Malagò shock! Ecco la proposta contro la violenza negli stadi

celle-negli-stadi-tuttacronacaGiovanni Malagò, in un’intervista pubblicata su Polizia moderna e ripresa da Fulvio Bianchi per Repubblica, ha avanzato una proposta che è destinata a far discutere. Ha detto il presidente del Coni: “Servono stadi nuovi e regole nuove. Le forze dell’ordine devono essere in condizione di agire nell’immediato, dentro lo stesso impianto, come avviene in Inghilterra. Con le nuove strutture attraverso un sistema avanzato di controllo tecnologico, si possono identificare gli autori di atti violenti, che vengono poi trasferiti in un luogo all’interno dello stadio dove vengono trattenuti in attesa del processo per direttissima, che si celebra entro due giorni dall’accaduto”. La soluzione proposta, dunque, è di creare delle camere di detenzione all’interno degli stessi stadi. Il presidente ritiene inoltre che “la tessera del tifoso abbia fatto il suo tempo” e che “occorre rivisitare completamente i rapporti tra calcio e tifosi”. Ha quindi aggiunto: “La tessera identifica, il vero problema però non verte sulla schedatura. Credo non sia possibile accettare che per colpa di poche persone ci sia una forte penalizzazione, in termini di complessità procedurali e burocratiche, a danno di un’intera comunità”. Malagò, infine, propone di sanzionare le società di calcio “che intrattengono rapporti con le frange estreme delle tifoserie”.

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Casa nuova per l’Inter? Va avanti il progetto per lo stadio a Rho

preogetto-stadio-inter-tuttacronacaSta per essere ratificato l’accordo tra Moratti e Thohir ma il passaggio del 70% del pacchetto azionario dell’Inter non segnerà lo stop del progetto che sta più a cuore all’italiano: la realizzazione dello stadio di proprietà dell’Inter. Le basi del processo sono state gettate da tempo e lo scopo è provare a contrastare lo strapotere sportivo ed economico dei top club esteri, tipo Bayern, Manchester United, Real Madrid e Barcellona. Per riuscirci, però, è necessario adeguarsi al loro modello di business, così come ha già fatto la Juventus con lo Juventus Stadium. E’ la Gazzetta dello Sport che ne parla e che spiega che l’area che vedrà la creazione del nuovo impianto sarebbe già stata individuata nell’hinterland milanese, a Rho. Sembra anche che Moratti abbia già parlato dell’ipotesi Rho al presidente del Coni, Giovanni Malagò. L’intenzione sarebbe quella vi avviare i lavori a ottobre-novembre del 2015, dopo l’Expo. Ma le intenzioni di Moratti vanno comunque confermate da Thohir al Coni: lui stesso o un suo rappresentante legale dovrà infatti ribadire l’intenzione di realizzare il nuovo impianto. Per quel che riguarda il progetto, sarebbero già stati individuati i modelli di stadio da prendere come riferimento per la realizzazione strutturale: l’Etihad Stadium del Manchester City (56mila posti); il Friends Arena, stadio dell’Aik Solna (54 mila posti), il Veltins Arena dello Schalke 04 (78 mila posti), l’Emirates Stadium dell’Arsenal da (60 mila posti) e il St. Jakob di Basilea da 38 mila posti.

Olimpiadi 2024. Maroni: “Roma è sull’orlo della bancarotta. Milano o Milano”

Olimpiadi-roma-milano-tuttacronacaMancano 11 anni ma già si pensa al 2024 e alle Olimpiadi che verranno disputate quell’anno. E in Italia la sfida è aperta: candidare Milano o Roma? Oggi nel capoluogo lombardo si è tenuto un vertice che ha visto riuniti il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il sindaco Giuliano Pisapia e governatore lombardo Roberto Maroni. Unica decisione presa, come hanno spiegato ai giornalisti, è che “la candidatura sarà unica”, senza dunque una competizione Milano-Roma. Resta da decidere quale città verrà perà proposta. Una risposta si potrebbe avere già al prossimo incontro, che si terrà alla presenza del sindaco della capitale, Ignazio Marino, “entro 15 giorni a Roma”. Il primo commento di Pisapia, dopo un incontro di un’ora e mezza all’Arena, è stato: “L’importante è che abbiamo deciso di sostenere il sistema Italia. Non ci sarà competizione ma condivisione”. Il sindaco ha riconosciuto che “a Roma nel 2025 ci sarà il Giubileo e quindi è più preparata”, ma con Expo 2015 “Milano diventerà un punto di riferimento internazionale con una forza in più”. Maroni invece sfodera la sua vena polemica: “Mi dispiace che il sindaco Marino non sia venuto, ma ritengo la sua assenza giustificata: deve preoccuparsi dei conti di Roma. E’ una città sull’orlo della bancarotta, come lui stesso ha riconosciuto. Non mi pare proprio che una città in queste condizioni possa candidarsi a ospitare le Olimpiadi”. E visto che la candidatura può essere avanzata da una sola città, il leghista chiosa: “Quindi, o Milano o Roma. Anzi, o Milano o Milano”. Malagò, da parte sua, rigetta ogni forma di divisione: “O siamo tutti d’accordo su una candidatura condivisa o lasciamo perdere”. Secondo il presidente del Coni, nella scelta fra una città o l’altra “non si deve arrivare al voto in consiglio e in giunta Coni, come è successo per la corsa fra Roma e Venezia”.

Tempio di Adriano: Veltroni e Renzi tra similitudini e diversità

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Un luogo, storicamente importante come il Tempio di Adriano, in pieno centro di Roma, a unire il passato e il presente del Pd. L’esperienza e l’innovazione  all’improvviso accomunati dall’idea della vocazione maggioritaria e del “partito liquido”. Il Tempio di Adriano, un luogo eretto per divinizzare Adriano dopo la sua morte (forse avviato anche prima, dallo stesso imperatore,  per la moglie Vibia Sabina) e che  aveva finito per essere, per il Pd, il luogo storico, dove nel febbraio 2009, perse le regionali in Sardegna, proprio qui, Walter Veltroni annunciava le sue dimissioni, lasciando un vuoto, che, nessuna presenza, a lui succeduta, ha saputo colmare.  Settembre 2013. Renzi spinge per prendere la segreteria e rifondare il partito, orfano di figure forti, che possano riavvicinare l’elettorato. Il Congresso è vicino e qui, al Tempio di Adriano, si tiene l’evento pubblico che lancia la tappa romana della corsa di Renzi per la segreteria Dem. Proprio qui, c’è al suo fianco Veltroni, un endorsement  che è pubblico. Davanti ai tanti renziani che sono corsi per assistere al discorso del sindaco di Firenze ci sono anche molti veltroniani come Giorgio Tonini ed Enrico Morando.

Era l’ottobre 2012 quando, sempre qui, al Tempio di Adriano fu  convocata  l’assemblea dei liberal del Pd, a sostegno dell’Agenda Monti e,  anche in quell’occasione, in prima fila c’erano Morando e Tonini.

E’ Veltroni,oggi, a ricordare come sia nata l’idea del Pd e perché fu fortemente voluto:

“Non ce l’aveva ordinato il medico di fare il Pd. Lo abbiamo fatto per conquistare una prospettiva riformista, per puntare a una maggioranza riformista: c’è stata per tutti i paesi Ue, solo per l’Italia non dovrebbe esserci?” e poi Veltroni aggiunge “A questa prospettiva hanno contrapposto il partito “solido” e non si rendono conto che dal 2008 questo partito è passato dagli 800mila iscritti ai 250-300mila di oggi… Il male profondo del Pd sono le correnti che stanno giustiziando il pluralismo…”.

In questa frase c’è la verità che molti hanno per troppo tempo negato. Quella verità di scollamento tra quello che è il partito democratico e quella che è la base democratica. Sicuramente non è più identificabile come anni fa, nell’operaio o nel proletario, ma sicuramente non è neppure  rintracciabile nelle larghe intese o in una dirigenza troppo spesso distratta dai problemi di Berlusconi.

Mentana, chiamato al ruolo di moderatore diverte e si diverte. Ironizza su Renzi “Il capo di una società asfaltatrice vuole fare quello che ha fatto Veltroni…”.

Renzi quando prende la parola, fa entrare di diritto Veltroni in quel Pantheon dal quale era stato escluso dalla rottamazione voluta dal sindaco di Firenze. “Il Pd nasce con Walter al Lingotto. La debolezza del suo Pd sono state le correnti”, dice convinto Renzi.

Ma l’economia è uno degli argomenti più importanti  emersi al Tempio di Adriano ed è qui che forse Renzi prende le distanze dal pensiero veltroniano e le traghetta in un Pd 2.0:  “Abbiamo un sistema economico regolato dalla stessa compagnia di giro degli ultimi 20 anni. E invece la ripresa bisogna costruirla…”, ma poi il Sindaco di Firenze, che deve evitare gli incidenti con Letta, si piega a dire: “Letta sta facendo un buon lavoro, il governo è necessario ma è necessario anche fare una nuova legge elettorale, concludere questa fase e lavorare per la vittoria alle elezioni”.

Alla fine si assiste a un vero e proprio passaggio generazionale. Walter Veltroni non ha un alter ego, ma  in Renzi trova  tuttavia una presenza che può portare avanti il suo progetto, naturalmente  innovato. Due sinergie che possono convergere su molti punti e arricchirsi delle diversità che ognuno può portare avanti su terreni delicati e a volte melmosi. C’è chi non ha dubbi alla fine del dibattito e afferma  “Renzi è più furbo di Walter”, e c’è chi scommette in sala: “Dai che stavolta ce la facciamo”.,

Lo stop del Coni alle tessere gratuite ai parlamentari!

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Il Coni volta pagina: niente più tessere riservate ai parlamentari per seguire le manifestazioni sportive in tutta Italia. La decisione del Comitato olimpico, guidato dal 19 febbraio scorso da Giovanni Malagò, è stata presa “al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai parlamentari della Repubblica”.

Secca la nota apparsa sul sito ufficiale del Coni: “Il Comitato olimpico nazionale italiano comunica che, al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l’accesso alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale”.

Roma-Parma in forse!

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“Roma-Parma rischia uno slittamento. Tutto la calendarizzazione del finesettimana è sottoposta a un grande punto interrogativo. Ci potrebbe essere lo slittamento della partita per la probabile cerimonia di intronizzazione del nuovo Papa, qualora i cardinali avranno scelto per quel giorno il successore di Benedetto XVI”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

MALAGO’ PRESIDENTE DEL CONI!

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Il colpo grosso chiude un’era nello sport italiano. Ora è verosimile che cambino tantissime cose. Almeno così traspare dalle voci dei presidenti, che parlano di “necessità di dare una scossa”. Malagò è scoppiato in lacrime ed è corso ad abbracciare le figlie Vittoria e Ludovica. “E’ facile vincere – ha detto il presidente dopo l’elezione – ma è più difficile mettersi nei panni di chi non vince. Da sportivo e in assoluta sincerità voglio fare un abbraccio a Lello. Farò di tutto per onorare la più importante carica del Paese, e non solo di questo Paese”. La figlia Vittoria: “Anche se le ultime voci lo davano per sconfitto lui ci ha sempre creduto, ci abbiamo creduto”. La figlia Ludovica, arrivata ieri da Los Angeles: “Lui trasformerà lo sport italiano”.

Così Malagò ha commentato il suo successo: “Sono partito da zero, ho giocato questa partita in modo chirurgico, voto dopo voto, e sono sempre stato conscio della mia forza elettorale. Una cosa so fare: conoscere la gente, per me i rapporti personali sono tutto nella vita. Quando guardi negli occhi le persone, stringi loro la mano e ti impegni in un programma, mostrando lealtà e credibilità, puoi credere di poter vincere. E io ne ero consapevole da qualche settimana, anzi potevo avere qualche voto in più”.

CHI E’ MALAGO’

La Roma nel cuore, il calcetto per passione, e poi l’Aniene, il circolo diventato il suo gioiello. Giovanni Malagò, 54 anni il prossimo 13 marzo, papà separato di Vittoria e Ludovica, le gemelle 25enni avute da Lucrezia Lante della Rovere, in Giunta nel 2000 e poi nel 2009, è il nuovo presidente del Coni. Una laurea in economia e commercio con il massimo dei voti, è un imprenditore (Samocar) che non ha mai nascosto la grande passione per lo sport: da ‘agonista’ ha praticato il calcio a 5, vincendo tre titoli italiani con la Roma RCB e con la Nazionale ha partecipato ai mondiali in Brasile nel 1986. Nel suo curriculum sportivo ci sono però anche tennis, sci, nuoto, atletica, basket e canottaggio.

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