Sparatoria a Pavia, grave un gioielliere!

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Una strada trasformata in luogo di terrore per una sparatoria avvenuta dopo le 16 in viale XI Febbraio, nelle vicinanze del centro storico di Pavia. Molti i colpi sparati nella tentata rapina in cui è rimasto ferito in modo grave il gioielliere di 59 anni,  Roberto Prina.

Secondo quanto raccontato dalla moglie del gioielliere, che è stato raggiunto da un colpo alla spalla e uno al fianco, i due sono entrati fingendosi dei clienti, ma poco dopo hanno rivelato le loro intenzioni e hanno estratto una pistola. Uno ha preso la donna e l’ha portata nel retrobottega, mentre l’altro ha cercato di mettere del nastro isolante alla bocca del negoziante per farlo tacere. È stato a questo punto che Prina è riuscito a prendere l’arma che tiene in negozio e a puntarla contro i rapinatori che gli hanno sparato e sono fuggiti. Il gioielliere non sarebbe in pericolo di vita.

La burocrazia gli chiude il negozio e un 29enne si suicida

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La burocrazia gli aveva chiuso il negozio di metalli preziosi dopo appena 10 giorni dall’inaugurazione e così un orafo di 29 anni di Mercogliano (Avellino), vedendo andare in fumo i suoi cospicui investimenti effettuati, ha deciso di tagliarsi le vene nella vasca da bagno di casa sua. Figlio di commercianti, senza famiglia poiché i suoi genitori erano morti da molti anni, a dare l’allarme è stata la sorella e una zia che da giorni cercavano di contattarlo telefonicamente.

 

Tentano di rapinarlo a mano armata… vengono presi a calci!

gioielliere-rapina-calci-tuttacronacaLa telecamera di sorveglianza di una gioielleria di Giardini Naxos, in provincia di Messina, ha ripreso un tentativo di rapina finito in modo molto particolare. Nel filmato si vedono due ragazzi entrare nel negozio mentre il proprietario è sul retro e, mentre uno prende la refurtiva direttamente dal bancone, il compagno, pistola alla mano, raggiunge il proprietario. Subito dopo torna però in campo mentre si dà alla fuga. Il negoziante è infatti armato a sua volta. Alla fine, caccia i banditi a calci.

Negoziante spara e uccide un bandito: fermato. Ma la rete lo sostiene

gioielliere-nizza-tuttacronacaStephen Turk è un 67enne gioielliere di Nizza che ha subito una rapina nel suo negozio ad opera di due malviventi che prima l’hanno aggredito e poi costretto ad aprire la cassaforte. Mentre i due banditi fuggivano in scooter, Turk li ha inseguiti ed ha sparato tre colpi, raggiungendo uno dei due rapinatori. Il gioielliere è stato fermato con l’accusa di omicidio ma sono migliaia (al momento attuale oltre 135mila) i francesi che, su un’apposita pagina Facebook, gli esprimono solidarietà e lo difendono. C’è chi ha scritto: “Non ci rallegriamo per la morte di un rapinatore ma siamo contenti che qualcuno reagisca”. Tra i vari commenti, appare anche quello del fratello di un negoziante che è stato ucciso nel 2001 e che sottolinea come “non passi un solo giorno senza che un gioielliere non venga rapinato in Francia”. Il padre del rapinatore ucciso, un 18enne, ha dichiarato di non ritenere possibile parlare di un gesto di legittima difesa. “Mio figlio ha fatto molte stupidaggini ma non meritava di essere abbattuto come un piccione”.

Coppia di ladri, rapina un gioielliere e poi va al mare

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Un week-end al mare in un albergo di lusso e i primi soldi spesi della rapina effettuata ai danni della gioielleria di Giorgio Zacco, così la coppia stava serenamente trascorrendo le vacanze, dopo aver preso a calci e pugni il gioielliere.

Il colpo, messo a segno da Fernando Bortolon, 43enne e la compagna Michela Bortolotto 21enne, entrambi di Padova, aveva fruttato oltre 40 mila euro tra monili d’oro e contanti. Decisiva per l’indagine è stata un’intuizione del comandante della stazione di Castelfranco, Antonio Currò. Mettendo assieme le testimonianze e la descrizione dell’uomo dal fisico palestrato è risalito a una denuncia di qualche anno prima ai danni di Bortolon. Il resto lo hanno fatto i militari del Nucleo operativo e della compagnia che sono così arrivati a San Martino di Lupari (Padova) dove la coppia risiede. Dopo tre giorni, ottenuta l’ordinanza di custodia cautelare dal giudice Angelo Mascolo, hanno fatto scattare le manette ai polsi di Bortolon. La donna è stata invece sottoposta al divieto di allontanamento dal comune perché madre di un figlio di appena undici mesi.

«È stata un’indagine vecchio stile – ha spiegato il comandante della compagnia di Castelfranco, Salvatore Gibilisco – basata su testimonianze e dati raccolti sul campo».
Quello di venerdì scorso a Castelfranco è stato un colpo che ha destato clamore sia per le modalità, i rapinatori hanno agito a volto scoperto, che per il luogo: la piazza centrale della città. «Si è trattato di una rapina violenta – ha spiegato il comandante provinciale dell’Arma Gianfranco Lusito -. Un agguato efferato e brutale. Per questo è stato importante dare una risposta immediata».
«I soldi ci servono per sfamare nostro figlio», aveva gridato il rapinatore mentre picchiava Zacco e mentre la compagna riempiva un borsone.

Dopo il colpo la coppia avrebbe fatto due tappe prima di andare a spassarsela: la prima a Oderzo e la secondo a Gorgo al Monticano. In due negozi “compro oro” avrebbero ceduto per 450 euro una parte degli oggetti d’oro. Con i soldi in tasca hanno proseguito la fuga verso il litorale friulano. «Hanno passato la notte a Lignano, in uno dei migliori hotel», ha chiarito Gibilisco. Un pernottamento che sarebbe stato pagato con i soldi incassati dai due “compro oro”. Una cessione che proprio in queste ore finirà sotto il vaglio dei carabinieri castellani determinati a verificare ogni aspetto di questa vicenda e quindi anche la regolarità nell’acquisto dei preziosi.
Il blitz a San Martino di Lupari è scattato lunedì. In casa della coppia c’era la valigia usata per il colpo: all’interno orologi, un pacco di contanti e qualche fede. Praticamente l’intero bottino del colpo alla gioielleria di Castelfranco.

Preso l’assassino del gioielliere a Milano?

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A sei giorni dall’omicidio di Giovanni Veronesi, gioielliere 75enne ucciso nel suo negozio a Milano, sembra che gli inquirenti siano arrivati alla svolta. È infatti stato fermato in Spagna dai carabinieri del Nucleo Investigativo un impiantista incensurato, che aveva avuto con la vittima rapporti di lavoro. L’uomo era fuggito lontano subito dopo la rapina, e scappando attraverso il confine con la Francia era arrivato in Spagna. Gli investigatori si trovano nel Paese iberico già da domenica scorsa. Oggi l’uomo dovrebbe essere interrogato ai fini dell’estradizione.

 

Rapina si trasforma in tragedia in una gioielleria in pieno centro a Milano

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Nel pienissimo centro di Milano a via dell’Orso, è avvenuta una rapina, finita nel modo più tragico. Anche se non sono arrivate conferme, sembra che l’orefice sia stato ucciso dopo che ha provato a reagire al furto. A dare l’allarme la moglie che da ore provava a contattare l’uomo senza avere risposta alcuna. In un giorno feriale, i ladri non hanno esitato a uccidere l’uomo, Giovanni Vescovi, un anziano di 73 anni, ritrovato con una profonda ferita alla testa. Tra spavento e sconcerto, la crescente ondata di violenza spaventa sempre di più le grandi città ove i rischi aumentano anche in pieno giorno. I tagli alla polizia si fanno risentire e si ripercuotono sui negozianti che sono i più esposti sopratutto se vendono oggetti preziosi. Ormai la polizia non è più usata a scopo preventivo ma interviene solo dopo che il reato è commesso. Nessun deterrente quindi vi è per i ladri che possono operare indisturbati!

Tenta il copo in gioielleria travestito da donna!

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Un gioielliere ha reagito ad un tentativo di rapina stasera a Verona sparando un colpo di pistola che ha ferito un malvivente; questo si era presentato travestito da donna. Il rapinatore, raggiunto ad una scapola, non e’ grave. Con un complice aveva preso di mira la gioielleria ‘Zermiani’, nel quartiere Santa Lucia. Il negoziante e’ riuscito a fermare anche il secondo bandito, tra le due porte del locale, e ha chiamato la polizia, che ha infine arrestato i due uomini.

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