio l’apocalisse’. E’ la fine per un nuovo inizio’. La scuola che ha sede a Benevento, ha lo scopo di qualificare professionalmente gli operatori della Polizia Locale della Campania.

Leggi l’articolo sull’attacco alla giustizia milanese!

ATTACCO AL CUORE DELLA GIUSTIZIA MILANESE!

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Sotto attacco il sito del tribunale di Milano! Ecco come appare questa mattina la Home Page. Ora stanno lavorando i tecnici per capire da dove proviene l’attacco e se c’è qualche correlazione con i processi in corso. Sicuramente la notizia sta facendo il giro del web. Dopo l’attacco a Facebook ora tocca alla magistratura italiana. Molti gridano a un complotto politico, altri a uno scherzo di pessimo gusto, altri cercano collegamenti di natura giudiziaria… quel che è certo è che l’aumento di questi fenomeni fa sempre più dubitare della sicurezza in internet!

Se questa è giustizia…

ruggero junker
10 anni fa non era ancora stata coniata la parola femminicidio, ma fu quello che Ruggero Junker eseguì con meticolosa e macabra precisione nei dettagli. Juncker accoltellò e fece a pezzi la fidanzata 26enne Alenya Bortolotto.  In primo grado l’uomo aveva evitato l’ergastolo grazie al rito abbreviato, ricevendo una condanna a trent’anni. Poi la pena era stata ridotta a 16. Tre anni gli sono stati condonati e ora, per buona condotta, è fuori di prigione, avendo scontato 10 anni e mezzo di carcere.
Quando era in cella venne sottoposto a cure mediche per il disturbo bipolare di personalità da cui è affetto. Il tribunale di Milano ha deciso che, dopo la scarcerazione, non dovrà essere ricoverato in una casa di cura e di custodia per tre anni(come stabiliva la sentenza). Periodicamente, però, dovrà firmare un registro dalle forze dell’ordine. L’autore di uno dei delitti più efferati che sconvolse Milano potrà ricominciare una nuova vita dopo aver scontato solo un terzo della pena iniziale.
Con la liberazione di Junker si è inferta una nuova coltellata ad Alenya.

Maltratta la moglie e poi chiede la cittadinanza italiana. Il Tar dice “no”

Un marocchino condannato per maltrattamenti alla moglie ha chiesto la cittadinanza italiana, Il Tar la nega.

cittadinanza italiana a marocchini

Il Processo Mediaset va avanti… Berlusconi alle prese con gli equilibrismi elettorali!

 

Il tribunale ha respinto l’istanza di legittimo impedimento nel processo Mediaset.

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INGIUSTIZIA ITALIANA! Non si può più difendere nessuno…

Difese un’amica da un molestatore telefonico e per questo ora è  stato condannato a 2 mesi di reclusione. E’ COSI’ CHE MUORE L’INGIUSTIZIA!

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L’anno giudiziario inizia tra buoni propositi e crisi carceri

 

Cosa Nostra è senza un capo lo afferma Vincenzo Oliveri, presidente della corte d’appello. Lo stesso presidente si auspica per il nuovo anno, meno protagonismo nei talk show da parte della giustizia e meno sovraesposizione. Al centro del dibattito anche la correlazione tra giustizia e politiche.

Si auspica anche forme alternative al carcere, soprattutto nei reati connessi all’informazione.

Emergono altri dati: il sovraffollamento delle carceri e il calo dei divorzi per la crisi economica.

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Al collasso il penale. Strage di processi nel 2012 con 128 processi prescritti

Conviene essere delinquenti? Vedete se trovate qualche posto in Parlamento! i-processi

Napolitano apre l’anno giudiziario!

 

Si vuole introdurre il reato di tortura (il processo Diaz), nuove regole per le toghe che scendono in politica e riformeapertura_anno_junio

Staffa sessuomane? Sesso anche per scarcerare un boss!

BENVENUTI NELLA GIUSTIZIA ITALIANA… LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI?

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LA GIUSTIZIA E’ UGUALE PER TUTTI?

NO! Il Pm Staffa, accusato di favori in cambio di sesso, arrestato ieri, ha avuto una cella singola. Nella condizione delle carceri italiane, una cella singola per un pm si è trovata! BeFunky_ViewFinder_3g

Sospeso il pm arrestato per scandalo sessuale, la Severino chiede gli atti

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Vedi articolo correlato.

Roberto Staffa pm di Roma accusato di favori in cambio di sesso

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1976 strage di Alcamo. Dopo 22 anni di carcere, innocente. Gulotta chiede 69 mln.

Ha chiesto 69 mln di indennizzo il muratore accusato ingiustamente della strage di Alcamo. Giuseppe Gulotta si è fatto 22 anni di carcere per un reato non commesso!!!

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Strangolò la moglie gravemente malata condannato a 14 anni!

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Tensione in aula per processo Thyssen: la difesa “operai imprudenti”

I parenti delle vittime e l’operaio sopravvissuto hanno lasciato l’aula per protesta.

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Leggi gli articoli correlati.

Archiviazione per il vescovo di Ravenna

Con i sussidi statali aveva trasformato un ex orfanotrofio in struttura alberghiera per pellegrini e studenti. 5 miliardi di soldi dei contribuenti spesi per fare un hotel i cui proventi vanno alla chiesa che fino a oggi non ha pagato nè l’Ici nè l’Imu.

BENVENUTI IN ITALIA!

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Processo Thyssen: parola alla difesa!

Iniziata arringa difensiva nel processo d’appello per la morte di sette operai nel rogo della ThyssenKrupp.

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Condanne di Natale! Tarantini e Frisullo

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Sallusti libero! Commutata detenzione in sanzione pecuniaria.

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Unipol, Pm chiede 1 anno per Silvio Berlusconi e 3 per il fratello Paolo

CHE BOCCONE AMARO! NE FARA’ MANGIARE DI SIMILI ANCHE AGLI ITALIANI?

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La giustizia politica… Forlì indagato il sindaco, sospeso Giovine in Piemonte

Roberto Balzani, sindaco di Forlì accusato di peculato. Sospeso Michele Giovine, condannato in appello a 2 anni e 8 mesi per firme false, subentra la fidanzata  Sara Franchino, che aveva ottenuto 98 voti.

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Messineo si ritira dalla corsa alla Procura generale di Palermo

Francesco Messineo è indagato dalla procura di Caltanissetta per rivelazione di segreto d’ufficio, in relazione a un’intercettazione di una conversazione tra il magistrato con l’ex manager di Banca Nuova, Francesco Maiolini, coinvolto in un’inchiesta sul riciclaggio.

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Tangenti per concessione di licenze edilizie: restano in carcere Rana e Gatti

Chiesti 3 anni di isolamento per Angelo Izzo, il mostro del Circeo, che sconta l’ergastolo

Il procuratore di Campobasso D’Alterio ha chiesto per Izzo tre anni di isolamento diurno per cumulo condanne ed efferatezza dei reati.

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5 anni alla donna aggredita che uccise il marito. Riconosciute attenuanti.

Simonetta Agostini, 54 anni, uccise il marito  Paolo Scrinzi, 64 anni a coltellate durante una violenta lite. Alla donna la Corte d’assise ha riconosciuto l’omicidio preterintenzionale e le attenuanti generiche dello stato d’ira.

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La Cassazione conferma: condannato perché inaffettivo con i figli

La Corte di Cassazione ha condannato un uomo che era poco affettuoso con i figli dopo la separazione. Ora dovrà pagare 800 euro e 6 mesi di carcere (pena sospesa).

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Prorogata l’indagine a Silvio Berlusconi sul caso Tarantini

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Le escort di Berlusconi: il gup deciderà se D’addario parte civile, in aula Tarantini

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Dopo la sentenza del Quirinale, si dimettono i magistrati Di Matteo e Teresi

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Bigotti o civili? Abiti succinti in pubblico per la Cassazione è reato!

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