Pisapia e la frecciata a Marino: “Milano ce l’ha fatta da sola”

pisapia-milano-tuttacronacaOggi a Palazzo chigi si è discusso del decreto Salva-Roma e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non ha mancato di lanciare una frecciata a distanza al suo collega romano Ignazio Marino: “Milano, ancora una volta, ce l’ha fatta da sola. È chiaro che, quantomeno, non ci deve essere, rispetto alle spese straordinarie per Expo, un silenzio da parte del governo, ma so che c’è una grande attenzione, tanto è vero che lunedì saranno, a Milano, 4 ministri, con cui discuteremo delle nostre necessità e, una delle prime, è, sicuramente, la deroga al Patto di Stabilità, quantomeno per le opere di Expo”. A margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar di Milano Pisapia ha inoltre assicurato: “Non voglio fare polemiche con altre città, con altri sindaci, quello che è necessario è che ci sia un rilancio dell’intero Paese”, e ha spiegato: “Non è un problema di Roma o di Milano ma dell’intero Paese”. Quindi ha concluso: “È l’intero Paese che deve essere smosso, deve essere rilanciata l’economia, dare possibilità di nuova occupazione e, sicuramente, Milano ha dimostrato che è all’avanguardia: ha resistito e superato la crisi e qua devono esserci gli investimenti necessari per salvare il Paese da una crisi profonda”. A quanto ha appreso l’Ansa, nel testo del decreto Salva Roma approvato dal Consiglio dei Ministri sono stati inseriti 25 milioni di euro destinati a Expo 2015, che erano già stati previsti nel precedente Salva Roma.

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La svolta verde di Milano: piazza Castello diventa zona pedonale

piazza-castello-milano-tuttacronacaSvolta green a Milano dove, a partire dal 1° maggio prossimo, piazza Castello verrà chiusa al traffico diventerà pedonale. A darne l’annuncio il sindaco Giuliano Pisapia lasciando l’Acquario civico dopo la riunione di giunta e maggioranza. Il primo cittadino del capoluogo lombardo ha anche spiegato che le priorità per la città “sono la mobilità e la vivibilità. L’elemento maggiore di novità, e speriamo di poterlo avviare il 1° maggio a un anno da Expo, sarà la pedonalizzazione di piazza Castello. E’ un progetto molto bello che renderà una parte della città ancora più attrattiva per i milanesi e i turisti”. Durante la riunione, convocata per progettare il 2014 condividendo le traiettorie sulle quali muovere l’azione dell’amministrazione comunale, si è parlato anche del bilancio del Comune, della destinazione dei proventi che deriveranno dalla vendita di un pacchetto azionaria di A2A detenuto da Palazzo Marino pari al 2,5 per cento e di una serie di progetti legati in gran parte all’Esposizione universale del 2015. Per quel che riguarda Piazza Castello, la chiusura alle auto riguarderà il tratto tra le vie Quintino Sella e Minghetti. Rimarrà aperto al traffico il controviale, invece, per non provocare disagi ai residenti. “Il modello sono le pedonalizzazioni low cost del sindaco Bloomberg a New York – ha spiegato l’assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran – Abbiamo 110 giorni di tempo per realizzarla”. L’assessore ha poi lanciato un appello al mondo del design e della creatività, che “chiede di poter sperimentare nuovi arredi urbani e nuove modalità di socialità”. “Oggi la sfida è trasformare la riduzione del traffico seguita ad Area C in qualità della vita – ha detto Maran – e le isole pedonali vanno in questa direzione”.

Olimpiadi 2024. Maroni: “Roma è sull’orlo della bancarotta. Milano o Milano”

Olimpiadi-roma-milano-tuttacronacaMancano 11 anni ma già si pensa al 2024 e alle Olimpiadi che verranno disputate quell’anno. E in Italia la sfida è aperta: candidare Milano o Roma? Oggi nel capoluogo lombardo si è tenuto un vertice che ha visto riuniti il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il sindaco Giuliano Pisapia e governatore lombardo Roberto Maroni. Unica decisione presa, come hanno spiegato ai giornalisti, è che “la candidatura sarà unica”, senza dunque una competizione Milano-Roma. Resta da decidere quale città verrà perà proposta. Una risposta si potrebbe avere già al prossimo incontro, che si terrà alla presenza del sindaco della capitale, Ignazio Marino, “entro 15 giorni a Roma”. Il primo commento di Pisapia, dopo un incontro di un’ora e mezza all’Arena, è stato: “L’importante è che abbiamo deciso di sostenere il sistema Italia. Non ci sarà competizione ma condivisione”. Il sindaco ha riconosciuto che “a Roma nel 2025 ci sarà il Giubileo e quindi è più preparata”, ma con Expo 2015 “Milano diventerà un punto di riferimento internazionale con una forza in più”. Maroni invece sfodera la sua vena polemica: “Mi dispiace che il sindaco Marino non sia venuto, ma ritengo la sua assenza giustificata: deve preoccuparsi dei conti di Roma. E’ una città sull’orlo della bancarotta, come lui stesso ha riconosciuto. Non mi pare proprio che una città in queste condizioni possa candidarsi a ospitare le Olimpiadi”. E visto che la candidatura può essere avanzata da una sola città, il leghista chiosa: “Quindi, o Milano o Roma. Anzi, o Milano o Milano”. Malagò, da parte sua, rigetta ogni forma di divisione: “O siamo tutti d’accordo su una candidatura condivisa o lasciamo perdere”. Secondo il presidente del Coni, nella scelta fra una città o l’altra “non si deve arrivare al voto in consiglio e in giunta Coni, come è successo per la corsa fra Roma e Venezia”.

Il Festival Boreal a Milano preoccupa Pisapia

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Non si sa se l’autunno sarà caldo, come sostengono in molti e come non ha escluso neppure il Premier Letta, ma quel che è certo, è che per Milano sarà nero. L’estrema destra europea è pronta a dar vita alla seconda edizione del “Festival Boreal” e a scelto proprio il capoluogo lombardo per riunirsi. Il luogo naturalmente è segreto(anche se sembra accertato che si svolgerà nella zona nord della città), ma le date sono state definite: dal 12 al 14 settembre.

Il sindaco Giuliano Pisapia non ha nascosto la sua preoccupazione per l’appuntamento, in una dichiarazione a margine della presentazione di un nuovo servizio di car sharing: “Vedremo se ci sarà un ripensamento. Altrimenti interverremo con tutte le possibilità che la legge ci dà per evitare che ci sia questo sfregio alla città” e poi ha aggiunto  “Preoccupa molto il fatto che molte iniziative si vogliano concentrare su Milano, città medaglia d’oro della resistenza e questo Milano non lo può accettare. Ci sono delle regole e devono essere rispettate. Chi fa apologia di fascismo o di nazismo non può avere la possibilità di circolare liberamente nella nostra città e nel nostro Paese. Lo dice la Costituzione e lo dicono le nostre leggi”.

Quella festa gay che turba l’animo dei leghisti…

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Al centro della querelle c’è una piscina comunale che è stata concessa dal comune per una festa della comunità gay milanese. Più che un attacco alla morale sembrerebbe però un attacco politico quello di Massimiliano Bastoni, Lega Nord, nei confronti del primo cittadino “Che il sindaco Giuliano Pisapia avesse debiti elettorali da pagare alla lobby omosessuale lo sapevamo da tempo, ma che arrivasse a concedere uno dei migliori impianti sportivi della nostra città per feste hot-gay non possiamo proprio accettarlo”, il problema è quindi di tipo elettorale? Che poi ci fosse una lobby compatta di omosessuali in politica è un dato nuovo…  “La piscina Saini è meta di famiglie e bambini e tale deve rimanere: non è assolutamente ammissibile che venga utilizzata per bisbocce di questo genere”, prosegue Bastoni. “Trasformare queste sedi in night club a cielo aperto ci fa venire il voltastomaco”

La piscina è un luogo pubblico e in quanto tale deve essere un bene di cui può usufruire tutta la comunità di cittadini e se già famiglie e bambini usano la struttura non si può discriminare una fascia di utenti aventi diritto di usufruire al pari di tutti gli altri solo per le tendenze sessuali… è la costituzione che pone i cittadini sullo stesso piano a prescindere dal loro orientamento sessuale.

 

La Kyenge chiede integrazione, ma è la prima a non darla?

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Il neo-ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge ha voluto partecipare alla consegna degli  attestati di cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia figli di immigrati. Una cerimonia voluta dall’amministrazione guidata da Giuliano Pisapia del Pd. Fuori ad attendere la Kyenge c’era il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, Alessandro Morelli, che ha provato a stringere la mano al ministro dell’Integrazione, ma è stato bloccato prima dalla scorta e poi letteralmente snobbato dalla Kyenge. Una “scortesia” che arriva dopo una campagna senza esclusione di colpi da parte del Carroccio contro la Kyenge: dalle t-shirt sfoggiate dagli esponenti del Carroccio nell’assemblea consiliare (con la scritta che evidenzia il reato di clandestinità), alla netta contrarietà del partito di Roberto Maroni sullo Ius soli, fino alla sortita di Matteo Salvini che, dopo la tragedia di Niguarda aveva dichiarato: ”Il ministro Kyenge fa istigazione a delinquere quando dice che l’immigrazione clandestina non dovrà più essere un reato”. Ma quando si deporranno le armi da una parte e dall’altra per aprire il dialogo? Chi chiede integrazione non dovrebbe essere la prima, al fine di avviare un processo di rinnovamento, a non avere risentimenti contro chi la nega? Dare la mano sarebbe stato il gesto, che poteva diventare il simbolo di un desiderio di migliori rapporti e aprire quindi la strada al cambiamento… forse l’Italia non è pronta per l’Integrazione proprio perché chi la chiede nutre troppi rivendicazioni verso chi l’osteggia. Non è compito di un ministro essere la prima persona a rompere le barriere contro la diffidenza? Se non si sogna un mondo per tutti, anche per chi come la Lega ha timore che gli italiani diventino emarginati nel loro Paese, come si fa a parlare di italiani nati da figli di immigrati? Vogliamo toglierci le magliette dell’intolleranza e aprire le porte alla solidarietà senza parlare di razza, etnia, colore o ideologia? Possiamo sognare un’integrazione che non sia dettata dalle “scortesie” o dalle revanche nei confronti degli italiani? E se la Lega sbaglia, possiamo almeno non assistere a scene che, anche per il futuro possono autorizzare la Lega a ulteriori irrigidimenti? Nelle mani del neo ministro c’è il futuro di quei bambini, oggi stranieri e domani italiani, a cui va insegnato ad amare e non a odiare, a dare la mano e non a “snobbare” un saluto. Nelle mani della Kyenge c’è quell’Italia nuova che vuole sentirsi unita e che invece si sente osteggiata con comportamenti che spesso sono solo rivendicazioni e non percorsi per arrivare al dialogo sereno che può consentire più diritti a tutti, anche agli italiani.

Istigazione alla violenza. Shock per il volantino di Biondino contro Pisapia

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Corrado Biondino coordinatore del Pdl di San Giuliano Milanese ha postato su Facebook un volantino che istiga alla violenza contro il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del sindaco Alessandro Lorenzano (Pd). Come l’immagine mostra si configura il reato di istigazione alla violenza che il nostro codice penale condanna mediante l’art. 414: “chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per il solo fatto dell’istigazione”. Per tale reato è prevista una pena detentiva che da uno a cinque anni, visto che l’istigazione spinge a commettere un vero e proprio delitto.

La denuncia è stata fatta nell’aula del Consiglio comunale di Milano dal capogruppo Pd, Lamberto Bertolè, nel corso del suo intervento alla seduta dedicata alla sicurezza dopo i fatti dello scorso 11 maggio a Niguarda con l’uccisione di tre persone a colpi di piccone da parte di Mada Kabobo.

Lutto a Milano: oggi i funerali delle vittime di Kabobo

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Giornata di lutto cittadino oggi a Milano, in concomitanza con i funerali delle vittime di Mada Kabobo, l’uomo che, sabato scorso, ha preso a picconate tre passanti. Il sindaco Giuliano Pisapia si augura che la città si stringa attorno ai familiari dei tre uomini aggrediti, evitando di strumentalizzare con polemiche l’avvenimento. “Abbiamo deliberato oggi il lutto cittadino, spero e confido in una grande presenza della città”. Nonostante si fosse ipotizzato, in un primo momento, un’unica cerimonia, i funerali si terranno individualmente e in forma privata. La chiesa di S. Martino di Niguarda, in piazza Belloveso, ospiterà questa mattina quello del 40enne Alessandro Carolè mentre nel pomeriggio si terranno le esequie di Ermanno Masini, il pensionato di 64 anni. Sempre nel pomeriggio, nella parrocchia della Pentecoste in via Graf, avrà luogo la cerimonia per il 21enne Davide Carella.

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