Ecco cosa fa un campione quando s’infortunia: la gita di Totti

totti-gardaland-tuttacronacaDopo l’infortunio in cui è incappato a soli 30 minuti dall’inizio del primo tempo nel march all’Olimpico contro il Napoli, la cui prognosi è di lesione miotendinea e muscolare della coscia destra (agli “ischiocruralì), il capitano giallorosso Francesco Totti ha approfittato dello stop obbligato per trascorrere un po’ di tempo in famiglia. E così, insieme alla moglie Ilary Blasi ed i figli Christian e Channel, è partito alla volta di Gardaland, dov’è stato fotografato mentre si divertiva tra un giro in giostra e uno spettacolo.

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Lasciano la figlia in camper per fare una gita a Venezia

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Hanno lasciato la loro figlia di 10 anni chiusa in camper perché la piccola non voleva andare a fare una gita a Venezia di notte insieme ai genitori. Il padre ha 47anni, la madre 36, entrambi tedeschi di Dresda. La coppia è stata denunciata dai carabinieri di Cavallino che hanno dovuto anche cercare di ricostruire la vicenda. La famiglia, a quanto sembra, era arrivata sabato sera con il camper intorno alle 20, a Punta Sabbioni, da dove avevano poi volevano imbarcarsi a bordo di uno dei vaporetti che collegano la località a Venezia. L’idea era quella di potersi godere una vista nelle prime ore della notte e passare una serata indimenticabile. Ma quando sono giunti, la bambina si è rifiutata di seguirli all’imbarcadero. I genitori non ci hanno pensato su molto e hanno deciso di chiudere la bambina nel camper e di andare a Venezia ugualmente. La bambina però è riuscita a uscire dal mezzo, tirandosi la porta dietro. In poco tempo si è resa conto di non riuscire più ad aprire il camper e si è avventurata in lacrime all’imbarcadero in cerca di mamma e papà. Alla fine stremata si è seduta su un marciapiede e qui è stata notata da una signora di Jesolo che si è avvicinata e ha cercato di confortare la bambina. Poi la donna ha deciso di chiamare i carabinieri e la piccola è stata condotta in caserma. Qui sono iniziate le ricerche dei genitori che sono stati rintracciati poco dopo la mezzanotte, appena scesi dal vaporetto, di ritorno da Venezia. Denunciati per abbandono di minore, hanno fatto poi rientro al camper con la figlia.

Orrore a bordo: Leonid Kamenoff

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Sono sconvolgenti i particolari emersi oggi a Parigi durante il primo giorno del processo all’ex psicoterapeuta Leonid Kamenoff, fondatore nel 1969 de ‘L’ecole en bateau’, un’associazione che proponeva un progetto di educazione alternativo, viaggiando su un veliero attorno al mondo per qualche mese o anno. L’uomo costringeva i ragazzi che partecipavano alla gita ad avere rapporti sessuali tra loro e anche con adulti.

È accusato, assieme a tre membri del suo equipaggio, di stupri e aggressioni sessuali su alcuni dei suoi ex studenti. Rischia una pena di 20 anni di reclusione. Circa 400 bambini e adolescenti hanno partecipato fino al 2002 al progetto di Kameneff, 76 anni, che voleva essere «un’esperienza di educazione e insegnamento alternativa alla scuola». Solo una decina delle 30 vittime che hanno denunciato i fatti – e che oggi ha un’età compresa tra i 33 e i 46 anni – ha potuto costituirsi parte civile nel processo per fatti avvenuti tra il 1981 e il 1994, in quanto è subentrata la prescrizione. Sono infatti trascorsi 18 anni dalla prima denuncia fatta nel 1994 da un ex studente de ‘L’ecole en bateaù. L’anno scorso lo Stato francese è stato condannato dal tribunale di Parigi a pagare 250.000 euro a ciascuna delle vittime a processo per diniego di giustizia essendo trascorso un tempo «eccessivo» per le indagini.

Kameneff è stato arrestato in Venezuela nel 2008 ed è quindi stato estradato.Durante l’interrogatorio ha riconosciuto in parte i fatti di cui è accusato, tra cui le aggressioni sessuali. Ha trascorso 19 mesi e mezzo in detenzione provvisoria prima di venire rimesso in libertà ma sotto controllo giudiziario. «La società è enormente cambiata – ha spiegato l’ex psicoterapeuta -. Alcune cose che sembravano normali un tempo ai fini educativi oggi sono guardate con sospetto». Almeno una trentina di ex partecipanti al suo programma educativo, minorenni all’epoca dei fatti, ha ammesso di essere stata vittima di aggressioni sessuali da parte di Kameneff e del suo equipaggio, descrivendo sedute di massaggio e di masturbazione collettiva. «Siamo stati vittime di un uomo che ha voluto realizzare un sogno e ci ha utilizzati come i suoi giocattoli», ha detto uno degli accusatori, Marie Rigod. Mentre Benoit Klam, che aveva 9 anni quando è salito sulla barca di Kameneff, parla anche di «indottrinamento psicologico» denunciando  il comportamento manipolatore del loro «guru».   ‘L’ecole en bateau’, si legge sul sito internet dell’associazione, induceva a «un soddisfacimento intellettuale, psicologico, affettivo e sociale», proponendo «un’esperienza emancipatrice». L’età media dei partecipanti, spesso bambini con difficoltà relazionali o nell’apprendimento, era di 11 e 12 anni.

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