Marino senza capo segreteria: Enzo Foschi lascia

Enzo-Foschi-tuttacronacaE’ arrivato ieri, dopo l’incontro in Campidoglio tra Ignazio Marino e Lionello Consentino, l’annuncio ufficiale che il capo della segreteria del sindaco, Enzo Foschi, lascia l’incarico per un nuovo ruolo nella segreteria cittadina del Pd. Il rapporto tra sindaco e capo segreteria si era ormai logorato, dopo mesi conditi anche da diverse polemiche, e la risoluzione del rapporto di lavoro era inevitabile. Anche se lui minimizza: “Assolutamente nessun attrito con Marino e la sua giunta – dice l’ormai ex capo della segreteria – Voglio bene a tutti”.  Ma l’uscita di Foschi equivale, per il Pd romano, a perdere uno dei pochi rappresentanti all’interno dello staff ristretto di Marino, peraltro considerato molto vicino al governatore Nicola Zingaretti. Il fatto che Foschi lasci l’incarico, quindi, potrebbe pesare sui futuri equilibri nella maggioranza, chiamata oggi a un importante vertice a Palazzo Senatorio. “L’impegno di Foschi, di raccordo tra la giunta e la maggioranza capitolina, è stato prezioso per questa amministrazione”, commenta il capogruppo democrat Francesco D’Ausilio. Il presidente del consiglio comunale, Mirko Coratti, non nasconde “un po’ di amarezza per la notizia della conclusione del suo lavoro all’interno dell’amministrazione”. Per quel che riguarda il successore, tra i papabili ci sono Roberto Tricarico e Silvia Decina, ammesso che Marino non scelga  direttamente dal suo cerchio magico, e affidare l’incarico ad Alessandra Cattoi. Un’ipotesi, quest’ultima, che darebbe la stura a quel rimpasto di giunta che in molti attendono, anche se fino a ora è stato escluso categoricamente da Marino. Per un vero rinnovo della giunta, però, si attende la risposta di Giovanni Legnini al pressing del sindaco, che lo vorrebbe in squadra al posto dell’assessore al bilancio Daniela Morgante. Come scrive il Messaggero, tuttavia, l’eventuale assenso del sottosegretario alla Presidenza del consiglio, però, arriverebbe soltanto al termine dell’iter di approvazione del Salva Roma, quando la situazione si sarà almeno in parte stabilizzata. L’ipotesi di un nuovo incarico per la Cattoi, peraltro, lascerebbe vacante l’assessorato alla scuola, che potrebbe andare all’attuale responsabile dei lavori pubblici, Paolo Masini. Lasciando così libero una poltrona nella sala delle Bandiere, per la quale ci sono già molte candidature all’interno della maggioranza in consiglio comunale.

Anche in Abruzzo scoppia lo scandalo: 25 indagati

Gianni_Chiodi-tuttacronaca

Non bastava il Lazio, la Liguria, la Lombardia…. ora anche l’Abruzzo viene messo sotto la lente della magistratura con 25 avvisi di garanzia, tra cui quello per il presidente della Giunta, Gianni Chiodi e  quello per il presidente del Consiglio, Nazario Pagano. I reati contestati a Chiodi, Pagano e altri 23 tra assessori e consiglieri sono sempre gli stessi: peculato, truffa aggravata e falso ideologico.

Ad occuparsi dell’inchiesta sono i sostituti procuratori Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli. Le indagini sono iniziate un anno e mezzo fa riguardano il triennio 2009-2012.

Torino dice sì: è la prima tra le grandi città ad aprire alla cannabis libera

cannabis-torino-tuttacronacaTorino apre le porte alla cannabis, prima tra le grandi città d’Italia. Questo non significa che da oggi si possa consumare, produrre per il proprio uso e condividere tra amici la marijuana sul terrazzo di casa, ma questo è il senso “politico” della richiesta, partita dalla Sala Rossa dopo il voto di ieri della Sala Rossa e indirizzata al Parlamento: “Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere”. A proporre l’ordine del giorno erano stati Marco Grimaldi di Sel e dai consiglieri Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo del Pd. Nello specifico, due gli ordini del giorno passati: in uno la città chiede alla Regione di seguire l’esempio di Toscana, Liguria e soprattutto Veneto. Qui oltre ad aver autorizzato i farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore, è stata approvata all’unanimità una legge per sperimentare la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di preparati a base di cannabis, ma anche la produzione diretta di marijuana. Nel secondo provvedimento, invece, Torino chiede anche l’abolizione della legge Fini-Giovanardi (ritenuta da molti consiglieri restrittiva nonché una delle cause del sovraffollamento delle carceri) e il via libera alla produzione diretta di cannabis e al consumo da scopo ricreativo. Misura drastica, quest’ultima, passata per soli due voti di scarto del Movimento 5 stelle, che ha visto anche l’astensione del sindaco Fassino. Uno dei consiglieri, favorevole, ha commentato: “il Parlamento dovrà affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico, a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle cosiddette droghe leggere”. L’esito della votazione, tuttavia, è stata incerta fino all’ultimo, a causa dell’incognita del voto moderato e cattolico del Pd, mentre sembrava più possibile l’approvazione di una seconda mozione pro-cannabis che si limitava ad allargarne l’uso terapeutico. Il Pd si è spaccato tra proibizionisti, astensionisti (tra questi anche il sindaco Fassino) e antiproibizionisti, che si sono rivelati la maggioranza. A cantare vittoria è Grimaldi: “Torino è la prima grande città in Italia a pronunciarsi sull’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere – dice – Vogliamo mettere fine alle politiche proibizionistiche che hanno solo regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro, e togliere dall’illegalità centinaia di migliaia di cittadini”. Il radicale Silvio Viale ricorda: “Già nel 1996 la Sala Rossa aveva votato un ordine del giorno: sono passati 17 anni ma la politica ha fatto l’opposto, ipocritamente”.

In manette Nicolò Scialfa, ex vicepresidente della giunta regionale ligure

consiglio-regionale-liguria-tuttacronacaNicolò Scialfa, ex vicepresidente della giunta regionale della Liguria, è finito in manette nell’ambito dell’indagine sulle spese del gruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale tra il 2010 e il 2012. Per l’ex vicepresidente sono stati disposti gli arresti domiciliari: è indagato per peculato, falso e truffa aggravata. Secondo la procura, si sarebbe appropriato di 70mila euro e avrebbe falsificato le firme di alcuni consiglieri al fine di giustificare le uscite dai fondi del gruppo regionale. Anche altri tre consiglieri regionali sono stati perquisito dagli uomini della guardia di finanza nell’ambito della stessa indagine. Si tratta di Marilyn Fusco e Stefano Quaini, entrambi ex Idv, e Marusca Piredda attuale capogruppo in Regione del partito di Di Pietro.

Berlusconi non va in Giunta: “sarò assolto dalla Corte dell’Unione Europea”

berlusconi-giunta-tuttacronacaIncontro con il capogruppo del Pdl Renato Schifani oggi al Senato per Berlusconi che, uscendo, ha reso noto che domani non sarà presente alla seduta pubblica della Giunta per le immunità del Senato che dovrà decidere sulla decadenza dal suo mandato di parlamentare. “Domani non vado in Giunta perchè abbiamo presentato una memoria in cui si evidenzia che questi giudici sono irresponsabili con un obiettivo personale trasferito in una cosa pubblica, cioè la Giunta, che ha funzioni giurisdizionali. Sono convinto che sarò assolto dalla Corte dell’Unione Europea e avrò l’annullamento della sentenza. In questo momento delicato, inoltre, desidero aggiungere che il Pdl è assolutamente unito, c’è solo qualche contrasto interno. Vedo tutto questo dissenso sui giornali, ma io stamattina sono stato due ore con Alfano. Non ci sono le cose che vedo sui giornali e sulle agenzie. Hanno sempre detto che il nostro è un partito di plastica, senza interlocuzione. Io penso che ora ci sia solo qualche contrasto interno e questo partito abbia finalmente personalità. Abbiamo personalità autonome. Anche nelle mie aziende i collaboratori migliori sono quelli che un rapporto dialettico con i loro superiori. Del resto, non mi sono mai piaciuti quelli che in azienda sono sempre d’accordo con il loro capo”. Il leader di Forza Italia ha quindi concluso:  “Abbiamo votato la fiducia perchè Letta ha dato assicurazioni sulle cose da fare ai nostri ministri e nel suo discorso”.

“E’ troppo tardi”, la sintesi di Franceschini sull’Iva… e sull’Italia?

Franceschini_Dario-tuttacronaca

“E’ troppo tardi a questo punto”, lo ammette il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini chiamato a rilasciare una dichiarazione sull’aumento Iva. Sembra che però la frase possa essere anche una sintesi perfetta del momento drammatico che sta vivendo politicamente, e di conseguenza, anche economicamente lo Stivale.

Poi precisa i quattro punti che il Pd vuole condividere con il Pdl:

  • “legge di stabilità coraggiosa”,
  • “separazione delle vicende della Giunta da quelle Governo”,
  • nuova legge elettorale
  • “un programma che dichiaratamente arrivi al 2015, almeno per riuscire a superare il bicameralismo”.

“Si vada avanti per cambiare, non per campare”, ha poi aggiunto il ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Ai microfoni di Sky Tg24, sempre Franceschini ha puntato il dito contro il Pdl che annunciando le dimissioni di massa ha fatto una scelta sciagurata e ora non ci sono, secondo il ministro, i tempi tecnici per evitare l’aumento Iva, neppure se si “anticipasse il voto a lunedì”.

Immediata la replica del capogruppo alla Camera del Pdl ( o Forza Italia secondo la “nuova” denominazione) Renato Brunetta: “se vogliono essere un prendere o lasciare, un gioco per far aumentare l’Iva e ripristinare l’Imu dando la colpa al Popolo della Libertà, noi non ci stiamo”.

Uno spiraglio di ottimismo invece arriva da Alberto Giorgetti, sottosegretario al ministero dell’Economia, che ha spiegato all’Adnkronos che “in linea teorica si può ancora fare”, anche se “i tempi sono strettissimi”. Ha anche detto che “questo rinvio rappresenta un grave problema perché il rischio è di danneggiare le prospettive di ripresa. L’aumento dell’Iva è una gabella che blocca la crescita e mi auguro che possa essere scongiurato”.

 

Pdl all’attacco: Berlusconi chiede la ricusazione della Giunta

giunta-senato-tuttacronaca

Berlusconi ha chiesto la ricusazione dei componenti della Giunta presentando la memoria difensiva al Senato. Si ripete quindi la richiesta già ampiamente espressa alla Corte Europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Come riportato nel dossier pubblicato da La Stampa si ribadiva come la Giunta non avesse ritenuto necessario mandare gli atti alla Consulta né aspettare il giudizio della Corte d’Appello sull’interdizione di Berlusconi: la giunta delle immunità «sospenda il giudizio in attesa della decisione della Corte Europea» presso la quale è stato presentato un ricorso contro la legge Severino e che dovrebbe decidere «in tempi assai ravvicinati, ovvero nell’ordine di pochi mesi». 

Intanto il presidente della giunta Dario Stefàno, dando l’annuncio della memoria difensiva depositata oggi ha dichiarato: «Spero che questa scelta del senatore Berlusconi possa servire a svelenire il clima», afferma. «Presentare una memoria difensiva, nel rispetto dei termini regolamentari, mi auguro che indichi la scelta, nel solco della strada sinora tracciata e seguita nei lavori della Giunta delle elezioni e delle immunità, di tutelare le proprie ragioni nella sede istituzionale propria e nell’ambito delle prescritte procedure», si legge nella nota di Stefàno. «Ho chiesto e ottenuto dal Presidente Grasso – spiega – l’autorizzazione alla diretta audio-video della seduta pubblica del 4 ottobre, anche perché le ragioni della difesa possano essere conosciute direttamente da tutti, dai cittadini e dalla stessa comunità dei giuristi». «Il mio auspicio – conclude il senatore di Sel – è che si possa proseguire a lavorare con serenità e con l’impegno responsabile di tutti, a partire da me quale Presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari».

Nel testo, in possesso dell’ANSA, si legge: «Nessuna utilità vi potrebbe essere nel partecipare a un giudizio del quale si sia già previamente conosciuta la sua conclusione. La presenza delle parti, dell’interessato o di un avvocato non sarebbe che una mera sceneggiata in un copione già ampiamente scritto». Così Silvio Berlusconi, nel chiedere la ricusazione della giunta.

Fiducia prima della Giunta… la crisi al buio esce allo scoperto?

crisi-al-buio-tuttacronaca

La crisi al buio è conclamata ma forse i tempi non sono ancora maturi per venire allo scoperto ed Enrico Letta, da New York, risponde al ricatto di Berlusconi rilanciando sul piatto con la fiducia prima del voto della Giunta che farà, presumibilmente, decadere il Cavaliere da senatore.

“Se vogliono buttare giù il governo se ne devono assumere la responsabilità di fronte al Parlamento e al paese”. Il piano di Letta è ampiamente condiviso da Napolitano.

“Se oggi non rientra la minaccia di Berlusconi – spiega un ministro del governo vicino a Letta – allora la prossima settimana si va in Parlamento e vediamo se il Pdl vota contro”.

Oggi intanto Napolitano si occuperà in prima persona della questione e incontrerà i capogruppi del Pdl. stavolta non bastano le buone intenzioni ci vogliono le garanzie e quelle sembra che non arriveranno al Colle. A questo punto quindi non resta che la fiducia, un voto con il quale il Pdl di fronte alla Nazione deve essere pronto ad assumersi le responsabilità.

Un segnale del clima che si vive nel governo è gelo tra Franceschini e Alfano materializzatosi nella telefonata di stamattina. Quell’Alfano che rassicura nei Palazzi poi esce e partecipa a manifestazioni dai toni eversivi ed è questa la sintesi che si respira nel governo: tutti nelle larghe intese ma pronti a sferrare il colpo finale e tenere in pressing Letta… ma forse ora le cose cambieranno!

 

Tensione nella giunta Crocetta: gli assessori Pd non si dimettono

scialabra-tuttacronaca

Non si dimettono. Nessuno dei quattro assessori PD del Governo Crocetta si dimetterà, questo è quanto hanno deciso, dopo che il partito durante la direzione regionale, ieri, aveva sancito il ritiro dell’appoggio al Governo siciliano. Dirette le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello e quella della Formazione Nelli Scilabra. Più articolate le posizioni dell’assessore all’Economia Luca Bianchi e di quello alle Infrastrutture Nino Bartolotta: per loro inizia un periodo di riflessione, ma al momento la sostanza non cambia e restano al loro posto.

“Non sono affezionata alla poltrona ma non mi dimetto”, ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente, Mariella Lo Bello “Noi   –   ha aggiunto   –   ci siamo opposti alle zavorre, come quelle della Formazione. Nel mio assessorato ho trovato una montagna di pratiche non espletate. Abbiamo evaso 300 pratiche al mese. Oggi siamo a 5 mila pratiche aperte più altre mille non aperte, con grande sforzo del personale. La rivoluzione è nata in due notti all’assessorato alla Formazione e una all’Ambiente. Non vogliamo dimetterci perché siamo alla vigilia di una Finanziaria e non possiamo attendere gli strateghi della politica. Non è più tempo per l’equilibrismo. Abbiamo raggiunto un accordo con i forestali senza che scendessero in piazza. Daremo garanzie a questi lavoratori. Mai il presidente Crocetta mi ha chiamato sulle scelte che ho fatto. Completare questo lavoro è un dovere che non vogliamo disattendere”.

“Il Pd ha concordato un programma con Crocetta che riteniamo sia stato rispettato in questi nove mesi”, ha detto l’assessore alla Formazione, Nelli Scilabra, nella conferenza stampa convocata alla Presidenza della Regione. “Le nostre nomine sono state concordate con il Pd”, ha aggiunto Scilabra, che poi ha puntualizzato: “Il governo ha portato avanti politiche importanti, la Finanziaria e poi il lavoro sulla Formazione. Io mi sento offesa dal segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo perché in questi mesi non ho scherzato. Uscire da un governo che abbiamo contribuito a creare non se lo possono permettere. Una decisione del genere meriterebbe un referendum. Noi vogliamo compiere azioni importanti per questa terra. Io lo dico chiaramente, non mi dimetto. Anzi invito il Partito a rivederci e a riaprire il dialogo. Oggi dobbiamo essere più responsabili che mai”.

Le fa eco l’assessore Luca Bianchi. “Anche io rivendico il lavoro fatto in questi mesi. Mi sono occupato di un bilancio e di una Finanziaria difficilissima. Abbiamo portato a casa dei risultati grazie al contributo di tutti. Non so se questo è il miglior governo del secolo, ma neanche i partiti sono i migliori che ci sono in questo secolo. Crocetta è stato una guida disponibile e ci ha sorretti su scelte impopolari. Il gruppo parlamentare del Pd è stato un elemento fondamentale in questi mesi, non dirlo sarebbe disconoscere l’operato del Partito democratico. Io non parteciperò mai a un governo che non ha l’appoggio del Pd. Il tema fondamentale è ricostruire il rapporto tra il Pd e il governo. Il mio ruolo l’ho interpretato con uno spirito di servizio. Mi chiedo se ho ancora la credibilità di andare sui tavoli nazionali a discutere gli interessi della Sicilia. Noi senza partiti che creano consenso intorno al percorso che stiamo facendo non andiamo da nessuna parte. Il problema è costruire un percorso condiviso sia a livello regionale che nazionale. Per senso di responsabilità io aspetto che si ricreino le condizione. Io non faccio passi indietro finché non ho verificato che non ci siano le condizioni. Non è un problema di chi si dimette o no. Ma nel far cadere questo governo tutti devono prendersi le responsabilità, sia il partito che gli altri assessori”. Sulla questione Irpef, ha puntualizzato: “La verità è negli atti. Vi sfido a vedere il ddl, noi dovevamo sbloccare subito le risorse per le imprese mettendo liquidità nel sistema. Nell’attesa che tra settembre e ottobre avremmo potuto avere risorse dal gettito extra del sistema sanitario, c’è stato lo sblocco da parte del ministero dell’Economia di queste somme. Noi non volevamo aumentare le tasse ai siciliani. Ma i debiti si devono pagare”.

L’assessore alle Infrastrutture, Nino Bartolotta, pure lui in quota Pd, non si ritira come avevano chiesto i vertici regionali del partito ma non scioglie la riserva: “Non ho ancora deciso se mi dimetterò o no. Farò nelle prossime ore una valutazione per capire se il mio passo indietro possa o meno aiutare a ricomporre la crisi e la frattura tra il Pd e il presidente Crocetta. È un momento difficile per la Sicilia   –   ha proseguito   –   e oggi un’eventuale crisi, che mi auguro possa essere scongiurata, bloccherebbe il lavoro dell’amministrazione e questo non ce lo possiamo permettere. Invito il Pd   –   ha concluso   –   a sedersi al tavolo delle trattative e mi auguro che il dialogo possa riprendere”.

Il braccio di ferro continua e arriva la secca risposta da segretario del Pd siciliano: “Crocetta e gli assessori in quota Pd che non si sono dimessi come stabilito dalla direzione regionale, sono fuori dal partito” dice Giuseppe Lupo.

Roma rischia il commissariamento, Marino e gli stipendi d’oro?

discorso-marino_tuttacronaca

Un sindaco che si vede sfrecciare per le vie della città a bordo della sua bicicletta e la scorta che, pedalata dopo pedalata, lo segue ovunque. Ma a parte la sua stracittadina mattutina tutti si domandano, pedonalizzazione dei Fori a parte, cosa abbia in mente di fare il sindaco. Il rapporto con il Pd sembrerebbe essere ai ferri corti, i primi sentori si erano avuti  quando Goffredo Bettini, l’inventore della sua candidatura, dopo averlo lasciato nel mezzo della sua campagna elettorale e volando in Thailandia, ora non gli parla sembrerebbe da almeno 45 giorni.

I consiglieri comunali lo rimproverano di essersi asserragliato tra i suoi e di non volersi confrontare con nessuno e di non aver ancora portato una delibera in aula Giulio Cesare.

Nel mirino anche gli assessori , in primis i cosiddetti tecnici, accusati di avere una visione troppo “ragionieristica” della gestione di una città complessa come Roma.

Come riporta Panorama poi:

Tra coloro che per primi rischierebbero di fare le spese di un ipotetico, e alquanto precoce rimpasto di giunta, l’assessore al Bilancio Daniela Morgante che, dopo mesi di silenzio, dovrebbe comunicare a breve che mosse avrebbe escogitato – visto che i tagli sulle auto blu e sulle bottigliette di acqua minerale pubblicizzati dal sindaco sembrano un po’ poco – per scongiurare il commissariamento del Comune, aggravato da un debito di 800 milioni di euro, nel caso in cui il 30 novembre saltasse l’approvazione del bilancio.

E’ infatti soprattuto alla luce di un quadro tanto deprimente che, a scorrere la tabella degli incarichi assegnati fino al 7 agosto dalla giunta Marino a persone esterne all’amministrazione, si resta abbastanza interdetti. Soprattutto leggendo i relativi compensi.

Guadagnerà, infatti, ben 170.787 euro il capo ufficio stampa Marco Girella, in arte Bettini, scrittore di romanzi noir, giornalista del Resto del Carlino e già portavoce dell’ex sindaco di Bologna Flavio Debono. In un’intervista al Corriere della Sera del 10 aprile del 2010 dichiarò candidamente: “Nelle segreterie di politici e assessori si entra non per competenza né per chiara fama”. Non a caso nell’ambiente della stampa romana non lo conosceva nessuno e anche i titoli delle sue opere risultano pressoché ignoti a più, compresi i giallisti.

Il suo predecessore, Simone Turbolente, fidatissimo di Gianni Alemanno, arrivò a guadagnare 125.225 euro, ma solo dopo 5 anni ed essendo partito da 90mila.

Sontuosa la retribuzione anche della friulana Chiara Romanello, portavoce di Marino durante la campagna elettorale e oggi vice di Girella, che ogni anno si metterà in tasca 109mila euro lordi.

Quanto l’attuale portavoce del sindaco Guido Schwarz, proveniente da un’esperienza al ministero dell’Istruzione guidato dal precedente ministro Francesco Profumo, retribuito un po’ meglio della portavoce di Alemanno, Ester Mieli, ferma a 103.225.

Superpagate anche la “capo segreteria particolare” Silvia Decina (142.953 euro), segretaria storica di Walter Veltroni e la segretaria particolare del sindaco Silvia Pelliccia (117.971 euro).

Ma a sfidare i roboanti buoni propositi del sindaco su controllo della spesa e trasparenza sono soprattutto i casi di Mattia Stella e Maurizio Pucci.

A entrambi finiranno in tasca, in qualità di “dirigente dell’ufficio di gabinetto” poco più di 157mila eurolordi all’anno. A tempo determinato sì, ma con una busta paga ben più consistente non solo di quelle dei dirigenti di ruolo dell’Ente (tutte tra i 90mila e i 130mila euro con rare eccezioni come quella del ragioniere generale Maurizio Salvi, 146.825 euro), ma anche di quelle dei dirigenti a tempo determinato, ancora in servizio alla data dei 31 marzo 2013, tutti tra i 103mila euro e i 130mila con l’eccezione del direttore esecutivo Raffaele Borriello (202mila euro) e del vice capo di gabinetto Tommaso Profeta (160.600 euro) .

E ciò in piena violazione di quanto previsto dallo Statuto del Comune di Roma che al comma 4 dell’articolo 34 stabilisce che “il trattamento economico di coloro ai quali sono conferiti gli incarichi dirigenziali a tempo determinato, in nessun caso può complessivamente superare l’importo di quello previsto per i dirigenti di ruolo dell’Amministrazione”.

Mattia Stella, autore del programma di Marino in campagna elettorale, si occuperà del “coordinamento, monitoraggio e verifica degli obbiettivi programmatici”, mansione che non risulta nella lista delle “responsabilità amministrative” per cui ai membri dello staff sia consentito attribuire la qualifica dirigenziale.

Di Pucci si sa quanto guadagnerà ma non per fare cosa. Dirigente Ama in aspettativa (non retribuita), responsabile della Protezione civile sotto l’ex presidente della Regione Piero Marrazzo, direttore dei cantieri per il Giubileo del 2000, sovrintendente alle Grandi opere (tra cui l’apertura dell’Auditorium), già amministratore delegato di Musica per Roma, Pucci è stato uno degli uomini chiave dell’era Rutelli-Veltroni. Sempre sulla cresta dell’onda, nemmeno Ignazio Marino ha potuto rinunciare al “Mister Wolf” dé noantri (come il personaggio che “risolveva problemi” in Pulp Fiction di Quentin Tarantino). Responsabile della sua lista civica (come lo era stato già di quella di Walter Veltroni), a lui il sindaco si è affidato per l’impresa di liberare i Fori dal traffico. Prossimamente potrebbe, forse, ottenere una sorta di delega ai “progetti speciali”.

Da capogiro anche i compensi destinati ad alcuni dei capi e membri degli staff degli assessori. Tanto alti da superare quasi quello dello stesso Marino e sicuramente quelli degli assessori che li hanno fatti assumere alle loro dipendenze.

E’ il caso, per esempio, di Luca Lo Bianco, Leslie Capone, Andrea Bianchi e Juri Stara, capo staff rispettivamente degli assessori all’Urbanistica Caudo, al Commercio Leonori, al Patrimonio Nieri (vicesindaco) e agli Stili di vita Pancalli, i quali guadagneranno ogni anno circa 150mila euro lordi l’anno, circa 5.700 euro netti per 13 mensilità contro i 4mila degli assessori.

E soprattutto contro i 1.200 euro percepiti, per fare un esempio, da Luca Galloni, dipendente comunale e capo segreteria del presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti.

Interessante anche il caso di Loredana Granieri, funzionaria della provincia di Roma che si è messa in aspettativa da quell’Ente per un contratto a tempo determinato come capo staff dell’assessore alla Scuola, e vero braccio destro di Marino, Alessandra Cattoi. Con un semplice comando , ossia un trasferimento momentaneo per particolari esigenze di servizio, la signora Granieri (non è laureata) sarebbe costata 33mila euro invece dei 115mila che Roma Capitale dovrà corrispondergli per i prossimi 5 anni.

Intanto, nonostante il sindaco si vanti di aver ridotto da 97 a 84 il numero delle collaborazioni a tempo determinato rispetto al suo predecessore Gianni Alemanno, nuove assunzioni – come quella di Giulia Calamante, figlia dell’ex assessore veltroniano Mauro, infilata nello staff dell’assessore al Commercio Marta Leonori – sono già state formalizzate e altre lo saranno nelle prossime settimane.

Crozza e la Concordia che non c’è nel videomessaggio del relitto Berlusconi!

crozza-concordia-videomessaggio-tuttacronaca

Crozza e la Concordia che non c’è nel videomessaggio del relitto Berlusconi! Una seconda puntata con la copertina di Crozza che come sempre tocca gli argomenti più importanti della settimana, tra le allegorie e le imitazioni c’è anche il tempo per un contratto in nero con gli italiani!

Torna Ballarò e Crozza ironizza su Berlusconi!

giovanni-floris-durante-ballaro-crozza-grazia-berlusconi-domiciliari-tuttacronaca

Nella prima puntata della nuova stagione di Ballarò condotta da Giovanni Floris, Maurizio Crozza torna con le sue copertine e non poteva mancare in una giornata come oggi, con la Giunta riunita in queste ore che sta decidendo sulla decadenza di Silvio Berlusconi una puntata dedicata al Cavaliere:

Prima chiede la grazia e poi lo immagina ai servizi sociali:

 

Quale generazione vedrà la decadenza di Berlusconi?

magna charta-violante-tuttacronaca

Luciano Violante, esponente Pd, scelto tra i  “saggi” nominati da Giorgio Napolitano per le riforme, è intervenuto oggi alla sede del Pd di Torino. L’assemblea era stata indetta per discutere la proposta di appello alla Corte costituzionale da parte della giunta delle elezioni del Senato. Sorprende che Violante abbia affermato:

“Silvio Berlusconi ha il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno. Occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. E’ molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari” e poi ha aggiunto “non ho mai pensato a salvacondotti per Berlusconi… Io non sono favorevole a trasformarlo in una vittima”.

Da quando un condannato è una vittima? Al limite le vittime sono altre… come sorprende ancora che si parli di “difesa”. Non ci sono forse stati 3 gradi di giudizio per difendersi?  Sì, ma per quelli che sono “più uguale degli altri” c’è la possibilità di essere giudicati dai propri pari, sembrerebbe la Magna Charta del 1215 invece è una realtà del 2013.

Così accade che alle parole del “saggio” una donna di 72 anni, in polemica con le frasi dell’ex giudice, lasci la riunione. Lei è Vittoria Silvestri e alle parole di Violante ha replicato:  “Mio marito è stato assunto alla Fiat solo dopo aver presentato il certificato penale. Perché noi del Pd dobbiamo difendere un delinquente?”

Ma nonostante la base lasci la riunione Violante è andato avanti per esporre la sua linea: “Attenti al voto segreto, qualcuno farà scherzi e poi daranno la colpa a noi. Non ci sono scherzi né sotterfugi ma l’applicazione delle regole sì. La decadenza sarà votata, nei tempi giusti”.

Quale generazione vedrà la decadenza di Berlusconi?

Ecco che spunta il Lodo Violante, aria pulita per Berlusconi. Il web s’indigna?

violante-tuttacronaca

Era nell’aria ed è arrivata quella che potrebbe essere un’abile mossa per salvare il leader del Pdl. Mancano poco più di 10 giornidalla riunione della giunta per le elezioni del Senato, chiamata a discutere e votare la decadenza di Silvio Berlusconi secondo quanto previsto dalla legge Severino, ma ora quella data fa meno paura.

Come si può leggere in un intervista rilasciata da Violante al Corriere della Sera:

“La Corte Costituzionale ha ritenuto che il procedimento davanti alla Giunta è di carattere giurisdizionale. Quindi la Giunta, se ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l’eccezione davanti alla Corte. Ma questa non sarebbe dilazione; sarebbe applicazione della Costituzione”.

Proprio su questo parere si è espresso positivamente anche il costituzionalista Andrea Manzella, direttore del Centro Studi sul Parlamento della Luiss di Roma: “È meglio trasferire tutto, tout court, ad un giudice terzo e indipendente: la Corte Costituzionale”.

Ma sul web il dibattito è aperto e sono molti gli elettori che in queste ore hanno fatto sentire il loro dissenso.

Questa presentazione richiede JavaScript.

Sarà questo l’uovo di Colombo per garantire al Cavaliere l’agibilità politica?

Crisi del Pd anche a Napoli! De Magistris cambia la giunta

luigi-de-magistris-tuttacronaca

”Il 10 maggio presenterò la nuova agenda politica per Napoli per i prossimi 3 anni e la nuova giunta”. Lo ha annunciato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris in un Forum dell’ Ansa.

”Cambio per migliorare”, puntando su ”allargamento alle forze democratiche, radicamento nella città e passione”, ha aggiunto.

Che ha fatto Ingroia per meritare questo?

ingroia-antonio-tuttacronaca

Non passa giorno che qualcuno non se la prenda con Ingroia: giornali, tv, social network, etc… Si censura il fatto che dal lavoro di magistrato possa passare ad altre attività. Invece, l’Italia, in questo senso, è piena di esempi illustri che non sono mai stati censurati. Di Pietro 20 anni fa è transitato dalla magistratura alla politica, tirandosi dietro una discreta pensione. Antonio Catricalà, prima Segretario generale della Presidenza del Consiglio e poi Sottosegretario, in realtà viene dall’avvocatura dello Stato, la moglie di Bruno Vespa, Augusta Iannini, che ha la qualifica di magistrato ha lavorato per anni presso amministrazioni e dal 6 giugno 2012 è membro dell’Autorità per la Privacy. Ma non sono casi isolati perchè quasi tutti i Capi di Gabinetto e i Capi Uffici Legislativi delle Amministrazioni Centrali provengono dalla magistratura ordinaria o amministrativa. E che non ci sia niente di male lo attesta il fatto che c’è stata di recente un’apposita legge a regolare flussi e riflussi presso la magistratura. Quanto poi all’ultima critica in merito al fatto che Ingroia proveniente dalla magistratura non potesse essere in grado di gestire la contabilità della regione Sicilia è solo il caso di far notare che Ingroia presso la regione avrebbe dovuto svolgere un compito manageriale che significa obiettivi, coordinamento, relazioni, etc… e non contabilità in senso stretto alla quale debbono provvedere impiegati e quadri. 

In realtà sembra veramente che ci sia in giro odor di vendetta perché Ingroia ha osato “alzare gli occhi troppo al cielo”.  Ma forse a Ingroia conviene andare ad Aosta… può darsi che la Sicilia sia terra pericolosa per lui! 

La “condanna” di Ingroia: Aosta!

antonio-ingroia-punizione-condanna-csm-tuttacronaca-aosta

Trasferito alla procura di Aosta come sostituto, ecco la punizione di Antonio Ingroia che aveva tentato di ribellarsi ai poteri costituiti e aveva messo le mani nella trattativa Stato-Mafia. In quella vergognosa contrattazione tra criminalità e istituzioni che doveva per sempre rimanere un segreto di stato. Così come le conversazioni Mancino-Napolitano, non sarebbero dovute mai emergere. Così con 19 voti a favore e 7 astenuti il Csm in plenum “condanna” Ingroia alla procura di Aosta. Il magistrato aveva anche chiesto di essere ascoltato sulla questione del trasferimento, ma il Csm ha invece deciso di andare subito al voto.

Ora Ingroia pensa di lasciare la magistratura? “E’ una possibilità. C’è poco da commentare”. Ha detto il magistrato apparso deluso e amareggiato al TgCom e poi ha aggiunto: “Il Csm ha fatto valutazioni che mi lasciano abbastanza sconcertato. Prendo atto delle decisioni che non mi sembrano ispirate da disponibilità e attenzione nei confronti di un magistrato come me che per 25 anni ha dedicato la propria vita e la propria attività nella lotta alla mafia. Si è trascurato la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza. Ne prendo atto e aspetto che mi venga notificato il provvedimento.”

Arriva il “NO” per Ingroia dal Csm

ingroia-csm-incarico-sicilia-tuttacronaca

L’ex pm di Palermo, Antonio Ingroia, non può andare a presiedere la società che riscuote le tasse in Sicilia. A negare l’autorizzazione, la Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura. Il leader di Rivoluzione Civile era stato scelto dal governatore Rosario Crocetta per questo incarico, dopo il suo rifiuto al trasferimento alla procura di Aosta.

E’ stato unanime il “no” della terza Commissione del Csm all’autorizzazione per Antonio Ingroia ad andare a ricoprire l’incarico di presidente della “Riscossione Sicilia Spa”. Una decisione attesa, visto che in tutti i casi analoghi precedenti, l’ultimo dei quali risaliva all’inizio di quest’anno, il Csm ha finora vietato le autorizzazioni per incarichi amministrativi. Ora il plenum del Csm deciderà sul trasferimento di Ingroia al tribunale di Aosta.

Il Csm di solito autorizza un magistrato a lavorare in un altro ente quando l’incarico è occasione di un accrescimento professionale del magistrato e quando c’è anche un interesse dell’amministrazione della giustizia che – nel caso di semplice collocamento fuori ruolo, a differenza di quanto accade con l’aspettativa – continua a corrispondergli lo stipendio, oltre a garantirgli il mantenimento dell’originario rapporto di servizio, anche sotto il profilo della progressione della carriera.

Per questo Ingroia aveva sottolineato la “linea di continuità” del nuovo ruolo con la sua esperienza di magistrato a Palermo, ricordando che in passato “la riscossione delle imposte era in mano al sistema mafioso”, e evidenziando le “opacità e anomalie” emerse negli ultimi tempi e denunciate da Crocetta.

Ingroia attaccato su Twitter per l’incarico in Sicilia

ingroia-antonio-polemica-twitter

Ingroia al centro di una discussione virtuale dopo aver accettato l’incarico di presidente di Riscossione Sicilia Spa, offertogli da Crocetta in Sicilia.

Proprio qualche giorno fa Crocetta aveva denunciato la gestione troppo “spericolata” della società e quelle consulenze milionarie che proprio non erano in linea con la sua politica. Anche per questo la scelta è ricaduta poi su Ingroia.

Molte le critiche su twitter. “Che brutta impressione che fa Ingroia aiutato a restare a casa da Crocetta. Tra Caste ci si aiuta, dirà qualcuno”, scrive Rossella Vivio. “Ingroia salvato dal trasferimento ad Aosta. Quanti statali potrebbero ricevere tali aiuti? Io no!”, afferma Emiliano Fabbri. “Ingroia passa dalla rivoluzione alla riscossione. Speriamo che quest’ultima abbia maggiori consensi…”, scherza Fabio Meloni. E Rossella Favi ironizza: “Tutti hanno a cuore il bene della collettività e non il proprio…”. Altri storpiano il nome “Rivoluzione civile” in “Riscossione civile”, altri ancora parlano di “nulla Aosta” per Ingroia.

Ma l’ex candidato premier replica sempre su Twitter: “Niente sottogoverno. Un incarico da magistrato dove posso mettere a frutto la mia esperienza contro abusi e opacità del passato”.

Ed è scattato il linciaggio mediatico 

“Da rivoluzionario a gabelliere”, ironizza Maurizio Gasparri (Pdl). “A uno che doveva fare la “rivoluzione civile” – continua – è toccato un posto da lottizzato comune. Niente male. Tireranno un sospiro di sollievo i cittadini della Valle d’Aosta”.

Ma anche Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso dalla mafia il 19 luglio ’92, uomo molto vicino al pm, è gelido su Ingroia: “Per la verità lo preferivo quando faceva il suo lavoro di magistrato e lo faceva in maniera egregia, mentre su Ingroia politico preferisco non pronunciarmi”.

Gelo e malumori ricadono su una figura che forse come unico torto ha avuto quello di provare a fare un cambiamento. Senza paura ha fatto emergere le intercettazioni fra Napolitano e Mancino, ha fatto emergere “quel segreto di stato vergognoso” che nessuno avrebbe mai potuto tollerare. Ora il Dott. Ingroia paga quell’alzata di testa , paga la verità scomoda che ha portato in luce e che presto è stata rinsabbiata sotto quei plichi  che forse non potranno neppure più giudicare le generazioni future. Un magistrato che ha cercato troppo la giustizia, tanto da venire travolto da quel potere che di giusto ha ben poco e spesso quel giusto è sempre frutto di un compromesso.

Mentre i saggi pensano, Ingroia lavorerà nella giunta Crocetta e forse la Sicilia avrà la sua riscossa con i fatti, con il lavoro, con l’evidenza.

 

Libero Fiorito, lo decide il gip! Non c’è giustizia in Italia.

franco-fiorito-libero-tuttacronaca

Torna in liberta’ Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl alla regione Lazio accusato di peculato per essersi appropriato di circa 1 milione 400mila euro dei fondi destinati al gruppo consiliare. Lo ha deciso il gip Rosalba Liso. Fiorito si trovava ai domiciliari dal 27 dicembre nella sua casa di Anagni. Lo scandalo porto’ al naufragio della giunta Polverini.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: