“Trasferitevi in Calabria. Studenti cerebrolesi”: il post della prof

università-tuttacronacaE’ bufera nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo dopo un post pubblicato (e scomparso l’8 gennaio) da Alessandra Szego, insegnante di Diritto penale avanzato e Criminologia. La docente scriveva: “Trasferitevi in Calabria. Avrete un futuro scintillante di consigliori della ‘ndrina. Perché qui non c’è più posto per voi, cerebrolesi”.

È terribile che un’insegnante scriva queste parole – racconta uno studente al Corriere.it –. Anche in classe la professoressa usa spesso toni inappropriati e ci dà dei “calabresi”. Da quando è iniziato il semestre, a settembre, il clima a lezione è diventato sempre più pesante. Ma il colmo è arrivato con quella frase su Facebook, in cui ci intimava di andare in Calabria a fare i consiglieri della ‘ndrangheta perché qui non c’è posto per cerebrolesi come noi. È profondamente offensivo, siamo sconcertati.

La preside di facoltà, Barbara Pezzini, è stata contattata al riguardo da un gruppo di studenti ai quali ha chiesto tempo per approfondire il caso e ha fissato con loro un incontro ufficiale, per venerdì 10 gennaio.

Mi serve tempo per dare risposte a questa vicenda. L’episodio in sé, così come me l’hanno raccontato gli studenti, presenta indubbi profili di allarme, ma prima di tirare conclusioni affrettate bisogna contestualizzarlo. È doveroso muoversi con una certa attenzione, con questa docente non avevamo mai avuto problemi.

Alessandra Szego però si è difesa dicendo di non aver mai scritto né visto quel post:

Quelle parole non le ho pubblicate io e non le ho nemmeno cancellate. Quel post non l’ho mai visto e, se voi l’avete visto, credo l’abbiano messo gli studenti che sono risultati insufficienti all’ultimo compito scritto, per una ritorsione nei miei confronti. Può darsi che i giovani abbiano preso un file caricato da me sul web mesi fa, quello del Sergente Hartman e, violando la mia password di Facebook, abbiano scritto una frase sopra quel video che mi fa tanto ridere….

Infine spiega di non aver intenzione di denunciare l’episodio.

Insegno penale e so benissimo come vanno a finire queste cose, conosco i tempi dell’azione giudiziaria. E poi che faccio: una denuncia contro ignoti? A che servirebbe? Voglio anche tutelare l’università e non mi va di mettere nei guai con un processo dei ragazzotti.

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Incidente in mare in Croazia, muore 23enne italiana

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Un tragico incidente e la vita spezzata in pochi attimi di una 23enne in vacanza. Giulia Foresta, ex studentessa del liceo Meli e iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, originaria di Palermo, è morta giovedì pomeriggio (1 agosto) in Croazia durante una vacanza, dove si trovava con amici.  La ragazza avrebbe deciso insieme a una sua amica di provare il parasailing, uno sport che si effettua con il paracadute restando attaccati ad un’imbarcazione, ma appena la giovane si è trovata in aria, il cavo che la teneva legata, si è sganciato e lei è precipitata in acqua, rimanendo travolta dal motoscafo.  Dopo la Croazia sarebbe partita alla volta di Lampedusa, dove andava ogni estate, per raggiungere il suo ragazzo. I genitori, informati dell’accaduto dalla Farnesina, sono partiti per la Croazia per l’identificazione. 

Sconfiggere la pirateria informatica? Arriva l’università degli hacker

Hacker

Si tengono dei corsi particolari e quanto mai attuali in Francia, a Maubeuge, quasi al confine belga, dove 26 studenti, tutti geek già diplomati in informatica, imparano a penetrare a colpi di mouse nelle fortezze virtuali costruite dai loro insegnanti, così come spiega uno dei loro professori, Franck Ebel: “Insegniamo loro le tecniche che usano i pirati perché è indispensabile avere dei mezzi di difesa basati sui metodi usati dagli attaccanti”.  La facoltà è una sede staccata dell’università di Valenciennes e si sta parlando dei “buoni”. I corsi vengono sorvegliati dalla Dcri, il controspionaggio francese, dopo aver vagliato profili e curricula degli iscritti, questo in vista della delicatezza del tema, con lo spionaggio informatico che sta diventando una delle “armi” più potenti in mano alle diverse potenze. Ma non pensiate ci siano solo programmi da violare, si tengono anche lezioni di giurisprudnza tenute da un avvocato specializzato: “La formazione non è solo tecnica. Sono necessari anche dei corsi di diritto. Gli studenti si rendono progressivamente conto della potenza che hanno in mano”. I ragazzi, al termine dei corsi, diventeranno “Collaboratore per la Difesa e l’Anti-Intrusione dei Sistemi Informatici”, ossia hacker che combattono gli hacker.

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