Shopping in auto blu per la Kyenge!

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Il governo è caduto, il futuro dell’Italia è incerto, Matteo Renzi fatica a trovare la sua lista di ministri e si prepara a governare con Alfano dopo che per mesi aveva chiesto a Letta come si poteva governare avendo nella maggioranza Alfano e Giovanardi…. ma c’è chi invece preferisce andare a far shopping a via del Corso a Roma in auto blu. Aurora Lussana, direttore della Padania, ha scattato una foto a Cecile Kyenge che esce da un negozio in pieno centro dove ad attenderla oltre agli uomini della scorta c’è anche l’auto blu. Il ministro dell’Integrazione si è integrato benissimo a Roma? Sembra proprio che il suo compito lo abbia assolto fino alla fine. Libero che pubblica la foto scrive:

Quegli scatti stanno facendo il giro di Facebook, scatenando un’ondata di commenti sdegnati, e anche qualcosa di più. Dietro la Kyenge-in-fuga la folla in protesta, ignara delle prodezze dell’ex ministro. Tra quelle voci c’erano anche tanti imprenditori delle zone terremotate della bassa modenese, in un anno e mezzo colpiti anche da un’alluvione e una tromba d’aria. Erano circa un migliaio, da settimane hanno annunciato la loro discesa a Roma, per chiedere una fiscalità di vantaggio per una zona funestata da tre calamità, che hanno prodotto 14 miliardi di euro di danni.

E ci racconta degli indignati per lo scatto:

Per la cronaca da quelle zone viene anche l’ex ministro Kyenge, modenese di Modena, che ha però preferito sfilare a pochi metri dagli imprenditori e sgattaiolare via con l’auto blu, dopo aver fatto spesa tra abiti e scarpe di grido. Sul web divampa l’ira. «Và a laurà» scrive uno degli indignati. «Che sofferenza vederli così impuniti e strafottenti» commenta un altro. E c’è anche chi ironizza: «Fulgido esempio di abnegazione ed attaccamento allo Stato con il solo intento di risolvere i problemi della gente».

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Fumare in libertà? Il no della Consulta alla Fini-Giovanardi… che era nelle Olimpiadi di Torino 2006

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Ci saranno le droghe leggere e le droghe pesanti, distinte e separate. Così la Corte Costituzionale ha bocciato la legge Fini-Giovanardi e ha ripristinato quindi la legge Iervolino-Vassalli come modificata da referendum del ’93, che prevede pene più basse per le droghe leggere.

Perchè è stata bocciata la legge? In relatà ci sarebbe da chiedersi come si possano inserire nuove norme in materia di droga, in un emendamento, che all’epoca era in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. Dorghe e Olimpiadi? Quanto di più sconveniente eppure in Italia non ci ferma davanti a nulla e anche le Olimpiadi di Torino diventarono un lascia passare per alcune normative che probabilmente avrebbero richiesto una maggiore riflessione.

A sollevare la questione di legittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione. Con  tale decisione viene cancellata la norma con cui si erano parificate “ai fini sanzionatori” droghe pesanti e leggere e si erano elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni con una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro.

Di certo, la pronuncia della Consulta avrà notevoli ripercussioni sia sul numero degli attuali detenuti arrestati per reati legati agli stupefacenti, sia sui procedimenti in corso per questi stessi reati.

Il centrosinistra esulta e Sandro Gozi (Pd), vicepresidente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, afferma: “Anche se per ragioni formali, dalla Consulta è arrivata la bellissima notizia della bocciatura della legge Fini-Giovanardi: una normativa adottata non solo attraverso le forzature nelle procedure ma, soprattutto, a scapito del comune buon senso” e gli fa eco Danilo Leva, deputato dem, “il pronunciamento della Consulta fa chiarezza su una legge, la Fini-Giovanardi, che ha prodotto più carcere e discriminazione. Ora intervenga il parlamento e faccia una normativa che distingua tra droghe pesanti e droghe leggere in grado di prevedere pene adeguate alle circostanze abbandonando l’uso simbolico del diritto penale”.

Ma a detsra invece si sollevano le polemiche e se Giovanardi tace al suo posto parla Maurizio Gasparri “la Consulta non è più organo di garanzia” ma che, anzi, è organo “di demolizione”.

Giovanardi e la cannabis che “fa i buchi nel cervello”

carlogiovanardi-tuttacronacaSe ieri Daniele Farina di Sel si è fumato uno spinello a Montecitorio come manifestazione a favore della legalizzazione della cannabis, oggi Carlo Giovanardi, deputato di Ncd, fa volantinaggio anti cannabis all’ingresso della Galleria Alberto Sordi di Roma. Perchè quel fumo “fa i buchi nel cervello”. Giovanardi è l’autore della legge Fini-Giovanardi che nel 2006 equiparò droghe leggere e pesanti. L’esponente del Ncd sembra piuttosto imbarazzato mentre cerca di distribuire i volantini, sarà per la presenza delle telecamere ma la maggior parte dei passanti rifiuta con un sorriso cortese.

Giovanardi shock: mia figlia fidanzata con un rasta quasi gay

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Lui, Carlo Giovanardi, è il difensore della famiglia e non perde occasione di ricordare che ”La famiglia è una sola con papà e mamma. In una coppia non c’è spazio per gli omosessuali” eppure sua figlia qualche anno fa di ritorna da un viaggio ha esordito dicendo:

 “Ehi, ciao babbo, sai, sono stata in Sudafrica. Mi sono fidanzata con un rasta. Di colore. Forse gay. Di certo sposato con un altro uomo, ma per interesse”, con queste parole il senatore del Nuovo Centro Destra è arrivato dritto al Pronto Soccorso. La confessione di Giovanardi è avvenuta a Porta a Porta  in risposta alla domanda di Bruno Vespa che chiedeva: “senatore, se sua figlia venisse da lei e le dicesse: papà ho una relazione con una donna, lei come reagirebbe?”. Poi il senatore del Ncd ha voluto precisare “Per fortuna adesso mia figlia è sposata con un’altra persona ed è mamma di figli; quindi diciamo che, a parte lo choc, la mia storia ha avuto un lieto fine”.

Ma se la figlia fosse rimasta con quell’uomo, non sarebbe stato un lieto fine? La felicità è un’emozione o una dimensione mentale che deve sottostare a determinate regole che non sappiamo neppure chi le abbia dettate?

Giovanardi derubato nella notte

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Vittima del furto avvenuto durante la notte tra domenica e lunedì scorso a Serramazzoni, sull’Appennino modenese è il senatore Carlo Giovanardi, del Nuovo Centro Destra. Solo oggi i media hanno riportato la notizia quantificando anche il bottino dei ladri: circa 2000 euro in contanti, oltre ad alcuni vestiti. Il parlamentare era nell’abitazione con la famiglia ma solo in mattinata, dopo il risveglio, si è potuto accorgere dell’accaduto e ha sporto denuncia ai carabinieri.

La resa dei conti… quanti voti mancano al Goveno Letta?

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Vertice nella notte tra falchi e Berlusconi. A Palazzo Grazioli salgono, dopo il raid notturno di Alfano, anche Verdini, Ghedini, Brunetta, Santanchè, Capezzone e Micciché e si rifanno i conti. Secondo il Corriere della Sera i calcoli sui possibili «traditori» danno numeri molto diversi da quelli sbandierati nel pomeriggio da Giovanardi:

«Presidente — assicurava Verdini — Alfano si porta dietro, a quest’ora, tra gli 8 e i 15 senatori. E di questi, voglio vedere quanti domani avranno il coraggio, mentre li guardi in faccia, di votare contro di te… Se arrivano a 7 è tanto…». E comunque «tu non hai niente da perdere», gli hanno ripetuto, perché «anche da leader dell’opposizione otterresti più di quanto hai ora: quei traditori faranno la fine di Fini». E c’è sempre la carta Marina da giocare, seduzione mai scemata, ieri tornata, carta a sorpresa o illusione che sia. Perché i sondaggi calano ma «la mia battaglia è appena iniziata», promette il Cavaliere. Pensando anche ai nuovi nemici, ai figliocci che gli hanno voltato le spalle, a un passato che sembra lontano anni luce, in questa notte che non finisce mai.

Conti alla mano:

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L’ipotesi più rosea per Letta: oltre che sui 137 senatori sicuri (107 del Pd, 20 di Scelta civica compreso il senatore a vita Mario Monti, 10 autonomisti = 137) il governo in carica potrebbe contare pure su 54 «responsabili» filogovernativi in gran parte del centrodestra, che porterebbero la maggioranza a quota 191, ben oltre la soglia di sopravvivenza di 161 seggi. Un vantaggio ancora più consistente se si aggiungono i restanti cinque senatori a vita (Rubbia, Cattaneo, Piano, Abbado e Ciampi).

La denuncia di Ilaria Cucchi da parte del COISP!

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E’ stata denunciata Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, per le sue affermazioni rilasciate in seguito alla sentenza del fratello. La denuncia compare sul sito del Coisp a firma di Franco Maccari, segretario del sindacato dei poliziotti, datato 6 giugno:

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 Il mese scorso il Coisp, dopo gli scontri, era tornato a manifestare per il caso Aldovrandi al ministero di Grazia e Giustizia. Il Coisp in quella occasione rivendicava come ci fosse “della disparità di trattamento a livello di pene detentive per i quattro poliziotti condannati per l’omicidio colposo di Federico”. Ma se la Giustizia deve essere accettata come mai il Coisp non l’accetta per il caso Aldovrandi e manifesta, ma poi denuncia Ilaria Cucchi per aver esternalizzato le proprie idee sul processo per accertare la causa della morte del fratello?

La legge sulla droga Fini-Giovanardi è costituzionale?

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Ora sembrano sorgere dubbi costituzionali sulla legge sulla droga Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti ai fini di una disciplina sanzionatoria. La  Terza sezione penale della Cassazione ha disposto l’invio degli atti alla Consulta.

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso presentato da un 46enne di Palermo, condannato dalla corte d’Appello di Trento a 4 anni di carcere (beneficiando delle attenuanti generiche) e ad una multa di 20 mila euro per aver trasportato quasi 4 kg di hashish. Secondo la difesa, ”l’eliminazione della distinzione tra cosiddette droghe leggere e pesanti e il rilevantissimo aumento delle pene edittali per le condotte aventi ad oggetto le prime, non sarebbe conforme né al principio di proporzionalità rispetto al disvalore espresso dalla condotta incriminatrice né all’esempio di proporzionalità predisposto a livello comunitario”.

Secondo la Cassazione ci sono dubbi sulla possibile violazione dell’ articolo 77 secondo comma della Costituzione, che regola i decreti legge e le leggi di conversione. Le norme in questione, infatti, vennero inserite nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005 il cui oggetto originario erano le ‘‘Misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalità dell’amministrazione dell’interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi”. Esistono quindi – secondo la Cassazione – dubbi sull’estraneità delle nuove norme inserite nella legge di conversione alla finalità ed alla ratio dell’originale decreto legge e, in via subordinata, sotto il profilo della evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessità e urgenza”.

DROGA

Giovanardi sul caso Cucchi: ” è giusto che quei poveri cristi festeggino”

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Può una sentenza minare la stabilità di un Paese in cui governa un esecutivo fragile frutto di molti compromessi? Sembra che l’assoluzione per i poliziotti ritenuti non responsabili della morte di Stefano Cucchi sia destinato proprio ad aprire un solco ancora più profondo tra cittadini e istituzioni. In questa tensione sociale si inserisce l’intervista rilasciata a La Zanzara del  senatore del Pdl Giovanardi che, riferendosi ai poliziotti assolti, afferma :  “è giusto che adesso quei poveri cristi festeggino”.  Cosa c’è da festeggiare? Come si può usare la parola festa in un caso così drammatico? Come può un parlamentare ignorare la rabbia sociale che si è sollevata in Aula al momento delle assoluzioni?

Giovarnardi, con il suo modo di fare liquida la questione: “Le foto di Cucchi? Quelle ecchimosi sono derivanti dalla mancanza di nutrizione nella quale è stato lasciato per giorni. Tutti i segni, comprese le orbite negli occhi, sono il risultato della situazione in cui è stato lasciato. Delle botte degli agenti di custodia non ci sono prove… Io ho solo espresso soddisfazione – dice ancora Giovanardi – per tre poveri cristi agenti di custodia che guadagnano 1200 euro al mese e hanno vissuto quattro anni di inferno fino a quando un tribunale li ha riconosciuti innocenti. Non hanno fatto nulla e ora festeggiano la fine di un incubo. Devono essere colpevoli solo perchè lo vuole il circo mediatico e Manconi? Manconi è quello che appoggiava il terrorismo e per lui era legittimo ammazzare la gente inerme. Non accetto lezioni, lui in Senato mi ha criminalizzato e adesso mi arrivano minacce di morte”.

Che minacce di morte riceve?

“L’ultimo è questo: mi fai schifo spero che la stessa cosa accada a tuo figlio, che lo riducano come hanno ridotto Cucchi. Sei una m***a”.

C’è chi è minacciato e chi invece minacciato non può essere più perché è morto tanto tempo fa!  Arriverà mai per l’Italia, l’ora della verità per chi è stato seppellito innocente?

Stefano Cucchi è stato ucciso una seconda volta… e c’è chi ne è lieto

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“Me l’hanno ammazzato un’altra volta”. Sono queste le parole di Rita Calore, la mamma di Stefano Cucchi, dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma, che ha condannato i medici ma assolto agenti e infermieri. “Prima credevo nella giustizia, ora non più”, aggiunge la donna, che si è vista strappare un figlio in un modo che dovrebbe essere semplicemente inconcepibile in uno stato civile. E dopo che in aula si sono sentiti cori di “Assassini”, il padre del ragazzo, Giovanni Cucchi, annuncia: “Andremo avanti fino in fondo, scopriremo la verità”. Verità e giustizia, il minimo che spetta a Stefano.

E in questo dolore, in questa giusta rabbia che coinvolge un intero Paese arrivano le parole di Giovanardi, il più soddisfatto della sentenza perchè per lui le guardie sono, come ripete da quattro anni, assolutamente innocenti: “Il tempo è galantuomo e ha fatto giustizia di pregiudiziali ideologiche, enfatizzate dai media, che attribuivano responsabilità agli agenti di custodia per un pestaggio mai avvenuto”. Cucchi è stato prelevato sano, dopo pochi giorni è morto. La Corte ha condannato i medici, ma chi l’ha costretto in un letto d’ospedale? “Purtroppo, come ho detto fin dall’inizio, le problematiche del povero Stefano Cucchi avrebbero dovuto trovare maggiore attenzione da parte di chi era tenuto a contrastare la sua presunta volontà di non volersi né nutrire né curare”. Ma cosa aspettarsi da chi, a inizio aprile, parlando del caso Aldrovandi a La Zanzara ha affermato: “I poliziotti del caso Aldrovandi non devono essere in galera; gli agenti sono vittime come il ragazzo che è morto e non vanno cacciati dalla polizia; la manifestazione dei sindacati è legittima”. Aggiungendo: “La sentenza dice che dopo una battaglia di perizie in tribunale c’è stata una condanna per omicidio colposo. Nessuna tortura, Aldrovandi non è morto per le botte, non è stato massacrato”. A rincarare la dose ci pensa Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che brinda all’innocenza dei colleghi: “L’assoluzione dei poliziotti penitenziari coinvolti loro malgrado nella vicenda connessa alla morte di Stefano Cucchi conferma quel che abbiamo sempre sostenuto. E cioè che nel palazzo di giustizia di Piazzale Clodio a Roma, così come quotidianamente avviene nelle oltre 200 carceri del Paese, la Polizia Penitenziaria ha lavorato come sempre nel pieno rispetto delle leggi, con professionalità e senso del dovere. Ciò detto, rinnoviamo le sincere espressioni di rispetto per la triste e dolorosa vicenda che ha visto coinvolta la famiglia di Stefano Cucchi”.

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